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	<title>PNRR - Proposte-UILS</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 03 May 2024 14:56:04 +0000</lastBuildDate>
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		<title>SOS medici ed infermieri e la nostra sanità trattiene il respiro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2024 14:56:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inchiesta Sanità Pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[infermieri]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[medicina d'urgenza]]></category>
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		<category><![CDATA[SOS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Numeri al ribasso degli operatori della sanità, si tratta di un vero e proprio totoscommesse</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Numeri al ribasso degli operatori della sanità, si tratta di un vero e proprio totoscommesse sulla nostra salute!</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Nonostante i concorsi indetti per reperire personale medico ed infermieristico il loro numero non è ancora sufficiente a coprire tutte le richieste sanitarie; non è stato ancora considerato un piano di copertura a lungo termine e si rischia il collasso del sistema</p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Il nostro Sistema Sanitario Nazionale rischia davvero di collassare; se, infatti, si prendono in esame i posti disponibili e le figure professionali necessarie si nota immediatamente che qualcosa non torna!</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Nonostante il Ministero della Salute indica ed abbia indetto concorsi per la copertura di posti nel sistema sanitario il numero minimo di personale medico, e vedremo anche infermieristico, non è sufficiente. Appare evidente, in controtendenza rispetto all’affermazione precedente, un decremento progressivo dei nuovi ingressi nel complesso mondo della sanità pubblica che palesa un dato molto preoccupante: i professionisti del settore sanitario non accettano più di lavorare in strutture di aree di minore importanza (immaginiamo ospedali di piccoli centri abitati per citarne una tipologia) ed alcuni indirizzi di studi universitari sembrano non essere più tanto appetibili.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-2411 alignleft" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/sos-medici-infermieri-pillole-300x168.jpg" alt="immagine di due scaffali dove ci sono una serie di boccette di pillole (farmaci)" width="300" height="168" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/sos-medici-infermieri-pillole-300x168.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/sos-medici-infermieri-pillole-1024x574.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/sos-medici-infermieri-pillole-768x431.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/sos-medici-infermieri-pillole-800x450.jpg 800w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/sos-medici-infermieri-pillole.jpg 1500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Ciò che sembra determinante sulla scelta di un ospedale piuttosto che un altro è, in primis, la grandezza dell’ospedale stesso (i potenziali medici fanno molto più caso alla loro futura collocazione rispetto a qualche decennio fa) e, in conseguenza, fattori di natura economica.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Va ricordato che lo stipendio dei medici assunti in strutture ospedaliere dipende, tra l’altro, anche dal quantitativo di pratiche chirurgiche affrontate e, in modo abbastanza ovvio, questo avrà una riconversione maggiore in centri più frequentati (quindi di un centro abitato medio-grande) rispetto ad una realtà di un piccolo paese oltre alla possibilità di effettuare procedure meno frequenti ed aumentare il proprio bagaglio di conoscenze mediche.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Quest’ultimo dato che prende in considerazione il bacino di potenziali pazienti è significativo considerando che il nostro Paese si fonda sulla stragrande maggioranza di  centri abitati medi e piccoli rispetto alle realtà cittadine: i dati ISTAT &#8211; aggiornati a gennaio 2024 &#8211; mostrano che in Italia sono presenti circa 7.896 comuni e la maggior parte di essi hanno una popolazione totale inferiore alle 20.000 unità; perciò se si considera questo dato per capire le possibili scelte da parte degli ipotetici candidati avremo già un’idea più chiara della potenziale scarsa appetibilità di molte posizioni proposte a livello ministeriale.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">È inoltre molto importante ricordare che per diventare chirurgo l’iter formativo è davvero molto impegnativo e richiede una formazione di 6 anni di percorso universitario e 3 anni di specializzazione e praticantato; questa durata va necessariamente considerata se si ipotizza un naturale ricambio generazionale perché è fondamentale che ci siano medici pronti nel momento in cui le strutture ospedaliere ne abbiano richiesta.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Una interessantissima inchiesta di DataRoom ha messo in evidenza che in molti casi sono stati indetti dei concorsi ma che non si riesce a trovare personale. Nello specifico si prendeva in esame la sanità nel Nord-Est e i risultati sembrano davvero scoraggianti evidenziando che più di un concorso è andato a vuoto oppure che i vincitori hanno rifiutato l’incarico assegnato.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Tutto ciò mostra anche che molti specializzandi scelgono specializzazioni meno stressanti ed una tra tutte (Medicina d’urgenza) risulta sempre meno considerata dai futuri medici e porterà ad un crollo sempre più evidente del numero degli stessi disponibili in questo reparto.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La soluzione sembra essere scegliere medici già pronti e formati provenienti da altri paesi ma la burocrazia non aiuta e rende l’iter difficile.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Come si è arrivati a questo? Molto dipende dalla scelta pregressa dei singoli studenti e futuri medici ma anche dalla possibilità di scegliere se impegnarsi in un ospedale pubblico o alla libera professione (quest’ultima considerevolmente più retribuita). I dati offerti dal Ministero della Salute parlano di un incremento, in media e non considerando le specializzazioni più sottoposte a turni massacranti come detto prima, ed un ritorno a livelli normali dal 2027.<img decoding="async" class="size-medium wp-image-2409 alignright" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/sos-medici-infermieri-varie-300x171.jpg" alt="sfondo azzurro con ,a destra, pillole, provette e altri utensili dei medici ed infermieri" width="300" height="171" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/sos-medici-infermieri-varie-300x171.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/sos-medici-infermieri-varie-1024x585.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/sos-medici-infermieri-varie-768x439.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/sos-medici-infermieri-varie.jpg 1500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Tutto ciò riguarda il mondo dei medici mentre diversa ma, analogamente, drammatica è la situazione del comparto infermieristico che risulta ancora più in difficoltà; un’idea della carenza di infermieri al momento in Italia viene fornita dalla <a href="https://www.fnopi.it">FNOPI</a> (Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche) che riporta un dato allarmante: entro il 2033 ci saranno circa 127000 pensionamenti in questa categoria e, nel 2023, ci sono stati ben 6.000 cancellazioni all’albo dove quasi 1500 tra questi provengono da Piemonte e Lombardia (preferendo il lavoro frontaliero in Germania e Svizzera). All’appello mancherebbero circa 175000 infermieri (di cui 40000 solo per mettere in pratica il PNRR).</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Queste cifre mostrano una futura implosione del settore sanitario soprattutto se non si deciderà di sbloccare finanziamenti necessari al potenziamento dei medici e degli infermieri che, occorre ribadirlo, sono troppo preziosi per farseli scappare.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Speriamo che anche i nostri ministri la pensino come noi!</p>
<p>Se avete voglia di approfondire suggeriamo un articolo sul tema dal titolo <a href="https://www.proposte-uils.it/un-sistema-sanitario-poco-nazionale/">Un sistema sanitario poco nazionale</a>.</p>
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		<title>Nuovo codice degli appalti, quali tutele delle condizioni di lavoro?</title>
		<link>https://www.proposte-uils.it/nuovo-codice-degli-appalti-quali-tutele-delle-condizioni-di-lavoro/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=nuovo-codice-degli-appalti-quali-tutele-delle-condizioni-di-lavoro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2023 23:11:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia e riforme istituzionali]]></category>
		<category><![CDATA[appalti]]></category>
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		<category><![CDATA[appalto integrato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni anno in Italia sono circa 1000 i casi di infortunio mortale, oltre un quarto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Ogni anno in Italia sono circa 1000 i casi di infortunio mortale, oltre un</strong></em><br />
<em><strong>quarto avviene nel comparto delle costruzioni</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso marzo il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo codice degli appalti rubricato “Codice dei contratti pubblici in attuazione dell&#8217;articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al governo in materia di contratti pubblici” (D.Lgs. 31 marzo 2023 n. 36). Il Codice è entrato in vigore il 1° aprile 2023 ma le disposizioni del Codice e dei relativi allegati hanno acquistato efficacia dal 1° luglio scorso, con un periodo di vigenza transitoria della vecchia normativa sino al 31 dicembre 2023 per i procedimenti in corso.<br />
L’obiettivo perseguito dal decreto è una riforma organica della normativa sugli appalti pubblici in ragione del radicale mutamento dei tempi. Come è noto, il periodo pandemico e quello post pandemico hanno generato una crisi delle materie prime; la guerra in Ucraina ha scatenato la crisi energetica, infine, la somma delle due crisi ha accompagnato lo scoppio dell’inflazione attuale. In questo contesto assistiamo ad una profonda trasformazione del mercato rispetto al quale l’organizzazione del lavoro sembra dover fare i conti con una imprevedibilità strutturale che lambisce anche mondo degli appalti.<br />
Il PNRR &#8211; piano nazionale di ripresa e resilienza dell’Unione europea-, ha previsto un’ingente quantità di investimenti pubblici come motore dell’innovazione del nostro Paese. In quest’ottica il nuovo Codice degli appalti è la risposta al bisogno di semplificare e rendere più efficienti le procedure anche per la gestione di questi fondi. Il concetto di “semplificazione” genera timori sia in materia di anticorruzione che in materia di salute e sicurezza sul lavoro e l’efficacia e la puntualità nella realizzazione delle opere non può essere disgiunta dal rispetto della legalità al fine raggiungere l’obiettivo di “di lavorare con celerità per fornire beni e servizi ai cittadini”, come pronosticato dalla nota al Codice del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 28 marzo 2023.<br />
A fronte delle critiche sollevate da più parti sui rischi derivanti dall’istituzionalizzazione del c.d.”appalto integrato”, ossia dell’affidamento della progettazione e dell’esecuzione dei lavori allo stesso operatore, e del c.d. “subappalto a cascata” notoriamente fonte di <em>dumping</em> contrattuale e fattore di rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori, il nuovo codice presenta numerose disposizioni a garanzia delle condizioni di lavoro e di sicurezza dei lavoratori impiegati nell’esecuzione dei contratti, alcune delle quali a carattere innovativo.</p>
<blockquote><p><em><strong>                                                 Lavoro e sicurezza</strong></em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">In particolare, l’art. 11 sancisce il principio dell’applicazione dei contratti collettivi nazionali di settore. Il personale impiegato nelle opere, servizi e forniture oggetto di appalti pubblici e concessioni, infatti, deve essere sottoposto all&#8217;applicazione del contratto collettivo nazionale e territoriale vigente per il settore e la zona in cui si svolgono le prestazioni lavorative. L’indicazione nell’offerta di un contratto collettivo diverso è ammessa purché questo garantisca ai dipendenti le stesse protezioni previste<br />
dal contratto indicato dalla stazione appaltante o dall&#8217;ente concedente e in questo caso, prima di procedere con l’aggiudicazione, la stazione o l’ente richiedono una dichiarazione di equivalenza delle tutele. In tema di subappalto l’art. 119 prevede tra le condizioni di ammissibilità che “Il subappaltatore, per le prestazioni affidate in subappalto” garantisca “gli stessi standard qualitativi e prestazionali previsti nel contratto di appalto” riconoscendo “ai lavoratori un trattamento economico e normativo non inferiore a quello che avrebbe garantito il contraente principale.”.<br />
In tema di responsabilità, in ossequio al principio sancito dall’art. 26, D.lgs. 81/08, l’intero <em>corpus</em> della riforma pone al centro il committente quale soggetto che ha l’obbligo della corretta ed efficace selezione delle imprese e dei lavoratori autonomi, al quale è affidata la strategia della progettazione della sicurezza sin dalla fase della programmazione dei lavori. Accanto, vi è la nuova figura del Responsabile unico del progetto (ex Responsabile unico del procedimento) &#8211; RUP – nominato dalle stazioni appaltanti e dagli enti concedenti tra i propri dipendenti, il quale ha il compito di vigilare “sul rispetto delle norme poste a presidio della sicurezza e della salute dei lavoratori.” (All.I.2, art. 6) durante la fase di esecuzione, svolgendo una serie di attività di controllo anche insieme con altre figure.<br />
Tra le misure più innovative viene in evidenza lo strumento del “fascicolo virtuale dell’operatore economico” (art. 24), il quale consente la verifica dell&#8217;assenza delle cause di esclusione di cui all’ articolo 95 in riferimento a “gravi infrazioni, debitamente accertate con qualunque mezzo adeguato, alle norme in materia di salute e di sicurezza sul lavoro nonché agli obblighi in materia ambientale, sociale e del lavoro stabiliti dalla normativa europea e nazionale, dai contratti collettivi o dalle disposizioni internazionali elencate nell&#8217;allegato X alla direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014”. Questa norma si raccorda con la previsione di cui all’art.27, c.1-bis del D.Lgs. 81/08 sulla qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi nel settore dell’edilizia. Il fascicolo virtuale, infatti, consentirà la verifica in regime di interoperabilità dell’idoneità degli operatori economici anche in materia di salute e sicurezza sul lavoro.<br />
A conclusione di questa breve disamina dobbiamo rilevare come la riforma varata dal Governo Meloni sia il risultato di una “staffetta” a partire da decisioni politiche sostanziali assunte dal precedente Governo, di cui il nuovo Codice degli appalti è strumento di esecuzione. In riferimento alla normativa sulla sicurezza facciamo nostra la riflessione dell’Ing. Marco Masi, coordinatore del Gruppo di Lavoro “Sicurezza Appalti” in ITACA, che in una recente intervista sul tema ha evidenziato come le attività di vigilanza e le sanzioni &#8211; seppur indispensabili &#8211; devono essere precedute da un’attività “culturale” volta a promuovere i temi della salute, della legalità e della sicurezza del lavoro tale che quest’ultima possa essere assunta a indicatore di “qualità” di impresa, obiettivo non ancora raggiunto.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/nuovo-codice-degli-appalti-quali-tutele-delle-condizioni-di-lavoro/">Nuovo codice degli appalti, quali tutele delle condizioni di lavoro?</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/nuovo-codice-degli-appalti-quali-tutele-delle-condizioni-di-lavoro/">Nuovo codice degli appalti, quali tutele delle condizioni di lavoro?</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Riforma Cartabia, del CSM, e referendum sulla giustizia, ovvero l’arte di saper fare di necessità virtù</title>
		<link>https://www.proposte-uils.it/riforma-cartabia-del-csm-e-referendum-sulla-giustizia-ovvero-larte-di-saper-fare-di-necessita-virtu/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=riforma-cartabia-del-csm-e-referendum-sulla-giustizia-ovvero-larte-di-saper-fare-di-necessita-virtu</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2022 08:21:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia e riforme istituzionali]]></category>
		<category><![CDATA[c.s.m.]]></category>
		<category><![CDATA[condizionalità]]></category>
		<category><![CDATA[CSM]]></category>
		<category><![CDATA[l.n. 134/2021]]></category>
		<category><![CDATA[l.n. 206/2021]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
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		<category><![CDATA[Riforma della Giustizia Cartabia]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma giustizia 2022]]></category>
		<category><![CDATA[riforma giustizia Cartabia]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella storia del diritto italiano il 2022 è destinato ad assumere le sembianze di un</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nella storia del diritto italiano il 2022 è destinato ad assumere le sembianze di un anno cruciale nel quale vedrà la luce un’imponente riforma della giustizia.<br />
E’ indispensabile premettere che essa giunge a maturazione in un contesto in cui il nostro Paese è chiamato a raggiungere obiettivi strategici attraverso riforme strutturali in grado di rilanciare l’economia ed il benessere sociale.<br />
Sotto questo aspetto, la riforma acquista una valenza decisiva, sia per la corretta esecuzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sia per l’ottenimento dei fondi del Recovery Plan, in quanto il raggiungimento degli obiettivi concordati con la Commissione Europea di riduzione dei tempi del processo è una delle “condizionalità” che consentirà al nostro Paese di accedere ai predetti fondi.</p>
<blockquote><p>Giunge a maturazione in un momento storico difficile una delle riforme<br />
più attese ed importanti per Paese: quella della giustizia. La necessità di ricevere aiuti economici sotto forma di fondi europei ha spinto la classe politica a ritrovare l’unità di intenti facendo prevalere l’interesse comune. In altre stagioni politiche, non sarebbe stato possibile un intervento di tale ampiezza ed impatto.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">E’ opportuno precisare che il valore economico del P.N.R.R. per il comparto giustizia è pari 2,7 miliardi, mentre per il Recovery Plan si parla di 191 miliardi destinati alla rinascita economica e sociale del paese, pertanto appare chiaro che il raggiungimento degli obiettivi rappresenta un “passaggio obbligato” di questa particolare epoca storica, destinato a riverberarsi sull’intero “sistema-paese”.<br />
La novella globalmente intesa si compone di due grandi interventi in ambito civile (l. n. 206/2021) e penale (l. n. 134/2021), il cui obiettivo è rendere la giustizia più efficiente e di velocizzarne i tempi. A questi, si devono aggiungere la riforma del CSM (d.d.l. A.C. 2681-A), ed i cinque quesiti referendari, che nel loro insieme mirano anche a togliere peso alle c.d. “correnti” politiche presenti all’interno del CSM, in risposta agli scandali che hanno coinvolto la magistratura italiana negli ultimi anni. Entrambi i provvedimenti puntano ad implementare la digitalizzazione dei procedimenti e l’utilizzo delle modalità telematiche per il deposito di atti e documenti, nonché per la partecipazione ad atti ed udienze.<br />
Grazie a un piano di finanziamento previsto dal P.N.R.R. si investe sul personale, con la creazione dell’Ufficio per il processo: una struttura organizzativa che entrerà a far parte del nuovo modello di organizzazione del lavoro dei giudici con funzioni di smaltimento dell’arretrato e compiti preparatori.</p>
<blockquote><p>La riforma della giustizia è in attesa dei decreti legislativi del Governo.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Con la riforma del processo penale, il cui livello di inefficienza desta le maggiori preoccupazioni in Europa, si mira a raggiungere una riduzione significativa dei tempi della giustizia andando ad incidere su aspetti sostanziali e procedimentali, sul sistema sanzionatorio, e sulla giustizia riparativa, mai prima d’ora disciplinata compiutamente.<br />
E’ di fondamentale importanza l’intervento in materia di prescrizione del reato: introducendo un nuovo art. 161-bis c.p. si stabilisce che il corso della prescrizione del reato cessa dopo la sentenza di primo grado, sia essa di condanna o di assoluzione.<br />
Viene altresì in rilievo il nuovo articolo 334 bis c.p.p. che prevede che la mancata definizione del giudizio di appello e del giudizio di cassazione entro i termini di ragionevole durata del processo previsti dalla legge Pinto costituisce causa di improcedibilità dell’azione penale.<br />
Questi interventi, nelle previsioni del legislatore, avranno il maggiore impatto sulla durata dei procedimenti.<br />
Nel complesso quadro sin qui delineato, si innesta la votazione dei 5 referendum abrogativi sulla giustizia fissata al 12 giugno 2022, rispetto ai quali vanno focalizzati almeno tre quesiti referendari.<br />
In primo luogo, quello per la separazione delle funzioni dei magistrati con cui si aspira a ridurre il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti; in secondo luogo, il quesito che intende consentire la partecipazione dei membri “laici” &#8211; scelti dal Parlamento -, alle deliberazioni dei Consigli giudiziari sulle valutazioni di professionalità e competenza dei magistrati.<br />
Infine, il referendum in materia di elezioni dei componenti togati del CSM, che mira a scardinare il sistema delle “correnti” consentendo a qualunque magistrato che intenda candidarsi, di presentare la propria candidatura senza dover prima procurarsi un certo numero di firme.<br />
Esposti succintamente i principali temi della riforma Cartabia, appare chiaro che per esprimere un giudizio sulla qualità di una riforma a carattere strutturale, organico e sistematico, bisognerà attendere l’attuazione che ne darà il Governo.<br />
Tuttavia, non può essere messo in dubbio il fatto che una riforma di questa portata costituisca un passaggio obbligato per il nostro Paese sotto il profilo del bene comune, tenuto conto che essa giunge in un contesto storico-politico per certi aspetti irripetibile, e comunque tale da far riporre ogni speranza nell’autorevolezza di un presidente del Consiglio dei ministri e di una ministra della giustizia per nulla inclini a fare della giustizia una bandiera ideologica o elettorale, ed il cui valore personale corrisponde esattamente alla capacità tecnica di risolvere problemi.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/riforma-cartabia-del-csm-e-referendum-sulla-giustizia-ovvero-larte-di-saper-fare-di-necessita-virtu/">Riforma Cartabia, del CSM, e referendum sulla giustizia, ovvero l’arte di saper fare di necessità virtù</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/riforma-cartabia-del-csm-e-referendum-sulla-giustizia-ovvero-larte-di-saper-fare-di-necessita-virtu/">Riforma Cartabia, del CSM, e referendum sulla giustizia, ovvero l’arte di saper fare di necessità virtù</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>La rivoluzione verde e la transizione ecologica prevista dal PNRR</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Lupoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2021 19:52:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[#paolonespoli]]></category>
		<category><![CDATA[#rivoluzioneverde]]></category>
		<category><![CDATA[#transizionecologica]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Nell&#8217;area funzionale dei rapporti del Governo con le istituzioni dell&#8217;Unione europea interviene il Dipartimento</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;area funzionale dei rapporti del Governo con le istituzioni dell&#8217;Unione europea interviene il <strong>Dipartimento per le politiche europee,</strong> dal cui sito ufficiale è possibile comprendere cosa sia il <strong>PNRR</strong>. Acronimo di “<strong>P</strong>iano <strong>N</strong>azionale di <strong>R</strong>ipresa e <strong>R</strong>esilienza”, è il programma di investimenti che l&#8217;Italia deve presentare alla Commissione europea nell&#8217;ambito del <strong>Next Generation EU </strong>(<strong>NGEU</strong>), lo strumento per rispondere alla crisi pandemica provocata dal Covid-19.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Comitato Tecnico di Valutazione</strong> (CTV), presieduto dal Ministro per gli Affari Europei, <strong>Vincenzo Amendola,</strong> e alla presenza dei rappresentanti dei ministeri, dal 15 ottobre 2020 ha cominciato a presentare dei progetti preliminari di quel che sarà il Piano definitivo. Il termine ultimo per presentarlo a Bruxelles è il 30 aprile 2021.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Nella bozza, da 172 pagine, del PNRR si legge che secondo le conclusioni del Consiglio europeo, l’insieme dei fondi compresi nel Quadro Finanziario Pluriennale e nel Next Generation EU, mette a disposizione dell’Italia circa 309 miliardi di euro nel periodo 2021-2029.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda il Dispositivo Europeo di Ripresa e Resilienza (RRF), che finanzia il Piano, il nostro Paese potrà accedere a circa 65,4 miliardi di euro di sovvenzioni e 127,6 miliardi di euro di prestiti. Complessivamente la cifra ammonta a 193 miliardi che il Governo intende utilizzare appieno nel periodo 2021-29.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il Piano ha la finalità di rilanciare il Paese perseguendo obiettivi di policy e interventi connessi a tre assi strategici quali la transizione ecologica, la digitalizzazione e l’innovazione e l’inclusione sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Affinché si possano vincere queste sfide, sarà indispensabile una forte collaborazione tra pubblico e privato.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la prima linea strategica citata l’Italia diviene protagonista del <strong>Green Deal europeo</strong>, sarà dunque inderogabile la riduzione drastica delle emissioni di gas clima-alternanti, in linea</p>
<p style="text-align: justify;">anche con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi ma non solo, la Presidente <strong>Ursula Von der Leyen </strong>ha indicato altri obiettivi nel suo Discorso sullo Stato dell’Unione. Tra questi compare la riduzione delle emissioni inquinanti; l’aumento dei posti di lavoro nell’economia verde; il miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili e il sostenere e innescare i processi industriali della transizione verde. La quota prevista da vincolare a tali interventi green non sarà inferiore al 37% del totale degli stanziamenti del RRF.</p>
<p style="text-align: justify;">La transizione ecologica sarà la base del nuovo modello economico e sociale di sviluppo su scala globale, in linea con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Per avviarla non ci si limiterà a quanto analizzato nelle righe precedenti ma occorrerà migliorare l’efficienza energetica nell’uso delle materie prime delle filiere produttive, degli insediamenti civili, degli edifici pubblici, della qualità dell’aria nei centri urbani e delle acque interne e marine.</p>
<p style="text-align: justify;">NGEU si presenta, in teoria, non solo come un progetto economico e ambientale, a riguardo, gli investimenti concerneranno anche quel che definiamo con l’appellativo “bellezza” del Paese allo scopo di consolidare la capacità di attrazione di flussi turistici e le potenzialità dell’enorme patrimonio storico, culturale e naturale. Ma, è un progetto culturale europeo che qualifica gli obiettivi di sostenibilità dello sviluppo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Nell’ambito di una società a forte vocazione industriale si tenterà, di contro, di aggiungere nuovi ambiti al sistema produttivo tramite la riconversione ecologica che può e deve rappresentare un terreno di nuova competitività. Ciò sarà possibile mediante gli investimenti nell’agricoltura sostenibile e di precisione, e nell’economia circolare, a partire dal Mezzogiorno, permettendo di conseguire una maggiore armonia con la natura. Gli investimenti su quest’ultima economia intervengono su un processo volto a produrre materie prime secondarie da materiali di scarto per rendere la nostra penisola meno dipendente dall&#8217;approvvigionamento di materie prime e conseguentemente più forte e competitiva sui mercati internazionali</p>
<p style="text-align: justify;">A tal fine risulta inoltre strategico il sistema agricolo e forestale, che attraverso il presidio e la gestione sostenibile del territorio nazionale, è in grado di assorbire una significativa quota delle emissioni di gas climalteranti del sistema Paese, come evidenziato dallo European Green Deal.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-702 alignright" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/20201226_215644_0000-120x300.png" alt="" width="120" height="300" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/20201226_215644_0000-120x300.png 120w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/20201226_215644_0000-410x1024.png 410w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/20201226_215644_0000-768x1920.png 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/20201226_215644_0000-614x1536.png 614w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/20201226_215644_0000.png 800w" sizes="(max-width: 120px) 100vw, 120px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il Green Deal europeo costituisce un insieme di iniziative politiche proposte dalla Commissione europea con l’obiettivo generale di raggiungere la neutralità climatica nel vecchio continente, entro il 2050 e la riduzione delle emissioni di CO2 e gas clima alteranti, pari ad almeno il 55% entro il 2030. Pertanto, se pur l’Italia ha registrato notevoli progressi nel miglioramento dell’efficienza energetica, nella riduzione delle emissioni di gas serra e nell’aumento della quota di energia soddisfatta con fonti rinnovabili, intensificherà il proprio impegno per adempiere i nuovi e più ambiziosi obiettivi di tale accordo.</p>
<p style="text-align: justify;">La missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica” concretizzerà, di conseguenza, gli investimenti su diverse linee progettuali per un ammontare complessivo di risorse pari a 68,9 miliardi di euro. Linee che verranno chiarite in relazione alle concrete iniziative di investimento in coerenza con la strategia nazionale complessiva in corso di definizione per alcuni aspetti e alla capacità di raggiungere con efficacia ed efficienza gli obiettivi PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’energia e il clima).</p>
<p style="text-align: justify;">Specifiche riforme normative accompagneranno le azioni di cui sopra e saranno volte al raggiungimento della agognata svolta ecologica. Tra queste troviamo “<strong>Circolarità e tracciabilità</strong>” che consisterà nell’attuazione del piano d’azione europeo per l’economia circolare e per regolare l’organizzazione e il funzionamento del sistema di tracciabilità dei rifiuti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L’auspicio è che questi lodevoli presupposti, ancora solo concetti, vengano poi attuati in pratica per il bene del Pianeta che ci ospita. Pianeta che l’astronauta <strong>Paolo Nespoli</strong> ha definito come una nave in viaggio nell’universo. Tutti noi siamo i suoi marinai ma la stiamo tartassando pesantemente <em>“perché guardiamo il nostro orticello, non ci rendiamo conto che abbiamo innanzitutto un’influenza globale e totale. Dall’altro lato usiamo le risorse come se fossero infinite”.</em></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/la-rivoluzione-verde-e-la-transizione-ecologica-prevista-dal-pnrr/">La rivoluzione verde e la transizione ecologica prevista dal PNRR</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/la-rivoluzione-verde-e-la-transizione-ecologica-prevista-dal-pnrr/">La rivoluzione verde e la transizione ecologica prevista dal PNRR</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>La parità di genere è davvero una priorità nel PNRR?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pina Alimonti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Mar 2021 10:36:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pari opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[Next generation Italia]]></category>
		<category><![CDATA[pari opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[parità di genere]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La parità di genere come priorità e missione del PNRR Dopo un dibattito serrato tra</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>La parità di genere come priorità e missione del PNRR</h3>
<p>Dopo un dibattito serrato tra i diversi esponenti politici, in modo particolare è stato Renzi ad esprimere le critiche più pesanti, nel CDM del 12 gennaio è stato approvato il <a href="https://www.uils.it/periodico-proposte-uils-gennaio-febbraio-2021/?fbclid=IwAR1gV3IjJ3CaxedcYm49xczsvacI8_ZGOU8OqgTXHQvuIN4PaUc4FXcE89c"><em>Piano nazionale ripartenza e resilienza</em> (<em>PNRR</em>)</a> ovvero il <em>Next Generation Italia</em>. Gli oltre 220 miliardi di euro messi a disposizione dall’Europa saranno utilizzati, ad esempio, per la “<em>Rivoluzione verde e transizione ecologica</em>” e per le “<em>Infrastrutture per una mobilità sostenibile</em>”, inoltre, non mancano interventi a sostegno della parità di genere e pari opportunità.</p>
<p>Tale tematica è citata sia tra le tre priorità trasversali del piano, sia tra le sei missioni. Nello specifico, le priorità sono: “<em>Parità di genere</em>”, “<em>Giovani</em>” e “<em>Sud e riequilibrio territoriale</em>”. Ogni missione deve illustrare riforme e interventi finalizzati al conseguimento di queste priorità. Ciò significa che non sono stati pensati singoli provvedimenti a favore delle donne, dei giovani e del Sud, ma che tutte le missioni devono mirare all’empowerment femminile, all’occupazione giovanile e allo sviluppo del Meridione.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-659" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/Le-pari-opportunita-nel-PNRR-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/Le-pari-opportunita-nel-PNRR-1-300x225.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/Le-pari-opportunita-nel-PNRR-1-768x576.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/Le-pari-opportunita-nel-PNRR-1-720x540.jpg 720w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/03/Le-pari-opportunita-nel-PNRR-1.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h3>La partecipazione delle donne allo sviluppo del Paese</h3>
<p>Così strutturato, il Piano riconosce come importante la tematica della parità di genere, e si differenzia in modo sostanziale dalla bozza precedente, che stanziava 4,2 miliardi di euro per la componente parità di genere posta all’ interno di una missione che prevedeva anche la coesione sociale e territoriale. Il Next generation Italia intuisce che per realizzare la crescita del Paese è indispensabile eliminare le disuguaglianze di genere, poiché queste ostacolano il prezioso contributo che le donne possono portare allo sviluppo economico e sociale. Di conseguenza, il PNRR mira ad innalzare l’occupazione femminile attraverso politiche di potenziamento dei servizi di asili nido e per la prima infanzia, insieme a misure a favore dell’imprenditoria femminile.</p>
<h3>La parità di genere come priorità mancata</h3>
<p>Nonostante questi intenti, nelle varie missioni la parità di genere ha certamente peso ma non si percepisce come priorità. Tralasciando la missione “Inclusione e coesione”, dedicata in modo particolare alla parità di genere, nelle altre missioni sono esigui gli interventi volti alla lotta alle disuguaglianze. La trasversalità della priorità “Parità di genere” non è raggiunta appieno. Manca nella missione “Salute”, mentre in “Istruzione e ricerca” si fa riferimento solo agli asili nido. Nelle altre missioni, ovvero “Digitalizzazione innovazione competitività e cultura” e “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, invece, si trovano provvedimenti sulla parità di genere, ma in maniera limitata.</p>
<p>Nel dettaglio, per quanto riguarda la prima, attuando la digitalizzazione della PA, si potenzia lo smart working che consente una migliore <a href="https://www.proposte-uils.it/donne-e-lavoro-la-difficolta-di-mettere-daccordo-carriera-e-figli/">conciliazione tra vita professionale e familiare</a>. Il PNRR mette in correlazione i miglioramenti ambientali e il lavoro femminile, dedicando ampie risorse all’inclusione di genere, inoltre, la crescita occupazionale generata dalla rivoluzione verde riguarderà anche i settori in cui l’impiego femminile è relativamente alto.</p>
<h3>Sostegno all’imprenditoria femminile</h3>
<p>La missione 5 “Inclusione e coesione”, come anticipato, propone interventi riservati alle donne. Uno di questi è il sostegno all’imprenditoria femminile per il quale è stato stanziato 0,40 miliardi di euro. Il progetto vuole migliorare gli strumenti di aiuto all’avvio e alla realizzazione di progetti aziendali per le imprese a conduzione femminile o prevalente partecipazione femminile già operanti. Un provvedimento pensato anche per favorire le donne vittime di violenza nel loro percorso verso l’autonomia economica. Dopo le case rifugio e la messa in sicurezza, bisogna avviare un reale reinserimento socio-lavorativo delle donne. Molto spesso non sono del tutto autonome economicamente, per cui un sostegno all’imprenditoria femminile può rappresentare un valido aiuto. Altro intervento che vale 4,47 miliardi di euro riguarda una fiscalità di vantaggio per il lavoro al sud e nuove assunzioni di giovani e donne.</p>
<h3>Altri interventi della missione 5</h3>
<p>Oltre al contrasto alle discriminazioni di genere, la missione 5 propone “Politiche del lavoro”, a cui andranno 12,62 miliardi di euro da utilizzare, per esempio, per il miglioramento del servizio civile universale e per il potenziamento dell’apprendistato duale. Altri 10,83 miliardi serviranno per le “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore”, in questo caso si aiuteranno coloro che sono in situazioni di fragilità economica e sociale, realizzando, tra gli altri, interventi di housing sociale. Infine, ulteriori 4,18 miliardi di euro saranno destinati per “Interventi speciali di coesione territoriale”, ossia progetti di valorizzazione economica e sociale del riutilizzo dei beni confiscati alle mafie ed anche interventi per la sostenibilità delle aree colpite dai terremoti.</p>
<h3>Una priorità debole</h3>
<p>Il Next Generation Italia cerca di favorire il lavoro femminile, ma non espone un programma preciso con riforme mirate per risolvere il problema delle disuguaglianze di genere. Trovare la parità di genere fra le priorità del piano è sintomo che si vuole dare un incentivo all’emancipazione economica a sociale della donna, ma questa volontà non si traduce in modo efficace nei progetti proposti. La lotta alle discriminazioni di genere aleggia all’interno del PNRR, tuttavia manca quell’impulso e quella forza che contraddistingue una priorità.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/la-parita-di-genere-e-davvero-una-priorita-nel-pnrr/">La parità di genere è davvero una priorità nel PNRR?</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/la-parita-di-genere-e-davvero-una-priorita-nel-pnrr/">La parità di genere è davvero una priorità nel PNRR?</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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