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		<title>&#8220;Lando Buzzanca: amore mio&#8221; fa luce sugli abusi nelle amministrazioni di sostegno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2023 09:04:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia e riforme istituzionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una biografia scritta dalla compagna Francesca Della Valle racconta anche gli ultimi mesi di vita</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="font-size: 14pt;"><em>Una biografia scritta dalla compagna Francesca Della Valle racconta anche gli ultimi mesi di vita di Lando Buzzanca, celebre attore italiano recentemente scomparso, mettendo in luce aspetti controversi della sua amministrazione di sostegno e aprendo una riflessione sull’opportunità di riformare la l. n. 6 del 2004</em></span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Francesca Della Valle è una giornalista e autrice di successo che vanta un curriculum vastissimo con collaborazioni con maestri del giornalismo come Valentino Parlato e registi come Beppe Ferrara e Mario Monicelli nella stesura di progetti sulla legalità. Nel 2009 ha conseguito il Premio Sole D’Oro del Comune di Salerno per la sua attività artistica ed imprenditoriale e il Premio come Attrice e Produttrice al Valva Film Festival. Sino al 2016 ha lavorato all’estero con la propria trasmissione di cultura e riflessione, <em>Cultpurnia</em>, conseguendo premi come giornalista anche nel mondo arabo e nell’estremo oriente. E’ stata la compagna del celebre attore, noto in tutto il mondo, Lando Buzzanca e proprio l’amore per l’artista è ciò che l’ha spinta a ritornare in Italia dal 2016 sino alla sua recente scomparsa. Le drammatiche vicende legate alla degenza e alla morte del Maestro del cinema degli anni ’70 l’hanno portata a fondare l’associazione “Labirinto 14 Luglio” a tutela dei diritti delle persone fragili e a pubblicare una biografia del compagno &#8211; Lando Buzzanca: amore mio &#8211; per i tipi della Protos Edizioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Gentile Francesca Della Valle il suo libro è una biografia su Lando Buzzanca e insieme una autobiografia che denuncia una vicenda complessa sulla gestione di una persona fragile beneficiaria dell’amministrazione di sostegno. Secondo lei quali sono i rischi oggi sconosciuti di questo istituto?<br />
</strong> F.D.V.: <em>Tutti pensiamo che l’amministrazione di sostegno sia la figura che l’ordinamento pone a tutela di un soggetto in un momento particolarmente difficile della sua vita. In realtà, la legge ha un vizio di fondo perché ha margini di discrezionalità eccessivamente ampi e ciò espone gli amministrati al rischio concreto di subire abusi derivanti da un utilizzo improprio e talvolta strumentale dell’istituto. L’ampiezza dei poteri che l’ADS (Amministratore di sostegno) ha il diritto di esercitare al posto del beneficiario, infatti, sono così estesi, intensi e penetranti che, in assenza di una effettiva vigilanza del Giudice Tutelare, la figura si trasforma in quella del “carceriere” dell’amministrato. Lando Buzzanca è stato beneficiario e ciò gli ha impedito di contrarre matrimonio con me contro la sua volontà chiaramente manifestata nelle pubblicazioni matrimoniali, poi lo ha costretto ad intraprendere un percorso di cura, a mio avviso, inadeguato lontano dalla sua casa, dal suo medico di fiducia e dalla persona con la quale aveva una relazione. Questa esperienza mi ha fatto capire che la discrezionalità concessa dalla legge è tale da poter annullare l’autodeterminazione di un individuo, e ciò la pone in contrasto con la Costituzione e con legge stessa, la quale suppone un confronto continuo tra amministratore e amministrato sulle decisioni da assumere. Questo è ciò che è accaduto a Lando Buzzanca: il decreto della sua amministrazione di sostegno si è trasformato in una sorta di condanna senza reato perché dal momento del suo ricovero e poi, dalla reclusione in RSA per undici mesi e sino alla sua morte, non si è tenuto minimamente conto della sua volontà.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: In presenza di conflitto endofamiliare il giudice tutelare sceglie un professionista esterno perché ritenuto imparziale rispetto agli interessi del beneficiario. Lei ritiene che questa imparzialità sia garantita?</strong><br />
F.D.V.: <em>Occorre precisare che in questa vicenda il conflitto riguardava Lando Buzzanca e i suoi figli, in ragione di vecchi dissapori. Il mio ingresso nella sua vita nel contesto della nostra relazione ha coinciso con il tentativo da parte mia di riequilibrare i rapporti familiari. Per questa ragione non posso parlare di imparzialità nei miei confronti in riferimento all’amministrazione di Lando Buzzanca. Il mio libro Lando Buzzanca: amore mio, racconta una vicenda personale nella quale l’ADS non ha tenuto minimamente conto della volontà dell’amministrato.</em></p>
<blockquote><p><span style="font-size: 14pt;"><em>Un diritto ai sentimenti</em></span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: In una società complessa e burocratizzata sarà sempre più difficile per una persona fragile coltivare il legame affettivo con la persona che vuole prendersi cura di lei?</strong><em><br />
</em>F.D.V.:<em> Sì, e la legge sull’amministrazione di sostegno è l’esempio di un uso distorto delle leggi rispetto ai fini che si vorrebbero perseguire. All’amministrato, infatti, non viene garantita la “cura della persona” ma piuttosto la sostituzione della sua volontà con quella di un amministratore che non lo conosce affatto e che ha margini di intervento virtualmente infiniti. Questo si traduce in un annientamento e una sopraffazione della personalità e dei diritti individuali, specialmente quando la persona risulta in salute. Nel mio caso questa legge ha avuto il tragico effetto di separare Lando Buzzanca dalla</em> <em>mia vita. Chi avrebbe potuto prendersi cura di lui meglio della sua compagna? Lando non poteva essere visitato se non dietro autorizzazione dell’ADS. Anche il suo collega e amico di una vita, Vincenzo Raso, è riuscito a vederlo solo una volta durante la degenza e soltanto dopo molte insistenze. In seguito alla vicenda che ho vissuto è nata l’associazione “Labirinto 14 Luglio” che raccoglie casi documentati di abusi con un team giuridico guidato dall’avvocato Giuseppe Reale e si batte per l’abrogazione della l. n. 6 del 2004 e la sostituzione con una nuova normativa. Viviamo un’epoca in cui intere generazioni di cittadini subiscono un’irragionevole compressione dei propri diritti individuali soprattutto in riferimento alla propria capacità di autodeterminazione nella sfera affettiva, assistenziale e patrimoniale. Sono convinta che la mia battaglia sia solo la “punta dell’iceberg” rispetto a un problema che sta emergendo in tutta la sua importanza. Come non ricordare il caso di Gina Lollobrigida amministrata per anni e disperata per questo, o il recente caso di Gianni Vattimo? Come ognuno vede, si tratta di persone in perfetta salute che hanno subito o che stanno subendo questo tipo di abuso.</em></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/lando-buzzanca-amore-mio-fa-luce-sugli-abusi-nelle-amministrazioni-di-sostegno/">“Lando Buzzanca: amore mio” fa luce sugli abusi nelle amministrazioni di sostegno</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/lando-buzzanca-amore-mio-fa-luce-sugli-abusi-nelle-amministrazioni-di-sostegno/">&#8220;Lando Buzzanca: amore mio&#8221; fa luce sugli abusi nelle amministrazioni di sostegno</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Il ricordo di Bettino Craxi in memoria di un metodo dell’agire politico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Mar 2023 06:37:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia e riforme istituzionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 19 gennaio di ogni anno, il traffico degli scambi di informazioni sui social network</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="font-size: 14pt;">Il 19 gennaio di ogni anno, il traffico degli scambi di informazioni sui social network è attraversato da un’ondata di messaggi che ricordano con affetto la figura dello storico leader del PSI</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Quanta parte di questo sentimento in costante crescita è legato a un’emozione e quanta invece alla memoria di un modo di fare politica improntato alla concretezza?</span></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso degli ultimi venti anni abbiamo assistito a un progressivo processo di rivalutazione del leader socialista Bettino Craxi da parte del popolo italiano.<br />
Un sentimento di nostalgia viene espresso sui social network con la condivisione costante di contenuti che riportano alla memoria episodi del suo governo, il compimento di scelte difficili ma adeguate al contesto al quale accedevano e, non ultimo, le sue analisi politiche compiute durante il suo auto esilio in Tunisia.<br />
La “riconnessione sentimentale” degli italiani con un leader al centro di controversie mai sopite tra la giustizia e la storia non può essere ricondotta ad un mero moto dell’animo.<br />
La sua ragione d’essere e la sua continua espansione, al contrario, vanno attribuite alla visione di sistema che nel 1989 collocava il PSI in una posizione di assoluto avanzamento in Italia e in Europa, avuto riguardo ai futuri assetti politici, economici e istituzionali.<br />
Nel volumetto l’Italia verso l’Europa, i socialisti italiani intesero illustrare il proprio Manifesto politico alle soglie della firma del Trattato di Maastricht (7 febbraio 1992), sintetizzando in 74 punti le loro proposte, accompagnate dai documenti per il 45° congresso del PSI del Maggio del 1989.<br />
Analizzando a fondo questo documento programmatico possiamo riscontrare che il PSI del tempo si era preparato a quell’appuntamento storico con una ricerca vasta e approfondita affinché il nostro Paese non ne subisse il risultato.<br />
Emerge altresì, come quel partito operasse acché le nuove istituzioni sovranazionali non si ponessero in contrasto con i principi democratici e i diritti sociali ed economici.</p>
<blockquote><p><span style="font-size: 14pt;">Europa e riforma dei Trattati</span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">L’estate scorsa il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione che invita il Consiglio europeo ad<br />
avviare un processo di revisione dei Trattati UE sulla base di proposte che mettono al centro, tra gli altri, il tema della piena attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali, e il riconoscimento in capo al Parlamento di una più ampia potestà legislativa, nonché i pieni diritti di colegislatore sul bilancio UE. Si tratta di una <em>road map</em> che ha il sapore del passaggio epocale.<br />
Tuttavia, ben quattro anni prima che il Trattato di Maastricht fosse ratificato, il PSI aveva inserito nel proprio programma una serie di “avvertimenti” circa la costituenda Unione Europea ed i suoi futuri sviluppi. Spiccano in particolare, i punti programmatici che parlano della necessità di una “costruzione democratica dell’Europa”.<br />
Si dice infatti che “la pietra angolare della vita democratica della Comunità è il rispetto della democrazia parlamentare, quale sistema capace di garantire nel modo più sicuro l’applicazione della legge e i diritti dei cittadini”, auspicando addirittura “il rafforzamento del potere e della legittimità democratica della Commissione che dovrà ricevere collegialmente un voto di investitura dal Parlamento Europeo”.<br />
Con riferimento alla legislazione di bilancio si leggono altrettanti passaggi per la modificazione preventiva dei parametri di convergenza, “Lo SME non deve essere fine a se stesso. È invero uno strumento per assicurare una maggiore stabilità nei tassi di cambio, ma deve anche consentire l’introduzione di politiche economiche orientate alla espansione e non inflazioniste”.<br />
Se oggi il Consiglio Europeo è chiamato a dare attuazione al Pilastro europeo dei diritti sociali, nel documento congressuale del 1989 si poneva a fondamento della costituenda Unione il rifiuto dell’idea che il processo di deregolamentazione e lo smantellamento delle conquiste sociali ottenute nel ‘900 potessero significare “progresso”.<br />
Un intero capitolo dei documenti per il 45° congresso del PSI del 1989 è inoltre dedicato al tema della “Difesa dell’ambiente”, oggi di scottante attualità.<br />
Infine, avuto riguardo alla poolitica interna non può tacersi una visione che ha anticipato le proposte di riforma istituzionale di molti governi degli anni a venire.<br />
Si tratta della proposta di revisione costituzionale che ha interessato in maniera trasversale molti schieramenti politici sino all’attuale Governo Meloni, per la trasformazione del nostro Paese in una Repubblica Presidenziale.<br />
Anche su questo versante il PSI nel 1989 aveva preconizzato una tendenza politica emergente includendo nel proprio programma “la proposta dell’elezione diretta del Capo dello Stato […] nel segno del rafforzamento e della stabilità dell’intero sistema democratico”. Oggi non v’è chi non veda che la politica e i giornali si sono occupati costantemente di questi problemi negli ultimi venti anni.<br />
Tuttavia alla denuncia, spesso strumentalizzata, non è mai seguita l’applicazione della soluzione, e i cittadini hanno ravvisato in questa inclinazione la mancata volontà di risolvere i problemi.<br />
Pertanto, possiamo concludere che la riconciliazione degli italiani con la figura di Bettino Craxi e con la memoria del PSI non nasce tanto da un’“onda” emotiva, bensì dal ricordo di un metodo, oggi perduto, di affrontare i problemi partendo dalle analisi per giungere ad attuare le soluzioni.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/il-ricordo-di-bettino-craxi-in-memoria-di-un-metodo-dellagire-politico/">Il ricordo di Bettino Craxi in memoria di un metodo dell’agire politico</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/il-ricordo-di-bettino-craxi-in-memoria-di-un-metodo-dellagire-politico/">Il ricordo di Bettino Craxi in memoria di un metodo dell’agire politico</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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