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	<title>Germania - Proposte-UILS</title>
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		<title>Il governo tedesco in subbuglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2024 15:07:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cancelliere Scholz ha sfiduciato il suo Ministro delle Finanze Lindner aprendo, di fatto, ad</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Il cancelliere Scholz ha sfiduciato il suo Ministro delle Finanze Lindner aprendo, di fatto, ad una crisi di governo</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Nell’arco di pochi mesi verrà chiamata al voto anche la popolazione tedesca, un voto anticipato, per molti inatteso, che rischia di sgretolare sempre più le fragili fondamenta dell’Europa</p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Mercoledì 6 novembre, a Berlino, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha presentato il licenziamento del Ministro delle Finanze, il liberale, Christian Lindner. In Germania, va detto, che questo gesto politico non ha sconvolto eccessivamente poiché era più che evidente che tra i due non corresse buon sangue.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Anche la tempistica scelta non è apparsa strana e si ricollegherebbe all’elezione del nuovo coinquilino della White House americana Donald Trump.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-2601 alignleft" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/12/elezioni-governo-tedesco-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/12/elezioni-governo-tedesco-300x209.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/12/elezioni-governo-tedesco-1024x712.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/12/elezioni-governo-tedesco-768x534.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/12/elezioni-governo-tedesco.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Con questa rottura interna si è sfaldato ufficialmente il sodalizio politico di centro (anche detto “tricolore” ovvero quello formato da SPD, FDP e Verdi.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Facciamo qualche passo indietro e ritorniamo all’insediamento di Scholz (quel novembre 2021) che aveva raccolto, va detto per onore di cronaca, una situazione non facile.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La cancelliera Angela Merkel, infatti, era stata certamente molto brava come interprete politica tra Oriente (Russia) ed Occidente (USA) anche grazie alla propria origine &#8211; sì tedesca &#8211; ma della ex Germania dell’est.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La Merkel, tra le altre cose, conosceva molto bene il russo ed è riuscita ad acquisire una posizione di stima dallo steso Putin; certo è che non tutto era stato ben gestito sul fronte strategico ed aveva lasciato “indietro” una serie di investimenti molto importanti.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Si pensi, tra gli altri, alle tutele per i più deboli (il nostro reddito di cittadinanza per intenderci, il <em>Bürgergeld</em>), oppure il rafforzamento all’infanzia e al riconoscimento del diritto di cambiare sesso nel registro dello stato civile. Tutte promesse elettorali disattese per via di una stabilità di Governo non abbastanza salda e per mancanza di fondi.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Poi è arrivata la guerra russo-ucraina e Scholz promise &#8211; fu tra i primi &#8211; sostegno ed armi al popolo aggredito ma, a conti i fatti, ne ha inviate molte meno di quelle che aveva preannunciato proprio perché – in Patria – la crisi economica si stava intravedendo con maggiore forza.<img decoding="async" class="size-medium wp-image-2599 alignleft" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/12/bunderstag-governo-tedesco-alto-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/12/bunderstag-governo-tedesco-alto-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/12/bunderstag-governo-tedesco-alto-1024x682.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/12/bunderstag-governo-tedesco-alto-768x512.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/12/bunderstag-governo-tedesco-alto.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Il cancelliere Olaf Scholz ha anche sofferto la mancanza di appoggio tra i più giovani in conseguenza della posizione fortemente pro-Israele che la Germania ha assunto dopo il 7 ottobre 2024 e l’aggressione di Hamas.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La crisi umanitaria a Gaza ha allontanato parte dell’opinione pubblica (quella più sensibile a questi temi) dal Governo in carica e, di contro, se ne sta progressivamente avvantaggiando il partito di estrema destra (AFD &#8211; Alternative für Deutschland) che, nel frattempo seguendo lo spirito della contestazione, sta semplicemente criticando ogni mossa adottata dal Governo ed accrescendo un malessere dal basso.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Cosa potrebbe avvenire adesso? È certo che questo Governo non ha più la stabilità necessaria per adempiere ai suoi obblighi istituzionali. Mentre <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Olaf_Scholz">Olaf Scholz</a> sperava di chiedere la fiducia all’esecutivo non prima del 15 gennaio con successive elezioni anticipate a marzo 2025. Ora appare sempre più plausibile che si andrà a votare molto prima &#8211; il 16 dicembre verrà richiesta la fiducia &#8211; che, molto probabilmente, non riuscirà ad ottenere ed alla quale seguiranno le elezioni dopo 60 giorni, ovvero a febbraio.<img decoding="async" class="size-medium wp-image-2600 alignright" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/12/bandiere-governo-tedesco-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/12/bandiere-governo-tedesco-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/12/bandiere-governo-tedesco-1024x682.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/12/bandiere-governo-tedesco-768x512.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/12/bandiere-governo-tedesco.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Le conseguenze di queste elezioni saranno determinanti anche per la tenuta della UE, perché è chiaro a tutti che la Germania era stata il traino in Europa ed ora si rischia davvero tanto.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Occorre sperare che il popolo scelga il migliore Governo tedesco possibile, inclusivo ed europeista in modo da poter fronteggiare questo momento di crisi della democrazia.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/il-governo-tedesco-in-subbuglio/">Il governo tedesco in subbuglio</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/il-governo-tedesco-in-subbuglio/">Il governo tedesco in subbuglio</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Trattato del Quirinale, Europa verso un nuovo equilibrio?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2023 07:49:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia e riforme istituzionali]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="font-size: 14pt;"><em>I rapporti tra Italia e Francia sono storicamente connotati da oscillazioni tra i sentimenti di reciproca stima e ammirazione e la malcelata rivalità nei settori che entrambi considerano strategici.</em></span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il 1° febbraio scorso è entrato in vigore il “Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica francese per una cooperazione bilaterale rafforzata”. È il c.d. Trattato del Quirinale così chiamato perché firmato a Roma, nel Palazzo del Quirinale, il 26 novembre 2021, dopo una lunga gestazione iniziata in seguito al vertice italo-francese di Lione del 27 settembre 2017. Sin dalla firma dell’accordo &#8211; il cui testo fu predisposto da un gruppo di sei “Saggi”, tre francesi e tre italiani-, l’opinione pubblica italiana manifestò delle perplessità. In primo luogo perché il Parlamento era stato tenuto all’oscuro della fase preparatoria del Trattato; in secondo luogo perché non era chiaro il significato di una collaborazione strutturata in ampi settori pubblicistici ed economici, ulteriore rispetto alla <em>governance</em> multilivello già esistente stabilita dai Trattati Europei e dagli altri Trattati internazionali validi ed efficaci tra le parti. Per dissipare questi dubbi occorre esaminare per sommi capi il contenuto del Trattato. Nelle premesse, le parti hanno riconosciuto i loro interessi comuni con particolare riguardo alle aree geografiche rilevanti per entrambi i Paesi.</p>
<blockquote><p><em><span style="font-size: 14pt;">Il Trattato del Quirinale è la scelta fatta dai due Paesi consapevoli della loro “comunità di destini”, solo la Storia ci saprà dire se esso verrà archiviato alla prima difficoltà o se su di esso sarà edificato un nuovo equilibrio in Europa</span></em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">  Ciascuno dei primi dieci articoli sviluppa un settore di coordinamento per il quale si prevede un meccanismo più o meno profondo di partecipazione istituzionale reciproca al fine di affrontare le questioni raggiungendo una posizione comune. Spiccano in particolare la reciproca consultazione sulle questioni trattate dall’Unione Europea e dalla Alleanza Atlantica (NATO); l’istituzione di un foro di consultazione tra Ministeri competenti in materia di politiche migratorie e giustizia con la programmazione di incontri tra le forze dell’ordine; l’istituzione di un Forum annuale tra i Ministeri nelle materie della cooperazione economica, industriale e digitale, oltre allo scambio di funzionari; l’organizzazione di consultazioni nelle materie di sviluppo sociale e ambientale; un Comitato di cooperazione frontaliera annuale presieduto dai ministri competenti in materia di cooperazione frontaliera; l’assunzione di un impegno reciproco a sostenere il sistema agro-alimentare e, altresì, a promuovere, sia nell’Unione Europea che nei Paesi terzi, le denominazioni d’origine e le indicazioni geografiche registrate nell’Unione Europea. A chiusura dell’intero sistema, l’art. 11 ne organizza l’architettura istituendo un Comitato strategico composto da Segretari Generali dei Ministeri degli Affari Esteri con il compito di realizzare un programma di lavoro concordato e prevedendo altresì la partecipazione trimestrale ed alternata di un membro di governo al Consiglio dei Ministri dell’altro Paese, oltre agli strumenti per la verifica dell’attuazione del Trattato.<br />
Come ognuno può vedere tutte le materie menzionate afferiscono a temi di grande attualità. Gli interessi italiani e francesi vengono definiti dai maggiori analisti “complementari e concorrenti”, ciò deriva dal fatto che le due nazioni si proiettano in aree economiche e geografiche che sono, rispettivamente, affini e quasi coincidenti. Pertanto, a causa della specificità delle rispettive caratteristiche i due Paesi entrano spesso in competizione per far prevalere ciascuna il proprio approccio rispetto al problema che la investe.<br />
È bene ricordare che l’Italia ha avuto e continua ad avere una serie di <em>dossier</em> aperti ed in continua evoluzione con la Francia. Si va dalla annosa e mai risolta questione dell’accoglienza dei migranti che giungono via mare, rispetto alla quale l’Italia lamenta una cattiva gestione al livello europeo chiudendo i propri porti e ricevendo per risposta dalla Francia la chiusura delle proprie frontiere al confine, sino a giungere alle strategie messe in campo dalla Francia per la gestione della ricostruzione della Libia post Gheddafi, che hanno dato luogo a notevoli divergenze con il nostro Paese. Vi sono poi le questioni economiche: il blocco dell’acquisizione dei <em>Chantiers de Atlantide</em> da parte di Fincantieri da parte dell’Eliseo, la scalata del gruppo Vivendi verso Tim e Mediaset ritenuta ostile dall’Agcom (ma ritenuta lecita dalla Corte di Giustizia Europea). Inoltre, in Italia si è guardato con preoccupazione all’acquisto di numerose banche ed imprese assicurative, marchi alimentari e del lusso negli ultimi anni da parte delle compagnie francesi, oltre alla rivalità tra ENI e TOTAL nel Nord-Africa che sconfina nel campo geopolitico. D’altra parte, vi è chi ravvisa in questi episodi il libero giuoco del mercato con i suoi incidenti di percorso, evidenziando la crescita dei c.d. “partenariati italo-francesi” tra cui spiccano StMicroelectronics, EssilorLuxottica e ovviamente Stellantis. In ogni caso, la firma del Trattato del Quirinale mira a stabilizzare i rapporti italo-francesi sull’assunto, oggi prevalente, che le grandi sfide globali debbano essere affrontate e risolte mediante una gestione condivisa con l’integrazione degli strumenti economici e diplomatici su un piano sovranazionale. Per la stessa ragione e con le stesse finalità tra Francia e Germania esiste sin dal 1963 un Trattato speculare a quello di cui si parla, che è stato rinnovato nel 2019 (Trattato di Aquisgrana). In conclusione, il Trattato del Quirinale ambisce ad essere per l’Italia lo strumento all’avanguardia con il quale trovare oltre le Alpi le necessarie convergenze sui temi dell’economia, della difesa, della sicurezza, della politica migratoria. In quest’ottica, esso deve essere considerato altrettanto fondamentale anche per la salute dell’Europa che, mai come ora, ha necessità di riequilibrare i propri assetti interni e ritrovare una prospettiva politica ed economica smarrita dopo il collasso della Grecia e l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/trattato-del-quirinale-europa-verso-un-nuovo-equilibrio/">Trattato del Quirinale, Europa verso un nuovo equilibrio?</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/trattato-del-quirinale-europa-verso-un-nuovo-equilibrio/">Trattato del Quirinale, Europa verso un nuovo equilibrio?</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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