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	<title>Giulia Lupoli - Proposte-UILS</title>
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		<title>Digita “www.StopGlobalWarming.eu” e firma anche tu la petizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Lupoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2021 19:58:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; “Clima comune” è un’Assemblea di Sindaci che si sta mobilitando per la lotta al</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">“<strong>Clima comune</strong>” è un’Assemblea di Sindaci che si sta mobilitando per la lotta al riscaldamento globale attraverso la democrazia partecipativa difatti auspicano di accrescere il numero di firme rivolte all’iniziativa dei Cittadini Europei “<strong>StopGlobalWarming.eu</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-706 alignright" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/stop-300x212.png" alt="" width="300" height="212" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/stop-300x212.png 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/stop-768x543.png 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/stop.png 842w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="text-align: justify;">In Italia il primo firmatario è stato <strong>Marco Cappato</strong>, presidente di Eumans, il quale crede che oltre alla crisi pandemica di covid-19, ne stiamo vivendo un’altra destinata a durare nel tempo molto di più rispetto alla prima. Si riferisce alla crisi climatica che porta le risorse ambientali ad essere sotto pressione proprio come lo è il mondo del lavoro. Questo è penalizzato dal sistema fiscale che lo tassa maggiormente rispetto ad altri settori. Al contrario traspare, da una certa prospettiva, che lo stesso sistema voglia però favorire un consumo anche scriteriato e smodato delle risorse ambientali.</p>
<p style="text-align: justify;">La proposta “StopGlobalWarming.eu” dei cittadini europei propone di convertire la pressione fiscale tassando le emissioni di CO₂ a favore della riduzione delle tasse sul lavoro. È una richiesta a livello europeo perché l’Unione Europea può prendere decisioni di questa dimensione e di questa portata ma è una petizione che parte dal basso. Dunque dai territori, da ciò che ciascuno di noi può fare nella propria vita, nelle proprie città e di conseguenza parte anche dai sindaci. L’iniziativa si sarebbe dovuta sviluppare anche attraverso una campagna itinerante in giro per il Vecchio continente ma l’ormai famigerato virus lo ha impedito. Malgrado ciò è ugualmente possibile firmare la petizione online e condividerla allo scopo di superare le circa 55.000 firme già raccolte ma con l’obiettivo di raggiungere il milione entro il 22 aprile che è la <strong>Giornata mondiale della Terra</strong>. Sembrerebbe un traguardo impossibile ma secondo Cappato non lo è, anzi, una delle ragioni di fiducia e di speranza giunge dalla grande risposta che è arrivata proprio dai sindaci.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lorenzo Mineo</strong>, coordinatore italiano di StopGlobalWarming.eu e Politici Per Caso, sposa le parole del presidente di Eumans ritenendo che il ruolo dei sindaci è fondamentale perché in un mondo che si urbanizza sempre più, le città svolgono un ruolo chiave per combattere il cambiamento climatico. La campagna di cui sopra è europea quindi c’è un significato particolare se i sindaci d’Italia, insieme a quelli europei (è nell’agenda del coordinatore l’organizzazione di un appuntamento anche con quest’ultimi) interessati alla faccenda, si uniscono attorno all’obiettivo del “carbon pressing” cioè attorno ad una proposta secca: “<em>meno tasse sul lavoro e più tasse su chi inquina. E ancora, inserire un prezzo minimo sulle emissioni inquinanti a livello europeo e usare queste risorse per una conversione ecologica del fisco cioè per abbassare le tasse sul lavoro ma anche per investire sulle energie verdi</em>. Questa è la proposta di www.StopGlobalWarming.eu a cui tutti possono accedere e firmare proprio come hanno fatto molti sindaci quali <strong>Virginia Raggi</strong> (RM), <strong>Giuseppe Sala</strong> (MI), <strong>Luigi de Magistris</strong> (NA), <strong>Dario Nardella</strong> (FI), <strong>Leoluca Orlando</strong> (PA) e molti altri ancora.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class=" wp-image-705 alignright" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/earth-day-300x200.jpg" alt="" width="248" height="165" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/earth-day-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/earth-day.jpg 750w" sizes="(max-width: 248px) 100vw, 248px" /></p>
<p style="text-align: justify;">L’iniziativa è indubbiamente di tipo ambientalista in quanto si chiede alla Commissione Europea di elaborare una proposta legislativa per fermare il riscaldamento globale spostando le tasse dalle persone all’ambiente. Le emissioni di chi emette anidride carbonica nel continente dovrebbero essere pagate ad un prezzo a tonnellata e il ricavato andrebbe a beneficio dei lavoratori, con una riduzione delle tasse in busta paga. L’idea è già supportata sia da testimonial provenienti dal mondo della cultura e dello spettacolo (da Nina Zilli a Giulia Innocenzi) che da 27 Premi Nobel e circa 5.000 scienziati i quali la considerano lo strumento più efficace per proteggere l’ambiente senza abbandonare l’economia di mercato.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/digita-www-stopglobalwarming-eu-e-firma-anche-tu-la-petizione/">Digita “www.StopGlobalWarming.eu” e firma anche tu la petizione</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/digita-www-stopglobalwarming-eu-e-firma-anche-tu-la-petizione/">Digita “www.StopGlobalWarming.eu” e firma anche tu la petizione</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>La rivoluzione verde e la transizione ecologica prevista dal PNRR</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Lupoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2021 19:52:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[#paolonespoli]]></category>
		<category><![CDATA[#rivoluzioneverde]]></category>
		<category><![CDATA[#transizionecologica]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Nell&#8217;area funzionale dei rapporti del Governo con le istituzioni dell&#8217;Unione europea interviene il Dipartimento</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;area funzionale dei rapporti del Governo con le istituzioni dell&#8217;Unione europea interviene il <strong>Dipartimento per le politiche europee,</strong> dal cui sito ufficiale è possibile comprendere cosa sia il <strong>PNRR</strong>. Acronimo di “<strong>P</strong>iano <strong>N</strong>azionale di <strong>R</strong>ipresa e <strong>R</strong>esilienza”, è il programma di investimenti che l&#8217;Italia deve presentare alla Commissione europea nell&#8217;ambito del <strong>Next Generation EU </strong>(<strong>NGEU</strong>), lo strumento per rispondere alla crisi pandemica provocata dal Covid-19.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Comitato Tecnico di Valutazione</strong> (CTV), presieduto dal Ministro per gli Affari Europei, <strong>Vincenzo Amendola,</strong> e alla presenza dei rappresentanti dei ministeri, dal 15 ottobre 2020 ha cominciato a presentare dei progetti preliminari di quel che sarà il Piano definitivo. Il termine ultimo per presentarlo a Bruxelles è il 30 aprile 2021.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Nella bozza, da 172 pagine, del PNRR si legge che secondo le conclusioni del Consiglio europeo, l’insieme dei fondi compresi nel Quadro Finanziario Pluriennale e nel Next Generation EU, mette a disposizione dell’Italia circa 309 miliardi di euro nel periodo 2021-2029.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda il Dispositivo Europeo di Ripresa e Resilienza (RRF), che finanzia il Piano, il nostro Paese potrà accedere a circa 65,4 miliardi di euro di sovvenzioni e 127,6 miliardi di euro di prestiti. Complessivamente la cifra ammonta a 193 miliardi che il Governo intende utilizzare appieno nel periodo 2021-29.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il Piano ha la finalità di rilanciare il Paese perseguendo obiettivi di policy e interventi connessi a tre assi strategici quali la transizione ecologica, la digitalizzazione e l’innovazione e l’inclusione sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Affinché si possano vincere queste sfide, sarà indispensabile una forte collaborazione tra pubblico e privato.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la prima linea strategica citata l’Italia diviene protagonista del <strong>Green Deal europeo</strong>, sarà dunque inderogabile la riduzione drastica delle emissioni di gas clima-alternanti, in linea</p>
<p style="text-align: justify;">anche con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi ma non solo, la Presidente <strong>Ursula Von der Leyen </strong>ha indicato altri obiettivi nel suo Discorso sullo Stato dell’Unione. Tra questi compare la riduzione delle emissioni inquinanti; l’aumento dei posti di lavoro nell’economia verde; il miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili e il sostenere e innescare i processi industriali della transizione verde. La quota prevista da vincolare a tali interventi green non sarà inferiore al 37% del totale degli stanziamenti del RRF.</p>
<p style="text-align: justify;">La transizione ecologica sarà la base del nuovo modello economico e sociale di sviluppo su scala globale, in linea con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Per avviarla non ci si limiterà a quanto analizzato nelle righe precedenti ma occorrerà migliorare l’efficienza energetica nell’uso delle materie prime delle filiere produttive, degli insediamenti civili, degli edifici pubblici, della qualità dell’aria nei centri urbani e delle acque interne e marine.</p>
<p style="text-align: justify;">NGEU si presenta, in teoria, non solo come un progetto economico e ambientale, a riguardo, gli investimenti concerneranno anche quel che definiamo con l’appellativo “bellezza” del Paese allo scopo di consolidare la capacità di attrazione di flussi turistici e le potenzialità dell’enorme patrimonio storico, culturale e naturale. Ma, è un progetto culturale europeo che qualifica gli obiettivi di sostenibilità dello sviluppo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Nell’ambito di una società a forte vocazione industriale si tenterà, di contro, di aggiungere nuovi ambiti al sistema produttivo tramite la riconversione ecologica che può e deve rappresentare un terreno di nuova competitività. Ciò sarà possibile mediante gli investimenti nell’agricoltura sostenibile e di precisione, e nell’economia circolare, a partire dal Mezzogiorno, permettendo di conseguire una maggiore armonia con la natura. Gli investimenti su quest’ultima economia intervengono su un processo volto a produrre materie prime secondarie da materiali di scarto per rendere la nostra penisola meno dipendente dall&#8217;approvvigionamento di materie prime e conseguentemente più forte e competitiva sui mercati internazionali</p>
<p style="text-align: justify;">A tal fine risulta inoltre strategico il sistema agricolo e forestale, che attraverso il presidio e la gestione sostenibile del territorio nazionale, è in grado di assorbire una significativa quota delle emissioni di gas climalteranti del sistema Paese, come evidenziato dallo European Green Deal.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-702 alignright" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/20201226_215644_0000-120x300.png" alt="" width="120" height="300" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/20201226_215644_0000-120x300.png 120w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/20201226_215644_0000-410x1024.png 410w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/20201226_215644_0000-768x1920.png 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/20201226_215644_0000-614x1536.png 614w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/20201226_215644_0000.png 800w" sizes="(max-width: 120px) 100vw, 120px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il Green Deal europeo costituisce un insieme di iniziative politiche proposte dalla Commissione europea con l’obiettivo generale di raggiungere la neutralità climatica nel vecchio continente, entro il 2050 e la riduzione delle emissioni di CO2 e gas clima alteranti, pari ad almeno il 55% entro il 2030. Pertanto, se pur l’Italia ha registrato notevoli progressi nel miglioramento dell’efficienza energetica, nella riduzione delle emissioni di gas serra e nell’aumento della quota di energia soddisfatta con fonti rinnovabili, intensificherà il proprio impegno per adempiere i nuovi e più ambiziosi obiettivi di tale accordo.</p>
<p style="text-align: justify;">La missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica” concretizzerà, di conseguenza, gli investimenti su diverse linee progettuali per un ammontare complessivo di risorse pari a 68,9 miliardi di euro. Linee che verranno chiarite in relazione alle concrete iniziative di investimento in coerenza con la strategia nazionale complessiva in corso di definizione per alcuni aspetti e alla capacità di raggiungere con efficacia ed efficienza gli obiettivi PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’energia e il clima).</p>
<p style="text-align: justify;">Specifiche riforme normative accompagneranno le azioni di cui sopra e saranno volte al raggiungimento della agognata svolta ecologica. Tra queste troviamo “<strong>Circolarità e tracciabilità</strong>” che consisterà nell’attuazione del piano d’azione europeo per l’economia circolare e per regolare l’organizzazione e il funzionamento del sistema di tracciabilità dei rifiuti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L’auspicio è che questi lodevoli presupposti, ancora solo concetti, vengano poi attuati in pratica per il bene del Pianeta che ci ospita. Pianeta che l’astronauta <strong>Paolo Nespoli</strong> ha definito come una nave in viaggio nell’universo. Tutti noi siamo i suoi marinai ma la stiamo tartassando pesantemente <em>“perché guardiamo il nostro orticello, non ci rendiamo conto che abbiamo innanzitutto un’influenza globale e totale. Dall’altro lato usiamo le risorse come se fossero infinite”.</em></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/la-rivoluzione-verde-e-la-transizione-ecologica-prevista-dal-pnrr/">La rivoluzione verde e la transizione ecologica prevista dal PNRR</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/la-rivoluzione-verde-e-la-transizione-ecologica-prevista-dal-pnrr/">La rivoluzione verde e la transizione ecologica prevista dal PNRR</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Plastica: gli interrogativi, l’origine e il riciclo alternativo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Lupoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2020 16:56:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[#ambienteterritorio]]></category>
		<category><![CDATA[#giuseppeinternò #giulialupoli]]></category>
		<category><![CDATA[#plastica #environment #scoperte #plasticaqquà #ecolibreria #climate #plastica #plastic #riciclo #recycle #recycling #riciclosostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È un argomento all’ordine del giorno. Lo affrontano i telegiornali, le testate giornalistiche, i più</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È un argomento all’ordine del giorno. Lo affrontano i telegiornali, le testate giornalistiche, i più famosi social network ma anche i più piccoli: “La plastica inquina!”, affermano tornando da scuola. Ma cosa conosciamo realmente di questo materiale? Nasce in tempi moderni per soddisfare logiche consumistiche o le sue radici sono radicate nel passato? Non è un materiale necessario o è efficace per la conservazione e l’igiene di prodotti alimentari e farmaceutici? I rifiuti plastici inquinano o si possono riciclare efficientemente?<br />
Verità assolute sull’argomento risulterebbero precipitose e insussistenti qualora si trascurasse e minimizzasse parte degli aspetti di questo complesso tema.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-641 aligncenter" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/1-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/1-300x191.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/1-1024x651.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/1-768x488.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/1-1536x977.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/1.jpg 1728w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-640 aligncenter" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/plastica1-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/plastica1-300x169.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/plastica1-1024x576.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/plastica1-768x432.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/plastica1-1536x864.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/plastica1-800x450.jpg 800w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/plastica1.jpg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Sin dall’età neolitica diamo forma a degli oggetti per utilizzi domestici o per meri fini accessori, nell’antichità lavoravamo la ceramica, nell’era moderna usiamo la plastica. La sua storia però inizia già nel XIX secolo. La comparsa di questo materiale innovativo non è dunque contemporanea.<br />
Il cloruro di polivinile (PVC) fu osservato per la prima volta nel 1835 dal chimico e fisico francese <strong>Henri Victor Regnault</strong>. Furono però deludenti i primi tentativi di commercializzazione in quanto puro, si presentava troppo rigido e fragile.<br />
La parkesina, la prima plastica artificiale, deve il suo nome al chimico inglese <strong>Alexander Parkes</strong> che nel 1856 la scoprì. Nell’800 si diffuse anche il biliardo e con esso la necessità di sostituire l’avorio delle palle da gioco, con un materiale meno raro e costoso, sia in termini economici che di vita degli elefanti, dalle cui zanne si ricava il pregiato materiale. Lo statunitense <strong>John Wesley Hyatt</strong> perseguì quest’obiettivo effettuando delle sperimentazioni sulla parkesina, riuscendo con l’invenzione della celluloide, brevettata nel 1869.<br />
L’ascesa delle bottiglie in PET risale al 1973 ma, prima di quegli anni, tante e altre sono state le invenzioni che si sono susseguite permettendo al mondo di conoscere, per esempio, la bachelite, il cellophane, l’innovativo polipropilene isotattico dell’italiano <strong>Giulio Natta</strong>, registrato e famoso col marchio “<strong>Moplen</strong>” e il polietilene. Quest’ultimo prodotto accidentalmente per la prima volta nel 1898 dal chimico tedesco <strong>Hans von Pechmann</strong>.</p>
<p>Quest’excursus stringato chiarisce che le radici della plastica non sono piantate in tempi odierni. Milioni di persone l’accolsero con entusiasmo, ma poi nel tempo hanno iniziato ad emergere i suoi aspetti negativi. Tra questi, i lunghi tempi di decomposizione: dai 20 anni per la busta di plastica, ai circa 450 per il pannolino.</p>
<p>Nel tarantino c’è una realtà che si mobilita sia per ripulire l’ambiente dai rifiuti dispersi illegalmente dagli incivili che per riciclare in maniera alternativa flaconi e lattine.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-643 alignleft" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/3-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/3-300x225.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/3-1024x768.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/3-768x576.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/3-1536x1152.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/3-720x540.jpg 720w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/3.jpg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><strong>Plasticaqquà Taranto</strong> è un gruppo informale di volontari che dal 2013 ripulisce le coste e le spiagge dei due mari della città. Convinti che non esista un metodo educativo più efficace del dare l’esempio alle nuove generazioni, mettono in atto iniziative che riguardano interventi di sensibilizzazione nelle scuole, nelle parrocchie, presso gruppi scout e in tutte quelle realtà interessate alle loro attività di informazione, valorizzazione di tratti costieri abbandonati, sviluppo sostenibile e di denuncia.<br />
<strong>Giuseppe Internò</strong>, referente del gruppo, ci spiega cosa lo ha spinto ad imbattersi in quest’avventura ecologica: <em>“Affacciato sulla banchina che dà sul mar Piccolo, ho contato innumerevoli rifiuti galleggianti che mi passavano davanti sospinti dalle correnti. Cassette in polistirolo, lattine, bottiglie in vetro, di plastica e confezioni di snack. Mi sono ripromesso di togliere un rifiuto dal mare ogni volta che sarei andato lì. Ho proposto sui social questo impegno e varie persone si sono accodate”</em>.<br />
<img decoding="async" class="size-medium wp-image-642 alignright" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/2-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/2-300x300.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/2-1024x1024.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/2-150x150.jpg 150w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/2-768x768.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/2-1536x1536.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/2.jpg 1564w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>Ha pensato a qualche soluzione alternativa per mantenere vivo il vostro modus operandi anche in tempi di pandemia?</strong><br />
<em>“Da anni abbiamo avviato la campagna mediatica con l’hashtag #RadicalCicc; in molti ci inviano foto di raccolte rifiuti in solitaria. Stiamo inoltre cercando di attuare un’iniziativa a sostegno dei commercianti che hanno fatto scelte virtuose in favore dell’ambiente, ma viste le limitazioni dovute a questo periodo, non è semplice far qualcosa anche se ci stiamo lavorando”</em>.<br />
Lodevole è l’iniziativa dell’Ecolibreria che il gruppo ha avviato presso il Parco Cimino in collaborazione con il Gruppo Sportivo Polizia Locale del Comune e Amiu Spa TA. Il progetto prevede la donazione di un libro, tra quelli disponibili, ogni 10 bottiglie/flaconi in plastica o lattine in alluminio consegnate.<br />
È possibile sostenere l’Ecolibreria donando libri, per perorare la causa del gruppo si può invece iniziare da piccoli gesti quotidiani come prediligere l’utilizzo di oggetti in vetro a quelli in plastica.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Giulia Lupoli</em></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/plastica-gli-interrogativi-lorigine-e-il-riciclo-alternativo/">Plastica: gli interrogativi, l’origine e il riciclo alternativo</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/plastica-gli-interrogativi-lorigine-e-il-riciclo-alternativo/">Plastica: gli interrogativi, l’origine e il riciclo alternativo</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Morto il 95% degli organismi marini nella penisola della Kamčatka</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Lupoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2020 09:55:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[#ambienteterritorio]]></category>
		<category><![CDATA[#giulialupoli #kamcatka #greenpeace #greenpeaceru #korobok #morzov #snowave #jurijdud #solodov #russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella penisola della Kamčatka, anche Camciatca, situata nell’Estremo Oriente Russo, si sta assistendo ad un</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella penisola della Kamčatka, anche Camciatca, situata nell’Estremo Oriente Russo, si sta assistendo ad un disastro ambientale come testimoniato dagli attivisti di Greenpeace Russia.<br />
Resta ancora ignota l’origine dell’inquinamento del mare della spiaggia di Khalaktyrsky e delle baie vicine, ma non la sua struttura. Sotto forma di diverse plume (area marina contaminata), l’inquinamento si sta dirigendo verso il sito UNESCO “Volcanoes of Kamchatka”.<br />
“In uno dei luoghi ispezionati, abbiamo trovato animali morti. Un certo volume di inquinanti si muove lungo la costa non solo in superficie, ma anche in profondità”, spiega l’attivista Vasily Yablokov. Nelle spiagge della penisola sono stati difatti trovati animali marini deceduti portati a riva dalla corrente e l’acqua ha cambiato colore e densità. Il team di Greenpeace Russia ha riscontrato una schiuma giallastra in vari punti sulla superficie del mare. </p>
<p>Gli scienziati hanno denunciato al governatore di questo territorio russo, Vladimir Solodov, che quasi tutta la vita dei fondali marini è stata spazzata via.<br />
&#8220;Durante le immersioni, abbiamo scoperto la morte di massa degli organismi a 10-15 metri di profondità: il 95 per cento è morto. Alcuni grossi pesci, gamberi e granchi sono sopravvissuti, ma in numero molto ridotto&#8221;, ha detto lo scienziato Ivan Usatov durante l’incontro con Solodov. </p>
<p>Il fotografo subacqueo Aleksandr Korobok ha subito ustioni chimiche durante l&#8217;immersione che l’ha portato a dichiarare: &#8220;Dopo questa immersione posso confermare che c&#8217;è un disastro ambientale in corso. L&#8217;ecosistema è stato notevolmente minato e ciò avrà conseguenze a lungo termine, poiché tutto in natura è interconnesso&#8221;. </p>
<p>Greenpeace ha riportato che le autorità locali, a seguito delle prime verifiche, hanno riferito che l’acqua conteneva una quantità di prodotti petroliferi quattro volte superiore ai limiti massimi consentiti e il fenolo in concentrazione 2,5 volte più alto rispetto ai limiti. L’ufficio del procuratore generale ha annunciato, vista la rilevanza della contaminazione, che sta prendendo il controllo della gestione dell’inquinamento in Kamčatka. Le autorità locali e di vigilanza hanno raccolto campioni per le analisi di laboratorio di cui si attendono i risultati. Queste indispensabili dal momento che anche gli scienziati della Riserva naturale di Kronotskij, dell&#8217;Istituto di ricerca della pesca e dell&#8217;oceanografia della Kamchatka (KamchatNIRO) e della sede locale dell&#8217;Istituto di Geografia del Pacifico, hanno segnalato che la morte degli organismi a 10-15 metri di profondità ucciderà anche i pesci che se ne nutrivano.</p>
<p>Le ustioni rinvenute sul corpo di Korobok sono solo una tra le tante testimonianze che confermano l’interconnessione tra l’ambiente e la persona. Puntualmente quando è la prima ad essere vittima di un disastro, le conseguenze gravose di quest’ultimo ricadono sull’uomo. Anton Morozov, direttore di Snowave, una delle principali scuole di surf della penisola, era stato tra i primi a denunciare i singolari e spiacevoli sintomi avvertiti dai surfisti. Sintomi assolutamente non trascurabili a tal punto da presentarsi anche senza il contatto con l’acqua. Molti hanno abbandonato l’Oceano in fretta. Il blogger Jurij Dud ha riportato la testimonianza di Morozov in cui parla di bruciore agli occhi, mal di gola e vomito provocati dall&#8217;avvelenamento scaturito anche limitandosi all’inalazione dell&#8217;insolito odore del mare. </p>
<p>Il governatore Solodov ha preso in considerazione l’inquinamento provocato dall&#8217;uomo, i fenomeni naturali o un terremoto correlato a un vulcano, tra le cause che potrebbero spiegare quanto sta accadendo dall’altra parte del mondo. Morozov ha però rilasciato: &#8220;Se i responsabili fossero più coraggiosi, ammettessero il loro errore e iniziassero le operazioni di soccorso, forse potremmo riportare la situazione sotto controllo&#8221;.<br />
Giulia Lupoli</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/11/greenpeace.jpg" alt="" width="275" height="183" class="alignnone size-full wp-image-600" /></p>
<figure id="attachment_601" aria-describedby="caption-attachment-601" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/11/russia-disastro-ambientale-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" class="size-medium wp-image-601" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/11/russia-disastro-ambientale-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/11/russia-disastro-ambientale.jpg 510w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-601" class="wp-caption-text">7 October 2020. Greenpeace activists explored two bays: Bolshaya Lagernaya and Shlyupochnaya. The dead mollusks were selected: their internal organs will be tested for a toxic substance. The marine inhabitants will be sent to the laboratory.<br />7 октября активисты Greenpeace исследовали две бухты: Большая Лагерная и Шлюпочная. Отобрали погибших моллюсков и морских ежей для исследования внутренних органов на предмет отравляющего вещества, погибшие морские обитатели будут отправлены в лабораторию.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_602" aria-describedby="caption-attachment-602" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/11/schiuma-gialla-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-602" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/11/schiuma-gialla-300x225.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/11/schiuma-gialla-1024x768.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/11/schiuma-gialla-768x576.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/11/schiuma-gialla-720x540.jpg 720w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/11/schiuma-gialla.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-602" class="wp-caption-text">There was a pollution of the water area near the Khalaktyr beach by an unclear source: hundreds of sea animals washed ashore, and the water changed color. The Greenpeace expedition set off to the scene.</figcaption></figure><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/morto-il-95-degli-organismi-marini-nella-penisola-della-kamcatka/">Morto il 95% degli organismi marini nella penisola della Kamčatka</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/morto-il-95-degli-organismi-marini-nella-penisola-della-kamcatka/">Morto il 95% degli organismi marini nella penisola della Kamčatka</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>La street art tesa alla valorizzazione dei territori urbani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Lupoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2020 11:51:20 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Si potrebbe dire che le vie della comunicazione sono infinite, soprattutto quando a definirle subentra l’arte e la fantasia. <br />Rublanum è un’associazione calabrese di promozione sociale nata a Rogliano, in provincia di Cosenza e promuove una nuova forma di comunicazione allo scopo di recuperare zone urbane dismesse tramite l’arte. Dal 2012 organizza il festival di street art “Gulìa Urbana” che ha la finalità di promuovere e valorizzare le zone più periferiche delle città. Opera attingendo specialmente al mondo del writing (forma artistica basata sull’espressione della propria creatività tramite interventi sul tessuto urbano), dell’arte urbana e della street art (è l’arte che si manifesta nei luoghi pubblici). <br /><br />Lo scorso settembre il festival, giunto alla nona edizione, è approdato per la prima volta in Puglia curando il progetto “T.R.U.St.”, acronimo di Taranto Regeneration Urban and Street, introducendo nella città ionica il concetto di “museo a cielo aperto”. Alice Pasquini, Tony Gallo, Uno, Cheone, Dimitris Taxis e Checko’s Art sono stati gli street artist presenti alla manifestazione e hanno operato su alcune facciate dei palazzi del Quartiere Paolo VI, sulla superficie esterna della palestra Ricciardi e su una facciata della biblioteca comunale Acclavio, che è stata inaugurata per l’occasione. <br />Giacomo Marinaro, direttore artistico del festival, spiega che l’idea di collaborare con la città dei due mari è sorta dal suo incontro con Mario Pagnotella, stretto collaboratore dell’evento, con la finalità di organizzare un contenitore artistico-produttivo stabile, capace di riqualificare le attitudini della città. Il Direttore sottolinea che T.R.U.St. si è potuto concretizzare grazie all’ausilio del Comune di Taranto, specialmente dalla forte volontà dell’assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Marketing Territoriale, Fabrizio Manzulli. <br />Quest’ultimo ha esortato anche alla realizzazione di un murales in memoria dello scrittore e giornalista tarantino Alessandro Leogrande. Disegnato difatti magistralmente in un luogo culturale come la biblioteca comunale e a supportare quest’iniziativa è intervenuto anche l’ente “Programma Sviluppo”.<br />L’idea di voler intervenire su una parete della palestra Ricciardi è invece legata al fatto che, continua Marinaro: “quest’area sarà il centro nevralgico di quelli che saranno poi i Giochi del Mediterraneo 2026, come a simboleggiare l’inizio dei lavori ed un inizio per la campagna pubblicitaria degli stessi”.<br />Nella seconda immagine è rappresentato il murales “Sogni d’oro amici miei”, 30&#215;12 m, di Tony Gallo e il cui significato è il dono. L’idea di quest’opera è sorta all’artista durante il lockdown, per fabbisogno vi erano associazioni di categoria che portavano i beni primari alle persone, Gallo, invece, ha raffigurato un’altra tipologia di beni. Evidenti nella borsa, sono dei peluche che vengono portati al fine di donare delle emozioni. <br /><br />Abbiamo intervistato anche il presidente di Rublanum, Andrea Falbo che, con Marinaro, ha spiegato che quando si guarda un murales bisogna partire dal presupposto che questo potrebbe non avere un significato ma che il bello genera il bello. Il dipinto è dunque un quadro che appartiene a tutti e in maniera un po&#8217; presuntuosa è anche l’osservatore che dà la propria chiave di lettura. “In un certo senso c’è anche quella dolce presunzione da parte nostra di voler dare uno stimolo a chi cose del genere non le ha mai viste quindi è anche un modo per stimolare la creatività”. A tal proposito, aggiungono, che l’opera degli artisti Alice Pasquini e Uno, era partita come mero esercizio stilistico ma in corso d’opera ha acquisito un significato stimolante soprattutto per chi ancora osserva con gli occhi del pregiudizio retrogrado. Gli street artist hanno infatti rappresentato una giovane donna con i capelli corti e la maggior parte dei passanti, incluse tante bambine, erano e sono rimasti fermamente convinti che sia raffigurato un uomo, nonostante sia stato spiegato loro il contrario. <br />In una società, in parte ipocrita e talvolta antiquata, i capelli corti potrebbero non essere sinonimo di femminilità. Questo singolare esempio testimonia che la street art è una forma di comunicazione che serve anche per proporre degli interessanti spunti di riflessione e per aprire nuovi orizzonti lì dove i retaggi culturali faticano a sradicarsi.<br />Giulia Lupoli</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/la-street-art-tesa-alla-valorizzazione-dei-territori-urbani/">La street art tesa alla valorizzazione dei territori urbani</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/la-street-art-tesa-alla-valorizzazione-dei-territori-urbani/">La street art tesa alla valorizzazione dei territori urbani</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Rispettando le distanze sociali si può continuare a pulire l’ambiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Lupoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2020 11:49:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[#ambienteterritorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il coronavirus non ha fermato la 28esima edizione di “Puliamo il Mondo”, la versione italiana</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il coronavirus non ha fermato la 28esima edizione di “Puliamo il Mondo”, la versione italiana di Clean Up the World, il più grande appuntamento di volontariato ambientale del pianeta.<br />
A partire dal 1993 è Legambiente il comitato organizzatore in Italia di quest’iniziativa di pulizia pianificata attraverso azioni concrete. Tantissimi volontari e cittadini ripuliscono strade, vie, piazze, aree verdi ma anche spiagge e sponde dei fiumi dai rifiuti abbandonati.</p>
<p>Nelle giornate dedicate a questa storica campagna di volontariato ambientale, in tutta la Penisola sono chiamati all’azione studenti, cittadini e associazioni per recuperare numerosi luoghi dal degrado. Si promuove un’efficiente gestione dei rifiuti, una reale riqualificazione delle aree urbane e una più attenta valorizzazione degli ambienti naturali, preservandoli da abusivismo edilizio e cementificazione.<br />
Quest’anno una delle giornate dedicate a Puliamo il Mondo ha combaciato con la Giornata Mondiale di Azione per la Giustizia Climatica in cui, lo scorso 25 settembre, i gruppi di Fridays For Future Italia si sono uniti ad altre migliaia di città del mondo per protestare affinché le loro richieste fondamentali venissero accolte. Tra queste: l’azzeramento delle emissioni climalteranti entro il 2030. Hanno inoltre sottolineato l’importanza dell’istruzione nella lotta alla crisi climatica. Se si aspira ad un futuro prosperoso e vivibile per le generazioni di oggi, ma specialmente per quelle future, è indispensabile cominciare dai luoghi della conoscenza per costruire nuove coscienze critiche. Credono di non poter permettere a subdole operazioni di greenwashing di insinuarsi nel sistema scolastico.<br />
“Greenwashing è un neologismo indicante la strategia di comunicazione di certe imprese, organizzazioni o istituzioni politiche finalizzata a costruire un&#8217;immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell&#8217;impatto ambientale, allo scopo di distogliere l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica dagli effetti negativi per l&#8217;ambiente dovuti alle proprie attività o ai propri prodotti”.</p>
<p>A Bergamo, Napoli e Borgo Cerreto (Pg) ci sono stati gli eventi di punta di questa 28esima edizione che ha guardato anche alle coste del Mediterraneo coordinando incontri di pulizia nei lidi di 17 paesi.<br />
 Nei parchi urbani è invece sos rifiuti: dai dati dell’indagine Park litter 2020, sono 27.854 i rifiuti raccolti e catalogati nei 73 parchi monitorati dai volontari, circa 4 rifiuti ogni metro quadrato preso in esame. I mozziconi di sigarette (33% del totale) restano quelli più presenti nel verde pubblico e il 60% dei rifiuti rinvenuti è di plastica.</p>
<p>La pandemia che ha colpito l’Italia e il resto del mondo ha cambiato le nostre abitudini, il nostro modo di vivere, di lavorare, di spostarci e di rapportarci con le persone. Secondo Legambiente non è però cambiata la voglia di impegnarci in prima persona per il bene comune. “Ora più che mai è importante rimboccarci le maniche per rinforzare il senso di appartenenza ai nostri territori, per costruire una nuova armonia tra l’ambiente e le persone”. Puliamo il Mondo è stato infatti il primo grande appuntamento di volontariato ambientale nell’Italia uscita dal picco dell’emergenza Covid-19 e tutte le iniziative, da nord a sud, sono state organizzate nel pieno rispetto delle normative anti-covid. Ai volontari sono stati forniti guanti, ramazze e mascherine e le parole chiave al centro di questo storico incontro sono state impegno civile, senso di comunità, sostenibilità ambientale e inclusione sociale ma anche attività fisica e sport.<br />
Oltre ai tradizionali spazi urbani – piazze, strade, vie, aree verdi, giardini – quest’anno l’evento ha ampliato il suo raggio d’azione ripulendo anche spiagge e sponde dei fiumi con un focus speciale dedicato. Lo scopo è stato evidenziare come la grande emergenza dei rifiuti in mare dipenda dalle nostre abitudini e modelli di produzione e consumo sulla terraferma. Il singolo cittadino ha dunque il dovere di rispettare l’ambiente che quotidianamente abita in quanto ogni nostra singola azione, sommata inevitabilmente a quelle degli altri, fa la differenza.<br />
Giulia Lupoli<br />
<img decoding="async" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/10/logo_PuliamoilMondo-2-186x300.jpg" alt="" width="186" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-545" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/10/logo_PuliamoilMondo-2-186x300.jpg 186w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/10/logo_PuliamoilMondo-2.jpg 496w" sizes="(max-width: 186px) 100vw, 186px" /></p>
<p><img decoding="async" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/10/puliamo-il-mondo-2020-300x156.jpg" alt="" width="300" height="156" class="alignnone size-medium wp-image-546" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/10/puliamo-il-mondo-2020-300x156.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/10/puliamo-il-mondo-2020-768x399.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/10/puliamo-il-mondo-2020.jpg 770w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/rispettando-le-distanze-sociali-si-puo-continuare-a-pulire-lambiente/">Rispettando le distanze sociali si può continuare a pulire l’ambiente</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/rispettando-le-distanze-sociali-si-puo-continuare-a-pulire-lambiente/">Rispettando le distanze sociali si può continuare a pulire l’ambiente</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Isola di Mauritius, il disastro ecologico causato dalla petroliera giapponese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Lupoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2020 12:17:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[disastro ecologico]]></category>
		<category><![CDATA[Mauritius]]></category>
		<category><![CDATA[petroliera giapponese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cargo incagliato nella barriera corallina Drammatiche le possibili ripercussioni ambientali provocate dallo sversamento di greggio</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Cargo incagliato nella barriera corallina</p>
<p style="text-align: center;"><em>Drammatiche le possibili ripercussioni ambientali provocate dallo sversamento di greggio nelle acque marine dell’Oceano Indiano</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso 16 agosto la nave giapponese Mv Wakashio, incagliata dal 25 luglio in prossimità dell’isola di Mauritius, si è spezzata in due dopo aver perso oltre 1.000 tonnellate di petrolio nelle acque della barriera corallina mentre le squadre di salvataggio hanno cercato di pompare le restanti tonnellate di carburante.</p>
<p style="text-align: justify;">A causa di questo sversamento, le acque dell’Oceano Indiano sud-occidentale sono diventate nere e, già ad inizio agosto, il Primo Ministro delle Mauritius, Pravind Kumar Jugnauth, aveva comunicato lo stato di emergenza ambientale. I soccorsi hanno cercato di agire tempestivamente, contenendo i danni alla laguna con operazioni di bonifica per estrarre tonnellate di greggio. Non solo, sono stati impiegati oltre 700 metri di diga galleggiante per contenere la diffusione del petrolio in mare. Il Governo è stato però ugualmente costretto a chiedere aiuti internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">A tal fine, come riportato dall’ANSA, è giunto in soccorso il governo di Tokyo, inviando una squadra di esperti con specifiche competenze nella gestione dei disastri ambientali e nella rimozione di sostanze inquinanti a salvaguardia degli ecosistemi. La Francia ha invece inviato materiale e truppe per cercare di limitare i danni. I soccorsi internazionali sono stati indispensabili in quanto lo stesso Ministro aveva spiegato chiaramente che l’isola non ha risorse e capacità per far fronte al disastro.</p>
<p style="text-align: justify;">Le associazioni ambientaliste locali ed internazionali quali Greenpeace, Fridays For Future e WWF, con lo scopo di preservare l’ecosistema, hanno richiesto una risposta rapida dal Governo isolano che, nel frattempo, ha reso nota la richiesta di risarcimento indirizzata all’armatore giapponese. La compagnia navale non si è svincolata dal voler far fronte ai danni provocati.</p>
<p style="text-align: justify;">Le organizzazioni locali si sono inoltre mobilitate per chiedere aiuto, tant’è che, con lo slogan “<strong>Mauritius Oil Spill Cleaning 2020 – MV Wakashio</strong>”, hanno lanciato una campagna di raccolta fondi sul sito web <a href="http://www.crowdfund.mu"><strong>www.crowdfund.mu</strong></a>.  Inoltre, forze dei volontari sono impegnate nell’aiutare a pulire e decontaminare l’ambiente colpito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> <img decoding="async" class=" wp-image-476 aligncenter" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/09/Ambiente-e-territorio-Giulia-Lupoli-Isola-di-Mauritius-il-disastro-ecologico-causato-dalla-petroliera-giapponese-300x101.jpg" alt="Ambiente e territorio - Giulia Lupoli - Isola di Mauritius, il disastro ecologico causato dalla petroliera giapponese" width="436" height="162" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’area dove è avvenuto il disastro è una regione di barriere coralline in fase di ricostruzione da più di un decennio, caratterizzata dalla presenza di grandi diversità marine e terrestri e da cui distano, a pochi chilometri, importanti riserve naturali.</p>
<p style="text-align: justify;">Analizzando l’impatto ambientale causato dalla presenza di petrolio in mare, è impossibile ignorare la vulnerabilità dei mammiferi marini. Non solo per la loro dipendenza dall’aria, ma anche perché il greggio può essere ingerito o può entrare in contatto con l’animale attraverso l’acqua marina o le coste contaminate, sia sabbiose che rocciose. La contaminazione della flora potrebbe dunque compromettere gli habitat naturali con il conseguente allontanamento degli animali, con il rischio che le aree si spopolino delle specie autoctone.</p>
<p style="text-align: justify;">Le tartarughe sono tra le specie a rischio e possono avvelenarsi sia tramite l’ingestione di cibo contaminato che tramite l’assorbimento attraverso la pelle, gli occhi, i polmoni e le vie respiratorie. E il pericolo di contaminare le specie protette, se il petrolio dovesse raggiungere le coste.</p>
<p style="text-align: justify;">Emerge, ancora una volta, una rischiosa dipendenza, nociva per il nostro Pianeta, ma che si potrebbe evitare se, chi ha potere decisionale, non continuasse a ignorare di proposito il problema, cioè l’abbandono dei combustibili fossili. A ribadirlo è intervenuto Happy Khambule, senior political advisor di Greenpeace Africa, sottolineando che i rischi del petrolio aggravano la crisi climatica, devastano gli oceani e la biodiversità. Inoltre, in questo caso, minacciano i mezzi di sussistenza locali intorno ad alcune delle lagune più preziose dell’Africa. Occorrono azioni più drastiche volte all’abbandono dei combustibili fossili e, in merito all’accaduto, Happy Khambule afferma che questa perdita di petrolio non è un fatidico scherzo del destino. È invece causa della contorta dipendenza dell’uomo dagli stessi e che non esiste un modo sicuro garantito per estrarre, trasportare e immagazzinare prodotti di combustibili fossili.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/isola-di-mauritius-il-disastro-ecologico-causato-dalla-petroliera-giapponese/">Isola di Mauritius, il disastro ecologico causato dalla petroliera giapponese</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/isola-di-mauritius-il-disastro-ecologico-causato-dalla-petroliera-giapponese/">Isola di Mauritius, il disastro ecologico causato dalla petroliera giapponese</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Come non possono accedere in spiaggia le persone con disabilità</title>
		<link>https://www.proposte-uils.it/come-non-possono-accedere-in-spiaggia-le-persone-con-disabilita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=come-non-possono-accedere-in-spiaggia-le-persone-con-disabilita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Lupoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2020 12:11:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[persone con disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[spiaggia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella penisola italica ancora radi sono i luoghi privi di barriere architettoniche Tra progetti locali</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Nella penisola italica ancora radi sono i luoghi privi di barriere architettoniche<br />
<em>Tra progetti locali presentati da associazioni che si battono in questo settore e leggi nazionali, resta ancora un miraggio garantire servizi accessibili a tutti i cittadini in egual misura</em></p>
<p style="text-align: justify;">Si può considerare civilizzato uno Stato che non rispetta le proprie norme?<br />
Risale al 1971 la legge n.118, art.27, riguardante l’eliminazione delle barriere architettoniche per facilitare la vita di relazione dei mutilati e invalidi civili. Al 1989 la norma n.13 recante: “disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati”.<br />
Si presuppone che fatta la legge ci siano anche le condizioni necessarie per poterla rispettare ma, ad oggi, molte località italiane risultano ancora non a portata di persone con disabilità. Lo confermano, per esempio, le difficoltà ad accedere alle spiagge delle città marittime e, nel peggiore dei casi, la totale impossibilità a farlo.</p>
<p style="text-align: justify;">
• Dalle parole di Francesco Vinci, Presidente dell’Associazione Tarantina “Contro le Barriere”, emerge, a riguardo, un quadro desolante.<br />
Era il 2003 quando presentarono al comune un progetto che risultava finanziabile e che individuava un sito sul litorale tarantino dove sarebbe stato possibile situare una struttura (Isola Amministrativa) che avrebbe potuto accogliere 30/40 postazioni per persone in carrozzina e con disabilità visive. Il tutto, ponendo anche attenzione a non intaccare il decoro urbano, ovvero, una spiaggia attrezzata ma libera, accessibile a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-471 aligncenter" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/09/Ambiente-e-territorio-Giulia-Lupoli-Difficile-per-le-persone-con-disabilita-accedere-in-spiaggia-300x275.jpg" alt="Ambiente e territorio - Giulia Lupoli - Difficile per le persone con disabilità accedere in spiaggia" width="300" height="275" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/09/Ambiente-e-territorio-Giulia-Lupoli-Difficile-per-le-persone-con-disabilita-accedere-in-spiaggia-300x275.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/09/Ambiente-e-territorio-Giulia-Lupoli-Difficile-per-le-persone-con-disabilita-accedere-in-spiaggia-768x704.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/09/Ambiente-e-territorio-Giulia-Lupoli-Difficile-per-le-persone-con-disabilita-accedere-in-spiaggia.jpg 929w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
Questo piano non decollò perché, dalle dichiarazioni del Presidente Vinci, l’allora Assessore Regionale al Bilancio, il tarantino Michele Pelillo, ritenne impossibile finanziarlo in quanto i fondi europei, a cui avrebbero attinto per finanziare il progetto, erano destinati ad altro. Al contrario, Stefano Fabbiano, ex Assessore Provinciale ai Servizi Sociali e l’ex vice sindaco Alfredo Cervellera, perorarono questa causa cercando di inserire il progetto nel Consiglio Regionale. Purtroppo caduto poi nel dimenticatoio.<br />
Non avendo avuto un esito positivo con l’Isola Amministrativa, l’associazione proponente “Contro le Barriere”, non ha però demorso. Insieme ad altre associazioni aderenti quali A.R.I.Anna onlus, Comitato 16 Novembre, Cuamj, Disabili Attivi, Mondo Sociale Aps, Progentes Aps, Sfida ed Università Popolare di Zeus, hanno realizzato il progetto “TUTTI al MARE” che richiede un impiego minore di risorse economiche. Questo disegno prevede la creazione di almeno un’oasi, in ogni Comune costiero delle Province della Regione Puglia, munita di cinque postazioni nelle spiagge pubbliche. Così facendo le persone con disabilità motorie e visive possono avere la possibilità di potervi accedere allo stesso modo degli altri cittadini. È in sostanza un esempio in piccolo, rispetto a quello che si voleva fare in grande sul litorale tarantino in un unico stabilimento.<br />
F. Vinci spiega che l’idea di ridimensionare il progetto è sorta in quanto la regione ha stanziato 20.000 euro per ogni comune costiero per realizzare queste iniziative. Ad oggi solo Maruggio (TA) ha costruito un’oasi utilizzando questi fondi dimostrando che si può fare se c’è la volontà e l’interesse per permettere a tutte le persone di condurre una vita dignitosa nel proprio ambito cittadino.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli sporadici casi in cui si costruisce evitando di creare ostacoli ma corridoi d’accesso al mare e servizi complementari (docce, wc, ecc.), si può incorrere nel rischio che tali soluzioni non vengano costruite coscientemente. Il Presidente spiega dunque che si realizzano, per esempio, scivoli senza valutare precedentemente le giuste pendenze e aggiunge: “c’è un problema, in genere noi associazioni chiediamo di fare non da tecnici ma da collaudatori e lasciamo i nostri numeri pubblici proprio perché ci mettiamo a disposizione quando si devono costruire degli scivoli per testarli in modo da essere certi della loro funzionalità. Invece prima fanno i lavori, per poi andarli a rifare e spendere ulteriori soldi”.</p>
<p style="text-align: justify;">F. Vinci crede che questi equivoci accadono perché ci sono delle barriere mentali difficilmente valicabili da parte di alcuni amministratori. Quest’ultimi pensano che le persone con disabilità oltre ad avere problemi motori abbiano difficoltà nella comprensione e perciò non accettano consigli da chi in prima persona si ritrova ogni giorno a dover affrontare i disagi causati da ostacoli artificiali per i quali, come spiegato, possono essere vinti.<br />
Ancor prima di abbattere le barriere architettoniche bisognerebbe, come dice lo stesso Presidente, abbattere quelle mentali.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-472 aligncenter" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/09/Ambiente-e-territorio-Giulia-Lupoli-Difficile-per-le-persone-con-disabilita-accedere-in-spiaggia-2-300x199.jpg" alt="Ambiente e territorio - Giulia Lupoli - Difficile per le persone con disabilità accedere in spiaggia" width="300" height="199" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/09/Ambiente-e-territorio-Giulia-Lupoli-Difficile-per-le-persone-con-disabilita-accedere-in-spiaggia-2-300x199.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/09/Ambiente-e-territorio-Giulia-Lupoli-Difficile-per-le-persone-con-disabilita-accedere-in-spiaggia-2.jpg 338w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/come-non-possono-accedere-in-spiaggia-le-persone-con-disabilita/">Come non possono accedere in spiaggia le persone con disabilità</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/come-non-possono-accedere-in-spiaggia-le-persone-con-disabilita/">Come non possono accedere in spiaggia le persone con disabilità</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<item>
		<title>La rete globale delle comunità energetiche</title>
		<link>https://www.proposte-uils.it/la-rete-globale-delle-comunita-energetiche/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-rete-globale-delle-comunita-energetiche</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Lupoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2020 09:45:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[energia pulita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Produrre e condividere energia pulita è possibile L’unione fa la forza: in alcune località tedesche</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Produrre e condividere energia pulita è possibile</p>
<p style="text-align: center;"><em>L’unione fa la forza: in alcune località tedesche l’aggregazione tra comuni genera delle reti di energia prodotta dalle fonti rinnovabili in grado di ridurre i livelli di anidride carbonica (C0₂) e il tasso di disoccupazione</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Non “ambientalismo da salotto”, ma riconversione concreta verso la green economy. Ciò è possibile come dimostrano i casi delle “comunità energetiche” a Neuerkirch e Külz in Germania.</p>
<p style="text-align: justify;">Con l’intento di dimezzare il consumo energetico, trecento abitanti del circondario Reno-Hunsrück hanno realizzato un piano ambientale. A concretizzarlo, un manager per la difesa del clima. Come spiega alle telecamere di Report il sindaco di Neuerkirch, da soli non ce l’avrebbero fatta come d’altronde anche Külz, aveva una rete di teleriscaldamento che collegava dodici case ma non era sufficiente per restare in piedi. Le due aree, associandosi, l’hanno invece allargata, realizzando un impianto solare termico e una conduttura di sette chilometri per collegare le due zone. Adesso sono centocinquanta le case riscaldate.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ISPRA stima che il lockdown ha permesso di ridurre del 5,5% il gas serra nell’atmosfera. Nei due comuni tedeschi grazie a questo sistema si è passati da 1200 a 80 tonnellate di anidride carbonica (CO₂) l’anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Le risorse per finanziare la rete sono ricavate dalle entrate degli impianti eolici, che permettono di riconoscere un contributo di 4.000 euro ad ogni cittadino che si allaccia alla rete. Inoltre, il carsharing finanziato con auto elettriche, dichiara Marlon Bröhr presidente del circondario, ha un costo annuo di 60.000 euro, ma è gratis per i cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel circondario di Reno-Hunsrück avevano due problemi: diminuiva la popolazione, ma non il debito pubblico. Oggi è diminuito il tasso di disoccupazione e sono stati annullati i debiti. La rotta è cambiata quando hanno deciso di abbandonare l’importazione di elettricità dalle centrali nucleari e a carbone, per ricavarla da 270 impianti eolici, 4.500 fotovoltaici e 17 a biomassa. Le campagne di queste zone, oltre ai generi alimentari, producono energia e con quella in surplus riescono a rifornire anche altre città come Coblenza e Magonza.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella città tedesca di Wolfhagen, anziché rinnovare le concessioni per le reti elettriche, hanno deciso diversamente. La rete elettrica fu rilevata dal Comune e i suoi abitanti ne entrarono nella gestione, costituendo la cooperativa “Cittadini per l’energia” e acquisendo il 25% della municipalizzata. È questo l’esperimento di democrazia elettrica che spinge dal basso il ricorso alle fonti rinnovabili. Ogni socio può accedere al consiglio di sorveglianza e decidere, insieme agli altri, la dirigenza. Ciascuno possiede un voto indipendentemente dal denaro investito. Non si tratta di speculazione, sottolinea il sindaco Reinhard Schaake, ma un modo per partecipare al successo economico della città. Si può decidere, per esempio, di non far smantellare una ex caserma, ma di coprirla di pannelli fotovoltaici per trasformarla in una scuola dove sperimentare anche nuove tecniche di efficienza energetica.</p>
<p style="text-align: justify;">Con le rinnovabili, a Wolfhagen si producono circa 55.000 megawatt/ora di energia elettrica pulita e ne consumano meno di 50.000. In questo modo si cambia sistema di produzione energetica perché l’energia che avanza si può cedere ad un vicino che ne ha necessità. Città e nazione dopo nazione si potrebbe costruire di conseguenza una rete globale di energia rinnovabile la quale sfrutterebbe anche la differenza di fuso orario. Se l’energia eolica fosse in eccesso, dopo aver servito tutta la parte del mondo in cui è notte, con le linee a corrente continua si utilizzerebbe dove è giorno.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-404 alignright" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/08/Ambiente-e-territorio-Giulia-Lupoli-La-rete-globale-delle-comunita-energetiche-193x300.jpg" alt="Ambiente e territorio - Giulia Lupoli - La rete globale delle comunità energetiche" width="193" height="300" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/08/Ambiente-e-territorio-Giulia-Lupoli-La-rete-globale-delle-comunita-energetiche-193x300.jpg 193w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/08/Ambiente-e-territorio-Giulia-Lupoli-La-rete-globale-delle-comunita-energetiche-660x1024.jpg 660w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/08/Ambiente-e-territorio-Giulia-Lupoli-La-rete-globale-delle-comunita-energetiche-768x1191.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/08/Ambiente-e-territorio-Giulia-Lupoli-La-rete-globale-delle-comunita-energetiche.jpg 838w" sizes="(max-width: 193px) 100vw, 193px" /></p>
<p style="text-align: justify;">La regione Lombardia ha emesso un bando, a cui hanno risposto positivamente 3.000 famiglie, per incentivare l’acquisto di batterie (accumulatori di energia). Le batterie sono collegate ai fotovoltaici e l’insieme di questi impianti di dimensione modesta costituisce una centrale elettrica. Tali fonti di energia rinnovabile si mettono in rete e si ottiene una centrale virtuale che l’operatore può manovrare. Enel X, società che fornisce prodotti e servizi innovativi al servizio della trasformazione energetica in un’ottica di sviluppo sostenibile, per esempio, aggrega gli impianti della Lombardia est. La tecnologia permette dunque di dialogare e controllare il singolo impianto. Se nessuno la consuma, le batterie si caricano e, quando la rete ne ha bisogno, ognuna di queste cede l’energia che può dare.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, per il successo di progetti di questo tipo, specialmente a livello nazionale, occorre un massiccio coinvolgimento della popolazione. Affinché questo modello di riconversione energetica sia a regime, occorre quindi aggregarsi alle tremila famiglie lombarde poiché da sole non basterebbero a realizzare la transazione verso una green economy.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa aspettiamo a farlo?</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/la-rete-globale-delle-comunita-energetiche/">La rete globale delle comunità energetiche</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/la-rete-globale-delle-comunita-energetiche/">La rete globale delle comunità energetiche</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Animali e mascherine chirurgiche hanno invaso gli spazi naturali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Lupoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2020 09:20:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[mascherine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli aspetti positivi e negativi causati dalla pandemia coronavirus sull’ambiente L’hashtag “#iorestoacasa” non è valso</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Gli aspetti positivi e negativi causati dalla pandemia coronavirus sull’ambiente</p>
<p style="text-align: center;">L’hashtag “#iorestoacasa” non è valso per gli animali selvatici. Passeggiavano per le vie delle città oggi invase dai rifiuti plastici monouso</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La sera del 9 marzo 2020, venivano estese a tutta la penisola le misure restrittive fino ad allora valide solo per le zone “rosse” della Lombardia e di parte del Nord Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Se da un lato venivano limitate le uscite, dall’altro la natura iniziava lentamente a riappropriarsi dei propri spazi. Così, in diverse parti del Pianeta, gli animali indisturbati si spingevano lì dove non osavano più arrivare.</p>
<p style="text-align: justify;">In Francia, sulle piste da sci di Courchevel veniva avvistato un lupo in pieno giorno, mentre a Parigi delle anatre a passeggio si spingevano sino alla Comédie Française.</p>
<p style="text-align: justify;">A Nara, in Giappone, i cervi, presenze abituali dei parchi, si godevano la loro quiete sotto i ciliegi in fiore. I più curiosi avevano invece preferito esplorare tutta la città. Sempre per le strade deserte, saltellava senza problemi un canguro ad Adelaide, in Australia.</p>
<p style="text-align: justify;">In una zona residenziale di Bogotá è stato avvistato un esemplare di maikong (è un canide cerdocionino) e sempre in Colombia, ma a Neiva, un opossum andava a spasso con i suoi cuccioli in spalla.</p>
<p style="text-align: justify;">Il blocco navale e il divieto di pesca riportavano i delfini a danzare sul lungomare di Taranto e in un’altra città marittima, Mar del Plata in Argentina, i leoni marini invadevano le strade deserte.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli sciacalli a Tel Aviv si sono impadroniti di un parco e altrettanto hanno fatto le scimmie a Lopburi, in Thailandia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lockdown è stato invece mal vissuto dai gabbiani in Spagna, costretti, a causa delle attività chiuse, ad andare a caccia di cibo, che solitamente soddisfano, nutrendosi con gli scarti dei bar e ristoranti.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia è toccato alle lepri ricomparse nei parchi milanesi e a due caprioli, appassionati di shopping, che giravano per il centro di Casale Monferrato.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Diversa sorte è spettata agli animali accalcati in condizioni igieniche precarie negli allevamenti intensivi negli USA. Milioni tra polli, maiali e bovini sono state uccisi per effetto della pandemia. L’annuncio era stato dato dal presidente di una delle più grandi multinazionali del settore, la Tyson Food, i cui stabilimenti si occupano di trasformazione e commercializzazione della carne.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Oltre ai benefici sugli animali selvatici, la pandemia ha avuto anche un impatto positivo sull’ambiente, come dimostrato dall’abbassamento dei livelli di diossido di azoto (NO₂), di anidride carbonica (CO₂) e di altri inquinanti presenti nell’aria. Benefici, questi, dovuti al calo del traffico veicolare e della sospensione di quella aerea.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il fermo di molte industrie ha permesso la riduzione delle emissioni di gas serra, così come la diminuzione del turismo di massa e delle sostanze inquinanti, prodotte dalle crociere e dalle barche a motore, ha fatto sì che i canali di Venezia ritornassero puliti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Con l’emergenza COVID-19 si stima però che solo in Italia verranno prodotte 450mila tonnellate di guanti e mascherine da smaltire, a cui va sommato tutto il materiale monouso usato in ambito sanitario. Wuhan in piena crisi è arrivata a produrne 200 tonnellate quotidiane, il quadruplo dei rifiuti giornalieri che la città riesce a gestire.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono aumentati inoltre i servizi di consegna a domicilio che hanno contribuito ad incrementare l’utilizzo della plastica a causa degli imballaggi utilizzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Le conseguenze dell’uso eccessivo di tale materiale ricadono sull’ecosistema marino e terrestre e a pagarne il conto è l’umanità. Infatti, non essendo decomponibile, si frammenta in microplastiche e diventata così parte della nostra catena alimentare. Le microplastiche, inghiottite dai pesci, passano poi sulle nostre tavole. A confermarlo è una ricerca dell’Università di Newcastle, secondo cui mangiamo in media 5 grammi di plastica ogni settimana, pari al peso di una carta di credito.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Risolvere oggi quest’emergenza appare difficile, tant’è che è stata nuovamente rinviata l’entrata in vigore della plastic tax che avrebbe messo al bando la plastica monouso. È necessario che ognuno di noi faccia ricorso al proprio senso civico e tutelare, in questo modo se e gli altri oltre che preservare, per quanto possibile, l’ambiente incontaminato. L’Istituto Superiore di Sanità infatti consiglia l’utilizzo delle cosiddette “mascherine di comunità”, lavabili e riutilizzabili.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/animali-e-mascherine-chirurgiche-hanno-invaso-gli-spazi-naturali/">Animali e mascherine chirurgiche hanno invaso gli spazi naturali</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/animali-e-mascherine-chirurgiche-hanno-invaso-gli-spazi-naturali/">Animali e mascherine chirurgiche hanno invaso gli spazi naturali</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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