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	<title>viaggio - Proposte-UILS</title>
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		<title>Imponderabilità della vita, narcisismo e noir nel romanzo del medico Massimo L’Andolina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jan 2024 08:31:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[#narcisismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un professionista di grande esperienza ha indossato le vesti di autore senza dismettere il camice</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong><em><span style="font-size: 14pt;">Un professionista di grande esperienza ha indossato le vesti di autore senza dismettere il camice </span></em></strong></p>
<p><strong><em><span style="font-size: 14pt;">Il suo primo romanzo intitolato “Viaggio a Leningrado” narra la storia di un narcisista patologico atipico</span></em></strong></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Massimo L’Andolina è un medico chirurgo assai stimato presso l’Ospedale di Tropea dove gestisce da anni l’ambulatorio di Reumatologia che rappresenta un punto di eccellenza della sanità calabrese. Nato a Parghelia, piccolo Comune della provincia di Vibo Valentia posto sul Tirreno, ha compiuto gli studi medici presso l’Università di Pavia specializzandosi poi in Neurologia presso l’Università “Magna Grecia” di Catanzaro. Egli, dopo essersi cimentato nella realizzazione di commedie in vernacolo ambientate nel passato rurale della Calabria e di un dramma sulla Passione di Cristo, ha pubblicato quest’anno l’opera “Viaggio a Leningrado” per i tipi della Protos Edizioni. Ho deciso di intervistarlo per comprendere meglio l’esigenza artistica che lo ha ispirato per la realizzazione di questo libro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Egregio Dott. L’Andolina, il suo romanzo è un noir, ma l’atmosfera del racconto si richiama espressamente alla letteratura mitteleuropea e russa. Inoltre, il protagonista è quello che le cronache odierne identificano come “narcisista patologico”, tuttavia lo è in maniera atipica. Qual è la chiave di lettura di questo romanzo?</strong><br />
<span style="font-size: 14pt;">M.L.A.: <em>La chiave di lettura del racconto “Viaggio a Leningrado” non deve essere ricercata in unica espressione psico-letteraria. Il racconto insiste su diversi aspetti, alcuni drammaticamente attuali, riconducibili magari ad una sola chiave di lettura che potrebbe essere intesa come l’imprevedibilità della vita ma soprattutto del comportamento umano in funzione ai molteplici stimoli, positivi e negativi che la vita ci riserva e che hanno un impatto spesso imprevedibile sulla nostra personalità. Nella fattispecie, la violenza, la sofferenza, l’amore, la musica determinano effetti diversi sui </em></span><em><span style="font-size: 14pt;">diversi personaggi che rispondono a quei stimoli in base alla loro struttura psico-culturale.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Il tema del narcisismo patologico è oggi associato anche a pratiche di violenza maschile nei confronti del genere femminile. Al contrario il protagonista del romanzo non è violento e sembra convinto della bontà del proprio comportamento. Qual è la relazione tra realtà e finzione in questo romanzo?</strong><br />
<span style="font-size: 14pt;">M.L.A.: <em>C’è da precisare che spesso il narcisista appare come una persona assolutamente normale e di successo e che le sfumature che possono tradirlo non sono comprensibili a tutti e subito evidenziabili. Il personaggio chiave del romanzo è Saverio che appare quasi sin da subito come un personaggio insolito; incostante, superficiale che tradisce per un attimo la totale mancanza di empatia nei confronti di Alicia proprio nel momento in cui Alicia stessa gli confessa il vero motivo della sua insanabile sofferenza. Alicia avverte subito la distanza di Saverio dal suo dolore ma lui immediatamente la convince del contrario rifugiandosi nella menzogna. Il narcisismo si può manifestare con molteplici sfaccettature che vanno dalla autostima fisiologica (sano narcisismo) e alla ipersensibilità, al masochismo, al sadismo, nella totale assenza di empatia, e quindi alla violenza verso gli altri e se stessi in un contorno di autostima ipertrofica. In pratica nello stesso soggetto il narcisismo patologico si può manifestare con due personalità tra loro diverse ognuna delle quali può prendere il sopravvento sulla base di processi stimolatori; emozioni, stress, traumi o anche sull’ auto-convincimento di non essere considerato dagli altri quanto vale e quindi vittima di denigrazioni o svalutazioni delle proprie qualità superiori oppure vengono vissuti con risvolti fortemente drammatici soprattutto in soggetti con personalità paranoica o schizoide. Da sottolineare che in alcuni soggetti l’egocentrismo e il bisogno di essere continuamente elogiati o ammirati sfocia in atteggiamenti autoesaltanti e marcatamente sessualizzati. Quindi la relazione tra realtà e finzione in questo romanzo è la malattia.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: La vicenda è ambientata in una cornice storica di metaforico “crollo” rappresentato dal contrasto tra la fine del socialismo reale e la serenità di Tropea. D’altra parte vi è la stimolazione uditiva data dalle opere musicali citate. Quali sono le esigenze artistiche o autobiografiche che hanno ispirato questo romanzo?<br />
</strong><span style="font-size: 14pt;">M.L.A.: <em>Credo che in realtà di crolli ce ne siano diversi che hanno in comune come dicevo prima l’imprevedibilità della vita o se preferisce della Storia della vita degli uomini intesa come singoli o come pluralità. La caduta del comunismo scientifico che ha interessato il mondo intero; il dramma vissuto da Alicia, tradita da un suo amico, quello vissuto da Saverio nascosto anche a se stesso e infine le poche certezze di Nadia drammaticamente svanite. Di autobiografico in “sensu scricto” c’è poco, c’è molto invece dell’amore verso la Storia e la Letteratura russa e verso la Musica. Musica che forse e la vera e silenziosa protagonista del romanzo che in modo diverso traccia e determina, nel bene e nel male il destino di tutti e tre i personaggi.</em><br />
</span><br />
<strong>M.G.: Quali sono secondo lei gli ostacoli che incontra oggi uno scrittore emergente, talentuoso e portatore di contenuti originali nell’ottenere il meritato riconoscimento o nell’affermarsi nel mercato?<br />
</strong> <em><span style="font-size: 14pt;">M.L.A.: Gli ostacoli sono diversi e molteplici. In primis la triste realtà data dal fatto che purtroppo l’Italia è un Paese che legge poco e questo pregiudica anche le scelte delle case editrici che trovano difficoltà a pubblicare gli scritti di un illustre sconosciuto quale io sono. Un altro ostacolo è l’autopubblicazione. La casa editrice pubblica se tu paghi. In questo “tranello” c’è cascato anche Ippolito Nievo e questo può essere consolante ma, a mio avviso, è una condizione umiliante e deprimente. Infine le scelte di molte case editrici che spesso puntano su pubblicazioni di personaggi famosi in altri settori dell’Arte, molti dei quali si rivelano poi dei flop e che comunque non danno nessun contributo alla Letteratura.</span></em></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/imponderabilita-della-vita-narcisismo-e-noir-nel-romanzo-del-medico-massimo-landolina/">Imponderabilità della vita, narcisismo e noir nel romanzo del medico Massimo L’Andolina</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/imponderabilita-della-vita-narcisismo-e-noir-nel-romanzo-del-medico-massimo-landolina/">Imponderabilità della vita, narcisismo e noir nel romanzo del medico Massimo L’Andolina</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Diastasi addominale, cosa vuol dire avere una patologia grave ma “non urgente”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Nov 2023 08:56:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inchiesta Sanità Pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[addominale]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione]]></category>
		<category><![CDATA[da vinci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La trafila per risolvere un problema di salute cronico legato alla gravidanza si conclude in</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong><em><span style="font-size: 14pt;">La trafila per risolvere un problema di salute cronico legato alla gravidanza si conclude in una clinica privata di Torino facendo uso di un’assicurazione</span></em></strong></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Chiara è una donna di 34 anni, madre di due figli e residente in provincia di Perugia.<br />
A causa della doppia maternità oggi soffre per una particolare patologia &#8211; la diastasi addominale -, con una serie di disturbi legati alla sua malattia.<br />
La sua vita di prima era quella tipica di una giovane donna: frequentava una palestra e faceva tanti sport.  Ha deciso di sottoporsi ad un’operazione chirurgica risolutiva ma le cose non sono così semplici. Anzitutto la lista d’attesa per un intervento in laparoscopia è molto lunga perché per il Sistema Sanitario Nazionale esso ha uno scopo prevalentemente estetico. La donna ha deciso allora di affidarsi a una clinica privata torinese utilizzando un’assicurazione stipulata col proprio datore di lavoro per effettuare un intervento equivalente.  Il prezzo complessivo dell’intervento è di 8.500 euro, ma non c’è certezza sul rimborso da parte dell’assicurazione.<br />
La intervisto poco prima della partenza per Torino.</p>
<p><strong>M.G.</strong>: <strong>Ciao Chiara anzitutto cos’è la diastasi addominale?<br />
</strong>C.G.: <em><span style="font-size: 14pt;">La diastasi è la separazione delle fasce addominali che può far seguito a una gravidanza. Dal momento che la pancia cresce, le fasce si separano. Di norma si rimettono in posizione una volta terminata la gravidanza, ma vi è una percentuale di donne in cui questo riassestamento non avviene e quindi rimane questa separazione a volte anche con fuoriuscita di ernie. Io ho una separazione di ben sei centimetri!</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Questo può poi portare diverse problematiche che vanno dal gonfiore addominale dopo i pasti, incontinenza, dolori alla schiena per cattivo utilizzo dei muscoli addominali, e anche altri problemi connessi al pavimento pelvico. Infatti, quello che viene a diminuire è la capacità della parte addominale a fare forza e trattenere le viscere interne.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Oltre a tutto questo, nel mio caso c’è anche un problema estetico non secondario, dal momento che sono sempre stata una persona molto attenta alla mia forma fisica.</span><br />
</em><br />
<strong>M.G.: Qual è la differenza tra laparoscopia ed altre tecniche?<br />
</strong>C.G.: <span style="font-size: 14pt;"><em>Devo premettere che la scelta di fare questo intervento non è stata fatta a cuor leggero e  ho dovuto soppesare i pro e i contro delle tecniche esistenti. Ve ne sono tre,  molto diverse tra loro, che vanno dalla più alla meno invasiva.<br />
Lo standard che viene utilizzato negli Ospedali è l’addominoplastica, che consiste in un taglio a “cielo aperto” del basso ventre per andare a richiudere le fasce addominali. Si tratta di un’operazione importante che prevede un lungo decorso post-operatorio.<br />
L’intervento viene effettuato anche in laparoscopia, il che permette di evitare la maggior parte dei problemi grazie all’esecuzione di piccole incisioni. In tal modo si riducono sensibilmente i rischi e il recupero post-operatorio ma i tempi di attesa in Ospedale sono molto lunghi, nell’ordine di anni.<br />
Infine, ho scoperto e contattato un medico che per questo tipo di intervento utilizza una tecnica innovativa con un robot di ultima generazione chiamato “Da Vinci”. Utilizzando questo strumento l’intervento è poco invasivo, sicuro, senza drenaggi né altro. Oggi un robot di questo tipo si trova all’Ospedale Santi Paolo e Carlo di Milano, ma a causa degli elevati costi di gestione viene utilizzato solo per alcune gravi patologie e comunque prevede una lunga lista d’attesa. Un altro macchinario “Da Vinci” è posseduto da un medico privato specializzato in diastasi addominale il quale mi ha chiesto 42.000 euro per operarmi, una somma per me irraggiungibile. </em></span><br />
<strong><br />
M.G.: Come hai deciso di procedere?<br />
</strong>C.G<em>.: <span style="font-size: 14pt;">Sempre su internet ho trovato un altro medico, stavolta torinese, che usava una tecnica chiamata riparazione endoscopica pre-aponeurotica (R.E.P.A). </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Chi non presenta particolari condizioni ostative può procedere con questa tecnica che  come la laparoscopia prevede l’esecuzione di tre fori e il lavoro viene eseguito sulla parte superiore dell’addome tra la pelle e il muscolo. I vantaggi di questa tecnica sono una maggior sicurezza di buona riuscita dell’intervento senza complicazioni con un recupero post-operatorio più rapido della laparoscopia. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il problema è che questo intervento viene eseguito solo privatamente dal medico in una struttura privata al costo di 8.500 euro.</span></em></p>
<p><strong>M.G.: E qui entra in gioco l’assicurazione privata.</strong><br />
C.G.: <span style="font-size: 14pt;"><em>Così dovrebbe essere…Pago annualmente una somma al mio datore di lavoro per un’assicurazione medica privata.  Così ho pensato di utilizzarla, tuttavia, ci sono altri problemi, il primo è che il contratto assicurativo scade a dicembre di quest’anno e non è chiaro come verranno gestite le pratiche pendenti; il secondo è che la compagnia assicuratrice dovrà svolgere un’istruttoria approfondita sul mio caso e accertare che l’intervento ha una finalità risolutiva delle patologie sopra elencate e non prevalentemente estetica. Di fatto rischio di pagare tutto.</em></span></p>
<p><strong>M.G.: In conclusione, cosa pensi del fatto che sia così complicato intervenire su una diastasi addominale in laparoscopia per una donna dopo la gravidanza?<br />
</strong>C.G.: <em><span style="font-size: 14pt;">Mi sento molto delusa in qualità di donna madre e lavoratrice.  La mia scelta di risolvere un problema che si trascina ormai da anni ed è diventato debilitante ha avuto come prima conseguenza una grande perdita di tempo in termini di esami e visite, spesso a pagamento.  In secondo luogo dovrò spendere una somma importante per l’intervento con il rischio di non rientrare nei parametri dell’assicurazione per essere rimborsata. Spero solo di essere fortunata e di ricevere il rimborso. </span> <strong><br />
</strong></em><strong><br />
</strong>Mattia Genovesi</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/diastasi-addominale-cosa-vuol-dire-avere-una-patologia-grave-ma-non-urgente/">Diastasi addominale, cosa vuol dire avere una patologia grave ma “non urgente”</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/diastasi-addominale-cosa-vuol-dire-avere-una-patologia-grave-ma-non-urgente/">Diastasi addominale, cosa vuol dire avere una patologia grave ma “non urgente”</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Il Provinciale, l’Italia raccontata da Federico Quaranta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Teresa Giannini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Nov 2021 21:06:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[documentario]]></category>
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		<category><![CDATA[geografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Iniziata la stagione 2021-2022 de Il Provinciale: serie documentaristica in onda ogni sabato alle ore</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Iniziata la stagione 2021-2022 de <em>Il Provinciale</em>: serie documentaristica in onda ogni sabato alle ore 14.00 su Rai2 (e visibile anche in streaming su RaiPlay).</strong></p>
<hr />
<p><strong>Federico Quaranta</strong> – autore, conduttore televisivo e radiofonico classe ’67, noto soprattutto per le collaborazioni con <em>Linea verde</em> – si imbarca in una spedizione alla scoperta delle province italiane, portando con sé il fidato amico a quattro zampe: Kumash.</p>
<p>Il programma – firmato da <strong>Giuseppe Bosin, </strong>autore e sceneggiatore de <em>La prova del cuoco</em> – ha guadagnato un certo <em>audience</em> grazie al taglio storico-scientifico e alla qualità dei contenuti audiovideo. Riprese di luoghi mozzafiato, spesso sconosciuti al grande pubblico, seguono approfondimenti naturalistici alternati a momenti di puro racconto; la narrazione, comunque incentrata sulle particolarità fisiche del territorio, lascia spazio anche alle voci degli abitanti e ai focus su tradizione e gastronomia. Aggiungono spessore gli interventi di<strong> Mia Canestrini</strong> – zoologa specializzata in <em>Conservazione della Biodiversità animale</em>.</p>
<p>La <a href="https://www.raiplay.it/programmi/ilprovinciale">prima edizione</a> si è conclusa con 24 episodi – tutti al di sotto dei 60 minuti – che hanno svelato l’Italia degli eremi e delle architetture rurali, ma anche dei fiumi minori e delle montagne più ignote, dei pastori e dei contadini. La Gallura, la Lucania, la Costiera Amalfitana, l’Aspromonte, i Monti della Luna, il Matese, la Valle del Tronto sono solo alcune delle mete toccate dal duo Federico-Kumash nell’anno precedente; ad inaugurare questa stagione, un episodio all’insegna del mare, con protagonista l’isola di Ischia.</p>
<p>© RIPRODUZIONE RISERVATA</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/il-provinciale-federico-quaranta/">Il Provinciale, l’Italia raccontata da Federico Quaranta</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/il-provinciale-federico-quaranta/">Il Provinciale, l’Italia raccontata da Federico Quaranta</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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