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	<title>Libia - Proposte-UILS</title>
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		<title>Trattato del Quirinale, Europa verso un nuovo equilibrio?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2023 07:49:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia e riforme istituzionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I rapporti tra Italia e Francia sono storicamente connotati da oscillazioni tra i sentimenti di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="font-size: 14pt;"><em>I rapporti tra Italia e Francia sono storicamente connotati da oscillazioni tra i sentimenti di reciproca stima e ammirazione e la malcelata rivalità nei settori che entrambi considerano strategici.</em></span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il 1° febbraio scorso è entrato in vigore il “Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica francese per una cooperazione bilaterale rafforzata”. È il c.d. Trattato del Quirinale così chiamato perché firmato a Roma, nel Palazzo del Quirinale, il 26 novembre 2021, dopo una lunga gestazione iniziata in seguito al vertice italo-francese di Lione del 27 settembre 2017. Sin dalla firma dell’accordo &#8211; il cui testo fu predisposto da un gruppo di sei “Saggi”, tre francesi e tre italiani-, l’opinione pubblica italiana manifestò delle perplessità. In primo luogo perché il Parlamento era stato tenuto all’oscuro della fase preparatoria del Trattato; in secondo luogo perché non era chiaro il significato di una collaborazione strutturata in ampi settori pubblicistici ed economici, ulteriore rispetto alla <em>governance</em> multilivello già esistente stabilita dai Trattati Europei e dagli altri Trattati internazionali validi ed efficaci tra le parti. Per dissipare questi dubbi occorre esaminare per sommi capi il contenuto del Trattato. Nelle premesse, le parti hanno riconosciuto i loro interessi comuni con particolare riguardo alle aree geografiche rilevanti per entrambi i Paesi.</p>
<blockquote><p><em><span style="font-size: 14pt;">Il Trattato del Quirinale è la scelta fatta dai due Paesi consapevoli della loro “comunità di destini”, solo la Storia ci saprà dire se esso verrà archiviato alla prima difficoltà o se su di esso sarà edificato un nuovo equilibrio in Europa</span></em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">  Ciascuno dei primi dieci articoli sviluppa un settore di coordinamento per il quale si prevede un meccanismo più o meno profondo di partecipazione istituzionale reciproca al fine di affrontare le questioni raggiungendo una posizione comune. Spiccano in particolare la reciproca consultazione sulle questioni trattate dall’Unione Europea e dalla Alleanza Atlantica (NATO); l’istituzione di un foro di consultazione tra Ministeri competenti in materia di politiche migratorie e giustizia con la programmazione di incontri tra le forze dell’ordine; l’istituzione di un Forum annuale tra i Ministeri nelle materie della cooperazione economica, industriale e digitale, oltre allo scambio di funzionari; l’organizzazione di consultazioni nelle materie di sviluppo sociale e ambientale; un Comitato di cooperazione frontaliera annuale presieduto dai ministri competenti in materia di cooperazione frontaliera; l’assunzione di un impegno reciproco a sostenere il sistema agro-alimentare e, altresì, a promuovere, sia nell’Unione Europea che nei Paesi terzi, le denominazioni d’origine e le indicazioni geografiche registrate nell’Unione Europea. A chiusura dell’intero sistema, l’art. 11 ne organizza l’architettura istituendo un Comitato strategico composto da Segretari Generali dei Ministeri degli Affari Esteri con il compito di realizzare un programma di lavoro concordato e prevedendo altresì la partecipazione trimestrale ed alternata di un membro di governo al Consiglio dei Ministri dell’altro Paese, oltre agli strumenti per la verifica dell’attuazione del Trattato.<br />
Come ognuno può vedere tutte le materie menzionate afferiscono a temi di grande attualità. Gli interessi italiani e francesi vengono definiti dai maggiori analisti “complementari e concorrenti”, ciò deriva dal fatto che le due nazioni si proiettano in aree economiche e geografiche che sono, rispettivamente, affini e quasi coincidenti. Pertanto, a causa della specificità delle rispettive caratteristiche i due Paesi entrano spesso in competizione per far prevalere ciascuna il proprio approccio rispetto al problema che la investe.<br />
È bene ricordare che l’Italia ha avuto e continua ad avere una serie di <em>dossier</em> aperti ed in continua evoluzione con la Francia. Si va dalla annosa e mai risolta questione dell’accoglienza dei migranti che giungono via mare, rispetto alla quale l’Italia lamenta una cattiva gestione al livello europeo chiudendo i propri porti e ricevendo per risposta dalla Francia la chiusura delle proprie frontiere al confine, sino a giungere alle strategie messe in campo dalla Francia per la gestione della ricostruzione della Libia post Gheddafi, che hanno dato luogo a notevoli divergenze con il nostro Paese. Vi sono poi le questioni economiche: il blocco dell’acquisizione dei <em>Chantiers de Atlantide</em> da parte di Fincantieri da parte dell’Eliseo, la scalata del gruppo Vivendi verso Tim e Mediaset ritenuta ostile dall’Agcom (ma ritenuta lecita dalla Corte di Giustizia Europea). Inoltre, in Italia si è guardato con preoccupazione all’acquisto di numerose banche ed imprese assicurative, marchi alimentari e del lusso negli ultimi anni da parte delle compagnie francesi, oltre alla rivalità tra ENI e TOTAL nel Nord-Africa che sconfina nel campo geopolitico. D’altra parte, vi è chi ravvisa in questi episodi il libero giuoco del mercato con i suoi incidenti di percorso, evidenziando la crescita dei c.d. “partenariati italo-francesi” tra cui spiccano StMicroelectronics, EssilorLuxottica e ovviamente Stellantis. In ogni caso, la firma del Trattato del Quirinale mira a stabilizzare i rapporti italo-francesi sull’assunto, oggi prevalente, che le grandi sfide globali debbano essere affrontate e risolte mediante una gestione condivisa con l’integrazione degli strumenti economici e diplomatici su un piano sovranazionale. Per la stessa ragione e con le stesse finalità tra Francia e Germania esiste sin dal 1963 un Trattato speculare a quello di cui si parla, che è stato rinnovato nel 2019 (Trattato di Aquisgrana). In conclusione, il Trattato del Quirinale ambisce ad essere per l’Italia lo strumento all’avanguardia con il quale trovare oltre le Alpi le necessarie convergenze sui temi dell’economia, della difesa, della sicurezza, della politica migratoria. In quest’ottica, esso deve essere considerato altrettanto fondamentale anche per la salute dell’Europa che, mai come ora, ha necessità di riequilibrare i propri assetti interni e ritrovare una prospettiva politica ed economica smarrita dopo il collasso della Grecia e l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/trattato-del-quirinale-europa-verso-un-nuovo-equilibrio/">Trattato del Quirinale, Europa verso un nuovo equilibrio?</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/trattato-del-quirinale-europa-verso-un-nuovo-equilibrio/">Trattato del Quirinale, Europa verso un nuovo equilibrio?</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Tempo contato. Disobbedire per denunciare le violazioni dei diritti umani.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Coniglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Dec 2022 00:08:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[attivisti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
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		<category><![CDATA[UNHCR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Proposte N. 11 &#8211; Novembre 2022 A cura di Elena Coniglio Attivisti in lotta per</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.uils.it/periodico-proposte-uils-n-9-settembre-2022/">Proposte N. 11 &#8211; Novembre 2022</a></p>
<p>A cura di Elena Coniglio</p>
<p><strong>Attivisti in lotta per denunciare le atrocità commesse in Libia sotto il cappello di un accordo illegale figlio della cultura razzista europea, il memorandum d’intesa Italia-Libia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il protocollo d’intesa si rinnoverà tacitamente per altri tre anni se entro il 2 novebre non verrà discusso in Parlamento. Mentre la data di scadenza si avvicina, le voci degli attivisti si sollevano per denunciare l’illegalità dell’accordo, le detenzioni illegali e le gravi violazioni dei diritti umani nei centri di accoglienza libici. Marlène Micheloni, sociologa e attivista indipendente, ci offre con un’intervista una prospettiva che guarda ai contorni storici e ideologici della lotta antirazzista. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Giovedì 19 ottobre 2022. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Marlène Micheloni, mi accoglie nella sua abitazione romana poche ore dopo essere stata protagonista di un’azione di disobbedienza civile. Insieme ad altri attivisti provenienti da tutta Italia, si è incatenata in Piazza di Monte Citorio per denunciare l’illegalità del ‘Memorandum d’intesa Italia-Libia’<a href="https://www.governo.it/sites/governo.it/files/Libia.pdf" name="_ftnref1">[1]</a>.</p>
<figure id="attachment_1719" aria-describedby="caption-attachment-1719" style="width: 930px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-1719" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2022/12/Attivisti--scaled.jpg" alt="" width="930" height="524" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2022/12/Attivisti--scaled.jpg 2560w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2022/12/Attivisti--300x169.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2022/12/Attivisti--1024x576.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2022/12/Attivisti--768x432.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2022/12/Attivisti--1536x864.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2022/12/Attivisti--2048x1153.jpg 2048w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2022/12/Attivisti--800x450.jpg 800w" sizes="(max-width: 930px) 100vw, 930px" /><figcaption id="caption-attachment-1719" class="wp-caption-text">Piazza di Montecitorio, 19 ottobre 2022 (Elena Coniglio)</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Un’azione shock, parte di un progetto di protesta e sensibilizzazione pubblica di più largo respiro che si affianca alle attività promosse dal collettivo libero e informale ‘Rete Antirazzista’, costituito da attivisti indipendenti e che collabora con numerose associazioni italiane ed internazionali, tra cui Gruppo anarchico Mikhail Bakunin Roma, Mani Rosse Antirazziste, Baobab Experience, Mediterranea Saving Humans, Diritto di migrare-diritto di restare, Abolish Frontex e Solidarity with refugees in Libya. A pochi giorni fa risale il nostro primo incontro, proprio in occasione del sit-in di Roma del 15 ottobre per la giornata di mobilitazione internazionale unitaria promossa dal collettivo per chiedere al governo italiano di porre fine al memorandum, il controverso accordo siglato nel 2017 e denunciato dalle più importanti organizzazioni a tutela dei diritti umani, dall’UNHCR, dalle Nazioni Unite e dalla stessa Unione europea.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Italia, già condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo nel 2012 nel ‘caso Hirsi’<a href="https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_20_1.wp?facetNode_1=0_8_1_60&amp;previsiousPage=mg_1_20&amp;contentId=SDU743291" name="_ftnref2">[2]</a>, continuerà a rendersi complice di gravissime violazioni di diritti umani in Libia se non porrà fine all’accordo dibattendolo in parlamento entro il 2 novembre. Il memorandum, firmato dall’allora ministro dell’Interno Minniti, si rinnova infatti tacitamente ogni tre anni salvo che le parti contraenti non ne diano notifica scritta almeno tre mesi prima della scadenza di validità, il 2 febbraio 2023.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tempo fugge e le probabilità che vi sia un rapido cambiamento di rotta da parte del governo italiano, data anche la particolare contingenza storica sono remote, ma la lotta dei collettivi non si arresta e come rassicura Marlène Micheloni, si continua a lottare e a programmare il lavoro per il futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“L’idea di fondo della Rete antirazzista è di uscire dalla frammentazione e mettere in connessione le persone per costruire una rete informale e libera con la quale creare attività e dibattito, è un percorso piuttosto che un gruppo organizzato. La nostra attività è di informazione, presa di posizione e solidarietà, un atto formativo della coscienza sociale e politica.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">La rete lavora in vista di questo risultato ormai da oltre un anno incentrando il proprio operato sul tema dell’antirazzismo e lottando per denunciare i fenomeni di traffico e sfruttamento di esseri umani nelle rotte migratorie e in luoghi sensibili, tessendo legami con persone e associazioni che operano sull’inclusione come Black Lives Matter Roma.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Il progetto unitario ha tra i suoi scopi il diffondere l’idea di ‘diversità’ e la formazione di una specifica coscienza politica..non morale, bensì etica, quale derivazione della presa di coscienza. </em><em>È infatti dal contesto nel quale si vive che si fa derivare la coscienza dei diritti individuali e collettivi.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">L’attività formativa e di sensibilizzazione è fondamentale non solo per rompere il silenzio, ma anche per creare una prospettiva di impegno civile nella popolazione italiana sui temi del fenomeno migratorio. Riuscire a toccare le persone, dei nuclei, e creare gruppi di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“È un paese che ha una tale storia di emigrazione che trovo doloroso pensare che in questo paese ci possa essere un black-out della memoria, il fatto che ci sia questo razzismo, il rifiuto dei migranti..che è così forte.. proprio in Italia. (…) Dovremmo pensare che in Svizzera, ad esempio, nei bar e nei locali erano apposti divieti che recitavano ‘Vietato ai cani e agli italiani!’ </em><a href="https://www.swissinfo.ch/ita/immigrazione-da-sud_-vietato-ai-cani-e-agli-italiani--/8959576" name="_ftnref3">[3] </a><em>(…) e che il razzismo è stato vissuto da tanti emigrati italiani..” </em></p>
<p style="text-align: justify;">Marlène Micheloni, che dagli anni Novanta ha lavorato nel campo umanitario in diverse regioni del mondo, ci porta alle origini del proprio impegno.<em>“Tutta la questione dell’immigrazione mi interessa da un punto di vista politico di per sé, ma gli interessi personali sono sempre legati alle nostre storie. (…) Sono nata in Abruzzo, e sono stata ‘esportata’a sei mesi da genitori emigrati in Svizzera. A quell’epoca esisteva ancora lo statuto di ‘stagionale’ che faceva sì che tutte le persone senza lavoro, dunque i figli, fossero dei clandestini. Ho cominciato così, a vivere nella clandestinità. Dunque è chiaro che il mio cuore non può non vibrare su questo tema. Siamo tutti clandestini, oppure nessuno è clandestino..”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Se una comprensione profonda dei fenomeni passa in primo luogo da un’esperienza nel vivo delle questioni sociali, è necessario però definire i contorni ideologici dei gravi problemi d’intolleranza ed esclusione che ancora connotano la nostra contemporaneità. Essi sono infatti ascrivibili alla cultura profondamente classista e divisiva del capitalismo, una cultura dei privilegi. Quella di un capitalismo che ha assunto la forma del capitalismo finanziario e che per il momento pare aver vinto su molti fronti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“È tutta una questione di classi infatti..ci dovremmo rendere conto che l’unica concorrenza al capitalismo, dentro al quale sembra ci si voglia invece assolutamente integrare invece di combatterlo, è la solidarietà. Una solidarietà umana con una coscienza di classe. Perché siamo tutti vittime del capitale, della finanza. Tutti coloro che non fanno parte di quel piccolo strato privilegiato che si intrattiene con una cultura dei privilegi lo sono. Se tu hai acquisito qualche </em><em>piccolo privilegio, hai il sentimento di poterne avere sempre di più, staccandoti dalle tue classi di appartenenza..”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Una cultura del privilegio che si fa anche cultura del razzismo, ingiusta e per definizione incapace di interrogarsi sul significato delle migrazioni umane e sui cambiamenti di larga portata.  <em>“È un diritto fondamentale cercare di vivere e sopravvivere. Cercare un luogo dove trovare una vita degna. Non è giusto accettare e subire delle vite indegne… provocate qui da noi tra l’altro. Io trovo eroiche le persone che trovano la forza di partire. Eroiche e pazze allo stesso tempo…’</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sappiamo che solo i più fortunati riescono a giungere nei paesi di destinazione per mezzo di corridoi umanitari. Al contrario, molte persone, molte famiglie, fanno viaggi incredibili attraverso il deserto e il mare rischiando la morte.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Per questo dico pazzi ed eroici..ma la necessità porta a questo.. e proprio per questa ragione le persone che riescono a fare questo viaggio, se riuscissero ad essere inclusi, se avessero questa libertà di viaggiare, potrebbero essere una risorsa per tutti. Per il nostro paese e per il loro. Così come avvenne per l’Italia attraverso le rimesse degli emigrati.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">L’emigrazione è dunque una grande ricchezza anche sotto il profilo socio-economico, a patto che non si rientri in una logica di sfruttamento e prigionia una volta giunti in Italia, dove si assiste a nuove forme di schiavitù. Alla reiterazione di meccanismi innescati dai trafficanti di esseri umani che fanno del bisogno e della disperazione una delle attività criminali più redditizie del mondo <a href="https://www.filodiritto.com/accordi-italia-libia-tra-istituzionalita-e-illegalita-il-doppio-volto-del-fenomeno-migratorio-nel-mediterraneo-oggetto-di-accordi-istituzionali-e-fonte-di-reddito-il-crimine-organizzato-transazionale" name="_ftnref4">[4]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Protestare contro il Memorandum Italia-Libia, contro le atrocità che esso ha causato e continuerà a cagionare con grande probabilità nei prossimi tre anni, porta con sé significati precisi e urgenti. L’attivarsi d’ora in avanti attraverso la partecipazione civile in azioni collettive e spontanee significa guardare al futuro con una speranza. Non lontana, non utopica. Una speranza sulla possibilità che l’uomo possa ancora conquistare da sé i propri diritti attraverso la consapevolezza e l’azione comune come in passato ha saputo fare. In una difesa degli uomini per gli uomini che faccia come sue bandiere il rispetto dei diritti fondamentali e delle pari opportunità politiche, e per la quale disobbedire è un atto di resistenza civile.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando chiedo infatti a Marlène quali siano i progetti per il futuro dell’azione unitaria dei collettivi e cosa accadrà dopo il 2 novembre ormai prossimo, mi risponde che sarà fondamentale cambiare modello d’azione e guardare ai giovani. Svegliare, colpire le coscienze attraverso la formazione e dare quella speranza. <em>“La speranza che ci possono essere lotte collettive di liberazione. Perché in un sistema di riproduzione dei privilegi e delle classi sociali, si sarà sempre perdenti.</em>”</p>
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<p style="text-align: justify;"><a href="applewebdata://770F19C8-C340-4580-BD16-179038CDF547#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> <em>Memorandum Italia-Libia</em>, ovvero <em>‘Memorandum d’intesa sulla cooperazione nel campo dello sviluppo, del contrasto all’immigrazione illegale, al traffico di esseri umani, al contrabbando e sul rafforzamento della sicurezza delle frontiere tra lo Stato della Libia e la Repubblica Italiana’</em>. <a href="https://www.governo.it/sites/governo.it/files/Libia.pdf">https://www.governo.it/sites/governo.it/files/Libia.pdf</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="applewebdata://770F19C8-C340-4580-BD16-179038CDF547#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Sentenza della Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo del 23 febbraio 2012 &#8211; Ricorso n. 27765/09 &#8211; Hirsi Jamaa e altri c. Italia, per la violazione degli artt. 3 e 4 del Protocollo n. 4, nonché l’art. 13 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo(CEDU).<a href="https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_20_1.wp?facetNode_1=0_8_1_60&amp;previsiousPage=mg_1_20&amp;contentId=SDU743291"><em>https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_20_1.wp?facetNode_1=0_8_1_60&amp;previsiousPage=mg_1_20&amp;contentId=SDU743291</em></a><em> ; </em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="applewebdata://770F19C8-C340-4580-BD16-179038CDF547#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> L’articolo di carattere storico divulgativo <em>‘Vietato ai cani e agli italiani!’</em> <a href="https://www.swissinfo.ch/ita/immigrazione-da-sud_-vietato-ai-cani-e-agli-italiani--/8959576">https://www.swissinfo.ch/ita/immigrazione-da-sud_-vietato-ai-cani-e-agli-italiani&#8211;/8959576</a> dalla rubrica ‘<em>Come l’italianità ha plasmato la Svizzera’</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="applewebdata://770F19C8-C340-4580-BD16-179038CDF547#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> <em>Accordi Italia-Libia: tra istituzionalità e illegalità. Il doppio volto del fenomeno migratorio nel Mediterraneo: oggetto di accordi istituzionali e fonte di reddito per il crimine organizzato transazionale https://www.filodiritto.com/accordi-italia-libia-tra-istituzionalita-e-illegalita-il-doppio-volto-del-fenomeno-migratorio-nel-mediterraneo-oggetto-di-accordi-istituzionali-e-fonte-di-reddito-il-crimine-organizzato-transazionale</em></p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/tempo-contato-disobbedire-per-denunciare-le-violazioni-dei-diritti-umani/">Tempo contato. Disobbedire per denunciare le violazioni dei diritti umani.</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/tempo-contato-disobbedire-per-denunciare-le-violazioni-dei-diritti-umani/">Tempo contato. Disobbedire per denunciare le violazioni dei diritti umani.</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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