Bonus casalinghe, un incentivo per trovare lavoro

Bonus casalinghe, un incentivo per trovare lavoro

Nel Decreto agosto un provvedimento per le donne inattive

Un fondo di tre milioni per corsi di formazione

Il decreto agosto

L’emergenza Covid- 19 ha portato il Governo a emanare una serie di provvedimenti straordinari. Tra questi, uno degli ultimi, è il decreto legge 14 agosto 2020, n. 104, il cosiddetto Decreto agosto. Tale disposizione comprende le «misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia», così come si legge in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento è costituito da 115 articoli suddivisi in otto capi.

Il primo capo riguarda le disposizioni in materia di lavoro, uno degli articoli, ad esempio, incrementa di nove settimane, per arrivare a un complessivo di diciotto settimane, il periodo di cassa integrazione. Il capo II tratta le disposizioni di coesione territoriale, rivolte in modo particolare al Sud Italia. Il capo successivo prende in considerazione le disposizioni in materia di salute, predisponendo nuove assunzioni di personale medico. Gli altri articoli concernono misure per l’edilizia scolastica e sono previsti dei fondi per la ricerca e lo sviluppo dei vaccini.

Il capo V è intitolato “Disposizioni concernenti regioni, enti locali e sisma”. Sono poi esposte le misure di sostegno e rilancio dell’economia. Qui sono nominati contributi a fondo perduto per gli esercizi di ristorazione e per le attività economiche e commerciali nei centri storici. Ancora, è previsto un incremento del fondo per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni di Co2. Inoltre, sono citate agevolazioni fiscali per il settore turistico e termale.

Il bonus casalinghe

Tra i beneficiari dei diversi provvedimenti ci sono anche le casalinghe. Nel decreto, infatti, l’articolo 22 istituisce un fondo per la formazione personale delle casalinghe, il cosiddetto Bonus Casalinghe. Nel comma 1 si spiega che sono stati stanziati «3 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020, finalizzato alla promozione della formazione personale e all’incremento delle opportunità culturali e partecipative, anche in collaborazione con enti pubblici e privati, delle donne che svolgono attività prestate nell’ambito domestico, senza vincolo di subordinazione e a titolo gratuito, finalizzate alla cura delle persone e dell’ambiente domestico».

In sostanza, si tratta di corsi di formazione gratuiti a cui le casalinghe potranno partecipare per accrescere le loro conoscenze ed avere più possibilità per trovare lavoro. Non si tratta quindi di una somma di denaro che le casalinghe riceveranno direttamente, ma è un bonus che «servirà ad attivare percorsi volti a favorire l’acquisizione di nuove competenze e l’accesso a opportunità culturali e lavorative», come ha scritto in un post su Facebook la ministra per le pari opportunità e famiglia Elena Bonetti.

Uno dei maggiori problemi, infatti, è la ricerca di un impiego. Dati alla mano, la percentuale delle donne inattive in Italia è la più alta in Europa. Eurostar ha calcolato che nel nostro paese il 43,5% delle donne in età lavorativa si trova in una situazione di disoccupazione. Inoltre, il numero delle casalinghe è elevato e rappresenta il 50% della popolazione inattiva. Tra i paesi europei la più virtuosa è la Svezia dove le donne inattive sono il 18,8%.

Il fenomeno dello scoraggiamento

Il problema della ricerca del lavoro è aggravato dal fenomeno dello scoraggiamento. Molte donne sono casalinghe per scelta oppure per motivi familiari, ma un’altra ragione è lo scoraggiamento. Questa situazione sorge quando le donne smettono di cercare lavoro poiché non riescono ad ottenere un beneficio rilevante e in tempi brevi. Inoltre, l’inattività impedisce l’aggiornamento professionale. Con il bonus, quindi, si vogliono offrire opportunità di formazione, per incentivare le donne a cercare un impiego.

Elena Bonetti ha rimarcato questo aspetto peculiare del bonus in un post su Facebook in cui afferma: «Non è accettabile che per una donna lo stare a casa diventi una scelta obbligata per mancanza di opportunità di lavoro. Non è accettabile che questo la porti a non avere accesso a opportunità di qualificazione e aggiornamento, in un vortice senza fine. Al contrario, serve investire strutturalmente in occasioni di qualificazione e di empowerment, che vuol dire garantire alle donne libertà di scegliere e accompagnarle ad accedere a opportunità di lavoro […] Con queste risorse interveniamo specificamente a favorire l’acquisizione di competenze per quelle donne che, trovandosi fuori dal circuito lavorativo, sono escluse anche dalle opportunità di aggiornamento professionale e vedono ulteriormente ridursi le possibilità di scelta alla loro portata».

Criticità del bonus casalinghe

Il Bonus casalinghe ha generato una polemica che critica la somma stanziata considerandola esigua. Si è calcolato che ogni casalinga percepirà 40 centesimi. Hanno fatto notare come i tre milioni del fondo sarebbero pochi, se suddivisi per le 7.4 milioni di casalinghe. Il risultato di questo calcolo, infatti, è proprio 0.40€. La ministra ha replicato alle critiche affermando: «Ho letto di questa divisione fatta per calcolare i soldi effettivi. Posso dire che si è fatta l’operazione sbagliata, non è un fondo per avere un bonus per cui si deve fare il totale diviso il numero delle casalinghe ma è un fondo costituito, come primo embrione, per un progetto di formazione digitale, quindi bisogna valutarne anche il costo. È un primo fondo di tre milioni di euro, mai stanziati in precedenza».

Condizione per accedere al bonus è l’iscrizione all’ assicurazione casalinghe. Nel primo comma dell’articolo 22, infatti, quando si descrive il profilo delle beneficiarie, si specifica che le casalinghe devono essere «iscritte all’Assicurazione obbligatoria, di cui all’articolo 7 della legge 3 dicembre 1999, n. 493». Quest’ultimo articolo al comma tre recita: «Sono soggette all’obbligo di iscrizione all’assicurazione le persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni che svolgono in via esclusiva attività di lavoro in ambito domestico». Una tale clausola è discriminatoria: una norma che vuole agevolare l’ inserimento lavorativo delle casalinghe, non può fare una distinzione tra donne iscritte e donne non iscritte, escludendo quest’ultime. Il lavoro è importante ed è giusto che possano accedervi tutte.

Ad ora non sono stati dati ulteriori chiarimenti riguardo i modi di utilizzo del fondo. I dettagli saranno forniti attraverso un decreto che sarà emanato dal Ministero per le Pari Opportunità, entro il 31 dicembre 2020.

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Alessia Pina Alimonti