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	<title>libro - Proposte-UILS</title>
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		<title>Essere medicalmente una mosca bianca, riflessioni di una donna davanti al cancro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2024 20:14:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La scrittrice Deborah Di Cicco consegna al pubblico un saggio esistenziale, un libro autobiografico sul</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="font-size: 14pt;">La scrittrice Deborah Di Cicco consegna al pubblico un saggio esistenziale, un libro autobiografico sul cancro per riflettere sulla </span></strong></em><strong><span style="font-size: 14pt;">conditio humana</span></strong></p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Deborah Di Cicco si presenta al pubblico come una giovane madre della <em>working class</em> le cui analisi pedagogiche, etiche, politiche e antropologiche, nonché la scelta forzata del tema trattato, raccontano la straordinaria padronanza acquisita nel campo di indagine dei “fini ultimi”. L’autrice classe 1975 nata a Saronno, cresciuta a Rocchetta al Volturno e residente a Ponsacco, in provincia di Pisa, già collaboratrice presso il giornale Il Ponte di Sacco ha debuttato nel mondo letterario nel 2023 (Protos Edizioni) con un libro che potrebbe aprire il varco a una svolta culturale. Per questa ragione ho voluto intervistarla.</p>
<p><strong>M.G.: Gentile Deborah Di Cicco, anzitutto La ringrazio per aver accettato il mio invito. “Storia di una mosca bianca” tratta molti temi intorno al senso dell’esistenza. Che cosa non sappiamo della vita che invece dovremmo sapere e che la malattia ci fa conoscere?</strong><br />
D.D.C.: <em><span style="font-size: 14pt;">Quando il cancro arriva non è una diagnosi ma una sentenza. L’unica vita che hai sta finendo e ti crolla il mondo addosso, però, in realtà, tutto può essere ricostruito passando per l’elaborazione e l’accettazione. Da questo lungo percorso assai doloroso può nascere la bellezza. C’è un esempio chiaro che è quello dell’ostrica: le perle nascono in un’ostrica il cui aspetto è simile a uno scoglio. Nascono da un dolore, la loro origine è legata ad un corpo estraneo che entra nell’ostrica e la costringe a reagire e a creare una formazione di madreperla, un elemento che ne ferisce le carni. Dalla sofferenza nasce la bellezza, come per molte cose rare e preziose. E’ così, c’è un corpo estraneo che entra e tu puoi decidere se quel corpo può non solo distruggerti il corpo ma anche l’anima. In realtà non è cambiato niente, e vorresti anche trasmettere questa cosa agli altri ma è molto difficile far capire la bellezza della vita “nonostante tutto”</span>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Malattia e politica. Chi è il malato per la società contemporanea e chi è veramente?</strong> D.D.C.: <span style="font-size: 14pt;"><em>Il malato è un numero. Si dice che questa impostazione sia dovuta alla privacy, però per noi malati è dura: hai un numero per l’armadietto, un numero per il letto, un numero per la visita, quindi sei un numero. E se non fosse per l’amore della famiglia oltre l’identità perderesti anche la dignità. I medici pensano più che altro in termini di malattie e non di malati, quindi non pensano che noi siamo solo portatori di un male e che abbiamo anche una nostra vita, una personalità, i figli, la famiglia, sogni…</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Nel corso della vita, un uomo su due e una donna su tre si ammalano di cancro. Perché allora la malattia e la morte sono argomenti tabù nella nostra società?</strong><br />
D.D.C.:<span style="font-size: 14pt;"><em> Tanti nascondono ancora la loro malattia, vissuta con un senso di vergogna. Vero è che le cose che non si conoscono come la morte e il cancro spaventano per questo si fa prima a far finta di niente, per questo diventano un “tabù”. A me piace molto lo scrittore Tiziano Terzani e in “Un altro giro di giostra” egli dice che la medicina è riuscita a rimandare la morte però non dà una spiegazione sulle cose che ci sono dopo la morte. </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: La fede religiosa è un altro aspetto umano che la società contemporanea ha progressivamente espunto da se stessa. Che cosa non abbiamo capito?</strong><em><br />
</em>D.D.C.:<em><span style="font-size: 14pt;"> La fede è fondamentale. Soprattutto quando stai male il senso di solitudine ti fa cercare aiuto. Quando ti senti diverso dagli altri dove puoi cercare aiuto? Io l’ho cercato nella fede, infatti, così come mi sono affidata alla medicina, allo stesso modo mi sono affidata alla fede. Per me è cambiato anche il modo di pregare, con il fatto di vedere il mondo con occhi diversi sentivo anche Dio in modo diverso, molto più vicino. Ecco, anch’io sono cambiata in questo senso, e oggi dico che parlare di fede è importantissimo: come si fa a non avere più punti di riferimento, a non credere in niente? In conclusione, anche la fede e l’amore della famiglia fanno parte della terapia salvavita. </span></em></p>
<p><strong>M.G.: “Storia di una mosca bianca” è scritto con una chiarezza argomentativa ed espositiva da far invidia ai classici della formazione. Quali sono i suoi riferimenti letterari e qual è stata la sua esigenza creativa?</strong><em><br />
</em>D.D.C.:<span style="font-size: 14pt;"><em> In realtà si tratta di un’opera troppo personale per poter essere inquadrata all’interno degli schemi letterari, per quanto ampi possano essere. Io amo Tiziano Terzani, Oriana Fallaci, Jane Austen: ho sempre letto tantissimo. C’è da dire che nel mio libro c’è qualcosa di tutti gli scrittori che amo. Quello che mi preme evidenziare per definire la mia esigenza creativa è che ritengo essere il mio un “libro necessario”, e che quando prendo carta e penna entro nel mio mondo in un modo istintivo. Credo che questa sia quello che arriva.</em></span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/essere-medicalmente-una-mosca-bianca-riflessioni-di-una-donna-davanti-al-cancro/">Essere medicalmente una mosca bianca, riflessioni di una donna davanti al cancro</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/essere-medicalmente-una-mosca-bianca-riflessioni-di-una-donna-davanti-al-cancro/">Essere medicalmente una mosca bianca, riflessioni di una donna davanti al cancro</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Una nuova metafisica dell’amore nell’opera letteraria “Connessione mentale&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2023 09:07:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un racconto impalpabile e rarefatto porta nelle librerie un nuovo concetto di romanzo d’amore in</p>
<p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/una-nuova-metafisica-dellamore-nellopera-letteraria-connessione-mentale/">Una nuova metafisica dell’amore nell’opera letteraria “Connessione mentale”</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em><span style="font-size: 18pt;">Un racconto impalpabile e rarefatto porta nelle librerie un nuovo concetto di romanzo d’amore in cui il sentimento viene disancorato dal materialismo</span></em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Antonella Daffinoti è una poetessa calabrese di Rombiolo, in provincia di Vibo Valentia.<br />
Già finalista in numerosi concorsi di poesia di livello nazionale, nel 2020 è vincitrice del Concorso nazionale di poesia “Paola Carbone”.<br />
L’esigenza creativa l’ha portata a sviluppare uno stile originale sia nella prosa che nella poesia che lei stessa definisce “compagna di vita”.<br />
E’ del 2017 la sua opera prima intitolata “In volo verso l’infinito” dedicata alla memoria del fratello scomparso, seguita nel 2018 dalla prima raccolta di poesie “I pensieri di Dafne”. A queste hanno fatto seguito una seconda raccolta intitolata “Viaggio nei giardini del cuore” (2021) e “Una gemma dagli occhi ambrati” (2022), tutti editi da Mario Vallone Editore.<strong><br />
</strong>Nel maggio 2023 la Protos Edizioni ha dato alle stampe l’ultimo libro della scrittrice: “Connessione mentale”. L’opera è l’ultimo approdo verso uno stile complesso, lontano dai canoni oggi in voga e che possiede numerosi aspetti di interesse. Si tratta infatti di poesia mista a prosa in cui la lirica oscilla costantemente tra la metafisica, lo spazialismo in senso lato e la psicologia, in una cornice naïf circonfusa di mistero.<br />
L’ho intervistata per comprendere meglio questa poetica particolare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.</strong>: <strong>Gentile Antonella Daffinoti, la ringrazio per aver accettato il mio invito.<br />
Il suo ultimo libro “Connessione mentale” narra la storia d’amore sublime e trasfigurata di due coppie di amanti in connessione mentale tra loro.<br />
Qual è il significato e quale può essere la chiave di lettura di questo testo?</strong><br />
<strong>A.D.:</strong> <em><span style="font-size: 14pt;">Questo libro è nato dall’incontro con una persona che mi ha raccontato la sua storia. In quel momento non immaginavo che avrei scritto un nuovo libro perché avevo appena pubblicato il precedente, invece l’ho trovata particolarmente adatta a raccogliere le mie emozioni insieme con quelle della persona che me l’aveva raccontata. Così, senza nemmeno accorgermene è nato questo testo sulla relazione d’amore. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La coppia Brenda e Simon ha vissuto in un’altra coppia di persone loro antenate, Philar e Willy. La protagonista Brenda sogna creando la connessione con Philar, e ama Simon con la consapevolezza di averlo già fatto in un’epoca passata. Per quanto possa apparire complesso il risultato, il mio lavoro è molto naturale. Mentre solitamente nella scrittura tutte le cose sono inquadrate e hanno un ritmo ordinato, a me piace seguire quello che la mia testa mi suggerisce in un determinato momento. Vado dietro all’intuizione e ai suggerimenti che il mio inconscio mi dà senza cambiare nulla cercando di restare il più fedele possibile alla spontaneità della scrittura nel momento in cui nasce.</span><strong><br />
</strong></em><strong><br />
M.G.: Quali sono i suoi autori e libri di riferimento e gli elementi da cui trae ispirazione nel processo creativo?<br />
A.D.:</strong> <span style="font-size: 14pt;"><em>I miei autori di riferimento sono Emily Dickinson, Ungaretti, Montale, Calvino, Leopardi…E ce ne sono molti altri!  Sono tutti autori di libri importanti verso i quali ho provato un particolare trasporto.  Invece, per scrivere traggo ispirazione dai momenti bui, situazioni di tristezza e solitudine. Quando qualcosa mi turba mi immergo nella scrittura e paradossalmente quelli sono i miei momenti migliori. Sono attimi che colgo in qualsiasi momento: qualunque cosa stia facendo mi fermo e appunto le cose per non perdere l’ispirazione.</em></span><strong></p>
<p>M.G.: Che tipo di risposta ha avuto la sua originale proposta letteraria dal pubblico?<br />
A.D.:</strong> <span style="font-size: 14pt;"><em>L’impatto sul pubblico è estremamente positivo e sono molto felice dell’esito del libro. Chiunque lo ha letto è rimasto colpito dall’insieme di poesia e prosa, unite alle illustrazioni che le accompagnano. Posso riferire il recente commento di una lettrice che ha espresso il proprio apprezzamento: questa signora, che tra l’altro è una psichiatra, mi ha detto di aver trovato molti spunti interessanti e che il racconto è “positivamente non per tutti” nel senso che se viene letto con troppa leggerezza non si riesce a entrare nella storia, e io condivido questo punto di vista. Del resto il messaggio che porta con sé la protagonista è un approccio con l’altro sesso non sul piano fisico ma su quello spirituale, e questo è ciò che lega la coppia nell’amore.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Quali sono i principali ostacoli che incontra una scrittrice emergente al giorno d’oggi?<br />
A.D.:</strong> <span style="font-size: 14pt;"><em>Personalmente sento di non aver avuto nessun ostacolo. Da quando ho incominciato a pubblicare le mie opere ho sempre avuto dei buoni risultati, anche nei concorsi. In questo periodo sto partecipando ad incontri culturali dove l’arte viene espressa in tutte le sue forme, per cui mi trovo a recitare poesie e declamare altre letture insieme ad esposizioni di pittura, scultura e con la musica. Le persone partecipano e rimangono affascinate da quello che dico e la mia sensibilità arriva, infatti, ho notato che il pubblico non si alza per andare via alla fine dell’evento perché spera che ci sia dell’altro e questo mi rende contenta.</em></span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/una-nuova-metafisica-dellamore-nellopera-letteraria-connessione-mentale/">Una nuova metafisica dell’amore nell’opera letteraria “Connessione mentale”</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/una-nuova-metafisica-dellamore-nellopera-letteraria-connessione-mentale/">Una nuova metafisica dell’amore nell’opera letteraria “Connessione mentale&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Nadia Giberti ci regala “Una vita di racconti” tra turbamento e perdono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Aug 2023 09:09:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il talento straordinario della scrittrice imolese mette a fuoco il vissuto dei suoi personaggi al</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: center;"><strong><em><span style="font-size: 14pt;">Il talento straordinario della scrittrice imolese mette a fuoco il vissuto dei suoi personaggi al di là dello spazio e del tempo</span></em></strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">La Casa Editrice Protos Edizioni ha dato alle stampe in maggio la prima edizione del libro “Una vita di racconti” di Nadia Giberti.<br />
L’autrice ha già al suo attivo tre opere con ottimo riscontro di pubblico e di critica che spaziano nei generi del noir e del giallo. Nella sua ultima fatica letteraria la scrittrice ha voluto riunire in antologia un certo numero di racconti scritti in passato &#8211; alcuni dei quali premiati in concorsi nazionali-, con l’obiettivo di parlare direttamente di sentimenti importanti. Il risultato è una raccolta di episodi assai suggestiva e carica di emozioni, godibile anche durante le vacanze estive.<br />
Il libro sorprende per la coerenza stilistica e le “tonalità” che caratterizzano i racconti. In secondo luogo, si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad un’artista dotata di grande talento, ben espresso dal tratteggio psicologico dei personaggi in cui nulla è lasciato al caso.<br />
Nell’intervista che segue abbiamo approfondito insieme alcuni aspetti significativi della sua poetica e dell’opera.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Gentile Nadia Giberti il libro “Una vita di racconti” sorprende a primo impatto per l’utilizzo di una tecnica espressiva ricercata ed efficace. Quanta parte di questo risultato è dovuta a un talento naturale e quali sono stati i suoi autori o romanzi di formazione e studio?</strong><br />
<span style="font-size: 14pt;">N.G.:</span><em><span style="font-size: 14pt;"> Tra i miei autori preferiti ci sono molti stranieri come il celebre Stephen King, lo scrittore norvegese Jo Nesbø, la giallista statunitense Elizabeth George e molti altri. Tra gli italiani vi sono anche Francesco Piccolo e Domenico Starnone, autore di “Lacci” e Premio Strega 2001. Per quanto riguarda la tecnica posso dire di scrivere sempre allo stesso modo sin dall’inizio. Ho frequentato corsi di scrittura creativa all’Università Aperta di Imola e iniziato con lo scrivere poesie per poi passare ai racconti descrivendo sempre a partire dalla realtà, da fatti e storie realmente esistite, oppure ispirandomi ad esse. Posso dire che in quasi tutti i racconti c’è del vero – certo, non totalmente – ma sono fatti in parte accaduti a me o a persone che conosco bene. Per questo mi viene spesso riferito dai lettori di non riuscire più a staccarsi dal libro una volta iniziato e questa è una cosa che mi gratifica molto. In particolare, con riferimento al libro “Il ponte sull’abisso” appena uscito, (che è una riedizione di “Nel canale” del 2021), molti lettori si sono complimentati con me perché la scrittura scorreva come “un film sceneggiato su carta”. </span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Lei ha detto in altre occasioni che il tema centrale di questo libro è il perdono, e sono molti episodi che ruotano intorno al senso di colpa. Quale valore assume il Perdono nella nostra società e che significato ha invece per Lei?</strong><br />
<span style="font-size: 14pt;">N.G.: </span><em><span style="font-size: 14pt;">In passato avevo già affrontato efficacemente il tema del Perdono nel libro “Le amiche” che è un giallo pubblicato nel 2020. Tutti i racconti inseriti in questa raccolta indagano qualche aspetto della psicologia umana. Nel primo racconto, ad esempio, emerge il tema di quanto sia difficile per un adolescente discernere il bene dal male e questo è un fatto universale che mi interessa molto. I protagonisti delle mie trame psicologiche sono spesso gli adolescenti, perché l’adolescenza è un’età in cui si possono commettere errori anche gravi col rischio di perdersi; allo stesso tempo è l’età in cui avviene la formazione per la vita adulta con lo scopo di realizzarsi secondo le regole del vivere sociale.</span></em><br />
<em><span style="font-size: 14pt;">Per quando riguarda specificamente il Perdono, credo che oggi vada molto di moda chiedersi “scusa”, ma questo è riduttivo rispetto al valore del Perdono come atto gratuito, sentito e che promana dal cuore.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: In questo libro è ben espresso anche il sentimento del turbamento in tutte sue sfumature. Cosa rappresenta per Lei il turbamento?</strong><br />
<span style="font-size: 14pt;">N.G.: </span><em><span style="font-size: 14pt;">Per me i turbamenti dell’animo corrispondono ai sentimenti, e ritengo che più i racconti riescano ad esprimere e ben rappresentare i sentimenti umani e più saranno belli, al di là del fatto che possano trasmettere emozioni tristi. Parto sempre dal chiedermi: cosa prova una persona in una situazione particolare? Poi procedo ad ampliare con la fantasia gli spunti che mi arrivano dalla vita vera.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Secondo Lei nel contesto del panorama letterario italiano quali sono gli ostacoli che incontra un’artista talentuosa nell’ottenere i meritati riconoscimenti?</strong><br />
<span style="font-size: 14pt;">N.G.:<em> Mi preme anticipare che non tutti i racconti inclusi in “Una vita di racconti” sono stati premiati in concorsi, ma una buona parte sì. Naturalmente non mi ritengo un’artista “famosa” e spesso mi chiedo cosa significhi oggi la celebrità, se essa corrisponda sempre a qualcosa di autentico.</em></span><br />
<span style="font-size: 14pt;"><em>Certamente una delle maggiori difficoltà consiste nel farsi conoscere, pertanto, decidere di farsi strada con campagne pubblicitarie costose nei social e in televisione. Tuttavia accade anche che scrittori molto attivi da questo punto di vista si rivelino poi scarsi dal punto di vista del libro scritto in concreto e di conseguenza non raggiungano la popolarità nonostante un forte investimento pubblicitario.</em></span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/nadia-giberti-ci-regala-una-vita-di-racconti-tra-turbamento-e-perdono/">Nadia Giberti ci regala “Una vita di racconti” tra turbamento e perdono</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/nadia-giberti-ci-regala-una-vita-di-racconti-tra-turbamento-e-perdono/">Nadia Giberti ci regala “Una vita di racconti” tra turbamento e perdono</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Un libro di fiabe per ritrovare se stessi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2023 08:16:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ognuno di noi possiede una vocazione personale che attende di essere riconosciuta La Casa Editrice</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="font-size: 14pt;"><em>Ognuno di noi possiede una vocazione personale che attende di essere riconosciuta</em></span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">La Casa Editrice Protos Edizioni ha dato alle stampe la prima edizione del libro “La fiaba di Morrinello ed altri racconti” di Eleonora Martès. L’autrice, che svolge la professione di counselor con approccio “rogersiano” dopo gli studi compiuti presso l’Accademia “Radici” di Terni, ha messo a servizio della scrittura e dell’arte figurativa le proprie ricerche culturali e il percorso svolto nel campo del counseling. Nell’intervista che segue abbiamo approfondito insieme alcuni aspetti significativi del libro appena pubblicato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Gentile Eleonora Martès nel libro “La fiaba di Morrinello ed altri racconti” ho notato anzitutto i riferimenti alla cultura nordica e alla mitologia. Qual è il retroterra da cui nascono le fiabe?</strong><br />
E.M.<em>: Le fiabe sono espressione diretta della mia interiorità. Esse seguono un procedimento creativo perfezionato in maniera autonoma come flusso che si lascia andare. Durante il percorso formativo come counselor, la mia docente intuì le potenzialità racchiuse nella mia infanzia, un periodo nel quale mi piaceva disegnare e scrivere. Così sono ritornata a quelle abitudini e le fiabe sono state un modo per ritrovare me stessa all’interno di un percorso di evoluzione personale. Le mie fonti di ispirazione sono collegate a questo iter: nella mia infanzia ho avuto una mamma che mi raccontava le fiabe classiche di Perrault e dei fratelli Grimm. Una volta intrapresa la strada della scrittura creativa ho compiuto una ricerca personale nel mondo delle fiabe meno conosciute. Grazie a questo studio ho scoperto che le fiabe proposte ai bambini sono assai edulcorate rispetto ai testi originali i quali invece intendevano raccontare in maniera molto sincera com’è l’uomo con i suoi pregi e i suoi difetti portando anche i personaggi all’esasperazione per evidenziare cosa è il bene e cosa è il male. Questo percorso mi ha portato ad approfondire anche lo studio della mitologia. In particolare, dopo aver conosciuto quella romana e greca ho scoperto la mitologia celtica e quella norrena che mi hanno appassionato molto. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Nel libro sembra di scorgere un “filo rosso”. Si tratta del tema del ritorno alle proprie radici, della riscoperta dell’infanzia che ci porta ad apprezzare il valore della famiglia. Questo tema ha anche un valore pedagogico?</strong><br />
E.M.<em>: In realtà considero ogni fiaba come un’opera a sé stante e nella fase di stesura non vi era la volontà di creare un libro a carattere concettuale. D’altra parte è innegabile che vi sia una “nota di fondo” in quanto le opere provengono dalla stessa fonte, e questo può essere percepito dal pubblico in maniera più o meno forte. Le fiabe, inoltre, non hanno il tipico approccio pedagogico rivolto ai bambini: scrivo per me stessa e per manifestare un’esigenza di condivisione. Esse sono da considerare spunti di riflessione che guardano ad una pedagogia che si rivolge anche al mondo degli adulti. Nel percorso come counselor ho approfondito il tema della famiglia e delle figure genitoriali che sono figure fondamentali che influiscono anche nelle scelte che si compiono da adulti.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Il libro si focalizza anche sull’accrescimento dell’autostima grazie alla riscoperta delle proprie radici. Qual è l’importanza di questo tipo di approccio nella vita?</strong><br />
E.M.<em>: Le radici e l’autostima in una persona sono in un rapporto complementare. Il rapporto con le nostre radici è spesso bistrattato ed esse possono rimanere sconosciute. Se questo rapporto non viene approfondito c’è il rischio che la persona non riesca ad essere completamente se stessa. Per questo, conoscere le proprie radici è fondamentale per ritrovare la propria natura. Quando si parla di “radici” non ci si deve riferire esclusivamente alla famiglia, essa è una parte importante delle radici di una persona ma non le esaurisce. C’è anche un’altra parte, non meno importante, che afferisce alla nostra “vocazione personale” che può anche non coincidere con quello che ci viene dato dalla nostra famiglia. Nel momento in cui avviene il riconoscimento di questa parte altrettanto fondamentale si realizza un accrescimento dell’autostima.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Il libro ha almeno due chiavi di lettura, come fiaba per i bambini e come spunto di riflessione pedagogica in senso lato per gli adulti. Qual è il messaggio che il libro intende comunicare agli adulti sul mondo dei bambini?</strong><br />
E.M.<em>: L’interpretazione delle fiabe di questo libro è libera. Il messaggio all’adulto è comunque un invito a riscoprire il valore di quello che gli piaceva fare da bambino. E’ importante porsi la domanda “che cosa mi piaceva fare da bambino?” e aspettare che la risposta arrivi tenendo conto che essa è tutt’altro che scontata. Pertanto, gli adulti possono leggere il libro con gli occhi di un fanciullo per recuperare il fanciullo che è dentro di loro. Tutti noi abbiamo un bambino interiore, recuperarlo significa riacquisire i nostri valori e ritrovare quella vocazione personale che costituisce una parte essenziale delle nostre radici e riempie di significato la “ricerca di senso” che ciascuno porta con sé.</em></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/un-libro-di-fiabe-per-ritrovare-se-stessi/">Un libro di fiabe per ritrovare se stessi</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/un-libro-di-fiabe-per-ritrovare-se-stessi/">Un libro di fiabe per ritrovare se stessi</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Mario Tozzi, “Uno scomodo equilibrio. Uomini, virus e pandemie”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Teresa Giannini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2021 22:18:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[mario tozzi]]></category>
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		<category><![CDATA[recensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un filo conduttore, quello del Covid-19, che nel suo dipanarsi unisce storia, ambiente ed ecologia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un filo conduttore, quello del Covid-19, che nel suo dipanarsi unisce storia, ambiente ed ecologia.</p>
<p>Mario Tozzi – geologo e divulgatore scientifico, autore e conduttore di diversi programmi culturali in onda sul piccolo schermo – si pone una domanda fondamentale: in che misura l’uomo è responsabile delle pandemie che colpiscono, ciclicamente, la popolazione mondiale?</p>
<p>La risposta al quesito di partenza si raccoglie a valle di un’attenta analisi storica, di cui il libro espone momenti salienti e nodi nevralgici, puntando un faro sulle criticità derivanti dall’azione antropica.</p>
<p>Sotto accusa è, in primo luogo, l’insostenibilità ambientale dell’abitare umano: un modus vivendi che, dalle pratiche di agricoltura e di allevamento intensive alla produzione di rifiuti di ogni genere, sottrae sempre più spazio alla natura e interferisce con gli equilibri degli ecosistemi del pianeta.</p>
<p>Da scienziato, Tozzi esprime una tesi corredandola con dati empirici e sperimentali, evidenziando le relazioni tra deforestazione, inquinamento atmosferico, cambiamento climatico e crisi sanitarie di massa: le grandi <em>pestilenze</em> della storia, e le relative contromisure messe in atto dall’uomo, contestualizzate nel quadro sociale, economico e ambientale di cui sono state figlie.</p>
<p>Non scevro da prese di posizione di carattere etico e morale, il libro si chiude in un’equazione, + NATURA = + SALUTE, che arriva come tutt’altro che un’epifania, ma che dovrebbe diventare un filtro attraverso il quale guardare il mondo antropizzato e le sue vicissitudini.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/mario-tozzi-scomodo-equilibrio/">Mario Tozzi, “Uno scomodo equilibrio. Uomini, virus e pandemie”</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/mario-tozzi-scomodo-equilibrio/">Mario Tozzi, “Uno scomodo equilibrio. Uomini, virus e pandemie”</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>&#8220;Bianco è il colore del danno&#8221; di Francesca Mannocchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Staropoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2021 16:48:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[bianco]]></category>
		<category><![CDATA[colore]]></category>
		<category><![CDATA[danno]]></category>
		<category><![CDATA[einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca]]></category>
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		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[Mannocchi]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sclerosi multipla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un titolo impietoso per un colore, il bianco, classicamente associato alla purezza. Ma Francesca Mannocchi,</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un titolo impietoso per un colore, il bianco, classicamente associato alla purezza. Ma Francesca Mannocchi, sempre acuta e calibrata nelle parole che usa per i suoi lavori giornalistici così come per i suoi libri, non si risparmia in obiettività e lucidità anche quando parla di se stessa, come fa in “Bianco è il colore del danno”.</p>
<p>Immaginate la difficoltà del farlo quando il lato di se stessa che espone è quello della sua malattia, la sclerosi multipla, che l’ha costretta a rivedere la sua vita di donna, di mamma e di giornalista in funzione di un’incertezza che va a braccetto con la cronicità di quella malattia.</p>
<p>Leggere Francesca Mannocchi significa sapere che le emozioni suscitate da una storia, in questo caso personale, si vanno sempre ad interfacciare con un contesto o con una riflessione più ampi: qui si entra prima nella sfera personale e poi in quella sociale della malattia, che viene descritta non solo con gli occhi di una persona che vive in quella condizione, ma con quelli di chi ne fa uno strumento per spiegare quanto sia politica anche la condizione del malato.</p>
<p>Avere una malattia non impatta solo sul soggetto colpito ma sulla sua comunità intera, su una società che può sfruttare una crisi epocale per ripensare i modelli di sanità e renderli a misura di malato, sul quale pesa quella che Mannocchi definisce una “vergona collettiva e privata”.</p>
<p>Quella vergogna non spegne la lotta di Francesca, che ancora una volta ci guida in modo magistrale nelle sfaccettature di un tema che pensiamo di conoscere salvo poi scoprire di non aver pensato almeno alla metà delle problematiche che ne conseguono, e lo fa combinando le sue doti di scrittrice con lo spirito critico che guidano il suo <a href="https://espresso.repubblica.it/protagonisti/francesca_mannocchi/">lavoro di giornalista</a>. Una lettura intensamente emozionante e analitica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Francesca Staropoli</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In copertina: Francesca Mannocchi, &#8220;Bianco è il colore del danno&#8221;. Einaudi, 2021, 201 pagine, euro 17,00.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/bianco-e-il-colore-del-danno-di-francesca-mannocchi/">“Bianco è il colore del danno” di Francesca Mannocchi</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/bianco-e-il-colore-del-danno-di-francesca-mannocchi/">&#8220;Bianco è il colore del danno&#8221; di Francesca Mannocchi</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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