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	<title>diritti - Proposte-UILS</title>
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	<description>I nostri articoli vi tengono aggiornati</description>
	<lastBuildDate>Fri, 04 Oct 2024 18:29:41 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Se un minore chiede aiuto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2024 18:29:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inchiesta violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[onlus]]></category>
		<category><![CDATA[telefonoazzurro]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Troppi minori subiscono violenze fisiche e psicologiche ma al loro fianco troviamo Telefono Azzurro ed</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Troppi minori subiscono violenze fisiche e psicologiche ma al loro fianco troviamo Telefono Azzurro ed Emergenza Infanzia pronti a supportarli</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Scoprire, aiutare, curare i minori che hanno subito una qualche forma di violenza è sempre molto difficile, ci si trova davanti a esserini inermi con addosso paura e un grosso carico di dolore; anche i dati non risultano affatto rincuoranti. Va detto che non sono soli e con questo articolo ne presentiamo alcuni tra tanti</p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Parlare di violenza è sempre un tema estremamente delicato; se da una parte c’è quel desiderio di curiosare, di “spiare” (in termini orwelliani) ciò che ha fatto il bruto, il mostro di turno che – da sempre – ha la capacità immaginifica di attrarre e repellere allo stesso tempo, dall’altro lato della narrazione, si trova la vittima e può capitare si stratti di qualcuno molto giovane.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La sensibilità in merito alle tematiche di violenza e, soprattutto, di quella sui minori non manca nel nostro Paese ma non basta ad arginare una vera e propria piaga che sta corrompendo la nostra società che, o non è capace di risolvere il problema a monte, oppure non crede che si tratti di una priorità. Premettendo che non si può assolutamente immaginare che questa seconda ipotesi possa stare in piedi,  occorre cercare capire cosa può spingere un adulto a perpetrare una violenza (nel 2024) contro un minorenne (in alcuni casi si tratta di vittime molto piccole).</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Per cercare di intervenire in modo tempestivo si è attivato il numero di <strong>Emergenza Infanzia</strong> che risponde a qualsiasi richiesta di aiuto o supporto semplicemente digitando il 114. Questo servizio permette a chiunque di entrare in contatto con un operatore e ha lo scopo di supportare psicologicamente chi ha telefonato e che, verosimilmente, si trova in difficoltà – questo almeno in prima battuta &#8211; e allo stesso tempo si preoccupa di attivare un complesso ed efficiente sistema di controllo creando una sorta di “alert” che andrà poi verificato. Un contatto telefonico urgente che va ad agire in modo tempestivo in casi di abusi fisici e sessuali, cyberbullismo, tentativi di suicidio e di autolesionismo ecc.</p>
<figure id="attachment_2541" aria-describedby="caption-attachment-2541" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-2541" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/minori-disegno-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/minori-disegno-300x212.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/minori-disegno-1024x725.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/minori-disegno-768x544.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/minori-disegno.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2541" class="wp-caption-text">foto di Victoria da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Questo è un ulteriore supporto che si affianca all’azione della nota onlus <strong>Telefono Azzurro</strong>, alla quale invece si accede digitando il 19696, e che nasce con lo scopo di essere un faro emozionale per minorenni in condizione di difficoltà a causa di situazioni familiari troppo complesse e disagiate da poter essere metabolizzate e/o affrontate in solitaria (tra questi anche molti bambini di età inferiore ai 9/10 anni).</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Oltre a questa modalità di accesso al supporto, che prevede che sia stata la vittima &#8211; o comunque qualcuno di vicino alla stessa &#8211; a chiedere aiuto si può verificare invece il caso della cosiddetta segnalazione in modalità anonima oppure dichiarandosi (quest’ultima, infatti, scatta fornendo le proprie generalità contestualmente alla segnalazione) ed ha lo scopo di arrivare lì dove lo Stato non sembra essere capace di penetrare. Logicamente la segnalazione è una pratica che richiede un minimo di prove nel momento in cui si formulano le accuse (o ai servizi sociali oppure alle forze dell’ordine) che saranno poi controllate. Tutto ciò risulta sempre più necessario per impedire che il “sentito dire” o il pregiudizio &#8211; sociale e razziale &#8211; parlino per bocca di colui che segnala la violenza.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">L’<a href="https://minorididiritto.org/2023/12/11/indagine-di-telefono-azzurro-sulla-salute-mentale-il-21-dei-giovani-si-sente-in-ansia-ma-per-uno-su-tre-chiedere-aiuto-e-motivo-di-vergogna-2/"><strong>Osservatorio Salesiano per i diritti dei minori</strong></a>, partendo da un’analisi stilata dal <strong>Telefono Azzurro</strong>, riporta dei dati drammatici: il periodo di riferimento al quale ci si riferisce è il 2022 che ha visto le chiamate inoltrate verso la linea <strong>Emergenza Infanzia</strong> in crescita rispetto a qualche anno prima (queste sono raddoppiate con un +87% rispetto al 2020 e +99% rispetto al 2018). I più fragili sono gli adolescenti, ma anche nella fascia dei più piccoli cresce il disagio e la sofferenza psichica. Tra le motivazioni delle chiamate, il 58% contatta il servizio di emergenza per disagio emotivo psicologico, il 17% per suicidio, il 14% per atti autolesivi, il 5% per disturbi alimentali. Risulta estremamente interessante il <a href="https://terredeshommes.it/pdf/Dossier_indifesa_tdh_2023.pdf?_gl=1*n7dqgc*_up*MQ..*_ga*MjE4Mjk4OTMxLjE3MjczNTA5MDk.*_ga_YBCC88MWWY*MTcyNzM1MDkwOC4xLjAuMTcyNzM1MDkwOC4wLjAuMA..">report realizzato da <strong>InDifesa</strong> di <strong>Terres des Hommes</strong></a> – proteggiamo i bambini insieme – che analizza la situazione delle vittime bambine in Italia e nel resto del mondo.</p>
<figure id="attachment_2542" aria-describedby="caption-attachment-2542" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2542" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/minori-scarpette-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/minori-scarpette-300x212.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/minori-scarpette-1024x722.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/minori-scarpette-768x542.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/minori-scarpette.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2542" class="wp-caption-text">foto di bernd Hildebrandt da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Questi dati fanno paura ma ciò che ci dovrebbe far riflettere è che questi bambini meritano di avere un’infanzia serena ed invece, in conseguenza di queste violenze, rischiano non solo di averla persa per sempre ma anche di crescere con una zavorra emotiva troppo grande da gestire. Per questo e molto altro vanno ringraziate tutte le figure professionali e volontarie che supportano il corpo e la mente di questi minori. Sperando che possano andare avanti e finalmente vivere!</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/se-un-minore-chiede-aiuto/">Se un minore chiede aiuto</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/se-un-minore-chiede-aiuto/">Se un minore chiede aiuto</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>La morte di Amini ha aperto il vaso e ne sono usciti tutti i mali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2024 18:06:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[iran]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un altro anno è passato ma la violenza del Governo iraniano sembra non volersi placare</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un altro anno è passato ma la violenza del Governo iraniano sembra non volersi placare</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il 2023 è stato un anno di estrema violenza in Iran e gli episodi di arresto e le condanne a morte sono aumentate nonostante la ferma opposizione internazionale</p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Settembre è arrivato alla fine con i giorni strappati uno ad uno dal calendario, abbiamo salutato l’estate e accolto le foglie cadenti dell’autunno; eppure, il problema della condizione femminile rimane ancora drammatico e nulla sembra essere cambiato nonostante le innumerevoli proteste in Iran come nel resto del Mondo.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Il 16 settembre sono trascorsi due anni da quando la polizia religiosa ha fermato Mahsa Amini, una giovane donna iraniana di ventidue anni, in vacanza con la famiglia nella capitale del Paese. Viene fermata perché, a detta degli agenti coinvolti, la giovane non rispetta appieno la legge sull’obbligo del velo del 1981 (poi modificata nel 1983), ritenendola colpevole di indossare l’<em>hijab</em> non correttamente e facendo intravedere parte della capigliatura. La giovane Mahsa viene arrestata e tre giorni dopo muore per un malore (si parla di infarto) eppure il corpo mostra segni di tortura e percosse. La polizia insiste sul decesso per cause naturali, il Governo sostiene i suoi “scagnozzi”, il popolo inizia a protestare…</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">L’opinione pubblica si spacca, tra chi appoggia la linea conservatrice del Governo e chi, invece, non accetta che la donna venga sminuita, ritenuta inferiore all’uomo e sottoposta ad una serie di limitazioni. La protesta per la morte di una giovane amica, sorella e figlia dell’Iran si trasforma ben presto in un messaggio molto più ampio, un messaggio di speranza contro la nuova politica religiosa del Governo iraniano che ha disatteso le aspettative popolari e ha trasformato il Paese in un luogo di punizione e controllo.</p>
<figure id="attachment_2538" aria-describedby="caption-attachment-2538" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-2538 size-medium" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/candele-amini-cerimoniale-300x158.jpg" alt="" width="300" height="158" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/candele-amini-cerimoniale-300x158.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/candele-amini-cerimoniale-1024x539.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/candele-amini-cerimoniale-768x404.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/candele-amini-cerimoniale-1536x808.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/candele-amini-cerimoniale-2048x1077.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2538" class="wp-caption-text">foto da Freepik</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La morte della giovane Mahsa Amini diventa la scintilla su un tizzone già pronto ad incendiarsi e la protesta divampa; la reazione governativa non si fa attendere e iniziano una serie di azioni militari per sedare le varie proteste ed i media internazionali mostrano vere e proprie guerriglie cittadine – in tutto il Paese – con una grande quantità di arresti sommari e conseguenti condanne di morte.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">In seguito alla morte di Mahsa il gruppo di attiviste femministe sotto lo slogan di <strong>Donna, Vita e Libertà</strong> inizia ad intraprendere una serie di manifestazioni (tutte rigorosamente pacifiche) per mostrare che le donne non accettano ciò che viene fatto contro di loro e le limitazioni alle quali sono soggette. A quelle prime forme di dissenso sono seguite delle brutali azioni repressive da parte del Regime nazionale che ha imposto la linea della forza e delle armi; i dati – <a href="http://= https://www.amnesty.it/iran-picco-di-esecuzioni-nel-2023/">frutto del monitoraggio di <strong>Amnesty International</strong></a> – palesano una situazione di dittatura vera e propria: nel 2023 sono state messe a morte ben 481 prigionieri che appare sempre più chiaro vengono imprigionati solo perché contrari alla linea politico-religiosa del Regime. Scorrendo tra i nomi (molti giovanissimi) dei condannati a morte si può leggere che sono colpevoli di aver ucciso soldati durante la loro azione di protezione ma si ometterebbero i segni (rinvenuti dalle autopsie, anche se concesse raramente dal Regime stesso) sul loro colpo che mostrano, senza ombra di dubbio, di essere stati vittime di torture, elettroshock ed abusi sessuali. Barbarie legalizzate che vengono denunciate da anni ma che continuano ad essere ignorate.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Per i Governi occidentali risulta più conveniente continuare a pensare all’Iran come ad un alleato o, quantomeno, non come un nemico dichiarato e perciò non c’è una reale intenzione di schierarsi contro queste ingiustizie.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">I familiari di Mahsa Amini continuano a piangere la loro perdita ma, oggi, non sono più soli (migliaia di altre famiglie sono state smembrate e lacerate) e quel dolore sembra urlare fino a qui e mentre il Governo sta trasformando l’Iran in un grande cimitero, la costanza della protesta mostra che non riusciranno a seppellire la speranza che continua a vivere alimentata attraverso le mille voci dissidenti, tra le tante anche quelle di <strong>Donna, Vita e Libertà</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Masha Amini si è spenta a soli ventidue anni ma si può dire che la sua immagine è, ormai, immortale; è diventata un simbolo e la storia ci insegna che perdurano in eterno e con essi la speranza di vedere la fine della tirannia.</p>
<p style="text-align: justify;">Per approfondimento consigliamo altro <a href="https://www.proposte-uils.it/le-attiviste-iraniane-chiedono-che-la-questione-in-iran-non-sia-dimenticata/">articolo-intervista a tre attiviste di Donna, Vita e Libertà di Firenze</a>, realizzata un anno fa.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/la-morte-di-amini/">La morte di Amini ha aperto il vaso e ne sono usciti tutti i mali</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/la-morte-di-amini/">La morte di Amini ha aperto il vaso e ne sono usciti tutti i mali</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Viola Walk Home &#8211; il colore del supporto</title>
		<link>https://www.proposte-uils.it/viola-walk-home-il-colore-del-supporto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=viola-walk-home-il-colore-del-supporto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jul 2024 13:29:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Inchiesta violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti lgbtq]]></category>
		<category><![CDATA[donnexstrada]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[viola]]></category>
		<category><![CDATA[violawalkhome]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall’idea di una psicoterapeuta romana, Laura De Dilectis, nasce un supporto concreto per combattere la</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dall’idea di una psicoterapeuta romana, Laura De Dilectis, nasce un supporto concreto per combattere la paura e l’indifferenza</p>
<blockquote><p>Roma è la città che ha dato i natali a <b>Donnexstrada </b>(l’idea originale) e <b>Viola Walk Home </b>(la successiva app) determinando un prima ed un dopo; un’idea di aiuto e supporto attivo 24 ore su 24 già funzionante in molte città italiane ed esportato all’estero</p></blockquote>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Nel 2021, precisamente a cavallo tra aprile e maggio, nasce un aiuto concreto per non far sentire sole e vulnerabili le donne italiane; prende corpo un progetto di sostegno e supporto emotivo e fisico delle donne per non farle mai sentire sole e in pericolo. L’ideatrice è la dott.ssa Laura De Dilectis (fondatrice e CEO) e all’idea viene dato il nome più che simbolico di <strong>Donnexstrada</strong>!</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><a href="https://www.instagram.com/accounts/login/?next=%2Fdonnexstrada%2F"><strong>Donnexstrada</strong></a> nasce dopo che Laura De Dilectis resta particolarmente toccata &#8211; a livello emotivo &#8211; da un fatto di cronaca nera che vede come protagonista la giovane trentatreenne, Sarah Everton; la quale viene rapita e uccisa (a Londra). Il crimine ha immediatamente una eco mediatico molto forte tanto da portare le istituzioni locali a consigliare alle donne di evitare di trovarsi sole di sera per le strade della città. Sarah viene rapita mentre è di ritorno a casa da una serata con un’amica, alle 21:30 circa, e viene scelta a caso tra mille altre potenziali vittime: la giovane, infatti, non conosceva il suo carnefice ma si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato!<img decoding="async" class="size-medium wp-image-2491 alignleft" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/donna-camera-viola-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/donna-camera-viola-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/donna-camera-viola-1024x683.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/donna-camera-viola-768x512.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/donna-camera-viola-1536x1024.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/donna-camera-viola-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La futura giovane CEO ne rimane colpita anche perché il terribile omicidio va a toccare una sensibilità già preposta alla materia, poiché Laura è una psicologa clinica che sente di voler contribuire a rendere la società più sicura. Intuisce sin da subito che bisogna dare una mano per alleggerire la difficile condizione femminile e rifiuta che la sicurezza si debba raggiungere semplicemente con il terrore e con il confinamento tra le pareti di casa.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">A questo punto decide che va fatto qualcosa di concreto e pensa ad un progetto di assistenza e supporto che possa raggiungere ogni donna in qualsiasi momento del giorno e della notte; puntando sul volontariato e la sensibilizzazione nasce <strong>Donnexstrada</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">L’idea si concretizza e, sin da subito, sembra funzionare perché rappresenta quel qualcosa che mancava: quel contatto umano rassicurante dall’altro capo della videochiamata, un volto vero e non una voce registrata, che ci avrebbe accompagnate a fino a casa e nel percorso in taxi (se necessario).</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Il passo successivo porta naturalmente alla nascita di una applicazione – <strong>Donnexstrada</strong> si perfeziona e diventa <a href="https://www.violawalkhome.com/it/"><strong>Viola Walk Home</strong></a> che ha visto l’uscita ufficiale a dicembre 2023 e che ha l’obbiettivo di semplificare la prassi per far partire la videochiamata e ampliare i servizi associati.</p>
<figure id="attachment_2490" aria-describedby="caption-attachment-2490" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2490" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/pavimento-strada-viola-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/pavimento-strada-viola-300x184.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/pavimento-strada-viola-1024x628.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/pavimento-strada-viola-768x471.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/pavimento-strada-viola.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2490" class="wp-caption-text">foto di Henryk Niestrój da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La squadra di <strong>Donnexstrada</strong> con <strong>Viola Walk Home </strong>ha, infatti, ampliato il raggio di azione fornendo i cosiddetti “punti viola” ovvero dei luoghi altamente popolati (ad esempio alcuni locali notturni che hanno aderito alla campagna di sostegno e supporto a protezione delle donne in difficoltà) e che sono pronti a fare da barriera in caso di difficoltà, ma c’è anche la possibilità di supporto legale e, logicamente, psicologico. Per attivare il supporto occorre scaricare la applicazione <strong>Viola Walk Home </strong>(quindi basta un cellulare e l’accesso ad una connessione internet) e l’aiuto è servito.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Il progetto <strong>Viola Walk Home</strong> è realizzato grazie all’aiuto di volontari o le volontarie. Già, perché è bene ricordare che si tratta di un servizio funzionante per 24h e quindi sono necessari un gran numero di volontari distribuiti in diverse fasce orarie in modo da coprire l’intero spettro delle richieste (che, però, si concentrano maggiormente nelle ore più buie e solitarie della notte).</p>
<figure id="attachment_2487" aria-describedby="caption-attachment-2487" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-2487 size-medium" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/viola-blu-rosa-300x169.jpg" alt="pannello con alcuni colori sfumati tipo fumi colorati dal blu al rosa" width="300" height="169" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/viola-blu-rosa-300x169.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/viola-blu-rosa-1024x577.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/viola-blu-rosa-768x433.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/viola-blu-rosa-800x450.jpg 800w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/viola-blu-rosa.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2487" class="wp-caption-text">foto di Craig Melville da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Il successo di questa start-up è stato straordinario tanto da essere diventato un modello copiato e utilizzato anche all’estero mentre – per quanto riguarda l’Italia &#8211; è partito da Roma ma si è rapidamente esteso a Milano e Bologna con l’obbiettivo di raggiungere tutta l’Italia.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">L’idea di fondo, la sua realizzazione ed il sostegno che ne è seguito fanno davvero ben sperare, perché in un mondo che sembra produrre troppo spesso notizie di violenza e di soprusi si ha, finalmente, la speranza che la comunità abbia voglia di contribuire per rendere questa nostra casa comune più accogliente e sicura per tutti e tutte!</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">L’idea – va detto &#8211; è nata per garantire protezione delle donne ma è diventata, nel tempo, più trasversale abbracciando ogni aspetto della sicurezza e puntando a sostenere l’idea di una cultura più inclusiva che combatta ogni violenza di genere. Con <strong>Viola Walk Home</strong> saremo tutti più liberi di vivere senza paura!</p>
<p>Per curiosità ecco <a href="https://www.proposte-uils.it/periodico-proposte-uils-n-5-maggio-2024/">link</a> a versione online del nostro periodico (mese di maggio 2024)</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/viola-walk-home-il-colore-del-supporto/">Viola Walk Home – il colore del supporto</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/viola-walk-home-il-colore-del-supporto/">Viola Walk Home &#8211; il colore del supporto</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Starmer fa il pieno di consensi e punta al Governo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Nov 2023 19:01:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[laburisti]]></category>
		<category><![CDATA[starmer]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ad un anno dalle elezioni britanniche si pensa a chi sostituirà Rishi Sunak e si</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ad un anno dalle elezioni britanniche si pensa a chi sostituirà Rishi Sunak e si pensa già ad un governo laburista.</span></p>
<blockquote>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Le elezioni del 2024 britanniche potrebbero fornire un risultato inimmaginabile fino a poco tempo fa. Starmer e il partito Labour puntano, finalmente, ad un ritorno in prima fila per conquistare un governo dopo anni di opposizione, anche grazie ad un maxi progetto estrattivo altamente inquinante e non solo.</span></p>
</blockquote>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La fuoriuscita del Regno Unito dall’Unione Europea attraverso la procedura di Brexit ci ha progressivamente allontanati dalle vicende del popolo di Sua Maestà; forse ritenute più lontane da noi.</span></span></p>
<figure id="attachment_2157" aria-describedby="caption-attachment-2157" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2157" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/stamer-westminster-Londra-300x200.jpeg" alt="Parlamento inglese visto di sera" width="300" height="200" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/stamer-westminster-Londra-300x200.jpeg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/stamer-westminster-Londra.jpeg 400w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2157" class="wp-caption-text">Immagine molto suggestiva del Parlamento inglese visto di sera</figcaption></figure>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La situazione politica britannica, però, è tutto fuorché fuori dalla nostra sfera di interesse sia perché rimaniamo Stati partner dal punto di vista commerciale e sia perché, anche se non sulla carta, noi dividiamo comunque uno spazio geografico legato da secoli di storia e di vicinanza.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Molto interessante, ad osservare l’attuale situazione politica britannica, è il progressivo incremento di popolarità che sta riscuotendo Sir Keir Starmer un laburista che parla sempre più come un centrista.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Significativa, per inquadrare il personaggio politico, è stata una delle sue ultime apparizioni in un’arena decisamente importante per il pubblico britannico; in “<i><b>The Co-Op</b></i>” di Manchester, uno Starmer in grande spolvero ha dato più che certa la propria vittoria alle prossime elezioni (per ora non sono ancora state comunicate le date ma avverranno nel 2024). Talmente tanto ottimista al punto da alludere che non avrebbero comunque potuto realizzare tutto il loro programma nel primo mandato lasciando presagire, senza ombra di dubbio, non solo una vittoria ma &#8211; se possibile &#8211; anche una riconferma elettorale.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ciò che ha permesso allo stesso Sir Keir Starmer di realizzare questo “mezzo miracolo” dei numeri in crescita è stata sia la sua presenza che la sicurezza dimostrata nei vari incontri pubblici condotti. Il laburista si mostra come un uomo integerrimo, incorruttibile, attento al popolo e in opposizione a quello che sembra interessare all’attuale Premier. A Sunak infatti vengono rimproverate, sin dal primo giorno di insediamento, la sua ricchezza personale e il conseguente possibile interesse a trattare con lobbisti e uomini di alto profilo economico-finanziario.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Starmer aveva dato prova – già in precedenza &#8211; di possedere un’idea di grande cambiamento per il proprio partito anche grazie alle sue posizioni più centriste che avevano fatto aumentare i consensi del +17% già dall’anno scorso. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Era il 2022 a Liverpool quando, in splendida forma, aveva affermato che il partito dei laburisti doveva impegnarsi in vista delle prossime elezioni e far sì che il popolo britannico tornasse a credere in loro. Aveva continuato dicendo che ci sarebbe voluto impegno, dedizione e esempio costante ma che infine avrebbero governato come era accaduto nel 1945, 1964 e 1997, ultimo governo laburista.</span></span></p>
<figure id="attachment_2154" aria-describedby="caption-attachment-2154" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-2154 size-medium" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/stamer-bandiere-inglese-europea-300x300.jpg" alt="Immagine con due cerchi e all'interno ci sono la bandiera europea e quella inglese" width="300" height="300" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/stamer-bandiere-inglese-europea-300x300.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/stamer-bandiere-inglese-europea-1024x1024.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/stamer-bandiere-inglese-europea-150x150.jpg 150w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/stamer-bandiere-inglese-europea-768x768.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/stamer-bandiere-inglese-europea.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2154" class="wp-caption-text">Immagine di starline su freepik</figcaption></figure>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Starmer aveva ribadito poi l’impegno verso <i>politiche green</i> (che erano ormai qualcosa di non più procrastinabile o screditabile) e aveva parlato di rivedere, con il supporto della UE, le regolamentazioni Brexit.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dalla sua parte ha ottenuto senza ombra di dubbio dei risultati (in termini di consensi) che non venivano incassati dal suo partito dai tempi di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tony_Blair">Tony Blair</a>. Si parla del lontano <i><b>Labour Party</b></i> del 1997 dove il suo partito aveva ottenuto risultati similari ed era riuscito a governare per ben tre mandati consecutivi (1997, 2001 e 2005) mentre dal 2010 in poi l’Inghilterra aveva avuto solo Primi Ministri conservatori.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si cerca di capire quale sia la sua carta vincente e si ipotizza che possa essere stata anche il suo smarcarsi dal referente più estremista tra i laburisti, Jeremy Corbyn; distanze prese sia rispetto alle posizioni inglesi in riferimento all’invasione russa in Ucraina (Starmer aveva definito Putin come invasore che non poteva essere giustificato e, quindi, andava fermato) e sia ponendo l’attenzione sulle incongruenze dei conservatori. </span></span></p>
<p class="western"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dobbiamo dire che l’attuale Primo Ministro britannico Rishi Sunak e il suo governo a trazione conservatrice sta, con i suoi ministri, volutamente trasgredendo – tra l’altro &#8211; gli impegni internazionali sottoscritti sul clima. Uno dei motivi principali del successo di Starmer e dei laburisti, infatti, può essere stato una diretta conseguenza dell’atteggiamento propositivo che Sunak sta adottando nei confronti di un maxi progetto di estrazione di gas e petrolio (nome in codice <a href="https://www.theguardian.com/environment/2023/sep/27/rosebank-oilfield-uk-climate-plans-analysis">Rosebank</a>) nel Mare Del Nord.</span></span></p>
<figure id="attachment_2155" aria-describedby="caption-attachment-2155" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="wp-image-2155 size-medium" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/stamer-esempio-estrazione-in-mare-300x200.jpg" alt="Immagine molto destra raffigurante una centrale di trivellazione in mare aperto al tramonto" width="300" height="200" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/stamer-esempio-estrazione-in-mare-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/stamer-esempio-estrazione-in-mare-768x512.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/stamer-esempio-estrazione-in-mare.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2155" class="wp-caption-text">Immagine di chadlervid85 su freepik</figcaption></figure>
<p class="western"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">l sito prescelto è il Nord della Scozia &#8211; nello specifico si tratterà delle Isole Shetland &#8211; e si ipotizza una capacità estrattiva dai 300 milioni ai 500 milioni di barili di petrolio con una emissione stimata di circa 200 milioni di tonnellate di CO<sub>2</sub> rilasciati nell’ambiente. Quindi tutto sembrerebbe fuorché un progetto incline alla de-carbonizzazione richiesta dai trattati internazionali e appoggiata dallo stesso governo conservatore inglese, quindi dallo stesso Sunak (che appare sempre più incongruente e volto ad interessi della classe più benestante della popolazione britannica). </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A cosa si stanno appellando gli “avversari” di Starmer? Per giustificare questo maxi progetto estrattivo il Governo di Sunak ha fornito tre principali motivazioni: rendere meno schiava l’Inghilterra da potenze tiranniche (riferimento poco velato alla Russia), la possibilità di incrementare l’occupazione e l’abbassamento del prezzo del petrolio.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sir Keir Starmer sta facendo leva su questi tasselli (credibilità e rispetto della parola data) per far virare il <i>trend</i> che ha caratterizzato le ultime elezioni europee. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La nostra attenzione, perciò, continuerà ad essere più che focalizzata sui nostri vicini oltre Manica perché potrebbero essere il faro verso una politica di centro-sinistra rispetto a quelle che si sono affermate nell’ultimo periodo in Italia e intorno a noi.</span></span></p>
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		<title>Un Sistema Sanitario Poco Nazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Nov 2023 18:30:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inchiesta Sanità Pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[regioni]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Indaghiamo sulla salute del nostro Sistema Nazionale Sanitario e sulle differenze che appaiono sempre più</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Indaghiamo sulla salute del nostro Sistema Nazionale Sanitario e sulle differenze che appaiono sempre più nette tra le varie Regioni del Bel Paese; meno equo e sempre più regionalista.</span></p>
<blockquote>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">In questo articolo si cerca di analizzare la distribuzione dei Fondi Nazionali Sanitari (2019-20) mostrando una serie di cifre che generano più di qualche perplessità e pongono un interrogativo: siamo davvero tutti uguali di fronte al diritto alla salute? I dati tra le varie regioni confermano più di un’anomalia in tal senso.</span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La Costituzione Italiana all’ Art.32 recita che <i>“La Repubblica </i><i>Italiana </i><i>tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.</i></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">In altri termini, la nostra carta costituzione parla chiaro e stabilisce che la salute non può né deve essere appannaggio del reddito individuale o della collocazione territoriale, esprimendo la più alta forma di uguaglianza sociale. </span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Tutto idealmente molto bello a dirsi anche se, ormai, sembrano solo parole infatti ci si dovrebbe chiedere: possiamo realmente esserne fieri? Siamo davvero nel solco di questi principi?</span></p>
<figure id="attachment_2151" aria-describedby="caption-attachment-2151" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2151" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/Servizio-Sanitario-Nazionale-Situazioni-cliniche-300x300.jpg" alt="immagine composta da 7 esagoni a formare una sorta di motivo ad arnia nelle quali ci sono varie scene di sanità stilizzate" width="300" height="300" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/Servizio-Sanitario-Nazionale-Situazioni-cliniche-300x300.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/Servizio-Sanitario-Nazionale-Situazioni-cliniche-1024x1024.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/Servizio-Sanitario-Nazionale-Situazioni-cliniche-150x150.jpg 150w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/Servizio-Sanitario-Nazionale-Situazioni-cliniche-768x768.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/Servizio-Sanitario-Nazionale-Situazioni-cliniche-1536x1536.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/Servizio-Sanitario-Nazionale-Situazioni-cliniche-2048x2048.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2151" class="wp-caption-text">Immagine di macrovector su Freepik</figcaption></figure>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Negli anni, atteggiamenti a dir poco scellerati &#8211; a livello legislativo e normativo &#8211; hanno portato ad un progressivo indebolimento del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) a discapito del Sistema Sanitario Privato. Ciò che colpisce maggiormente è come vengono distribuiti i fondi necessari per la sussistenza stessa del SSN a livello regionale.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Con la maggiore autonomia a livello territoriale alle Regioni è spettato il compito di “regolamentare e organizzare servizi ed attività destinate alla tutela della salute e dei criteri di finanziamento delle </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Aziende Sanitarie Locali (ASL) e delle aziende ospedaliere”. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Analizzando i dati relativi al 2019/20 possiamo vedere chiaramente come sono stati distribuiti i fondi stanziati dal Governo verso le Regioni italiane e immediatamente salta all’occhio che c’è un netto divario da regione a regione. Tale differenza si afferma in modo sempre più marcato se consideriamo il <i>gap</i> che regna tra Nord, Centro e Sud Italia. Una discrepanza a dir poco scandalosa che non solo non considera il sopra citato Art.32 ma addirittura sembrerebbe confutarlo.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Infatti analizzando alcuni dati, tra i quali quelli forniti dall’ <b>OCPI &#8211; </b><a href="https://osservatoriocpi.unicatt.it">Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani</a> &#8211; in un’ analisi fatta per l’Università Cattolica del Sacro Cuore da Federica Paudice (Policy Expert presso European Banking Authority), con i suggerimenti del Professor Gilberto Turati (docente di Finanza Pubblica all’Università Cattolica Sacro Cuore) si possono enunciare una serie di considerazioni importanti. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Prima di tutto occorre dire che la ripartizione dei fondi viene stabilita in relazione ad un algoritmo matematico che prende in considerazione vari parametri tra i quali il totale della popolazione delle varie Regioni corretto per l’anzianità presente in ognuna di esse. Quindi considerando la percentuale di anziani residenti in quel dato territorio, il valore ottenuto sarà un importo (pro capite) che entrerà nelle casse della Regione di destinazione attraverso il Fondo Nazionale Sanitario che tiene in conto la popolazione complessiva e, appunto, la percentuale di anziani. Ne consegue che una Regione con l’incidenza di anziani maggiore riceverà più fondi rispetto ad altre (a parità di numero totale di popolazione). </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La Regione che ha percepito la somma pro capite maggiore risulta la Liguria, rinomata per avere la percentuale di anziani maggiore, e svetta con i suoi 127 euro (cifra decisamente al di sopra della media nazionale), poi troviamo il Molise che si è attestato ben al di sotto con 56 euro ma ancora peggio è il valore della Basilicata con i suoi 37 euro pro capite. Si può notare immediatamente che esiste una discrepanza molto marcata sia in termini assoluti che relativi ma la situazione si complica ulteriormente se vengono considerati altri parametri.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Se prendiamo in esame la situazione della Campania noteremo una cifra di 59 euro che la colloca in una posizione di bassa classifica in termini di aiuti economici. Il Governatore della Campania, De Luca, aveva fatto notare che la sua Regione soffriva il paradosso di essere tra le Regioni più giovani d’Italia ricordando che la distribuzione del FNS era stato concepito per tenere conto non solo dell’anzianità della regione ma anche della sua deprivazione sociale. Considerando quest’ultimo dato, infatti, la Campania presentava una forte incidenza di patologie infantili e giovanili (obesità, problemi alimentari, alcolismo e tossicodipendenza) tanto da “perdere” circa 300 milioni di euro di FNS in modo, a suo dire, irrazionale.</span></p>
<figure id="attachment_2150" aria-describedby="caption-attachment-2150" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="wp-image-2150 size-medium" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/Servizio-Sanitario-Nazionale-loghi-vettoriali-300x300.jpg" alt="Immagine con una serie di immagini vettoriali simboleggianti la sanità" width="300" height="300" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/Servizio-Sanitario-Nazionale-loghi-vettoriali-300x300.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/Servizio-Sanitario-Nazionale-loghi-vettoriali-1024x1024.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/Servizio-Sanitario-Nazionale-loghi-vettoriali-150x150.jpg 150w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/Servizio-Sanitario-Nazionale-loghi-vettoriali-768x768.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/Servizio-Sanitario-Nazionale-loghi-vettoriali-1536x1536.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/11/Servizio-Sanitario-Nazionale-loghi-vettoriali-2048x2048.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2150" class="wp-caption-text">Immagine di rawpixel.com su Freepik</figcaption></figure>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Proprio questa deprivazione sociale (da intendersi anche in termini di svantaggio dal punto di vista dell’istruzione, lavoro, livello abitativo e delle condizioni familiari) risulta essere un dato significativo da tenere in considerazione; ma &#8211; in realtà &#8211; non sembra mai essere stato preso in esame e questo, se possibile, è ancora più grave. Stabilendo una sorta di livello di partenza regionale risultante, alla luce delle differenze socioeconomiche, non veritiero se non addirittura paradossale. Questa considerazione, sommata ai dati precedentemente citati, deve farci riflettere e non poco sul “virtuosismo” del nostro SSN.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il divario territoriale presente nel nostro Paese si evince in modo ancora più marcato a partire dal report fornito da <a href="https://www.creasanita.it"><b>Crea Sanità</b></a> (Centro per la Ricerca Economica applicata alla Sanità) nella sua XI edizione del 2023. <b>Crea Sanità</b> stila la sua classifica sulla funzionalità del Sistema Sanitario Nazionale partendo da sei elementi: appropriatezza, equità, sociale, esiti, economico-finanziari e innovazione.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Dall’analisi dei singoli risultati &#8211; e poi dalla loro somma &#8211; abbiamo un’Italia spaccata in due macro-aree: circa 29 milioni di cittadini che vivono nelle 8 Regioni “più virtuose” possono usufruire di una sanità efficiente mentre per l’altra metà della popolazione la situazione è molto più difficile perché non sono stati soddisfatti tutti gli elementi sopra citati. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">In <i>pole position</i> troviamo Veneto, Trento e Bolzano (che superano il 50% ottenibile; rispettivamente 59%, 55% e 52%), subito dopo appaiono &#8211; ad un livello medio &#8211; Toscana, Piemonte, Emilia-Romagna, Lombardia e Marche (con valori compresi tra 47% e 49%). </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Seguono le Regioni più in difficoltà con il raggiungimento degli obiettivi minimi e vediamo Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Umbria, Molise, Valle d’Aosta e Abruzzo (con valori compresi tra 37% e 43% quindi lontani dalla soglia minima) e come fanalini di coda di una Penisola non equa appaiono tutte le altre regioni con valori inferiori al 32%. Quindi chi vive in Sicilia, Sardegna, Puglia, Basilicata, Campania e Calabria non può contare su un SSR funzionale. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Si nota, quindi, in modo molto marcato che le cifre ottenute tramite il FNS non sono distribuite secondo una logica di potenziamento economico delle Regioni “più in difficoltà” e ciò rischia, drammaticamente, di accentuare questo dislivello tra Nord e Sud Italia.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Questo quadro appena presentato, sommato ai tagli che, in nome dell’<i>Austerity</i>, vengono stabiliti ormai da tempo, ha condotto lo Stato a non potersi più definire adempiente nei confronti della propria Costituzione. Una riflessione deve essere fatta anche in relazione alle richieste federaliste della maggior parte delle Regioni a trazione leghista che vorrebbero allargare, se possibile, questo divario e creare sempre più cittadini di serie A e B. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Riflettiamo, dunque, se questo sia il giusto modo di affrontare la questione relativa alla salute nel nostro Paese o se l’approccio andrebbe completamente rivisto. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Dobbiamo dirci che prima di tutto si tratta di tutelare sul piano sostanziale la salute dei cittadini e delle cittadine italiane, ricordandoci che è formalmente sancita e protetta quale diritto fondamentale e universale.</span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/un-sistema-sanitario-poco-nazionale/">Un Sistema Sanitario Poco Nazionale</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/un-sistema-sanitario-poco-nazionale/">Un Sistema Sanitario Poco Nazionale</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Braccianti e Agro Pontino, eco fascista e sfruttamento moderno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Sep 2023 09:21:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e welfare]]></category>
		<category><![CDATA[#Agro Pontino]]></category>
		<category><![CDATA[#braccianti]]></category>
		<category><![CDATA[#Latina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La frutta e la verdura che troviamo nei mercati o nella grande distribuzione sono la</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La frutta e la verdura che troviamo nei mercati o nella grande distribuzione sono la conseguenza del duro lavoro di veri e propri meccanismi schiavisti. L’Agro Pontino è un territorio dove è presente lo spietato meccanismo del caporalato. Molti ne sono a conoscenza ma sembra non basti.</span></p>
</blockquote>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">A circa 50 Km da Roma si estende la famosa area dell’<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Agro_Pontino">Agro Pontino</a> dove tutti i giorni moltissimi braccianti agricoli sono impegnati, in condizioni disumane, nella raccolta di frutta e verdura per i mercati sia nazionali che internazionali. Le condizioni di lavoro sono talmente dure da ritenersi un vero e proprio sfruttamento e ricalcano uno stereotipo tipico del rapporto tra il caporale e la manovalanza, seguendo un meccanismo con una forte eco fascista.</span></p>
<h2 align="justify">Un po&#8217; di storia sui braccianti di questa zona</h2>
<figure id="attachment_2058" aria-describedby="caption-attachment-2058" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-2058 size-medium" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/09/bracciante-agro-pontino-300x260.jpg" alt="bracciante durante il lavoro nei campi" width="300" height="260" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/09/bracciante-agro-pontino-300x260.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/09/bracciante-agro-pontino-1024x889.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/09/bracciante-agro-pontino-768x667.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/09/bracciante-agro-pontino-1536x1333.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/09/bracciante-agro-pontino-2048x1778.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2058" class="wp-caption-text">Esempio di bracciante a lavoro</figcaption></figure>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">È impressionante constatare quanti elementi comuni si possono riscontrare tra la colonizzazione degli anni ‘30 del 1900 in questa zona e le condizioni dei braccianti adesso. </span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Se consideriamo, per esempio, le abitazioni dei braccianti è evidente la volontà di isolare il più possibile questi braccianti dai cittadini di Latina, Sabaudia, Terracina, Fondi, tutti i Comuni appartenenti all’Agro Pontino e lo stesso meccanismo era stato messo in atto nella colonizzazione fascista. </span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La dittatura fascista, infatti, aveva stabilito un controllo demografico di spostamento dei contadini nel territorio nazionale e aveva deciso di utilizzare in questa area geografica la forza lavoro agricolo del Veneto ritenuta idonea sia per indole (considerati gran lavoratori, e sia per la sopraggiunta necessità di alleggerire la Pianura Padana (che era satura di manovalanza). </span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Questi contadini erano mezzadri, sulla carta, ma si trovarono a lavorare come braccianti e a vivere in case isolate, in un territorio malsano (ci furono molti casi di malaria) e in cui sarebbe stato difficile creare un senso di comunità. In un contesto sociale di questo tipo si realizza il progetto economico di stampo fascista dell’Agro Pontino. </span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Questo ha determinato un progressivo disinteressamento alla situazione di questo territorio fino ai giorni nostri nei quali la migrazione nazionale ha lasciato il posto all’immigrazione straniera ancora più sfruttata. </span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ad interessarsi a questo fenomeno ci sono state varie associazioni che cercano, da svariati anni, di far emergere casi di sfruttamento, condannare chi sfrutta e, quindi, tutelare lo sfruttato. Tra queste associazioni abbiamo </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Libera </b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">e</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Terra!</b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> che hanno realizzato, a più riprese, dettagliate analisi delle condizioni di lavoro in questa regione.</span></p>
<h2 align="justify">Dove vivono questi braccianti, geografia del luogo</h2>
<figure id="attachment_2060" aria-describedby="caption-attachment-2060" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-2060 size-medium" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/09/albero-kiwi-300x200.jpg" alt="albero kiwi da vicino" width="300" height="200" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/09/albero-kiwi-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/09/albero-kiwi-1024x682.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/09/albero-kiwi-768x512.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/09/albero-kiwi.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2060" class="wp-caption-text">Coltivazione di kiwi</figcaption></figure>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">A livello geografico, si tratta di una area territorialmente molto estesa che si divide in tre macro-aree: un’area di circa 9000 ettari che è adibita alla produzione di kiwi (primo produttore di questo frutto a livello europeo), una seconda area compresa tra Terracina e Sabaudia (adibita soprattutto alla produzione di zucchine, pomodori, melanzane, ravanelli e sedano) e una terza area nella zona di Fondi che alimenta principalmente il territorio del comune stesso e di Comuni limitrofi. </span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Questa prima schedatura territoriale è stata opera del collettivo </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Terra!</b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> che si occupa, da anni, di assistere e supportare i più emarginati della nostra filiera agricola. </span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Tutto questo sfruttamento è sottoposto ad un controllo capillare sul luogo di lavoro da parte di figure che richiamano il caporalato. </span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">È strano immaginare che tra i prodotti di punta in questo territorio ci sia il kiwi (frutto di origine neozelandese) che vede proprio nell’Agro Pontino la sua massima produzione sotto il controllo societario della multinazionale Zespri. </span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La suddetta produzione è regolamentata dalla richiesta di una particolare certificazione, la GlobalGAP GRASP, che richiede il rispetto di uno standard di produzione che considera quali sostanze chimiche possono o meno essere usate e, anche, che non ci sia alcuno sfruttamento umano. </span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nonostante la certificazione sia presente e si debba, perciò, aderire a certi parametri, sono state riscontrate dalle associazioni sopra citate svariate anomalie e mancanze. Alcune di queste estremamente gravi.</span></p>
<h3 align="justify">Qualcuno a supporto dei braccianti</h3>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">A trattare le tematiche dei braccianti dell’Agro Pontino si è apertamente schierato il prof. Marco Omizzolo, sociologo, docente e responsabile scientifico per</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b> In Migrazione</b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> che s’interessa da anni della situazione dei braccianti. Grazie alla sua ricostruzione presente nel dossier </span><a href="https://www.inmigrazione.it/it/dossier/sfruttati-a-tempo-indeterminato"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Sfruttati a tempo indeterminato</b></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> (pubblicato nel 2015) lo stesso Omizzolo descrive contrattazioni in atto che non vengono rispettate, nascondendo gravissime violazioni e sfruttamenti umani.</span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Un altro dossier sulla condizione dei lavoratori agricoli nell’Agro Pontino (</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Il sapore amaro del kiwi</b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">, </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>IrpiMedia</b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">, 2023) riporta una serie di dati Inps che individuano circa 9500 braccianti con un contratto a tempo determinato a fronte di oltre 30000 braccianti presenti in zona e attivamente impiegati; questo ci mostra senza alcun dubbio una notevole discrepanza pendente verso l’illegalità, senza contratto e, quindi, protezioni assistenziali. </span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Si è palesato un vero e proprio paese fantasma che racchiude la maggior parte dei lavoratori Punjab di religione sikh impiegati nella provincia di Latina. Si tratta di un conglomerato abitativo situato in località Bella Farnia, esempio di abusivismo che sembra non interessare il nostro governo ed è un villaggio completamente auto-gestito che ospita lavoratori arrivati in zona per lavorare nei campi. </span></p>
<h3 align="justify">Il sistema legale che ingabbia i braccianti</h3>
<figure id="attachment_2059" aria-describedby="caption-attachment-2059" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-2059 size-medium" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/09/coltivazione-pomodori-serra-300x225.jpg" alt="esempio di coltivazione di pomodori per opera dei braccianti" width="300" height="225" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/09/coltivazione-pomodori-serra-300x225.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/09/coltivazione-pomodori-serra-1024x768.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/09/coltivazione-pomodori-serra-768x576.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/09/coltivazione-pomodori-serra-720x540.jpg 720w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/09/coltivazione-pomodori-serra.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2059" class="wp-caption-text">File di piantine coltivate</figcaption></figure>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Questo è facilitato dal desiderio di arginare la normativa vigente in materia di regolarizzazioni di flussi migratori (il cosiddetto “decreto flussi”) che prevede una serie intricata di regolamenti e fasi che difficilmente incontrano le reali necessità del lavoro agricolo. Nello specifico questo decreto regolamenta la quota di braccianti necessaria per sopperire stagionalmente in base al numero di lavoratori regolari di lungo periodo tra datore di lavoro italiano e pese straniero di origine. </span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ha, quindi, lo scopo di non far entrare un numero eccessivo o troppo esiguo di lavoratori stranieri stagionali nel territorio, peccato che questo decreto sia fallace in molti punti e che si ricorra sempre più spesso a irregolari. </span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Proprio la cavillosità e i mancati controlli fanno sì che sia estremamente facile per i caporali far entrare nuovi braccianti attraverso un meccanismo di finta parentela o conoscenza a partire dal loro Paese straniero di origine.</span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Questi lavoratori agricoli finiscono per essere incastrati in veri e propri meccanismi schiavisti poiché il caporale in molti casi arriva a pagare il viaggio verso l’Italia, diventa l’unico tramite con il padrone italiano e aiuta lo spostamento dall’alloggio ai campi. Quindi il bracciante si vede costretto a ripagare costantemente un debito che si accumula anche a causa delle misere paghe che riceverà.</span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">In supporto di questi invisibili si è schierata l’organizzazione </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Libera</b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> che ha creato una rete di circa 1600 associazioni più piccole, movimenti e cooperative con lo scopo di riqualificare terreni e costruzioni confiscate alla mafia (nello specifico agromafia) e permettere che possano essere usate con scopo abitativo anche da questi braccianti oltre che aiutarli nelle pratiche burocratiche o insegnare loro l’italiano. </span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Occorre continuare a porre la giusta attenzione su queste tematiche perché l’attuale governo non sembra essere minimamente interessato a trattare questi lavoratori come persone. Sembra confermare che è molto più comodo non parlarne e non occuparsi di loro. Meglio ritenerli invisibili.</span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/braccianti-e-agro-pontino-eco-fascista-e-sfruttamento-moderno/">Braccianti e Agro Pontino, eco fascista e sfruttamento moderno</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/braccianti-e-agro-pontino-eco-fascista-e-sfruttamento-moderno/">Braccianti e Agro Pontino, eco fascista e sfruttamento moderno</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>&#8220;Lando Buzzanca: amore mio&#8221; fa luce sugli abusi nelle amministrazioni di sostegno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2023 09:04:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia e riforme istituzionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una biografia scritta dalla compagna Francesca Della Valle racconta anche gli ultimi mesi di vita</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="font-size: 14pt;"><em>Una biografia scritta dalla compagna Francesca Della Valle racconta anche gli ultimi mesi di vita di Lando Buzzanca, celebre attore italiano recentemente scomparso, mettendo in luce aspetti controversi della sua amministrazione di sostegno e aprendo una riflessione sull’opportunità di riformare la l. n. 6 del 2004</em></span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Francesca Della Valle è una giornalista e autrice di successo che vanta un curriculum vastissimo con collaborazioni con maestri del giornalismo come Valentino Parlato e registi come Beppe Ferrara e Mario Monicelli nella stesura di progetti sulla legalità. Nel 2009 ha conseguito il Premio Sole D’Oro del Comune di Salerno per la sua attività artistica ed imprenditoriale e il Premio come Attrice e Produttrice al Valva Film Festival. Sino al 2016 ha lavorato all’estero con la propria trasmissione di cultura e riflessione, <em>Cultpurnia</em>, conseguendo premi come giornalista anche nel mondo arabo e nell’estremo oriente. E’ stata la compagna del celebre attore, noto in tutto il mondo, Lando Buzzanca e proprio l’amore per l’artista è ciò che l’ha spinta a ritornare in Italia dal 2016 sino alla sua recente scomparsa. Le drammatiche vicende legate alla degenza e alla morte del Maestro del cinema degli anni ’70 l’hanno portata a fondare l’associazione “Labirinto 14 Luglio” a tutela dei diritti delle persone fragili e a pubblicare una biografia del compagno &#8211; Lando Buzzanca: amore mio &#8211; per i tipi della Protos Edizioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Gentile Francesca Della Valle il suo libro è una biografia su Lando Buzzanca e insieme una autobiografia che denuncia una vicenda complessa sulla gestione di una persona fragile beneficiaria dell’amministrazione di sostegno. Secondo lei quali sono i rischi oggi sconosciuti di questo istituto?<br />
</strong> F.D.V.: <em>Tutti pensiamo che l’amministrazione di sostegno sia la figura che l’ordinamento pone a tutela di un soggetto in un momento particolarmente difficile della sua vita. In realtà, la legge ha un vizio di fondo perché ha margini di discrezionalità eccessivamente ampi e ciò espone gli amministrati al rischio concreto di subire abusi derivanti da un utilizzo improprio e talvolta strumentale dell’istituto. L’ampiezza dei poteri che l’ADS (Amministratore di sostegno) ha il diritto di esercitare al posto del beneficiario, infatti, sono così estesi, intensi e penetranti che, in assenza di una effettiva vigilanza del Giudice Tutelare, la figura si trasforma in quella del “carceriere” dell’amministrato. Lando Buzzanca è stato beneficiario e ciò gli ha impedito di contrarre matrimonio con me contro la sua volontà chiaramente manifestata nelle pubblicazioni matrimoniali, poi lo ha costretto ad intraprendere un percorso di cura, a mio avviso, inadeguato lontano dalla sua casa, dal suo medico di fiducia e dalla persona con la quale aveva una relazione. Questa esperienza mi ha fatto capire che la discrezionalità concessa dalla legge è tale da poter annullare l’autodeterminazione di un individuo, e ciò la pone in contrasto con la Costituzione e con legge stessa, la quale suppone un confronto continuo tra amministratore e amministrato sulle decisioni da assumere. Questo è ciò che è accaduto a Lando Buzzanca: il decreto della sua amministrazione di sostegno si è trasformato in una sorta di condanna senza reato perché dal momento del suo ricovero e poi, dalla reclusione in RSA per undici mesi e sino alla sua morte, non si è tenuto minimamente conto della sua volontà.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: In presenza di conflitto endofamiliare il giudice tutelare sceglie un professionista esterno perché ritenuto imparziale rispetto agli interessi del beneficiario. Lei ritiene che questa imparzialità sia garantita?</strong><br />
F.D.V.: <em>Occorre precisare che in questa vicenda il conflitto riguardava Lando Buzzanca e i suoi figli, in ragione di vecchi dissapori. Il mio ingresso nella sua vita nel contesto della nostra relazione ha coinciso con il tentativo da parte mia di riequilibrare i rapporti familiari. Per questa ragione non posso parlare di imparzialità nei miei confronti in riferimento all’amministrazione di Lando Buzzanca. Il mio libro Lando Buzzanca: amore mio, racconta una vicenda personale nella quale l’ADS non ha tenuto minimamente conto della volontà dell’amministrato.</em></p>
<blockquote><p><span style="font-size: 14pt;"><em>Un diritto ai sentimenti</em></span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: In una società complessa e burocratizzata sarà sempre più difficile per una persona fragile coltivare il legame affettivo con la persona che vuole prendersi cura di lei?</strong><em><br />
</em>F.D.V.:<em> Sì, e la legge sull’amministrazione di sostegno è l’esempio di un uso distorto delle leggi rispetto ai fini che si vorrebbero perseguire. All’amministrato, infatti, non viene garantita la “cura della persona” ma piuttosto la sostituzione della sua volontà con quella di un amministratore che non lo conosce affatto e che ha margini di intervento virtualmente infiniti. Questo si traduce in un annientamento e una sopraffazione della personalità e dei diritti individuali, specialmente quando la persona risulta in salute. Nel mio caso questa legge ha avuto il tragico effetto di separare Lando Buzzanca dalla</em> <em>mia vita. Chi avrebbe potuto prendersi cura di lui meglio della sua compagna? Lando non poteva essere visitato se non dietro autorizzazione dell’ADS. Anche il suo collega e amico di una vita, Vincenzo Raso, è riuscito a vederlo solo una volta durante la degenza e soltanto dopo molte insistenze. In seguito alla vicenda che ho vissuto è nata l’associazione “Labirinto 14 Luglio” che raccoglie casi documentati di abusi con un team giuridico guidato dall’avvocato Giuseppe Reale e si batte per l’abrogazione della l. n. 6 del 2004 e la sostituzione con una nuova normativa. Viviamo un’epoca in cui intere generazioni di cittadini subiscono un’irragionevole compressione dei propri diritti individuali soprattutto in riferimento alla propria capacità di autodeterminazione nella sfera affettiva, assistenziale e patrimoniale. Sono convinta che la mia battaglia sia solo la “punta dell’iceberg” rispetto a un problema che sta emergendo in tutta la sua importanza. Come non ricordare il caso di Gina Lollobrigida amministrata per anni e disperata per questo, o il recente caso di Gianni Vattimo? Come ognuno vede, si tratta di persone in perfetta salute che hanno subito o che stanno subendo questo tipo di abuso.</em></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/lando-buzzanca-amore-mio-fa-luce-sugli-abusi-nelle-amministrazioni-di-sostegno/">“Lando Buzzanca: amore mio” fa luce sugli abusi nelle amministrazioni di sostegno</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/lando-buzzanca-amore-mio-fa-luce-sugli-abusi-nelle-amministrazioni-di-sostegno/">&#8220;Lando Buzzanca: amore mio&#8221; fa luce sugli abusi nelle amministrazioni di sostegno</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>La parabola venezuelana: un socialismo al tramonto</title>
		<link>https://www.proposte-uils.it/la-parabola-venezuelana-un-socialismo-al-tramonto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-parabola-venezuelana-un-socialismo-al-tramonto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Casolin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Mar 2023 19:31:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[#chavez]]></category>
		<category><![CDATA[#esodo]]></category>
		<category><![CDATA[#maduro]]></category>
		<category><![CDATA[#socialismo]]></category>
		<category><![CDATA[#venezuela]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#124; Dalla morte di Chávez, in Venezuela è iniziato un declino decennale che non smette</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">| Dalla morte di Chávez, in Venezuela è iniziato un declino decennale che non smette di infiammare il dibattito |</span></span></span></p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER"><a href="https://www.uils.it/periodico-proposte-uils-n-2-febbraio-2023/"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Proposte N. 2 – Febbraio 2023</b></span></span></span></a></p>
<p lang="it-IT" align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Da anni protagonisti dei media internazionali, Maduro e il suo Paese lo sono anche in questa intervista al giornalista Pareggiani</i></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lo scorso 12 gennaio, il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha detto all&#8217;Assemblea Nazionale che “una nuova era sta arrivando per unire gli sforzi e i cammini dei popoli dell&#8217;America Latina e dei Caraibi”. Al potere dal 2013, Maduro è stato subito al centro di polemiche: pur seguendo il cammino tracciato da Chávez, suo predecessore, in questo ultimo decennio ha portato il Paese ad una crisi economica e umanitaria senza precedenti. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Facciamo dunque un&#8217;analisi al riguardo insieme a Riccardo Pareggiani, fotogiornalista e ricercatore presso Independent Diplomat.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Negli ultimi anni, il Venezuela è comparso sempre più spesso nei media occidentali per via di una forte ondata migratoria: quali sono le principali ragioni di tale migrazione?</b></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ad oggi sono quasi 7.5 milioni i venezuelani in diaspora, 1.5 in Colombia, 800.000 in Ecuador e molti anche in Europa. Tra il 2014 e il 2017 ci sono intense manifestazioni a seguito della morte di Chávez e della presa di potere di Maduro, che stringe la morsa sui dimostranti: all&#8217;interno del Paese si crea dunque una situazione di grande tensione ed instabilità, a cui si aggiungono un impoverimento catastrofico dovuto all&#8217;embargo messo dagli USA e l&#8217;impossibilità di produrre greggio ed esportarlo come si faceva prima.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Nella storia politica del Venezuela, è innegabile la rilevanza di Chávez, sia essa connotata positivamente o negativamente. Con che aggettivi lo descriverebbe? </b></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Personalmente mi discosto dall&#8217;ideologia e trovo che in un primo momento fosse veramente un nuovo <i>libertador</i>. È stato un innovatore e un rivoluzionario, poi capita spesso che il potere logora chi ce l&#8217;ha, e questo ha fatto sì che la sua idea di socialismo cattolico degenerasse.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Descriverebbe Maduro, suo successore, con gli stessi aggettivi? </b></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">No, lo descriverei come un burbero sanguinario e paranoico. Ha preso ciò che diceva Chávez e che poteva aver senso (perché la costruzione di una società socialista in modo virtuoso implica che tutto è preso in mano dallo Stato con lo scopo di ridistribuirlo): però non ha assolutamente capito il discorso della redistribuzione, anzi ha accentrato tutto dando il potere ai militari.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Quattro anni fa, durante le proteste, Guaidó si autoproclamava presidente ad interim: come crede sia stato percepita questa figura in Venezuela? </b></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La parabola di Guaidó è molto interessante, perché fa capire come un personaggio venga creato e smantellato. È stato considerato come una sorta di salvatore della patria, un dio sceso in terra, ma purtroppo era completamente agganciato agli Stati Uniti. Diciamo che, ora che anche gli USA l&#8217;hanno mollato, il suo <i>appeal</i> è completamente scemato.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>All&#8217;epoca furono resi noti dei contatti tra Guaidó e gli Stati Uniti. Che ruolo crede che gli USA abbiano avuto – nella storia del Venezuela e magari anche di altri Paesi del Centro e Sud America? </b></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tali non sono mai stati un grande segreto. Ricordo che nel 2019 John Bolton, Capo della Sicurezza durante la presidenza Trump, fece intravedere un foglio in cui si leggeva <i>“5000 troops to Colombia”</i>: si parlava di un ingresso di militari statunitensi in appoggio a Guaidó. Non dimentichiamo poi che nello stesso anno, sui ponti di Cúcuta (confine colombo-venezuelano), Guaidó rientrò nel Paese con dei camion di USAID.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In generale, gli USA hanno una storia abbastanza negativa nei rapporti col Sud America, perché l&#8217;hanno sempre considerata il loro <i>backyard</i>: l&#8217;Operazione Condor, i Contras, la Baia dei Porci&#8230; Hanno provato in tutti i modi a gettare le loro basi in questo continente – da sempre di stampo socialista, se non comunista – per impedire che facesse passi in una direzione contraria alla loro.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Chávez si contrappose in modo molto deciso agli Stati Uniti. Crede che avesse ragione a considerarli la causa principale delle difficoltà economiche del Venezuela? </b></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Chávez si è contrapposto agli Stati Uniti perché loro si sono sempre attivati per ottenere cambi di regime nel Paese, come in Nicaragua, a Cuba&#8230; Inoltre, gli interessi degli USA nel petrolio venezuelano erano estremamente grandi ed aggressivi. Ora anche Biden, data la crisi del gas, è tornato a Caracas e ha tolto il Venezuela dalla lista dei public enemies per avere il greggio.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Molto brevemente, come descriverebbe la situazione del Venezuela in questo momento? E come crede che potrebbe essere tra qualche anno? </b></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La situazione è drammatica. C&#8217;è un&#8217;indagine formale aperta presso la Corte Penale Internazionale per sequestri, sparizioni, torture. Considerando che il Venezuela ha 30 milioni di abitanti, 7 milioni di espatriati sono un dramma, segno di una grande crisi, un governo sanguinario e uno stato di diritto assolutamente annullato. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un cambiamento è necessario – quando non è imposto, per tornare al problema degli Stati Uniti. L&#8217;anno prossimo ci saranno le primarie dell&#8217;opposizione, ma i presupposti non sono buoni. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il Venezuela appare come un Paese allo stremo. Grazie al petrolio era uno dei più ricchi al mondo: negli anni &#8217;80-&#8217;90, se i venezuelani chiedevano 2 galloni di benzina, li ricevevano assieme a 20 dollari, tanto era il petrolio che avevano. Ora il Paese è in ginocchio, ma va tenuto sott&#8217;occhio perché è sempre al centro della geopolitica.</span></span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/la-parabola-venezuelana-un-socialismo-al-tramonto/">La parabola venezuelana: un socialismo al tramonto</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/la-parabola-venezuelana-un-socialismo-al-tramonto/">La parabola venezuelana: un socialismo al tramonto</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Tempo contato. Disobbedire per denunciare le violazioni dei diritti umani.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Coniglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Dec 2022 00:08:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[attivisti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[memorandum]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[UNHCR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Proposte N. 11 &#8211; Novembre 2022 A cura di Elena Coniglio Attivisti in lotta per</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.uils.it/periodico-proposte-uils-n-9-settembre-2022/">Proposte N. 11 &#8211; Novembre 2022</a></p>
<p>A cura di Elena Coniglio</p>
<p><strong>Attivisti in lotta per denunciare le atrocità commesse in Libia sotto il cappello di un accordo illegale figlio della cultura razzista europea, il memorandum d’intesa Italia-Libia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il protocollo d’intesa si rinnoverà tacitamente per altri tre anni se entro il 2 novebre non verrà discusso in Parlamento. Mentre la data di scadenza si avvicina, le voci degli attivisti si sollevano per denunciare l’illegalità dell’accordo, le detenzioni illegali e le gravi violazioni dei diritti umani nei centri di accoglienza libici. Marlène Micheloni, sociologa e attivista indipendente, ci offre con un’intervista una prospettiva che guarda ai contorni storici e ideologici della lotta antirazzista. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Giovedì 19 ottobre 2022. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Marlène Micheloni, mi accoglie nella sua abitazione romana poche ore dopo essere stata protagonista di un’azione di disobbedienza civile. Insieme ad altri attivisti provenienti da tutta Italia, si è incatenata in Piazza di Monte Citorio per denunciare l’illegalità del ‘Memorandum d’intesa Italia-Libia’<a href="https://www.governo.it/sites/governo.it/files/Libia.pdf" name="_ftnref1">[1]</a>.</p>
<figure id="attachment_1719" aria-describedby="caption-attachment-1719" style="width: 930px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-1719" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2022/12/Attivisti--scaled.jpg" alt="" width="930" height="524" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2022/12/Attivisti--scaled.jpg 2560w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2022/12/Attivisti--300x169.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2022/12/Attivisti--1024x576.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2022/12/Attivisti--768x432.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2022/12/Attivisti--1536x864.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2022/12/Attivisti--2048x1153.jpg 2048w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2022/12/Attivisti--800x450.jpg 800w" sizes="(max-width: 930px) 100vw, 930px" /><figcaption id="caption-attachment-1719" class="wp-caption-text">Piazza di Montecitorio, 19 ottobre 2022 (Elena Coniglio)</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Un’azione shock, parte di un progetto di protesta e sensibilizzazione pubblica di più largo respiro che si affianca alle attività promosse dal collettivo libero e informale ‘Rete Antirazzista’, costituito da attivisti indipendenti e che collabora con numerose associazioni italiane ed internazionali, tra cui Gruppo anarchico Mikhail Bakunin Roma, Mani Rosse Antirazziste, Baobab Experience, Mediterranea Saving Humans, Diritto di migrare-diritto di restare, Abolish Frontex e Solidarity with refugees in Libya. A pochi giorni fa risale il nostro primo incontro, proprio in occasione del sit-in di Roma del 15 ottobre per la giornata di mobilitazione internazionale unitaria promossa dal collettivo per chiedere al governo italiano di porre fine al memorandum, il controverso accordo siglato nel 2017 e denunciato dalle più importanti organizzazioni a tutela dei diritti umani, dall’UNHCR, dalle Nazioni Unite e dalla stessa Unione europea.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Italia, già condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo nel 2012 nel ‘caso Hirsi’<a href="https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_20_1.wp?facetNode_1=0_8_1_60&amp;previsiousPage=mg_1_20&amp;contentId=SDU743291" name="_ftnref2">[2]</a>, continuerà a rendersi complice di gravissime violazioni di diritti umani in Libia se non porrà fine all’accordo dibattendolo in parlamento entro il 2 novembre. Il memorandum, firmato dall’allora ministro dell’Interno Minniti, si rinnova infatti tacitamente ogni tre anni salvo che le parti contraenti non ne diano notifica scritta almeno tre mesi prima della scadenza di validità, il 2 febbraio 2023.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tempo fugge e le probabilità che vi sia un rapido cambiamento di rotta da parte del governo italiano, data anche la particolare contingenza storica sono remote, ma la lotta dei collettivi non si arresta e come rassicura Marlène Micheloni, si continua a lottare e a programmare il lavoro per il futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“L’idea di fondo della Rete antirazzista è di uscire dalla frammentazione e mettere in connessione le persone per costruire una rete informale e libera con la quale creare attività e dibattito, è un percorso piuttosto che un gruppo organizzato. La nostra attività è di informazione, presa di posizione e solidarietà, un atto formativo della coscienza sociale e politica.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">La rete lavora in vista di questo risultato ormai da oltre un anno incentrando il proprio operato sul tema dell’antirazzismo e lottando per denunciare i fenomeni di traffico e sfruttamento di esseri umani nelle rotte migratorie e in luoghi sensibili, tessendo legami con persone e associazioni che operano sull’inclusione come Black Lives Matter Roma.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Il progetto unitario ha tra i suoi scopi il diffondere l’idea di ‘diversità’ e la formazione di una specifica coscienza politica..non morale, bensì etica, quale derivazione della presa di coscienza. </em><em>È infatti dal contesto nel quale si vive che si fa derivare la coscienza dei diritti individuali e collettivi.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">L’attività formativa e di sensibilizzazione è fondamentale non solo per rompere il silenzio, ma anche per creare una prospettiva di impegno civile nella popolazione italiana sui temi del fenomeno migratorio. Riuscire a toccare le persone, dei nuclei, e creare gruppi di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“È un paese che ha una tale storia di emigrazione che trovo doloroso pensare che in questo paese ci possa essere un black-out della memoria, il fatto che ci sia questo razzismo, il rifiuto dei migranti..che è così forte.. proprio in Italia. (…) Dovremmo pensare che in Svizzera, ad esempio, nei bar e nei locali erano apposti divieti che recitavano ‘Vietato ai cani e agli italiani!’ </em><a href="https://www.swissinfo.ch/ita/immigrazione-da-sud_-vietato-ai-cani-e-agli-italiani--/8959576" name="_ftnref3">[3] </a><em>(…) e che il razzismo è stato vissuto da tanti emigrati italiani..” </em></p>
<p style="text-align: justify;">Marlène Micheloni, che dagli anni Novanta ha lavorato nel campo umanitario in diverse regioni del mondo, ci porta alle origini del proprio impegno.<em>“Tutta la questione dell’immigrazione mi interessa da un punto di vista politico di per sé, ma gli interessi personali sono sempre legati alle nostre storie. (…) Sono nata in Abruzzo, e sono stata ‘esportata’a sei mesi da genitori emigrati in Svizzera. A quell’epoca esisteva ancora lo statuto di ‘stagionale’ che faceva sì che tutte le persone senza lavoro, dunque i figli, fossero dei clandestini. Ho cominciato così, a vivere nella clandestinità. Dunque è chiaro che il mio cuore non può non vibrare su questo tema. Siamo tutti clandestini, oppure nessuno è clandestino..”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Se una comprensione profonda dei fenomeni passa in primo luogo da un’esperienza nel vivo delle questioni sociali, è necessario però definire i contorni ideologici dei gravi problemi d’intolleranza ed esclusione che ancora connotano la nostra contemporaneità. Essi sono infatti ascrivibili alla cultura profondamente classista e divisiva del capitalismo, una cultura dei privilegi. Quella di un capitalismo che ha assunto la forma del capitalismo finanziario e che per il momento pare aver vinto su molti fronti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“È tutta una questione di classi infatti..ci dovremmo rendere conto che l’unica concorrenza al capitalismo, dentro al quale sembra ci si voglia invece assolutamente integrare invece di combatterlo, è la solidarietà. Una solidarietà umana con una coscienza di classe. Perché siamo tutti vittime del capitale, della finanza. Tutti coloro che non fanno parte di quel piccolo strato privilegiato che si intrattiene con una cultura dei privilegi lo sono. Se tu hai acquisito qualche </em><em>piccolo privilegio, hai il sentimento di poterne avere sempre di più, staccandoti dalle tue classi di appartenenza..”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Una cultura del privilegio che si fa anche cultura del razzismo, ingiusta e per definizione incapace di interrogarsi sul significato delle migrazioni umane e sui cambiamenti di larga portata.  <em>“È un diritto fondamentale cercare di vivere e sopravvivere. Cercare un luogo dove trovare una vita degna. Non è giusto accettare e subire delle vite indegne… provocate qui da noi tra l’altro. Io trovo eroiche le persone che trovano la forza di partire. Eroiche e pazze allo stesso tempo…’</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sappiamo che solo i più fortunati riescono a giungere nei paesi di destinazione per mezzo di corridoi umanitari. Al contrario, molte persone, molte famiglie, fanno viaggi incredibili attraverso il deserto e il mare rischiando la morte.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Per questo dico pazzi ed eroici..ma la necessità porta a questo.. e proprio per questa ragione le persone che riescono a fare questo viaggio, se riuscissero ad essere inclusi, se avessero questa libertà di viaggiare, potrebbero essere una risorsa per tutti. Per il nostro paese e per il loro. Così come avvenne per l’Italia attraverso le rimesse degli emigrati.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">L’emigrazione è dunque una grande ricchezza anche sotto il profilo socio-economico, a patto che non si rientri in una logica di sfruttamento e prigionia una volta giunti in Italia, dove si assiste a nuove forme di schiavitù. Alla reiterazione di meccanismi innescati dai trafficanti di esseri umani che fanno del bisogno e della disperazione una delle attività criminali più redditizie del mondo <a href="https://www.filodiritto.com/accordi-italia-libia-tra-istituzionalita-e-illegalita-il-doppio-volto-del-fenomeno-migratorio-nel-mediterraneo-oggetto-di-accordi-istituzionali-e-fonte-di-reddito-il-crimine-organizzato-transazionale" name="_ftnref4">[4]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Protestare contro il Memorandum Italia-Libia, contro le atrocità che esso ha causato e continuerà a cagionare con grande probabilità nei prossimi tre anni, porta con sé significati precisi e urgenti. L’attivarsi d’ora in avanti attraverso la partecipazione civile in azioni collettive e spontanee significa guardare al futuro con una speranza. Non lontana, non utopica. Una speranza sulla possibilità che l’uomo possa ancora conquistare da sé i propri diritti attraverso la consapevolezza e l’azione comune come in passato ha saputo fare. In una difesa degli uomini per gli uomini che faccia come sue bandiere il rispetto dei diritti fondamentali e delle pari opportunità politiche, e per la quale disobbedire è un atto di resistenza civile.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando chiedo infatti a Marlène quali siano i progetti per il futuro dell’azione unitaria dei collettivi e cosa accadrà dopo il 2 novembre ormai prossimo, mi risponde che sarà fondamentale cambiare modello d’azione e guardare ai giovani. Svegliare, colpire le coscienze attraverso la formazione e dare quella speranza. <em>“La speranza che ci possono essere lotte collettive di liberazione. Perché in un sistema di riproduzione dei privilegi e delle classi sociali, si sarà sempre perdenti.</em>”</p>
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<p style="text-align: justify;"><a href="applewebdata://770F19C8-C340-4580-BD16-179038CDF547#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> <em>Memorandum Italia-Libia</em>, ovvero <em>‘Memorandum d’intesa sulla cooperazione nel campo dello sviluppo, del contrasto all’immigrazione illegale, al traffico di esseri umani, al contrabbando e sul rafforzamento della sicurezza delle frontiere tra lo Stato della Libia e la Repubblica Italiana’</em>. <a href="https://www.governo.it/sites/governo.it/files/Libia.pdf">https://www.governo.it/sites/governo.it/files/Libia.pdf</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="applewebdata://770F19C8-C340-4580-BD16-179038CDF547#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Sentenza della Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo del 23 febbraio 2012 &#8211; Ricorso n. 27765/09 &#8211; Hirsi Jamaa e altri c. Italia, per la violazione degli artt. 3 e 4 del Protocollo n. 4, nonché l’art. 13 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo(CEDU).<a href="https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_20_1.wp?facetNode_1=0_8_1_60&amp;previsiousPage=mg_1_20&amp;contentId=SDU743291"><em>https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_20_1.wp?facetNode_1=0_8_1_60&amp;previsiousPage=mg_1_20&amp;contentId=SDU743291</em></a><em> ; </em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="applewebdata://770F19C8-C340-4580-BD16-179038CDF547#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> L’articolo di carattere storico divulgativo <em>‘Vietato ai cani e agli italiani!’</em> <a href="https://www.swissinfo.ch/ita/immigrazione-da-sud_-vietato-ai-cani-e-agli-italiani--/8959576">https://www.swissinfo.ch/ita/immigrazione-da-sud_-vietato-ai-cani-e-agli-italiani&#8211;/8959576</a> dalla rubrica ‘<em>Come l’italianità ha plasmato la Svizzera’</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="applewebdata://770F19C8-C340-4580-BD16-179038CDF547#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> <em>Accordi Italia-Libia: tra istituzionalità e illegalità. Il doppio volto del fenomeno migratorio nel Mediterraneo: oggetto di accordi istituzionali e fonte di reddito per il crimine organizzato transazionale https://www.filodiritto.com/accordi-italia-libia-tra-istituzionalita-e-illegalita-il-doppio-volto-del-fenomeno-migratorio-nel-mediterraneo-oggetto-di-accordi-istituzionali-e-fonte-di-reddito-il-crimine-organizzato-transazionale</em></p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/tempo-contato-disobbedire-per-denunciare-le-violazioni-dei-diritti-umani/">Tempo contato. Disobbedire per denunciare le violazioni dei diritti umani.</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/tempo-contato-disobbedire-per-denunciare-le-violazioni-dei-diritti-umani/">Tempo contato. Disobbedire per denunciare le violazioni dei diritti umani.</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>La mancata indipendenza della magistratura è un diritto violato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Staropoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2021 13:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Amara]]></category>
		<category><![CDATA[correntismi]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[CSM]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Correntismi e ombre della storia della magistratura italiana che hanno un peso ancora oggi La</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Correntismi e ombre della storia della magistratura italiana che hanno un peso ancora oggi</p>
<p><strong>La mancata indipendenza della magistratura è un diritto violato</strong></p>
<p>Era fine Aprile quando è stato scoperchiato il vaso di Pandora della loggia Ungheria in Italia, riportando alla luce lo spettro della politicizzazione della magistratura nascosto già dietro la loggia P2, quarant’anni fa. In che modo tutto questo ci condiziona come cittadini?</p>
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<p>Lo si era affermato già con il caso Palamara: il problema della politicizzazione della giustizia potrà essere risolto solo se riusciremo a eradicare le correnti politiche all’interno della magistratura.<br />
Il recente caso Amara che ha portato alla luce la presunta esistenza della loggia Ungheria, una rete con dinamiche analoghe a quelle di una loggia massonica in grado di influenzare, tra le altre cose, anche le nomine in magistratura, sta contribuendo a far rinascere il dibattito su questo tema e ad assottigliare ancora di più la fiducia nella trasparenza della giustizia italiana.</p>
<p>La storia dei correntismi trova campo fertile in virtù delle valutazioni approssimative e accomodanti che il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), l’organo che vigila su autonomia e indipendenza della magistratura italiana, effettua periodicamente sulle carriere dei magistrati. Lo ricorda esaustivamente il Professor Giuseppe Di Federico, docente emerito di ordinamento giudiziario presso l’Università di Bologna, in occasione di un convegno di magistratura tenutosi nel 2019: la manica larga con cui tante valutazioni sono state effettuate ha fatto sì che le varie correnti, costituitesi fisiologicamente con la promulgazione della Costituzione italiana nel 1948 dopo il periodo fascista per ridefinire l’identità dell’organo giudiziario, potessero gestire molto liberamente l’indirizzo politico da intraprendere nella stesura delle sentenze per perseguire certi tipi di interessi conformi alla propria rete.</p>
<p>Non ci stiamo addentrando in una discussione su etica e coscienza, elementi che necessariamente influiscono sul mestiere di magistrato e che proprio per la loro presenza danno un indirizzo “politico” alle interpretazioni delle norme e alle sentenze: parliamo di veri e propri sistemi costituiti da magistrati, faccendieri, imprenditori, politici, tutte persone che hanno conoscenze e possibilità di influire, secondo certi accordi, su nomine di cariche pubbliche e su scelte economiche e politiche.</p>
<p>Eppure la nascita delle correnti aveva avuto una motivazione piuttosto nobile: esse dovevano servire infatti a dare una direzione a uno dei poteri dello Stato abbattuto insieme alla caduta del fascismo e in piena rinascita, direzione che doveva assegnare l’Associazione Nazionale dei Magistrati (ANM), da pensarsi come un sindacato di categoria anche se nei fatti non lo è in quanto svolge unicamente funzioni di rappresentanza. Magistratura Indipendente, la più longeva, fondata nel 1962, e Magistratura Democratica, del 1964, furono infatti le prime due storiche correnti nelle quali si riconoscevano, rispettivamente, giudici conservatori e giudici progressisti.</p>
<p>Lo scopo per cui erano state fondate era proprio quello di soddisfare la differenza di punti di vista tra quei magistrati già di lungo corso dopo la fine del fascismo e tra quelli più giovani, la cui formazione era basata unicamente sulle parole della Costituzione italiana e che avevano un sentire comune diverso sull’evoluzione dei diritti. Dunque la parola “correntismo” accostata alla magistratura non avrebbe, di per sé, una cattiva accezione.</p>
<figure id="attachment_854" aria-describedby="caption-attachment-854" style="width: 1320px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-full wp-image-854" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/06/Palamara.jpg" alt="Luca Palamara" width="1320" height="742" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/06/Palamara.jpg 1320w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/06/Palamara-300x169.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/06/Palamara-1024x576.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/06/Palamara-768x432.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/06/Palamara-800x450.jpg 800w" sizes="(max-width: 1320px) 100vw, 1320px" /><figcaption id="caption-attachment-854" class="wp-caption-text">L’ex magistrato Luca Palamara, al centro di un’inchiesta sulle nomine pilotate all’interno delle procure. Photo credit: Huffingtonpost.it.</figcaption></figure>
<p>Ma il terremoto dell’inchiesta “Mani Pulite” nel 1992, che ha messo in tavola le carte di una rete estesa di corruzione tra il mondo della politica e dell’imprenditoria, ha parallelamente aperto una crisi di fiducia nella giustizia mai risanata: per quanto sia stata un’inchiesta di assoluta rilevanza per l’opinione pubblica, spesso si è detto che quel metodo rivoluzionario con cui la magistratura aveva gestito le indagini abbia di fatto segnato la fine del garantismo. Le scosse sono poi tornate a ondate, come succede con l’assestamento dopo un forte terremoto: con il caso Palamara, infatti, abbiamo assistito nuovamente al gioco delle dinamiche di un organo che, forte del suo autogoverno in quanto indipendente (in linea teorica) dalla politica, ha creato dei piccoli partiti politici al suo interno.</p>
<p>Le correnti non sono diventate altro che questo, e come ogni partito, ciascuna di esse salvaguarda i propri interessi per concorrere al meglio ai posti in ANM, il suddetto organo di rappresentanza della magistratura. Il caso di corruzione e di manovrazione della nomina del procuratore di Perugia di cui è accusato Palamara, già ex membro del CSM ed ex presidente di ANM, è tornato d’attualità per due motivi: per il ricorso da lui presentato, in corso di svolgimento proprio in questi ultimi giorni, e per il nuovo scandalo della loggia Ungheria, menzionata per la prima volta dall’avvocato Piero Amara.</p>
<p>Questo è un nome centrale, il punto di arrivo e di partenza dei tentativi di manovrare nomine di procuratori che potessero strizzargli l’occhio nei casi da lui seguiti. E se pensiamo che Amara è un abile tessitore di reti ed è coinvolto in varie inchieste di grande portata l’opinione, a partire proprio dal <a href="https://www.ilpost.it/2019/05/31/indagine-luca-palamara/">caso Palamara</a>, passando da quella sul falso complotto Eni, per cui ha lavorato, e al sistema Siracusa fino ad arrivare a quella sull’ex Ilva di Taranto, altra società per la quale è stato consulente legale e che gli è costata una nuova notifica di misure cautelari con l’accusa di aver raccomandato ad alcuni membri del CSM il procuratore Capristo, con il quale aveva accordi corruttivi, il quadro diventa chiaro.</p>
<p>La corruzione corre là dove la compattezza di interessi interna a una corrente è forte, e poiché i suoi componenti sono magistrati con alte cariche e che si occupano di inchieste che incidono sulla vita di ognuno di noi, avere una magistratura correntista non rappresenta più solo uno scandalo, ma uno schiaffo ai nostri diritti, civili e umani.</p>
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<p><em>Francesca Staropoli</em></p>
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<p>Nella foto di copertina: l’avvocato Piero Amara. È stato lui a mettere a conoscenza gli inquirenti, per la prima volta, della presunta esistenza della “Loggia Ungheria”. Photo Credit: Repubblica.it.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/la-mancata-indipendenza-della-magistratura-e-un-diritto-violato/">La mancata indipendenza della magistratura è un diritto violato</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/la-mancata-indipendenza-della-magistratura-e-un-diritto-violato/">La mancata indipendenza della magistratura è un diritto violato</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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