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	<title>#politicainternazionale - Proposte-UILS</title>
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		<title>Sir Keir Starmer fa i conti con una Patria poco tollerante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2024 18:21:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[#politicainternazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Tories sono stati battuti ma hanno lasciato un Paese impoverito mentre i Labourists hanno</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I <i>Tories </i>sono stati battuti ma hanno lasciato un Paese impoverito mentre i <i>Labourists </i>hanno il duro compito di far bene senza farsi odiare troppo dai propri cittadini</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo Governo laburista si trova a risolvere molti problemi interni che hanno impoverito le finanze ed il tessuto sociale britannico, la politica che Sir Starmer rischia di risultare impopolare, dopotutto che c’è del marcio nel Regno Unito</p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Dopo la schiacciante vittoria laburista sul suolo dei sudditi di <strong>Sua Maestà Carlo III</strong>, i festeggiamenti per il ritorno, decisamente tanto atteso, dei “rossi” in Parlamento si sta già progressivamente esaurendo lasciando spazio ad una serie di problemi, di variabile entità, che stanno devastando il Paese.</p>
<figure id="attachment_2540" aria-describedby="caption-attachment-2540" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-2540 size-medium" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/downing-street-starmer-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/downing-street-starmer-300x225.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/downing-street-starmer-1024x768.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/downing-street-starmer-768x576.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/downing-street-starmer-720x540.jpg 720w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/downing-street-starmer.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2540" class="wp-caption-text">foto di paulbloch da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Il nuovo Premier britannico <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Keir_Starmer"><strong>Sir Keir Starmer</strong></a> ha preso posto ufficialmente a <em>Downing Street</em> il 4 luglio scorso ed ha formato un governo a forte spinta femminile (11 ministre su un totale di 25), con anche una grande percentuale degli stessi ministri formatisi accademicamente in università pubbliche, in netta opposizione alla schiacciante percentuale di università private del precedente Governo <em>Tory</em>.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Già dalle prime battute, i <em>Labourists</em> sembrano davvero interessati alle classi più povere e disagiate, e risultano meno arroccati nel benessere rispetto ai predecessori, ma questa attitudine non li ha risparmiati dal finire sotto la lente di ingrandimento della critica per un presunto compenso troppo generoso fornito alla capa staff del Premier, <strong>Sue Gray,</strong> che guadagnerebbe più dello stesso Starmer.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Sir Keir è certamente conscio di dover fronteggiare una situazione nazionale davvero molto critica, determinata da una serie di decisioni politiche pregresse che hanno indebolito il Regno di Sua Maestà: il problema Covid, la <em>Brexit </em>e la maggiore tassazione per via dei dazi doganali, l’aumento della disoccupazione, oltre ad un aumento di clandestini provenienti dal suolo francese ecc. hanno generato molto malcontento sul quale ha fatto presa il populismo di destra (e, soprattutto, di estrema destra).</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">L’Inghilterra è finita sotto scacco di una serie di proteste molto violente e dai tratti alquanto razzisti e conservatori, un’ondata di intolleranza che ha iniziato a macchiare le strade britanniche con rabbia e malcontento. In svariate zone e città del Paese ci sono state proteste (anche estremamente violente) che vengono giustificate – da coloro che le hanno commesse – come conseguenza all’accoltellamento di tre bambine (durante una festa da ballo) per mano di un diciassettenne di origine musulmana a Southport, vicino Liverpool. Il fatto di cronaca, dopo aver subito una serie di falsificazioni da parte di alcuni media, ha iniziato a circolare ed ingigantirsi, generando un odio sproporzionato verso la comunità musulmana presente nel Regno Unito (forti proteste si sono verificate anche nell’Irlanda del Nord).</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Ciò che il Premier Starmer ha deciso di fare è di operare una stretta giudiziaria su queste persone e su chiunque compia atti di violenza a persone e cose, promettendo l’inserimento immediato di una grande quantità di poliziotti specializzati ai quali affidare la sicurezza delle città e dei centri abitati e sembra aver già permesso l’arresto di 370 persone &#8211; in circa una settimana &#8211; ma c’è chi dice che questo non basta o che, comunque, è una strada che è stata percorsa tardi.</p>
<figure id="attachment_2539" aria-describedby="caption-attachment-2539" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2539" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/starmer-londra-stilizzata-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/starmer-londra-stilizzata-300x196.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/starmer-londra-stilizzata-1024x670.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/starmer-londra-stilizzata-768x503.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/starmer-londra-stilizzata.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2539" class="wp-caption-text">foto di shevi7 da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La situazione, in realtà, appare molto più oscura di ciò che sembra; va detto, infatti, che questi episodi prodotti dall’estrema destra si sono fatti sempre più frequenti e minacciosi, ne è un esempio simbolico il blocco violento al traffico automobilistico realizzato a Middlesbrough nel North Yorkshire dove un gruppo corposo estremisti sono arrivati a fermare le auto per strada e chiedendo se ci fossero bianchi ed inglesi, prima di farli passare. L’Inghilterra si è svegliata in un clima di profonda intolleranza che nemmeno la precedente “fuga” dei non residenti operata dalla <em>Brexit</em> sembra aver allentato mentre i partiti conservatori e nazionalisti pare non riescano ad accettare un cambio di leadership a <em>Downing Street</em>.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Ci sono delusi anche tra chi, invece, sperava in un cambio di rotta sulla <em>Brexit</em>, con un ritorno nella <strong>Comunità Economica Europea</strong>, e che ha dovuto ricredersi giacché sembra non ci possa essere un ripensamento.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Dal palco di Liverpool, Sir Kier Starmer Starmer ha suggerito in modo chiaro che saranno necessari aumenti delle imposte per migliorare i servizi pubblici, affermando che dovranno essere “equi”, ossia che i più ricchi dovranno contribuire di più. In risposta una grande quantità di super ricchi sta già abbandonando il Paese ma la linea laburista sembra essere decisa a perseguire una linea egalitaria che vedrà i suoi benefici sul medio-lungo termine. <em>God Save <span style="text-decoration: line-through;">the Queen</span></em>, anzi <em>the</em> <em>Labourists</em>!</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/sir-keir-starmer-fa-i-conti-con-una-patria-poco-tollerante/">Sir Keir Starmer fa i conti con una Patria poco tollerante</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/sir-keir-starmer-fa-i-conti-con-una-patria-poco-tollerante/">Sir Keir Starmer fa i conti con una Patria poco tollerante</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Dietro il velo delle armi made in Italy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Martina D'Andria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2024 11:26:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica esterna]]></category>
		<category><![CDATA[#politicainternazionale]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se oggi è ancora possibile un discorso attorno all’export delle armi italiane verso l’estero, la</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se oggi è ancora possibile un discorso attorno all’<strong>export delle armi italiane</strong> verso l’estero, la proposta di modifica alla <strong>legge 185 del 1990</strong> potrebbe mettere in serio pericolo la trasparenza attualmente vigente nel mercato delle armi.</p>
<blockquote><p>La Costituzione italiana ripudia la guerra, ma non l’esecutivo: le spese militari sono sempre più ingenti e la proposta di modifica alla legge 185/90 rischia di opacizzare la trasparenza vigente relativa alla vendita delle armi italiane.</p></blockquote>
<p>La legge in questione permette la divulgazione di informazioni come volumi e tipologie di armamenti venduti, i Paesi destinatari, i soggetti finanziatori dell’export ecc.. Le proposte di modifica, avanzate già da tempo in Parlamento, riguardano soprattutto la richiesta di maggiore discrezionalità per gli affari governativi nel campo degli armamenti.</p>
<p>Uno dei punti critici è l’eliminazione, all’interno della Relazione, della parte che rende esplicite le interazioni tra banche e aziende produttrici, ovvero l’elenco degli istituti di credito che finanziano concretamente l’import, l’export e il transito di armamenti. La riforma tende dunque a piegare la legge 185/90 al volere delle lobby del settore bellico italiano &#8211; il cui fatturato è cresciuto a dismisura, fino all’86% negli ultimi 5 anni &#8211; fino ad un totale svuotamento di senso della legge stessa.</p>
<figure id="attachment_2529" aria-describedby="caption-attachment-2529" style="width: 372px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class=" wp-image-2529" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/060824_HuLwj-300x200.jpg" alt="" width="372" height="248" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/060824_HuLwj-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/060824_HuLwj-1024x684.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/060824_HuLwj-768x513.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/060824_HuLwj-1536x1026.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/060824_HuLwj-2048x1368.jpg 2048w" sizes="(max-width: 372px) 100vw, 372px" /><figcaption id="caption-attachment-2529" class="wp-caption-text">Pixaby</figcaption></figure>
<p>Sullo scenario di un <strong>mercato globale delle armi sempre più selvaggio</strong>, un’azione del genere comporterebbe rischi anche nell’ambito dei diritti umani, creando un mondo ancor più pericoloso di com’è oggi. Per questo<strong> Oxfam</strong>, assieme a <strong>Banca Etica </strong>e<strong> Rete Italiana Pace e Disarmo</strong>, ha promosso la mobilitazione “<em>Basta favori ai mercanti di armi! Difendiamo la trasparenza e la democrazia nel commercio di armi”, </em>sostenuta a sua volta da decine di organizzazioni, per chiedere al Parlamento italiano di non peggiorare i meccanismi di autorizzazione e controllo, oltre alla trasparenza sulle esportazioni prevista dalla legge.</p>
<p>&#8220;<em>La legge 185/90 è una conquista importante della societ</em><em>à </em><em>civile, è una conquista nata dal basso grazie alla generosit</em><em>à </em><em>e all’impegno profusi da parte di donne, uomini e organizzazioni dediti a costruire una norma innovativa, presidio collettivo di democrazia e trasparenza. Non possiamo accettare che questa legge venga invece depotenziata in tutta fretta e nel silenzio, rimuovendo il ruolo di controllo del Parlamento e negando alle cittadine e cittadini informazioni chiave sul commercio di armi italiane nel mondo, al solo vantaggio dell’industria bellica e della speculazione finanziaria”</em>: questa la dichiarazione delle associazioni congiunte in vista della manifestazione svoltasi lo scorso 17 aprile a Roma.</p>
<p>Le cifre che emergono dalle Relazioni sul 2023 evidenziano una crescita imponente della capacità di export dell’industria militare italiana, con un grande aumento del valore complessivo delle licenze rilasciate per il trasferimento di armi. Tra i Paesi destinatari che hanno registrato oltre 100 milioni di euro nel totale delle licenze ci sono la Francia, l’Ucraina, gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita.</p>
<p>Per quanto riguarda il caso specifico di Israele, nelle note fornite dall’<strong>UAMA</strong> (Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento) si sottolinea come, nel 2023, il valore delle esportazioni autorizzate sia rimasto stabile rispetto all’anno precedente, mentre quello delle importazioni ha realizzato una crescita importante. Il documento evidenzia anche come le caratteristiche del conflitto a Gaza abbiano indotto a rivalutare la concessione di nuove autorizzazioni verso Israele, decidendo poi per la sospensione di nuove autorizzazioni all&#8217;esportazione di armamenti. Le recenti notizie, invece, confermano che questo stop non si è mai trasformato dalle parole ai fatti. Lo stesso Ministro degli Esteri italiano, <strong>Antonio Tajani</strong>, ha dichiarato a più riprese: ”<em>Abbiamo cessato dal giorno 7 ottobre di vendere armi a Israele come facciamo con tutti i Paesi in guerra, perché così dice la legge italiana</em>”.</p>
<p>Diverse inchieste del mensile <strong>Altreconomia</strong>, però, hanno svelato un intenso traffico di materiale bellico dall’Italia a Israele nel pieno degli attacchi israeliani verso la Striscia di Gaza. Anche i dati inediti dell’<strong>Agenzia delle Dogane</strong> certificano che tra dicembre 2023 e gennaio 2024 Roma ha esportato a Tel Aviv armi e munizioni da guerra, e non a uso civile, come fatto intendere sulla carta, per oltre due milioni di euro.</p>
<p>Stiamo discutendo una condotta che potrebbe costare al nostro Paese un’accusa di complicità nella violazione del diritto internazionale di fronte alla <strong>Corte Penale Internazionale</strong>, quella stessa Corte che il 20 maggio 2024, dopo la richiesta del Procuratore capo dell’Aja, ha formulato un mandato di arresto nei confronti del primo ministro israeliano<strong> Benjamin Netanyahu</strong> per presunti crimini di guerra e contro l’umanità.</p>
<p>Grandi banche e società finanziarie italiane continuano tutt’oggi a investire in aziende che forniscono armi a Israele, facilitando sempre più gravi violazioni del diritto internazionale. Continuando su questa linea, anche<strong> l’Italia resta complice di atti genocidari</strong>, nella piena consapevolezza di questo rischio.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/dietro-il-velo-delle-armi-made-in-italy/">Dietro il velo delle armi made in Italy</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/dietro-il-velo-delle-armi-made-in-italy/">Dietro il velo delle armi made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Una Palestina (speriamo libera) tra i Paesi ONU</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 13:01:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[#ammissione]]></category>
		<category><![CDATA[#politicainternazionale]]></category>
		<category><![CDATA[ingiustizia]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
		<category><![CDATA[palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Governo a trazione Meloni ha deciso di non appoggiare la decisione che ha visto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Governo a trazione Meloni ha deciso di non appoggiare la decisione che ha visto le Nazione Unite riconoscere la Palestina come Paese idoneo a far parte dell’ONU</p>
<blockquote><p>Nemmeno la tragedia che si sta consumando a Gaza riesce ad instillare un minimo di coscienza negli animi dei nostri rappresentanti alle Nazioni Unite; a seguito delle votazioni (simboliche occorre dirlo!) il nostro Governo preferisce l’astensione incurante del triste messaggio che consegna al mondo</p></blockquote>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Non tutto porta sempre a risultati immediati e sperati, anzi, in genere si tratta esattamente dell’opposto ma ciò che è avvenuto in sede di riunione ONU è certamente qualcosa di importante.</p>
<figure id="attachment_2454" aria-describedby="caption-attachment-2454" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2454" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/palestina-ONU-bandiera-300x183.jpg" alt="bandiera della palestina sventolata nella guerra" width="300" height="183" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/palestina-ONU-bandiera-300x183.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/palestina-ONU-bandiera-1024x623.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/palestina-ONU-bandiera-768x467.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/palestina-ONU-bandiera.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2454" class="wp-caption-text">foto di hosny salah da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Nell’ottica di un incontro che possa mostrare una posizione chiara nei confronti di una delle due guerre più sanguinose e vicine ai nostri confini (si parla del conflitto israelo-palestinese) le Nazioni Unite hanno mostrato una spinta solidale nei confronti della Palestina ritenendola idonea ad entrare nei Paesi ONU.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Cosa significa tutto ciò? Nulla dal punto di vista concreto poiché, va detto, non significa in alcun modo aver inserito la Palestina tra i Paesi ONU ma si è voluto prendere una posizione e, quindi, non appoggiare indiscriminatamente il Governo di Netanyahu.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Tutto questo si è palesato in una riunione plenaria ufficiale datata 10 aprile 2024 alla quale è seguita (come da protocollo) una votazione di tutti i rappresentanti dei Paesi membri delle Nazioni Unite.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Dal titolo emblematico <a href="https://unric.org/it/assemblea-generale-conclude-il-dibattito-sulladesione-dello-stato-di-palestina-alle-nazioni-unite/"><strong>Admission of new Members to the United Nation</strong></a> (document <a href="https://undocs.org/A/ES-10/L.30/Rev.1">A/ES-10/L.30/Rev.1</a>) con un risultato che è stato a dir poco schiacciante a favore dei palestinesi registrando come favorevoli ben 143 Paesi, 9 contrari (Argentina, Repubblica Ceca, Ungheria, Israele, Stati Federati di Micronesia, Nauru, Palau, Papua Nuova Guinea, Stati Uniti) e 25 astenuti (tra questi 25 astenuti figura, purtroppo, anche l’Italia a trazione Meloni).</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">L’appoggio dei 143 Paesi a favore hanno, quindi, permesso (almeno se verrà rispettato l’<em>iter </em>classico previsto in questi casi) allo Stato di Palestina di aderire a tutti gli effetti per rispetto dell’articolo 4 della Carta delle Nazioni Unite e rendere il procedimento effettivo a partire dalla prossima 79° sessione dell’Assemblea Generale. Perciò lo Stato di Palestina potrà sedersi in Assemblea, proporre o votare contro una proposta in sede ufficiale ma non potrà votare all’Assemblea Generale o presentare la propria candidatura agli organi delle Nazioni Unite.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La decisione è stata una conseguenza di ciò che si sta consumando in territorio palestinese dove – ad oggi &#8211; hanno perso la vita oltre 34000 civili (di cui circa il 60% sarebbero bambini e donne), la popolazione rimasta in vita sta lottando contro la fame (ricordiamo le centinaia di camion con i viveri bloccati nella zona di Rafah e con bambini che stanno letteralmente morendo di fame) e con circa 1 milione e 700.000 persone palestinesi senza una casa e protezione dalle bombe che continuano a cadere. Si tratta di una vera e propria carneficina che sembra non essere vicina alla fine.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Questa votazione ha portato con sé anche una serie di proteste più o meno importanti; tra tutte spicca la posizione di Israele che (attraverso la persona del suo ambasciatore alle Nazioni Unite, Gilard Erdan) ha definito “una barzelletta” la posizione a favore di Hamas. Erdan ha criticato la scelta di accettare lo Stato di Palestina tra i Paesi membri dell’ONU perché tra le clausole per aderire ci dovrebbe essere un Paese che “deve amare la pace” ma questo, per l’ambasciatore, sarebbe naufragato il 7 ottobre quando Hamas ha commesso l’attacco al rave ed ha ucciso e fatto prigionieri.</p>
<figure id="attachment_2455" aria-describedby="caption-attachment-2455" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2455" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/palestina-ONU-bambino-300x300.jpg" alt="Bambino con metà faccia disegnata con i colori della bandiera di Palestina" width="300" height="300" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/palestina-ONU-bambino-300x300.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/palestina-ONU-bambino-1024x1024.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/palestina-ONU-bambino-150x150.jpg 150w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/palestina-ONU-bambino-768x768.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/palestina-ONU-bambino.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2455" class="wp-caption-text">foto di Prompter Malaya da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Sembra ancora molto lontano un cessate il fuoco in questo sanguinoso conflitto ma quello che possiamo auspicare è che le pressioni internazionali si facciamo più importanti e costringano una risoluzione con il raggiungimento &#8211; tra Palestina ed Israele &#8211; della formula (due popoli e due Stati!).</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Va detto che le Nazioni Unite già da tempo hanno calendarizzato discussioni sulla situazione Israelo-Palestinese inserendola in una serie di riunioni pianificate sotto la voce <strong>Illegal Israeli actions in Occupied East Jerusalem and the rest of the Occupied Palestinian Territory </strong>con lo scopo di monitorare la difficile situazione in quel territorio già terribilmente caldo dal 1948 quando venne decisa la nascita dello Stato di Israele dall’Occidente economicamente forte.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Noi di UILS continueremo a monitorare gli eventi e speriamo di poter, quanto prima, poter presentare un articolo nel quale potremmo scrivere la parola fine a questa carneficina a danno soprattutto di innocenti bambini palestinesi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Viene proposto il link ad un articolo di politica internazionale dal titolo<a href="https://www.proposte-uils.it/la-vita-in-un-campo-profughi/"> La vita in un campo profughi</a></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/una-palestina-speriamo-libera-tra-i-paesi-onu/">Una Palestina (speriamo libera) tra i Paesi ONU</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/una-palestina-speriamo-libera-tra-i-paesi-onu/">Una Palestina (speriamo libera) tra i Paesi ONU</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>La  vita in un campo profughi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 12:44:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[#ACLED]]></category>
		<category><![CDATA[#campiprofughi]]></category>
		<category><![CDATA[#migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[#politicainternazionale]]></category>
		<category><![CDATA[#profughi]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[UNHCR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Troppe persone vivono come intrappolate nei centri profughi, luoghi che diventano il loro mondo, nei</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Troppe persone vivono come intrappolate nei centri profughi, luoghi che diventano il loro mondo, nei quale il tempo scorre diversamente o, addirittura, si è fermato</p>
<blockquote>
<p style="font-weight: 400;">I Paesi più industrializzati si sono dimenticati degli ultimi, di tutti coloro (donne, bambini, uomini ed anziani) rinchiusi ingiustamente in terre di confine dove non vige alcuna giurisdizione ma dalle quali non si può fuggire. Questo articolo ricorda come si vive in due tra i più grandi campi profughi al mondo</p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Le guerre imperversano sulla Terra, i popoli non riescono a vivere in pace ed in serenità e ciò che ne consegue è di avere tantissime (troppe) persone continuamente in fuga da una realtà che non permette la libertà e la ricerca della serenità. Il fenomeno dei migranti non è esclusivo dei nostri tempi ma ci siamo abituati ad una narrazione politica che, invece, sembra trattarla come una piaga sociale contemporanea che va gestito a tutti i costi per avere il minore impatto sulle nostre vite.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Si fugge, invece, e lo si fa in massa: secondo l’organizzazione internazionale <a href="https://www.unhcr.org/it/">UNHCR</a> – Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – si sarebbe arrivati a circa 36,4 milioni di rifugiati nel Mondo.</p>
<figure id="attachment_2451" aria-describedby="caption-attachment-2451" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2451" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/profughi-mani-mappamondo-300x200.jpg" alt="due mani vicine a creare un mappamondo" width="300" height="200" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/profughi-mani-mappamondo-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/profughi-mani-mappamondo-1024x683.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/profughi-mani-mappamondo-768x512.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/profughi-mani-mappamondo.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2451" class="wp-caption-text">foto di stokpik da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Queste persone sono fuggite da situazioni di difficoltà, impossibilitati a far crescere i propri figli o di sopravvivere essi stessi.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Va, infatti, ricordato che ciò che spinge questi poveri e sfortunati esseri umani ad abbandonare le terre natie possono essere guerre o guerriglie (si contano circa 147.000 eventi di conflitto o scontro con almeno 167.800 vittime accertate nell’anno scorso) come anche calamità naturali.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">A fornire questi dati ci viene in aiuto il report annuale di <a href="https://acleddata.com/conflict-index/#downloads">ACLED Conflict Index 2024</a> che (a gennaio di quest’anno) ha stilato questi drammatici dati cercando di attirare l’attenzione su questo gigantesco problema che deve interessare tutti noi. Ciò che appare evidente da questo report è una situazione di continua violenza alla quale vanno anche sommati episodi di carestie legate, soprattutto, al surriscaldamento terrestre e alle calamità naturale ad esso connesse.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Possiamo iniziare da ciò che si è verificato, per esempio, in Somalia a partire dal 1991 con il colpo di stato al quale, nel corso degli anni, si è susseguita una situazione politica locale paralizzata da continui rimandi elettorali fino a portare il Paese somalo ad un’<em>impasse</em> vera e propria. Ci sono state ripetute carestie legate alla siccità che hanno costretto la popolazione a fuggire e trovare riparo proprio in un centro noto come Daadab. In questi Paesi la popolazione muore o fugge, è bene ricordarlo, per non incappare nell’errore di pensare che (per queste povere persone) sia stata una scelta presa a cuor leggero.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Proprio una situazione come questa ha portato ad una migrazione selvaggia conducendo questi migranti a diventare profughi nel centro di Daadab (in Kenya) che è uno dei centri profughi più grandi al mondo contando circa 400.000 profughi registrati. Da quella prima ondata ne sono succedute molte altre e quel campo profughi è ancora lì e sono passati 33 anni.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Esiste un campo profughi, se possibile ancora più difficile, etichettato come il più grande al mondo e che si trova in Bangladesh (il capo profughi di Cox’s Bazar); qui si vede al centro della migrazione un altro popolo drammaticamente perseguitato ovvero gli ex abitanti del Myanmar.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Ad oggi questo centro profughi dovrebbe essere arrivato ad ospitare 884.041 dei quali il 52% sono bambini e per la maggior parte appartenenti alla etnia dei Rohyngya ma non solo. La situazione in questi centri (nati, occorre ribadirlo, per proteggere temporaneamente queste persone in fuga) è drammatica e questi luoghi sono diventati quasi delle città stabili ma senza esserlo fino in fondo.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Si tratta di vere e proprie baraccopoli prive di legalità e che si basa su ciò che gli viene fornito dalle organizzazioni internazionali attive in quel territorio e nulla di più. In questi centri si può capire, in base alla tipologia abitativa, da quanto tempo si vive lì: piccole abitazioni di lamiera sono subentrate alle tende fatte di teli di plastica e pezzi di tela, si vive privi di porte e finestre e, quindi, anche di protezione.</p>
<figure id="attachment_2449" aria-describedby="caption-attachment-2449" style="width: 294px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2449" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/profughi-donna-disegnata-294x300.jpg" alt="donna in preghiera ed implorante aiuto" width="294" height="300" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/profughi-donna-disegnata-294x300.jpg 294w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/profughi-donna-disegnata-1004x1024.jpg 1004w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/profughi-donna-disegnata-768x783.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/profughi-donna-disegnata.jpg 1255w" sizes="(max-width: 294px) 100vw, 294px" /><figcaption id="caption-attachment-2449" class="wp-caption-text">foto di Edward Pye da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Ciò che turba i volontari che operano quotidianamente in questi luoghi è il costatare che i Paesi ricchi si siano dimenticati della loro esistenza, che li abbiano racchiusi in una zona lontana trasformandoli in una sorta di spettri.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">In realtà quali Cox’s Bazar, come anche a Daadab, regna la povertà e la fame che, quindi, sfocia nell’illegalità e sono molto frequenti le violenze fisiche (su minori e donne) oltre che i rapimenti degli stessi bambini.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Tutto questo va sommato ad una staticità infinita di queste persone che, nella maggior parte dei casi, sono inizialmente fuggite dalle loro terre d’origine con pochissimi viveri e che, ora, non hanno praticamente più nulla con sé nemmeno per poter cercare di andare via da questi centri profughi e dalla loro prigionia senza fine!</p>
<p style="font-weight: 400;">Proponiamo anche un articolo di approfondimento <a href="https://www.proposte-uils.it/un-vento-potrebbe-spazzare-via-la-legalita-dal-sudamerica/">Un vento potrebbe spazzare via la legalità dal Sudamerica</a> nella sezione di politica internazionale</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/la-vita-in-un-campo-profughi/">La  vita in un campo profughi</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/la-vita-in-un-campo-profughi/">La  vita in un campo profughi</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Un vento potrebbe spazzare via la legalità dal Sudamerica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2024 11:49:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[#politicainternazionale]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[elsalvador]]></category>
		<category><![CDATA[sudamerica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2024 si presenta come un anno fondamentale per delineare l’equilibrio geopolitico nel continente americano</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 2024 si presenta come un anno fondamentale per delineare l’equilibrio geopolitico nel continente americano e, in particolare, nel centro e nel sud America</p>
<blockquote>
<p style="font-weight: 400;">Il popolo sovrano è chiamato a votare in molti Paesi del centro e del sud America; elezioni che si presentano con una serie di incognite ed un clima generale molto teso. Milioni di cittadini e cittadine chiamati a scegliere ma, va detto, che in molti di questi Paesi la priorità è sopravvivere e – quindi- la democrazia non sembra essere il fattore decisivo per operare la scelta.</p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Gabriel García Márquez non molto tempo fa descrisse l’inizio e la fine della grande famiglia Buendía e del villaggio di Macondo; un mondo a metà tra realtà e finzione dove pulsava e traspirava la vera anima del Sudamerica. Ora, nel 2024, c’è un Sudamerica che spera in quel riscatto negato troppe volte sia nella vita vera che tra le righe dei romanzi. Infatti, quest’anno saranno inevitabili tanti cambiamenti tra i confini geografici del centro e del Sudamerica.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Milioni di cittadini e cittadine si apprestano a dare il proprio contributo democratico in uno spazio geografico che si estende dal Messico al Mar dei Caraibi fino ad arrivare all’entroterra del Brasile (in quest’ultimo caso con le elezioni comunali) e tutti questi risultati si intersecheranno alle elezioni del presidente USA di novembre.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Immaginando di attraversare questo immenso spazio continentale e seguendo le tornate elettorali, ci troveremmo ad iniziare dalla repubblica di El Salvador dove è stato eletto e confermato il presidente <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nayib_Bukele">Nayib Bukele</a>. Elezioni datate 4 febbraio 2024, molto discusse e divisive perché lo stesso Bukele si presenta come una personalità fortemente controversa; questi si era autodefinito, in un’intervista su un canale nazionale subito dopo il voto, come “il dittatore più cool del mondo” oltre che ad essere il primo presidente a legalizzare a livello nazionale le criptovalute. Si tratta di un uomo eccentrico che, in questo secondo mandato, non potrà che “implementare” il proprio personale potere.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Va ricordata (era il 2020) la sua azione militare compiuta contro il parlamento reo, a suo avviso, di aver mostrato una certa perplessità nei confronti di un prestito di 109 milioni di dollari (successivamente approvato); in conseguenza dell’utilizzo indiscriminato dell’esercito seguirono proteste di varie organizzazioni, tra le quali Amnesty International. La grande abilità di Bukele è stata quella, però, di combattere la criminalità organizzata mostrandosi – quasi &#8211; come un protettore del popolo oppresso. Ciò che lo ha reso famoso è stato attaccare senza mezze misure i cartelli della droga che imperversavano nel Paese al punto da redimerlo agli occhi dei suoi cittadini fino a far dimenticare gli atteggiamenti egemonici che lo avevano caratterizzato oltre a riportarlo alla vittoria con oltre 86% di voti alle scorse elezioni.</p>
<figure id="attachment_2396" aria-describedby="caption-attachment-2396" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2396" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/04/sudamerica-votazione-300x200.jpg" alt="Immagine stilizzata di una mano che inserisce tessera elettori in una urna" width="300" height="200" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/04/sudamerica-votazione-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/04/sudamerica-votazione-1024x683.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/04/sudamerica-votazione-768x512.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/04/sudamerica-votazione-1536x1024.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/04/sudamerica-votazione-2048x1366.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2396" class="wp-caption-text">foto di Element5Digital</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Il nostro viaggio è appena iniziato e, nel mese di maggio, vedrà le elezioni in altri due Paesi del centroamerica (Panama e Repubblica Dominicana): nel primo Paese si è ricandidato l’ex presidente Ricardo Martinelli &#8211; attualmente indagato per riciclaggio di denaro e con una richiesta di 12 anni di carcere da parte della procura nazionale &#8211; mentre l’attuale presidente dominicano Luis Abinader ha proposto la sua personale volontà a ricandidarsi (è in carica dal 2020). Tutte queste tornate elettorali sono certamente da monitorare ma spiccano le elezioni di giugno che vedranno coinvolto l’elettorato messicano. Nel grande Paese del centroamerica si sfideranno due donne (Claudia Sheinbaum e Xochtil Galvez) e, nonostante le posizioni politiche opposte, sembrano avere in comune il desiderio di non toccare le misure contro la povertà e di rimuovere gli aspetti penali legati all’aborto (su questo punto la Galvez – conservatrice – si oppone al proprio partito).</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Lasciando, per un attimo, le elezioni presidenziali volgiamo l’attenzione verso le elezioni comunali in Brasile che sono previste nel mese di ottobre: si voteranno i rappresentanti in circa 5000 comuni. Si tratta di elezioni importanti per sondare la tenuta del presidente Lula che sta vivendo un periodo non semplice nel tentativo di non perdere troppo territorio rispetto ai suoi oppositori e nostalgici dell’ex presidente <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jair_Bolsonaro">Bolsonaro</a>.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">In questo quadro incerto si deve inserire la nuova presidenza, in Argentina, di Javier Milei (per approfondimento articolo su <a href="https://www.proposte-uils.it/argentina-e-olanda-risultati-delle-votazioni-a-destra/">Argentina ed Olanda virano a destra con conseguenze potenzialmente drammatiche)</a> che sembra confermare l’atteggiamento più da showman che da leader politico e che ha mostrato più volte di volere istradare il proprio Paese verso l’intolleranza, con poca attenzione alle necessità reali degli argentini.</p>
<figure id="attachment_2395" aria-describedby="caption-attachment-2395" style="width: 199px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2395" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/04/sudamerica-mappa-fisica-199x300.jpg" alt="Immagine a colori della cartina del sudamerica" width="199" height="300" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/04/sudamerica-mappa-fisica-199x300.jpg 199w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/04/sudamerica-mappa-fisica-678x1024.jpg 678w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/04/sudamerica-mappa-fisica-768x1160.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/04/sudamerica-mappa-fisica-1017x1536.jpg 1017w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/04/sudamerica-mappa-fisica-1356x2048.jpg 1356w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/04/sudamerica-mappa-fisica-scaled.jpg 1696w" sizes="(max-width: 199px) 100vw, 199px" /><figcaption id="caption-attachment-2395" class="wp-caption-text">immagine da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Non va dimenticato che ancora oggi molti cittadini nel centro e nel Sudamerica combattono contro violenze, sfruttamento e povertà estrema e che il divario economico e sociale è ancora estremamente ampio in molti di questi Paesi, a mostrare un fallimento interno a livello politico. Va anche detto che le economie di questi Paesi molto spesso sono state condizionate da azioni statunitensi che, con il solo obiettivo di ridurre il potere politico a sinistra, hanno appoggiato politiche locali egemoniche e dittatoriali rendendo queste popolazioni sempre più abituate allo sfruttamento ed all’inuguaglianza.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">L’auspicio è quello di poter essere testimoni di un vero e proprio cambiamento in Sudamerica che possa riportare diritti perduti in un territorio che ha solo la colpa di essere stato a lungo sfruttato.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/un-vento-potrebbe-spazzare-via-la-legalita-dal-sudamerica/">Un vento potrebbe spazzare via la legalità dal Sudamerica</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/un-vento-potrebbe-spazzare-via-la-legalita-dal-sudamerica/">Un vento potrebbe spazzare via la legalità dal Sudamerica</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<item>
		<title>Argentina e Olanda virano a destra con conseguenze potenzialmente drammatiche</title>
		<link>https://www.proposte-uils.it/argentina-e-olanda-risultati-delle-votazioni-a-destra/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=argentina-e-olanda-risultati-delle-votazioni-a-destra</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jan 2024 15:41:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[#politicainternazionale]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
		<category><![CDATA[destra]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[olanda]]></category>
		<category><![CDATA[risultati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina di DimitriSvetsikas1969suPixabay  La destra sembra essere inarrestabile, un trend che si ripete</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="sdfootnote" align="justify"><span style="color: #191b26;"><span style="font-family: Open Sans, system-ui;"><span style="font-size: small;"><b>Immagine di copertina di DimitriSvetsikas1969suPixabay </b></span></span></span></p>
<p align="justify">La destra sembra essere inarrestabile, un <i>trend</i> che si ripete inesorabile a prescindere da quale sia la latitudine e la longitudine</p>
<blockquote>
<p align="justify">Gli ultimi risultati elettorali hanno condotto l’ennesima vittoria alla destra in due Paesi apparentemente agli antipodi. Olanda e Argentina scelgono i loro rappresentanti ed a preoccupare sono proprio le parole che i due leader hanno usato per presentare il loro programma di Governo e le loro idee</p>
</blockquote>
<p align="justify">Prepararsi al peggio sperando di sbagliare; questa sembra essere, ora, l’unica certezza. Già perché i risultati delle votazioni in Olanda e in Argentina &#8211; Paesi molto diversi uno dall’altro – sembrano far emergere una sola certezza:a vincere sono le destre! Poco importa se i rispettivi leader parlano in modo poco etico, ricalcando stereotipi e puntando il dito su un perenne nemico (interno o esterno in base al momento).</p>
<p align="justify">I due Popoli sovrani hanno scelto e ora ne subiremo le conseguenze, dirette o indirette. L’ago della bilancia politica mondiale sembra essere sempre più orientato verso destra, sia in versione populista che estremista.</p>
<p align="justify">Si tratta – a onor di cronaca &#8211; di due votazioni molto diverse tra loro dove il primo dato davvero allarmante è che i due Popoli differiscono moltissimo per reddito pro capite facendo pensare che, purtroppo, questa deriva più “viscerale” non dipenda esclusivamente dal benessere nazionale.</p>
<figure id="attachment_2235" aria-describedby="caption-attachment-2235" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2235" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/01/Argentina-Olanda-Amsterdam-300x200.jpg" alt="Visione al tramonto di Amsterdam" width="300" height="200" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/01/Argentina-Olanda-Amsterdam-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/01/Argentina-Olanda-Amsterdam-1024x684.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/01/Argentina-Olanda-Amsterdam-768x513.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/01/Argentina-Olanda-Amsterdam-1536x1026.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/01/Argentina-Olanda-Amsterdam-2048x1368.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2235" class="wp-caption-text">PiotrChrobotsuUnsplash</figcaption></figure>
<p align="justify">Nello specifico vediamo che in Olanda una riduzione di 0,3% del PIL congiunturale nel secondo trimestre ha spaventato i propri cittadini nonostante resti tra i Paesi con miglior tenore di vita in Europa – prendendo in esame percentuale di disoccupazione, retribuzione, welfare, aspettativa di vita ed infrastrutture – mentre in Argentina la situazione è, a tratti, drammatica registrando un’inflazione del 114% &#8211; lo scorso Giugno &#8211; con un rincaro sugli affitti del 90%, costringendo a ricorrere al baratto per le spese accessorie (esempio riparare la propria automobile) e una popolazione che ha temuto il crollo del peso (moneta locale).</p>
<p align="justify">Nello specifico vediamo che in Olanda a vincere è stato il <b>Partito per la Libertà – PVV &#8211;</b> di Geert Wilders che “veste il nero” dalle sfumature marcatamente razziste (si tratta, infatti, di un noto partito di ultra destra). Il Partito con il 23,5% di voti a favore, convertiti in 37 seggi, ha vinto le elezioni anticipate olandesi.</p>
<p align="justify">I più preoccupati di questo risultato sono gli europeisti poiché proprio Wilders ha più volte espresso il desiderio di uscire dalla Comunità Economica Europea e dalle sue regole che non aiutano, a suo dire, il proprio Popolo. Wilders e il suo Partito sono conosciuti per le frequenti dichiarazioni euroscettiche e hanno palesato in più di un’occasione il desiderio di “arginare”, anche nella terra dei tulipani, l’immigrazione.</p>
<p align="justify">A spingere il <b>PVV</b> verso la vittoria sono state un mix di situazioni senza precedenti, tra questi il massiccio arrivo di immigrati ucraini in fuga dalla guerra che ha aiutato &#8211; Wilders e il Partito &#8211; a far presa su un popolo abituato all’ordine ed al benessere.</p>
<figure id="attachment_2233" aria-describedby="caption-attachment-2233" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2233" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/01/Aragentina-Olanda-barriera-mani-300x200.jpg" alt="Due mani stringono una rete con dita attraverso essa in evidenza" width="300" height="200" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/01/Aragentina-Olanda-barriera-mani-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/01/Aragentina-Olanda-barriera-mani-1024x683.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/01/Aragentina-Olanda-barriera-mani-768x512.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/01/Aragentina-Olanda-barriera-mani-1536x1024.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/01/Aragentina-Olanda-barriera-mani-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2233" class="wp-caption-text">MitchelLensinksuUnsplash</figcaption></figure>
<p align="justify">Sempre la leva dell’immigrazione è stata abilmente strumentalizzata per mettere in rilievo una certa flessione a livello economico nella quale sembra versare il Popolo olandese e per enfatizzare il problema abitativo (anche in Olanda sembrerebbe esere avvertito il problema case)</p>
<p align="justify">“Restituiremo l’Olanda agli olandesi e fermeremo lo tsunami dell’immigrazione” queste le prime significative parole di Wilders in una nota emittente televisiva nazionale e ha concluso il discorso dicendo “non possiamo essere ignorati, governeremo”.</p>
<p align="justify">L’unica speranza per coloro che vorrebbero evitare un governo a trazione <b>PVV</b> è sperare che Wilders non riesca a diventare leader di una coalizione governativa; già perché da soli non hanno ancora i numeri necessari!</p>
<p align="justify">In Argentina, invece, stravince <b>La Libertad Avanza</b> che è il non plus ultra di formazioni di destra e ultra destra tutte accomunate da un libertarismo economico sfrenato. Il leader di questa coalizione, a forte stampo populista, è un uomo dai tratti a dir poco grotteschi; la vittoria di Javier Milei si è basata su una campagna elettorale dai toni davvero shoccanti che hanno bersagliato persino Papa Francesco.</p>
<p align="justify">Milei si è spinto molto più in là dei soliti comizi ed ha prospettato uno scenarioterrificante: abolizione della Banca Centrale, sostituzione del peso con il dollaro (ammiccando e non poco agli Stati Uniti), legalizzazione del traffico degli organi…</p>
<figure id="attachment_2234" aria-describedby="caption-attachment-2234" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-2234 size-medium" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/01/Argentina-Olanda-Casada-Rosada-300x200.jpg" alt="parte della casada rosada argentina" width="300" height="200" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/01/Argentina-Olanda-Casada-Rosada-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/01/Argentina-Olanda-Casada-Rosada-1024x683.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/01/Argentina-Olanda-Casada-Rosada-768x512.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/01/Argentina-Olanda-Casada-Rosada-1536x1024.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/01/Argentina-Olanda-Casada-Rosada-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2234" class="wp-caption-text">ParrishFreemansuUnsplash</figcaption></figure>
<p align="justify">L’insediamento alla <b>Casa Rosada</b> (dimora del Presidente argentino) riuscirà a rendere più istituzionale un personaggio che non è soltanto un economista liberista ma, soprattutto, un influencer? Chi ha seguito Milei negli ultimi due anni (nel 2021 nasce <b>La Libertad Avanza</b>) ha avuto modo di sentirgli dire frasi contro “la casta dei politici” definendoli con espressioni e parole a dir poco colorite, più da bar che da sede politica.</p>
<p align="justify">Entrambi questi schieramenti e i loro leader utilizzano, o hanno utilizzato, il linguaggio che sembra far presa negli ultimi anni: quello dove si cercano continuamente colpevoli e nel quale il “noi” deve sempre essere evidenziato!</p>
<p align="justify">Un linguaggio politico che esclude e che, come abbiamo potuto vedere in Italia come in altri Paesi, nn porta, in alcun modo, alla risoluzione dei problemi anzi ne crea di nuovi a partire dall’intolleranza e dalla violenza.</p>
<p align="justify">Olanda ed Argentina &#8211; con i loro risultati elettorali &#8211; lasciano, perciò, un senso di profondo smarrimento soprattutto perché vanno ad alimentare un fuoco che sembra divampare in lungo e in largo, fino a noi. Si tratta purtroppo del terribile fuoco dell’intolleranza, dell’odio e dell’arroccamento nei propri confini costi quel che costi. Sembra allontanarsi sempre più quel Mondo che molti auspicano dove, a regnare, ci siano diritti ed empatia.</p>
<p align="justify">Resta viva la speranza di poter vedere, molto presto, il vento cambiare ma per ora occorre mantenere l’attenzione molto alta per impedire con ogni mezzo possibile una deriva dei diritti umani.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/argentina-e-olanda-risultati-delle-votazioni-a-destra/">Argentina e Olanda virano a destra con conseguenze potenzialmente drammatiche</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/argentina-e-olanda-risultati-delle-votazioni-a-destra/">Argentina e Olanda virano a destra con conseguenze potenzialmente drammatiche</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>La questione Fukushima impone un pensiero sul nucleare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Oct 2023 10:48:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[#ambienteterritorio]]></category>
		<category><![CDATA[#centralenucleare]]></category>
		<category><![CDATA[#fukushima]]></category>
		<category><![CDATA[#giappone]]></category>
		<category><![CDATA[#nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[#politicainternazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mese scorso è partito il processo di bonifica del sito nucleare nipponico coinvolto nello</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il mese scorso è partito il processo di bonifica del sito nucleare nipponico coinvolto nello tsunami del 2011. A più di dieci anni dall’evento sismico e dalle conseguenze sulla centrale di Fukushima si continua a trattare la questione spigolosa delle scorie radioattive e delle procedure necessarie per smantellare completamente la centrale.</span></h2>
<blockquote>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">È iniziato il processo di svuotamento della centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi, cosa accade a livello ambientale e politico</span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Lo scorso 24 Agosto 2023 è ufficialmente iniziato il processo di sversamento nell’Oceano Pacifico giapponese delle acque reflue della centrale di Fukushima Dai-ichi per permettere il completo smantellamento della centrale nucleare lesionata e “inutilizzata” dal tragico evento sismico che la coinvolse.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ciò che si è concretizzato è solo la prima fase di uno<em> step</em> di svuotamento e sversamento delle acque di raffreddamento che vede la Cina e la Corea del Sud fermamente contrarie, da un lato, in opposizione ai Paesi ONU apparentemente più solidali alle decisioni giapponesi, dall’altro.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il processo in questione prevede il rilascio, nelle acque del nord-est del Giappone, degli scarti reflui di raffreddamento della centrale nucleare di Fukushima ormai inattiva dalla data del terribile maremoto che ne ha compromesso il funzionamento. </span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">A livello tecnico è previsto un rilascio di un massimo di 500.000 litri al giorno di acqua contaminata in mare per i prossimi 30 anni circa immessa da un condotto sottomarino ad un Km circa di lontananza dalle coste. Si tratterebbe di acque precedente pompate e filtrate da un apposito meccanismo (in gergo tecnico denominato ALPS, acronimo di Advanced Liquid Processing System) che ha il compito di filtrare le acque contaminate e far sì che le stesse non siano più nocive per l’ambiente e, quindi, per l’uomo.</span></p>
<p align="justify"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2110 alignleft" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/10/fukushima-radiazioni-simbolo-300x300.jpg" alt="Simbolo pericolo contaminazione nucleare" width="300" height="300" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/10/fukushima-radiazioni-simbolo-300x300.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/10/fukushima-radiazioni-simbolo-1024x1024.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/10/fukushima-radiazioni-simbolo-150x150.jpg 150w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/10/fukushima-radiazioni-simbolo-768x768.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/10/fukushima-radiazioni-simbolo.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Attraverso tale processo depurativo, aiutato da una serie di specifiche reazioni chimiche, si è riusciti a eliminare 62 radionuclidi dalle acque contaminate ma la questione spinosa toccherebbe un unico elemento che non si riesce ad eliminare del tutto ma solo a ridurre: il trizio. Proprio il trizio (idrogeno-3), infatti, continuerebbe ad essere presente nelle acque depurate e pronte ad essere versate nel mare. Sia il governo nipponico che l’organismo di controllo preposto dell’ONU (Agenzia Internazionale per l’ Energia Atomica &#8211; AIEA) sembrano stabilire che la concentrazione dello stesso è ben al di sotto la soglia critica per la natura e per l’uomo: 1500 Bq/L (becquerel per litro) rispetto ai 60000 Bq/L consentiti dalla normativa giapponese. Aggiungendo che si tratta di valori ben più bassi rispetto agli sversamenti in mare attualmente in atto da tutte le centrali nucleari costiere attive (comprese quelle cinesi). </span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify">Questo tuttavia non ha vietato l&#8217;insorgere di una controversia tra Pechino e Tokyo con la prima che ha vietato l&#8217;ingresso di prodotti ittici dal Giappone con conseguenze economiche significative oltre che un rimbalzo di accuse tra i due Paesi orientali che sembra non volersi esaurire con questa procedura.</p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La centrale nucleare di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fukushima">Fukushima</a> fu coinvolta in una esplosione (11 Marzo 2011) che ne ha irrimediabilmente compromesso la funzionalità meccanica costringendo il governo giapponese a fermare immediatamente il sito nucleare stesso. </span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">L’episodio alla centrale nucleare di Fukushima fu talmente tanto rilevante da essere classificato come di livello 7 (il più alto nella scala di pericolosità), avvenne alle ore 14:46, a circa 29 Km di profondità con epicentro nell’Oceano Pacifico, a circa 72 Km dalle coste della penisola di Oshika della regione di T<span style="color: #000000;">ō</span><span style="color: #000000;">hoku </span><span style="color: #000000;">ed è considerato il quarto evento sismico più forte a livello mondiale con metodi moderni dal 1900.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="color: #000000;">La potenza di deflagrazione di questa scossa, durata ben 6 minuti, </span><span style="color: #000000;">provocò un movimento sismico di scuotimento di 9 punti nella scala Mercalli sulla terra ferma adiacente e</span> <span style="color: #000000;">n</span><span style="color: #000000;">ei due giorni successivi (12 e 13 Marzo) si verificarono altre scosse sismiche con valori </span><span style="color: #000000;">compresi tra i 6 e 7,4 di magnitudo.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Dal punto di vista tecnico, la centrale di Fukushima fu “addormentata” ma come ogni centrale di questa natura non si può mai realmente spegnere del tutto; il nocciolo radioattivo che alimenta l’intera struttura deve essere continuamente refrigerato per impedirne la fissione e la successiva esplosione.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Proprio il continuo bisogno di acqua a basse temperature ha fatto sì che negli ultimi anni i silos di stoccaggio dell’acqua refrigerante si ponessero come ulteriore problema: dove smaltire suddetta acqua in eccesso? Per capire di cosa si sta parlando occorre dare alcune cifre: si parla di un totale di circa un milione di acqua trattata (quest’ultima è una miscela di acqua meccanicamente immessa e acqua piovana convogliata <em>ad hoc</em>), pari a circa 540 piscine olimpioniche scaricate nell’Oceano Pacifico nei prossimi 30 anni.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il governo giapponese ha già tenuto a precisare che la procedura sarà controllata a livello capillare in modo da essere meno impattante possibile nei confronti dell’ambiente. Il primo ministro Fumio Kishida ha, infatti, spiegato che sono state messe in atto tutte le precauzioni del caso per non contaminare le acque territoriali nazionali ma Greenpeace Giappone<span style="color: #ff0000;"> [1]</span> e le associazioni ittiche giapponesi sono fermamente contrarie sia per le ripercussioni ambientali che di immagine che ne conseguiranno. Entrambi hanno sollevato molti dubbi sull’effettivo pompaggio e filtraggio di tutta l’acqua che dovrà essere immessa nell’Oceano.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Siamo solo all’inizio di una “diatriba” tra potenze economiche asiatiche che è destinata purtroppo a persistere nei prossimi mesi e anni; l’unica cosa certa sembra essere che tra Giappone e Cina la questione dello sversamento di Fukushima potrebbe determinare altre scelte economiche e politiche significative. </span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Resta una domanda da posi: in tutto ciò la questione ambientale è davvero il focus? Quando si smetterà di utilizzare queste procedure e ci si indirizzerà finalmente verso un discorso di energia pulita e sostenibile?</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #ff0000;">[1] https://greenreport.it/news/energia/a-12-anni-dal-disastro-nucleare-di-fukusmina-daichi-la-dismissione-della-centrale-e-al-palo/</span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/la-questione-fukushima-impone-un-pensiero-sul-nucleare/">La questione Fukushima impone un pensiero sul nucleare</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/la-questione-fukushima-impone-un-pensiero-sul-nucleare/">La questione Fukushima impone un pensiero sul nucleare</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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