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	<title>CSM - Proposte-UILS</title>
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		<title>Riforma Cartabia, del CSM, e referendum sulla giustizia, ovvero l’arte di saper fare di necessità virtù</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2022 08:21:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia e riforme istituzionali]]></category>
		<category><![CDATA[c.s.m.]]></category>
		<category><![CDATA[condizionalità]]></category>
		<category><![CDATA[CSM]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella storia del diritto italiano il 2022 è destinato ad assumere le sembianze di un</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nella storia del diritto italiano il 2022 è destinato ad assumere le sembianze di un anno cruciale nel quale vedrà la luce un’imponente riforma della giustizia.<br />
E’ indispensabile premettere che essa giunge a maturazione in un contesto in cui il nostro Paese è chiamato a raggiungere obiettivi strategici attraverso riforme strutturali in grado di rilanciare l’economia ed il benessere sociale.<br />
Sotto questo aspetto, la riforma acquista una valenza decisiva, sia per la corretta esecuzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sia per l’ottenimento dei fondi del Recovery Plan, in quanto il raggiungimento degli obiettivi concordati con la Commissione Europea di riduzione dei tempi del processo è una delle “condizionalità” che consentirà al nostro Paese di accedere ai predetti fondi.</p>
<blockquote><p>Giunge a maturazione in un momento storico difficile una delle riforme<br />
più attese ed importanti per Paese: quella della giustizia. La necessità di ricevere aiuti economici sotto forma di fondi europei ha spinto la classe politica a ritrovare l’unità di intenti facendo prevalere l’interesse comune. In altre stagioni politiche, non sarebbe stato possibile un intervento di tale ampiezza ed impatto.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">E’ opportuno precisare che il valore economico del P.N.R.R. per il comparto giustizia è pari 2,7 miliardi, mentre per il Recovery Plan si parla di 191 miliardi destinati alla rinascita economica e sociale del paese, pertanto appare chiaro che il raggiungimento degli obiettivi rappresenta un “passaggio obbligato” di questa particolare epoca storica, destinato a riverberarsi sull’intero “sistema-paese”.<br />
La novella globalmente intesa si compone di due grandi interventi in ambito civile (l. n. 206/2021) e penale (l. n. 134/2021), il cui obiettivo è rendere la giustizia più efficiente e di velocizzarne i tempi. A questi, si devono aggiungere la riforma del CSM (d.d.l. A.C. 2681-A), ed i cinque quesiti referendari, che nel loro insieme mirano anche a togliere peso alle c.d. “correnti” politiche presenti all’interno del CSM, in risposta agli scandali che hanno coinvolto la magistratura italiana negli ultimi anni. Entrambi i provvedimenti puntano ad implementare la digitalizzazione dei procedimenti e l’utilizzo delle modalità telematiche per il deposito di atti e documenti, nonché per la partecipazione ad atti ed udienze.<br />
Grazie a un piano di finanziamento previsto dal P.N.R.R. si investe sul personale, con la creazione dell’Ufficio per il processo: una struttura organizzativa che entrerà a far parte del nuovo modello di organizzazione del lavoro dei giudici con funzioni di smaltimento dell’arretrato e compiti preparatori.</p>
<blockquote><p>La riforma della giustizia è in attesa dei decreti legislativi del Governo.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Con la riforma del processo penale, il cui livello di inefficienza desta le maggiori preoccupazioni in Europa, si mira a raggiungere una riduzione significativa dei tempi della giustizia andando ad incidere su aspetti sostanziali e procedimentali, sul sistema sanzionatorio, e sulla giustizia riparativa, mai prima d’ora disciplinata compiutamente.<br />
E’ di fondamentale importanza l’intervento in materia di prescrizione del reato: introducendo un nuovo art. 161-bis c.p. si stabilisce che il corso della prescrizione del reato cessa dopo la sentenza di primo grado, sia essa di condanna o di assoluzione.<br />
Viene altresì in rilievo il nuovo articolo 334 bis c.p.p. che prevede che la mancata definizione del giudizio di appello e del giudizio di cassazione entro i termini di ragionevole durata del processo previsti dalla legge Pinto costituisce causa di improcedibilità dell’azione penale.<br />
Questi interventi, nelle previsioni del legislatore, avranno il maggiore impatto sulla durata dei procedimenti.<br />
Nel complesso quadro sin qui delineato, si innesta la votazione dei 5 referendum abrogativi sulla giustizia fissata al 12 giugno 2022, rispetto ai quali vanno focalizzati almeno tre quesiti referendari.<br />
In primo luogo, quello per la separazione delle funzioni dei magistrati con cui si aspira a ridurre il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti; in secondo luogo, il quesito che intende consentire la partecipazione dei membri “laici” &#8211; scelti dal Parlamento -, alle deliberazioni dei Consigli giudiziari sulle valutazioni di professionalità e competenza dei magistrati.<br />
Infine, il referendum in materia di elezioni dei componenti togati del CSM, che mira a scardinare il sistema delle “correnti” consentendo a qualunque magistrato che intenda candidarsi, di presentare la propria candidatura senza dover prima procurarsi un certo numero di firme.<br />
Esposti succintamente i principali temi della riforma Cartabia, appare chiaro che per esprimere un giudizio sulla qualità di una riforma a carattere strutturale, organico e sistematico, bisognerà attendere l’attuazione che ne darà il Governo.<br />
Tuttavia, non può essere messo in dubbio il fatto che una riforma di questa portata costituisca un passaggio obbligato per il nostro Paese sotto il profilo del bene comune, tenuto conto che essa giunge in un contesto storico-politico per certi aspetti irripetibile, e comunque tale da far riporre ogni speranza nell’autorevolezza di un presidente del Consiglio dei ministri e di una ministra della giustizia per nulla inclini a fare della giustizia una bandiera ideologica o elettorale, ed il cui valore personale corrisponde esattamente alla capacità tecnica di risolvere problemi.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/riforma-cartabia-del-csm-e-referendum-sulla-giustizia-ovvero-larte-di-saper-fare-di-necessita-virtu/">Riforma Cartabia, del CSM, e referendum sulla giustizia, ovvero l’arte di saper fare di necessità virtù</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/riforma-cartabia-del-csm-e-referendum-sulla-giustizia-ovvero-larte-di-saper-fare-di-necessita-virtu/">Riforma Cartabia, del CSM, e referendum sulla giustizia, ovvero l’arte di saper fare di necessità virtù</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>La mancata indipendenza della magistratura è un diritto violato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Staropoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2021 13:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Amara]]></category>
		<category><![CDATA[correntismi]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[CSM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Correntismi e ombre della storia della magistratura italiana che hanno un peso ancora oggi La</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Correntismi e ombre della storia della magistratura italiana che hanno un peso ancora oggi</p>
<p><strong>La mancata indipendenza della magistratura è un diritto violato</strong></p>
<p>Era fine Aprile quando è stato scoperchiato il vaso di Pandora della loggia Ungheria in Italia, riportando alla luce lo spettro della politicizzazione della magistratura nascosto già dietro la loggia P2, quarant’anni fa. In che modo tutto questo ci condiziona come cittadini?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo si era affermato già con il caso Palamara: il problema della politicizzazione della giustizia potrà essere risolto solo se riusciremo a eradicare le correnti politiche all’interno della magistratura.<br />
Il recente caso Amara che ha portato alla luce la presunta esistenza della loggia Ungheria, una rete con dinamiche analoghe a quelle di una loggia massonica in grado di influenzare, tra le altre cose, anche le nomine in magistratura, sta contribuendo a far rinascere il dibattito su questo tema e ad assottigliare ancora di più la fiducia nella trasparenza della giustizia italiana.</p>
<p>La storia dei correntismi trova campo fertile in virtù delle valutazioni approssimative e accomodanti che il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), l’organo che vigila su autonomia e indipendenza della magistratura italiana, effettua periodicamente sulle carriere dei magistrati. Lo ricorda esaustivamente il Professor Giuseppe Di Federico, docente emerito di ordinamento giudiziario presso l’Università di Bologna, in occasione di un convegno di magistratura tenutosi nel 2019: la manica larga con cui tante valutazioni sono state effettuate ha fatto sì che le varie correnti, costituitesi fisiologicamente con la promulgazione della Costituzione italiana nel 1948 dopo il periodo fascista per ridefinire l’identità dell’organo giudiziario, potessero gestire molto liberamente l’indirizzo politico da intraprendere nella stesura delle sentenze per perseguire certi tipi di interessi conformi alla propria rete.</p>
<p>Non ci stiamo addentrando in una discussione su etica e coscienza, elementi che necessariamente influiscono sul mestiere di magistrato e che proprio per la loro presenza danno un indirizzo “politico” alle interpretazioni delle norme e alle sentenze: parliamo di veri e propri sistemi costituiti da magistrati, faccendieri, imprenditori, politici, tutte persone che hanno conoscenze e possibilità di influire, secondo certi accordi, su nomine di cariche pubbliche e su scelte economiche e politiche.</p>
<p>Eppure la nascita delle correnti aveva avuto una motivazione piuttosto nobile: esse dovevano servire infatti a dare una direzione a uno dei poteri dello Stato abbattuto insieme alla caduta del fascismo e in piena rinascita, direzione che doveva assegnare l’Associazione Nazionale dei Magistrati (ANM), da pensarsi come un sindacato di categoria anche se nei fatti non lo è in quanto svolge unicamente funzioni di rappresentanza. Magistratura Indipendente, la più longeva, fondata nel 1962, e Magistratura Democratica, del 1964, furono infatti le prime due storiche correnti nelle quali si riconoscevano, rispettivamente, giudici conservatori e giudici progressisti.</p>
<p>Lo scopo per cui erano state fondate era proprio quello di soddisfare la differenza di punti di vista tra quei magistrati già di lungo corso dopo la fine del fascismo e tra quelli più giovani, la cui formazione era basata unicamente sulle parole della Costituzione italiana e che avevano un sentire comune diverso sull’evoluzione dei diritti. Dunque la parola “correntismo” accostata alla magistratura non avrebbe, di per sé, una cattiva accezione.</p>
<figure id="attachment_854" aria-describedby="caption-attachment-854" style="width: 1320px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-854" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/06/Palamara.jpg" alt="Luca Palamara" width="1320" height="742" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/06/Palamara.jpg 1320w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/06/Palamara-300x169.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/06/Palamara-1024x576.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/06/Palamara-768x432.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/06/Palamara-800x450.jpg 800w" sizes="(max-width: 1320px) 100vw, 1320px" /><figcaption id="caption-attachment-854" class="wp-caption-text">L’ex magistrato Luca Palamara, al centro di un’inchiesta sulle nomine pilotate all’interno delle procure. Photo credit: Huffingtonpost.it.</figcaption></figure>
<p>Ma il terremoto dell’inchiesta “Mani Pulite” nel 1992, che ha messo in tavola le carte di una rete estesa di corruzione tra il mondo della politica e dell’imprenditoria, ha parallelamente aperto una crisi di fiducia nella giustizia mai risanata: per quanto sia stata un’inchiesta di assoluta rilevanza per l’opinione pubblica, spesso si è detto che quel metodo rivoluzionario con cui la magistratura aveva gestito le indagini abbia di fatto segnato la fine del garantismo. Le scosse sono poi tornate a ondate, come succede con l’assestamento dopo un forte terremoto: con il caso Palamara, infatti, abbiamo assistito nuovamente al gioco delle dinamiche di un organo che, forte del suo autogoverno in quanto indipendente (in linea teorica) dalla politica, ha creato dei piccoli partiti politici al suo interno.</p>
<p>Le correnti non sono diventate altro che questo, e come ogni partito, ciascuna di esse salvaguarda i propri interessi per concorrere al meglio ai posti in ANM, il suddetto organo di rappresentanza della magistratura. Il caso di corruzione e di manovrazione della nomina del procuratore di Perugia di cui è accusato Palamara, già ex membro del CSM ed ex presidente di ANM, è tornato d’attualità per due motivi: per il ricorso da lui presentato, in corso di svolgimento proprio in questi ultimi giorni, e per il nuovo scandalo della loggia Ungheria, menzionata per la prima volta dall’avvocato Piero Amara.</p>
<p>Questo è un nome centrale, il punto di arrivo e di partenza dei tentativi di manovrare nomine di procuratori che potessero strizzargli l’occhio nei casi da lui seguiti. E se pensiamo che Amara è un abile tessitore di reti ed è coinvolto in varie inchieste di grande portata l’opinione, a partire proprio dal <a href="https://www.ilpost.it/2019/05/31/indagine-luca-palamara/">caso Palamara</a>, passando da quella sul falso complotto Eni, per cui ha lavorato, e al sistema Siracusa fino ad arrivare a quella sull’ex Ilva di Taranto, altra società per la quale è stato consulente legale e che gli è costata una nuova notifica di misure cautelari con l’accusa di aver raccomandato ad alcuni membri del CSM il procuratore Capristo, con il quale aveva accordi corruttivi, il quadro diventa chiaro.</p>
<p>La corruzione corre là dove la compattezza di interessi interna a una corrente è forte, e poiché i suoi componenti sono magistrati con alte cariche e che si occupano di inchieste che incidono sulla vita di ognuno di noi, avere una magistratura correntista non rappresenta più solo uno scandalo, ma uno schiaffo ai nostri diritti, civili e umani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Francesca Staropoli</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella foto di copertina: l’avvocato Piero Amara. È stato lui a mettere a conoscenza gli inquirenti, per la prima volta, della presunta esistenza della “Loggia Ungheria”. Photo Credit: Repubblica.it.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/la-mancata-indipendenza-della-magistratura-e-un-diritto-violato/">La mancata indipendenza della magistratura è un diritto violato</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/la-mancata-indipendenza-della-magistratura-e-un-diritto-violato/">La mancata indipendenza della magistratura è un diritto violato</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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