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	<title>giustizia - Proposte-UILS</title>
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		<title>La riforma Cartabia istituzionalizza il modello della giustizia riparativa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jul 2023 09:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia e riforme istituzionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parliamo di riforma della giustizia penale e modello riparativo con la Dott.ssa Mariantonietta Cerbo, già</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Parliamo di riforma della giustizia penale e modello riparativo con la Dott.ssa Mariantonietta Cerbo, già dirigente penitenziario presso Uffici di Esecuzione Penale Esterna e direttrice di Uffici Regionali dell’Amministrazione Penitenziaria in Lombardia, Marche, Abruzzo e Molise; socia fondatrice e Consigliera Tesoriere del Centro Europeo Studi Penitenziari – CESP di Roma, membro FIDU &#8211; Federazione Italiana Diritti Umani ed attuale incaricata del settore di lavoro “carcere” presso il Partito Socialista Italiano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Egregia Dott.ssa Mariantonietta Cerbo, intanto la ringrazio per la sua disponibilità e le faccio i complimenti per la sua vita dedicata alle tematiche penitenziarie e all’impegno politico. La riforma della giustizia penale si pone l’obiettivo di accorciare le tempistiche dei processi penali, per questa ragione la novella introduce numerosi meccanismi deflattivi mentre la giustizia riparativa sembra andare in una direzione opposta. E’ proprio così?</strong><br />
<span style="font-size: 14pt;">M.C.: <em>Non la vedo in questo modo. Infatti, la riforma consente al giudice della cognizione di applicare anche pene sostitutive delle pene detentive brevi, che rientrano nel modello di giustizia riparativa particolarmente la pena sostitutiva del L.P.U. Si aggiunga che quando la pena sostitutiva comminata scende al di sotto dei tre anni è suscettibile di trasformarsi in affidamento in prova al servizio sociale con accesso dalla libertà anche su proposta del P.M. ai sensi delle nuove previsioni. L’effetto deflattivo dei processi, pertanto, è assicurato e il modello di giustizia portato avanti dalla Ministra Cartabia dimostra di essere non in contrasto, bensì coerente con gli obiettivi di celerità auspicati. La riforma ha, pertanto, contribuito a sistematizzare un nuovo modello raccordandolo con le prime prescrizioni di giustizia riparativa, già presenti in nuce nell’Ordinamento Penitenziario del 1975, basi pensare all’art. 47 c. 7 O.P. che prevede che “l’affidato si adoperi in quanto possibile in favore della vittima del suo reato”. Nella mediazione penale, che è parte del modello di giustizia riparativa, può ravvisarsi un ostacolo alle esigenze di celerità laddove la vittima frapponga resistenze al percorso di riparazione dell’offesa. Tuttavia, nell’economia di una riforma assai complessa credo  che ciò che avrà più impatto sarà l’ampliamento dell’ambito di applicazione dell’istituto della messa alla prova con la sospensione del procedimento, che vede al centro del programma di trattamento previsto lo svolgimento di L.P.U. come riparazione simbolica nei confronti della vittima nonché dell’ intera comunità di appartenenza.</em></span></p>
<blockquote><p><span style="font-size: 14pt;"><strong><em>La Dott.ssa Mariantonietta Cerbo, sociologa esperta del settore penitenziario, ci illustra </em></strong><strong><em>il ruolo dell’intervento apportato dalla legge n. 134/2021 e dal d.lgs. n. 150 del 2022 </em></strong><strong><em>nel superare i modelli retributivo e rieducativo</em></strong></span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G. Questa sistemazione risponde alle aspettative? Secondo Lei è un buon risultato?</strong><br />
<span style="font-size: 14pt;">M.C.:</span><em><span style="font-size: 14pt;"> Gli effetti che nascono dall’esito positivo di un programma di giustizia riparativa mettono in luce che nasce un nuovo modello penale. Esso offre percorsi atti a favorire la definizione anticipata del procedimento e, insieme, permette di sviluppare un percorso interiore del reo verso una presa di coscienza del disvalore della propria azione antigiuridica. Basti pensare che il reo aderisce ad un programma con la volontà di ricucire lo “strappo” che il suo reato ha prodotto in seno alla società. I nuovi percorsi di definizione anticipata del procedimento si aggiungono a istituti già  esistenti come l’estinzione del reato per condotte riparatorie ex art. 162 ter c.p., perciò non posso che ravvisare un buon risultato complessivo. In riferimento all’esecuzione penitenziaria, l’ampliamento apportato della riforma Cartabia, in particolare con il nuovo art. 15 – bis O.P., si pone organicamente ed in continuità con un percorso precedente che ha fatto da apripista. Mi preme ricordare che la possibilità di partecipazione dei ristretti a programmi di natura riparativa con lo svolgimento di L.P.U. era già presente con gli artt. 20 ter e 21 c. 4ter dell’ Ordinamento Penitenziario.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Dopo il record di suicidi del 2022, da più parti si è parlato di “situazione insostenibile” delle carceri italiane. Secondo Lei quali sono i settori nei quali si deve intervenire, al di là della riforma?</strong><br />
<span style="font-size: 14pt;">M.C.: <em>Si parla costantemente dei suicidi nelle carceri, tuttavia si fatica a individuare le risposte a un problema che origina dal disagio causato da molteplici fattori. Anzitutto, il disagio psichico che colpisce detenuti e anche operatori penitenziari, in particolare quelli addetti alla vigilanza che svolgono un lavoro estremamente usurante sul piano psicologico. In secondo luogo, le condizioni delle carceri italiane negli ultimi anni sono andate peggiorando sotto diversi punti di vista. Vi è carenza di organico specialmente per quanto riguarda i Direttori penitenziari. L’edilizia penitenziaria necessita di una riprogettazione architettonica globale degli spazi che ne migliori la vivibilità e soprattutto la funzionalità in riferimento all’espletamento delle attività rieducative trattamentali. Sono aumentate le problematiche attinenti alla tutela della salute dei detenuti. Nella riforma Cartabia c’è la volontà di cambiare la visuale intorno al mondo delle carceri. La Ministra ha sempre detto con chiarezza che, quantunque il senso comune veda la pena come detenzione in carcere a carattere afflittivo, la Costituzione non parla  mai di pena “detentiva”, pertanto questa dovrebbe impiegata solo come extrema ratio e solo nei confronti di soggetti con carriere criminali importanti. La persona che ha commesso il reato deve risarcire la comunità civile del proprio gesto, ma la restrizione in carcere non può essere l’unica o la migliore soluzione, soprattutto per i suoi effetti stigmatizzanti e desocializzanti che producono recidiva.</em></span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/la-riforma-cartabia-istituzionalizza-il-modello-della-giustizia-riparativa/">La riforma Cartabia istituzionalizza il modello della giustizia riparativa</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/la-riforma-cartabia-istituzionalizza-il-modello-della-giustizia-riparativa/">La riforma Cartabia istituzionalizza il modello della giustizia riparativa</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Lula libero e presidente: il Brasile è tornato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Casolin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2022 17:05:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#124; Dopo il Perù e la Colombia, anche il Brasile svolta a sinistra &#124; Proposte</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">| Dopo il Perù e la Colombia, anche il Brasile svolta a sinistra |</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://www.uils.it/periodico-proposte-uils-n-12-dicembre-2022/"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Proposte N. 12 &#8211; Dicembre 2022</span></b></span></span></span></a></p>
<p lang="it-IT" align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Dopo due mandati e un anno e mezzo di carcere per false accuse, Lula torna ad essere eletto dal popolo.</i></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;">“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Hanno provato a seppellirmi vivo, ma ora sono qua.” Così ha parlato Luiz Inácio Lula da Silva _ conosciuto dai più come Lula &#8211; dopo la vittoria elettorale dello scorso 30 ottobre.</span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Nato in una famiglia povera del Pernambuco, dopo qualche anno si trasferisce nello Stato di San Paolo e successivamente inizia a lavorare come lustrascarpe; a 19 anni perde il mignolo della mano sinistra in un incidente in fabbrica ed è intorno a quel periodo che inizia ad interessarsi alle attività del </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><strong>sindacato</strong>.</span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="color: #202122;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Nel 1980, nel pieno de</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">lla </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">dittatura militare brasiliana</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, assieme a professori, sindacalisti ed intellettuali, fonda il </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><strong>Partido dos Trabalhadores</strong>.</span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Nel 1986 conquista un seggio al Congresso e nel 1989 si candida alla presidenza come rappresentante del PT: tuttavia, non piacendo ad imprenditori e banchieri, viene penalizzato da alcuni brogli elettorali che fanno sì che manchino</span></span> sezioni di voto in quartieri poveri – in cui Lula era ampiamente favorito. <span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Nel 1990 decide di non candidarsi, però nel 2002 vince le elezioni con il <strong>61% delle preferenze</strong> e quattro anni dopo viene riconfermato presidente. Nel 2010, non potendosi candidare per un terzo mandato consecutivo, indica come suo successore la politica ed economista </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Dilma Rousseff.</span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Al centro della politica di Lula vi sono sempre stati programmi sociali basati sulla lotta alla fame: emblematico è stato </span></span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Fome Zero</i></span></span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, che prevedeva la costruzione di cisterne per l&#8217;acqua nella regione semi-arida del </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Sertão</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, oltre a misure per contrastare la gravidanza adolescenziale, rafforzare l&#8217;agricoltura e distribuire una quantità minima di denaro ai poveri. Ad ogni modo, il</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> più grande programma sociale è stato </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Bolsa Família</i></span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">: </span></span></span>esso, assieme a <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Brasil Sem Miseria</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, che erogava sussidi a milioni di famiglie garantendo sostentamento e scolarità gratuita, ha contribuito a migliorare le condizioni di vita. </span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">G</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">razie a queste politiche di welfare, nel 2005 il Brasile <strong>ha ripagato il suo debito con il Fondo Monetario Internazionale</strong> e, tra il 2004 e il 2012, la deforestazione amazzonica è diminuita da 27700 a 4500 km² all&#8217;anno. </span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;attività politica di Lula viene bruscamente interrotta da accuse di corruzione, ma nel 2019, dopo 589 giorni incarcerato, viene rilasciato, e nel 2021 viene prosciolto da ogni accusa dal Tribunale Supremo Federale del Brasile: proprio quest&#8217;istituzione ha riconosciuto una certa &#8220;parzialità&#8221; di giudizio, in particolare da parte del giudice Sergio Moro – in seguito nominato Ministro della Giustizia durante la presidenza Bolsonaro.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Tuttavia, dopo aver riacquistato i diritti civili e politici, quest&#8217;anno Lula si è candidato per il suo <strong>terzo mandato</strong>, vincendo con il </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">50,9 % dei voti: “questa vittoria non è mia o del mio partito, è del popolo brasiliano”, ha detto. </span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ha poi proseguito parlando dei valori fondanti del suo programma, che in fondo rispecchiano le necessità della gente comune: crescere un figlio in sicurezza, un salario giusto, diritto alla salute e all&#8217;educazione, libri anziché armi – poiché “la cultura alimenta la nostra anima”. Ha inoltre affermato che il Brasile è tornato e smetterà di essere il paria del mondo, rifiutando accordi commerciali che lo condannino all&#8217;eterno ruolo di esportatore di materie prime. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La vittoria di Lula segna la svolta a sinistra di un altro Paese sudamericano: in questo caso, il più grande, il più popoloso e con la quota maggiore della foresta amazzonica.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E, proprio durante la <strong>Cop27</strong> dello scorso 16 novembre, il presidente ha fatto dell&#8217;Amazzonia uno dei nuclei del discorso, scagliandosi anche contro il governo precedente: “il Brasile è riuscito a fermare l&#8217;avanzata della destra autoritaria e del negazionismo climatico, e da questo risultato non dipendono solamente la pace e il benessere del popolo brasiliano, ma anche la <strong>sopravvivenza dell&#8217;Amazzonia</strong> e pertanto la sopravvivenza del nostro pianeta.” Ha inoltre sottolineato il negazionismo con cui è stata affrontata la pandemia, che ha ucciso 700.000 brasiliani.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra le sue proposte, vi è quella di includere più nazioni nel Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU; ha anche annunciato che, dopo le elezioni, Germania e Norvegia hanno pensato di ri-aprire il Fondo Amazzonia per tutelare ulteriormente la foresta: infine, ha espresso il desiderio che il Brasile ospiti la Cop del 2025, precisamente l&#8217;Amazzonia.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Questo governo sembra sognare in grande: lotta alla fame, alla povertà, al cambiamento climatico, alla devastazione dell&#8217;Amazzonia&#8230; ma Lula ha 77 anni, si potrebbe obiettare. Ci piace concludere con la risposta che lui stesso ha dato il 30 ottobre: “n</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">on è l&#8217;età che invecchia una persona, è la mancanza di una motivazione. Il Brasile è la mia motivazione, il popolo è la mia motivazione, <strong>combattere la miseria</strong> è la ragione per la quale voglio vivere fino alla fine della mia vita.”</span></span></span></span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/lula-libero-e-presidente-il-brasile-e-tornato/">Lula libero e presidente: il Brasile è tornato</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/lula-libero-e-presidente-il-brasile-e-tornato/">Lula libero e presidente: il Brasile è tornato</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Dal basso e a sinistra: una Colombia inedita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Casolin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2022 16:59:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[colombia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[guerriglia]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#124; Dopo più di due secoli, la svolta &#124; Proposte N. 11 &#8211; Novembre 2022</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">| Dopo più di due secoli, la svolta |</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://www.uils.it/periodico-proposte-uils-n-11-novembre-2022/"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Proposte N. 11 &#8211; Novembre 2022</span></b></span></span></span></a></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>In agosto è stato eletto il primo presidente di sinistra nella storia del paese sudamericano, e, a pochi mesi dal suo insediamento, ha preso decisioni mancanti da molto tempo e parlato la lingua del popolo.</i></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">C&#8217;è sempre una prima volta, e mai come nella Colombia di oggi questa frase si sposa con i risultati delle elezioni, che in agosto hanno visto trionfare – <strong>per la prima</strong> volta appunto –<strong> la sinistra</strong>: ufficialmente presidente a seguito del ballottaggio è Gustavo Petro. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alle basi del suo impegno politico, per lui vi sono il colpo di Stato in Cile ai danni di Allende (1973) e la lettura di García Márquez; non a caso Aureliano, personaggio di &#8220;Cent&#8217;anni di solitudine&#8221;, è stato un suo pseudonimo durante l&#8217;attivismo presso il M-19, gruppo guerrigliero di <strong>orientamento socialista e democratico</strong>: con tale gruppo, nel 1990, il governo ha firmato un accordo di pace.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proprio il 7 agosto, il leader della coalizione Pacto Histórico aveva affermato che “oggi è la giornata delle strade e delle piazze”, promettendo di dedicare la propria esistenza alla costruzione di una Colombia diversa in cui vi siano <strong>istruzione superiore gratuita, aumento delle pensioni e superamento della dipendenza dal petrolio e del carbone</strong>; nel programma si parlava anche di una riforma agraria per rendere nuovamente produttivi 15 milioni di ettari, infrastrutture per l&#8217;accesso all&#8217;acqua, investimenti nella ricerca, riforma fiscale e riforma del sistema sanitario.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Appare inoltre molto forte la volontà di ascoltare e rispondere alle esigenze di maggioranze spesso silenziate quali le popolazioni contadine e indigene; la vicepresidente Francia Márquez ha sottolineato come questa vittoria, dopo 214 anni, porti a <strong>un governo “del popolo</strong>, della gente con i calli alle mani”: riprendendo lo scrittore uruguaiano Galeano, “dei nessuno e delle nessuno”.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Anche l&#8217;assenza, al momento, di accuse di corruzione sembra giocare a favore della fiducia in questi politici. Negli ultimi decenni, difatti, il Paese è stato costantemente permeato da casi di corruzione, appropriazione illecita di terre, militarizzazione, vincoli tra presidenti e narcotrafficanti, repressioni violente, </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><i>desaparecidos</i></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"> e omicidi. Scottante è anche il tema dei falsi positivi, ovvero attivisti e giovani uccisi con l&#8217;inganno e dipinti come vittime dei combattimenti: tema denunciato da Petro già quando era parlamentare.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel mese e mezzo tra la sua elezione e il suo insediamento, ha negoziato con i partiti politici centristi e di destra per costruire una maggioranza al Congresso; inoltre, pochi giorni prima del suo insediamento, ha mantenuto la promessa elettorale di approvare l&#8217;<strong>accordo di Escazú</strong>, il più importante trattato di protezione ambientale adottato in America Latina – in precedenza respinto quattro volte dai senatori. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Esattamente l&#8217;11 agosto, Colombia e Venezuela hanno ristabilito le relazioni diplomatiche dopo una pausa di tre anni, e Petro ha annunciato che andrà alla riapertura della frontiera tra i due Paesi, dove si coopererà per contrapporsi a guerriglieri, paramilitari e trafficanti di droga. Ha anche ripreso i <strong>negoziati di pace</strong> con i guerriglieri dell&#8217;Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), sospesi dal precedente governo: tale ripresa è stata sostenuta dall&#8217;ONU in alcune dichiarazioni. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nelle ultime settimane, Petro ha annunciato una graduale sospensione dello sfruttamento petrolifero nella foresta amazzonica: la proposta include coinvolgere la comunità internazionale nella lotta contro la deforestazione ed istituire un fondo internazionale che serva per conservare la foresta e pagare agricoltori incaricati di prendersi cura della foresta e recuperare le aree disboscate. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proprio nel suo <strong>discorso all&#8217;ONU</strong> del 20 settembre, Petro ha parlato della “bellezza insanguinata” della sua terra, in cui la grande ricchezza naturale viene abusata dai centri di potere: facendo riferimento alla coca, ha parlato di come venga costantemente attaccata con glifosato che poi inquina le acque e di come i suoi coltivatori vengano arrestati, nonostante sia ciò che serve loro per sopportare l&#8217;altitudine o la stanchezza del lavoro. Ha evidenziato come spesso la colpa venga data appunto alla coca e a chi la coltiva e non alla società capitalista e consumista che fa sì che una persona arrivi ad anestetizzarsi con la droga: “la malattia della solitudine non si cura con il glifosato sulla selva”, ha affermato, “e diminuire il consumo di droghe non implica armi, bensì costruire una società diversa”. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ha anche rivolto critiche agli Stati Uniti per le numerose invasioni, citando le <strong>conseguenze del capitalismo</strong> speculativo; sulla lotta al cambiamento climatico, invece, ha detto che oltre ad essere un fallimento, ha anche una causa: tale causa è il capitale, che esiste per poter aumentare la produzione di molti e i guadagni di pochi. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Concludendo, ha parlato come avrebbe parlato Pertini: “non c&#8217;è pace totale senza giustizia sociale, economica e ambientale.<strong> Senza giustizia, non ci sarà pace sociale</strong>.”</span></span></span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/dal-basso-e-a-sinistra-una-colombia-inedita/">Dal basso e a sinistra: una Colombia inedita</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/dal-basso-e-a-sinistra-una-colombia-inedita/">Dal basso e a sinistra: una Colombia inedita</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Nessuna fine e nessun inizio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Aurora Vena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2020 15:45:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia e riforme istituzionali]]></category>
		<category><![CDATA[bonadefe]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[prescrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La riforma che congela la prescrizione… e gli animi &#160; Dalla mezzanotte del 1° gennaio</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">La riforma che congela la prescrizione… e gli animi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla mezzanotte del 1° gennaio 2020 è entrata in vigore la riforma della prescrizione approvata dal primo governo Conte lo scorso anno, e contenuta nel disegno di legge anticorruzione, il cosiddetto “Spazzacorrotti”. La riforma, fortemente voluta dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e dal Movimento 5 Stelle, prevede il blocco assoluto della prescrizione dopo la sentenza di primo grado.</p>
<p style="text-align: justify;">La mediazione politica rese possibile l&#8217;approvazione di quella riforma a condizione che l&#8217;entrata in vigore fosse differita in modo tale da poter nel frattempo approvare non meglio precisate riforme del processo penale. A fronte di mancati interventi in merito, il 1° agosto 2019 il deputato di Forza Italia Enrico Costa, con altri firmatari, ha presentato alla Camera una proposta di legge per la soppressione della riforma della prescrizione, proposta che sarà discussa in Aula il prossimo 24 febbraio.</p>
<p style="text-align: justify;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-217 alignleft" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/02/Cattura-1-300x201.jpg" alt="" width="440" height="295" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/02/Cattura-1-300x201.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/02/Cattura-1-768x514.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/02/Cattura-1.jpg 932w" sizes="(max-width: 440px) 100vw, 440px" /></p>
<p style="text-align: justify;">È necessario ricordare che la prescrizione, nell&#8217;ordinamento penale italiano, è un istituto di diritto sostanziale che prevede l’estinzione di un reato a seguito del trascorrere di un determinato periodo di tempo. Questo per diverse<em> rationes legis</em>: innanzitutto la pretesa punitiva dello Stato ha un senso se avviene in un lasso di tempo ragionevole e tale da rendere efficace la funzione rieducativa della pena. Inoltre più ci si allontana dal tempo della commissione del fatto, più le indagini e i processi si complicano, le prove si deteriorano, i testimoni potrebbero morire o comunque non avere più ricordi lucidi dell’accaduto. La terza ragione alla base della prescrizione è il principio della ragionevole durata del processo, ai sensi degli articoli 111 della Costituzione italiana e 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi 15 anni questa è la terza volta che un governo interviene a riformare la prescrizione. Nel 2005 con la legge Cirielli si diminuiscono i tempi, nel 2017 la riforma Orlando prevede meccanismi che la sospendono, nel 2019 Bonafede la “congela”. Si sa, ogni ministro cerca di fare qualcosa che gli sopravviva ma in questo caso specifico, sembrerebbe davvero tempo perso. Per un semplice motivo, come spiega il professor Giovanni D’Alessandro, preside della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Niccolò Cusano: “<em>La prescrizione è un istituto di diritto sostanziale e di conseguenza si applica non per il passato ma soltanto per il futuro, dunque per i fatti commessi dopo il 1° gennaio 2020. Normalmente per un reato che non sia gravissimo è da 6 a 7 anni e mezzo. Adesso secondo la legge Bonafede, dopo il primo grado di giudizio non decorre più la prescrizione, quindi la sentenza di primo grado dovrebbe essere prima di 7 anni e mezzo. Quello di cui si discute oggi è qualcosa “in vitro” perché anche se la riforma venisse realmente applicata, così come è entrata in vigore, a prescindere da queste discussioni sul bloccare o non bloccare, da qui a 6-7 anni è ben possibile che le cose cambino e che non se ne vedranno mai gli effetti”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Prima della riforma, che si arrivasse a una sentenza di primo grado o di appello, un reato poteva essere estinto per il solo trascorrere di un tempo eccessivo, venendo meno l’interesse dello Stato a perseguirlo. Con la riforma dell’attuale Guardasigilli questo non accadrebbe più, e una volta arrivati a una sentenza di primo grado la prescrizione sarebbe effettivamente bloccata.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class=" wp-image-216 alignright" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/02/Cattura1-300x250.jpg" alt="" width="409" height="341" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/02/Cattura1-300x250.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/02/Cattura1.jpg 745w" sizes="(max-width: 409px) 100vw, 409px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ora occorre precisare che il blocco della prescrizione dopo il primo grado non avrebbe conseguenze omogenee sul territorio nazionale perché la percentuale di archiviazioni per prescrizione cambia fortemente da una Corte d’Appello all&#8217;altra. Ciononostante, a livello nazionale, secondo i dati forniti dal ministero della Giustizia nel 2018, il 75% delle prescrizioni matura nel primo grado di giudizio, in quella fase cioè che va dalle indagini preliminari all&#8217;effettivo ingresso in tribunale, e non verrebbe quindi toccato dalla riforma. E se è facilmente comprensibile come questo progetto non apporterebbe nessun beneficio alle casse dello Stato (anzi!), potrebbe essere più complicato comprendere la mole di lavoro ulteriore che si troverebbero ad affrontare i tribunali, già oberati e stressati nel gestire un sistema garantista complesso, elaborato e raffinato, senza le adeguate risorse materiali.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Le riforme a costo zero lasciano il tempo che trovano. Servirebbe una impostazione più fattuale che si serva dei contributi empirici in modo da rendere più efficace la macchina della giustizia. Invece che assumere magistrati, cancellieri, togliere l’amianto dai tribunali, informatizzare il comparto di notifica interno, investire tempo e risorse per arginare la microcriminalità, si attuano questi provvedimenti normativi per dare l’illusione al popolo sovrano che si sta intervenendo. Ma non è questa la strada giusta</em>”, afferma l’avvocato penalista Rodolfo Capozzi che opera in una delle realtà più complicate come quella di Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che ci si presenta davanti è dunque la tortuosa strada di un processo infinito in contrasto con un tangibile e coraggioso cambiamento che non è mai iniziato.</p>
<p style="text-align: justify;">
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<p style="text-align: right;">Aurora Vena</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/nessuna-fine-e-nessun-inizio/">Nessuna fine e nessun inizio</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/nessuna-fine-e-nessun-inizio/">Nessuna fine e nessun inizio</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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