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	<title>violenza - Proposte-UILS</title>
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	<description>I nostri articoli vi tengono aggiornati</description>
	<lastBuildDate>Mon, 18 Nov 2024 17:15:48 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La barbarica pratica dell&#8217;infibulazione mentre il Mondo tace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 17:15:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inchiesta violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[infibulazione]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’infibulazione è una delle pratiche più barbariche tutt’ora in atto in molti Paesi del Mondo</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’infibulazione è una delle pratiche più barbariche tutt’ora in atto in molti Paesi del Mondo ma noi occidentali continuiamo a voltarci dall’altra parte</p>
<blockquote>
<p style="font-weight: 400;">I nostri Governi, sempre attenti e sensibili nei riguardi dei diritti umani, sembrano essersi dimenticati delle circa 200 milioni di vittime di infibulazione tutt’ora esistenti nel Mondo. Il motivo principale sembra essere che, nella maggior parte dei casi, si tratterebbe di culture del Terzo Mondo nelle quali si evita di intromettersi per menefreghismo o per interessi economici</p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">L’enciclopedia Treccani descrive l’infibulazione come “<em>Mutilazione genitale femminile praticata da alcuni popoli africani e asiatici allo scopo di impedire alle ragazze rapporti sessuali. Consiste nella escissione parziale o totale dei genitali esterni, dopo la quale i due lati della vulva vengono cuciti con una sutura o con spine in modo che vi sia una restrizione del diametro dell’ostio vulvare; viene lasciato solo un piccolo orifizio che permette la fuoriuscita del flusso dell’urina e del sangue mestruale. […]</em>”. La descrizione di questa pratica non può non far riflettere e la sua nomenclatura ha origini relativamente recenti; infatti, il nome infibulazione deriva da una definizione originata dalla <strong>III Conferenza del Comitato interafricano sulle pratiche tradizionali rilevanti per la salute di donne e bambine/i</strong> (Iac nell&#8217;acronimo inglese, Ci-Af in quello francese) a tutte quelle pratiche tradizionali in cui si ha l&#8217;asportazione e/o l&#8217;alterazione di una parte dell&#8217;apparato genitale esterno della donna.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-2577 alignleft" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/11/infibulazione-bambina-cartoncino-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/11/infibulazione-bambina-cartoncino-300x199.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/11/infibulazione-bambina-cartoncino-1024x681.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/11/infibulazione-bambina-cartoncino-768x510.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/11/infibulazione-bambina-cartoncino-1536x1021.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/11/infibulazione-bambina-cartoncino-2048x1361.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La stessa nomenclatura <strong>FGM/C</strong> (acronimo di <strong>Female Genital Mutilation/Cutting</strong>) non viene, tutt’oggi, accettata &#8211; perché troppo negativo nella sua classificazione &#8211; dagli stessi popoli che la praticano. Proprio questa differenza prospettica è alla base della prima grande incomprensione su questo tema e, ovviamente, sulla sua cessazione: fino a quando i popoli che la praticano continueranno a percepirla come qualcosa non del tutto negativo, allora non si potrà sperare di debellarne la realizzazione.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Una classificazione più dettagliata ci viene presentata dalla <a href="http://://dirittiumani.donne.aidos.it/bibl_1_temi/g_indice_per_temi/mutilaz_genitali_femm/a_aspetti_antropologici/e_antropol_mfg_pasquinelli.html"><strong>AIDOS</strong></a>, <strong>Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo </strong>attraverso un report realizzato da Carla Pasquinelli, in <strong><em>Antropologia delle mutilazioni dei genitali femminili</em></strong>, che analizza l’origine e la differenziazione interna di questa procedura. Pasquinelli la classifica in quattro tipologie con livello crescente di invasività. La scelta dell’una o dell’altra pratica dipende esclusivamente. dal contesto culturale nel quale viene applicata. Citiamo le definizioni della stessa dott.ssa Pasquinelli:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>il I tipo consiste nel recidere il prepuzio o nella asportazione parziale o totale della clitoride (clitoridectomia). Questa pratica prende il nome tradizionale di <em>Sunna</em>;</li>
<li>il II tipo, o <strong>escissione</strong>, consiste nel recidere il prepuzio e nell&#8217;asportazione, oltre che della clitoride, di parte o di tutte le piccole labbra;</li>
<li>il III tipo, cioè l&#8217;<strong>infibulazione </strong>o<strong>circoncisione faraonica</strong>, è la forma di intervento più cruenta e consiste nell&#8217;escissione della clitoride e nell&#8217;asportazione delle piccole labbra e anche &#8211; soprattutto in passato, ma in area rurale ancora oggi — dell&#8217;asportazione parziale o totale delle grandi labbra e nella successiva cucitura dell&#8217;apertura vaginale ridotta a un piccolo pertugio — non più grande di un chicco di riso o di miglio — per permettere la fuoriuscita dell&#8217;urina e del sangue mestruale;</li>
<li>il IV tipo include tutta una serie di procedure che vanno dal trafiggere o punzecchiare lievemente la clitoride in modo da farne uscire alcune gocce di sangue a tutta una ampia casistica di manipolazioni che variano molto da una etnia all&#8217;altra &#8211; allungamento della clitoride o delle labbra, cauterizzazione della clitoride, taglio della vagina (<em>gishiri</em>), introduzione in vagina di sostanze corrosive per restringerla o renderla asciutta.</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Lo scenario che ne deriva è un corpo menomato. A ciò si deve aggiungere che queste procedure vengono attuate su bambine e vengono tutte realizzate senza l’uso di anestetici e, troppo spesso, in condizioni igienico-sanitarie insufficienti. Ne derivano frequenti infezioni (più e meno gravi) senza contare il danno emotivo che queste giovanissime donne hanno subìto.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2578 alignright" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/11/donna-africana-infibulazione-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/11/donna-africana-infibulazione-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/11/donna-africana-infibulazione-1024x683.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/11/donna-africana-infibulazione-768x512.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/11/donna-africana-infibulazione-1536x1024.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/11/donna-africana-infibulazione-2048x1366.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Un’analisi molto dettagliata, realizzata da <strong><a href="https://www.actionaid.it/informati/notizie/mutilazioni-genitali-femminili-africa">Actionaid</a>,</strong> parla di più di 200 milioni di bambine nel Mondo afflitte da queste pratiche crudeli e pericolose. La percentuale di realizzazione si concentra principalmente in 10 Paesi: Somalia, 98%; Guinea, 97%; Gibuti, 93%; Sierra Leone, 90%; Mali, 89%; Egitto, 87%; Sudan, 87%; Eritrea, 83%; Burkina Faso, 76%; Gambia, 75%. Leggendo queste cifre – che appaiono molto alte &#8211; spiccano alcuni Paesi su altri: oltre ad esserci alcuni nomi che non ci sorprende leggere (perché consideriamo arretrati dal punto di vista dei diritti umanitari e per i quali abbiamo un pregiudizio naturale), salta all’occhio l’Egitto con la sua percentuale di 87% di mutilazioni genitali femminili che, invece, risulta essere – ad oggi – uno dei partner commerciali più importanti dell’Europa.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Mentre ONG come <strong>Actionaid</strong> propongo la campagna di sensibilizzazione culturale locale e supporto psicologico con il progetto (tra gli altri) di <strong><em>Fight for Women</em></strong>; i nostri Governi tacciono e continuano a mettere al centro gli interessi economici dimenticando i diritti umanitari.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Sicuramente dobbiamo e possiamo fare molto di più. Dopotutto quelle bambine potrebbero essere nostre figlie e sorelle e, magari, in questa prospettiva il loro dolore potrebbe assumere – finalmente &#8211; un valore più collettivo.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/la-barbarica-pratica-dellinfibulazione-mentre-il-mondo-tace/">La barbarica pratica dell’infibulazione mentre il Mondo tace</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/la-barbarica-pratica-dellinfibulazione-mentre-il-mondo-tace/">La barbarica pratica dell&#8217;infibulazione mentre il Mondo tace</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Se un minore chiede aiuto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2024 18:29:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inchiesta violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[onlus]]></category>
		<category><![CDATA[telefonoazzurro]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Troppi minori subiscono violenze fisiche e psicologiche ma al loro fianco troviamo Telefono Azzurro ed</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Troppi minori subiscono violenze fisiche e psicologiche ma al loro fianco troviamo Telefono Azzurro ed Emergenza Infanzia pronti a supportarli</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Scoprire, aiutare, curare i minori che hanno subito una qualche forma di violenza è sempre molto difficile, ci si trova davanti a esserini inermi con addosso paura e un grosso carico di dolore; anche i dati non risultano affatto rincuoranti. Va detto che non sono soli e con questo articolo ne presentiamo alcuni tra tanti</p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Parlare di violenza è sempre un tema estremamente delicato; se da una parte c’è quel desiderio di curiosare, di “spiare” (in termini orwelliani) ciò che ha fatto il bruto, il mostro di turno che – da sempre – ha la capacità immaginifica di attrarre e repellere allo stesso tempo, dall’altro lato della narrazione, si trova la vittima e può capitare si stratti di qualcuno molto giovane.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La sensibilità in merito alle tematiche di violenza e, soprattutto, di quella sui minori non manca nel nostro Paese ma non basta ad arginare una vera e propria piaga che sta corrompendo la nostra società che, o non è capace di risolvere il problema a monte, oppure non crede che si tratti di una priorità. Premettendo che non si può assolutamente immaginare che questa seconda ipotesi possa stare in piedi,  occorre cercare capire cosa può spingere un adulto a perpetrare una violenza (nel 2024) contro un minorenne (in alcuni casi si tratta di vittime molto piccole).</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Per cercare di intervenire in modo tempestivo si è attivato il numero di <strong>Emergenza Infanzia</strong> che risponde a qualsiasi richiesta di aiuto o supporto semplicemente digitando il 114. Questo servizio permette a chiunque di entrare in contatto con un operatore e ha lo scopo di supportare psicologicamente chi ha telefonato e che, verosimilmente, si trova in difficoltà – questo almeno in prima battuta &#8211; e allo stesso tempo si preoccupa di attivare un complesso ed efficiente sistema di controllo creando una sorta di “alert” che andrà poi verificato. Un contatto telefonico urgente che va ad agire in modo tempestivo in casi di abusi fisici e sessuali, cyberbullismo, tentativi di suicidio e di autolesionismo ecc.</p>
<figure id="attachment_2541" aria-describedby="caption-attachment-2541" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2541" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/minori-disegno-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/minori-disegno-300x212.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/minori-disegno-1024x725.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/minori-disegno-768x544.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/minori-disegno.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2541" class="wp-caption-text">foto di Victoria da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Questo è un ulteriore supporto che si affianca all’azione della nota onlus <strong>Telefono Azzurro</strong>, alla quale invece si accede digitando il 19696, e che nasce con lo scopo di essere un faro emozionale per minorenni in condizione di difficoltà a causa di situazioni familiari troppo complesse e disagiate da poter essere metabolizzate e/o affrontate in solitaria (tra questi anche molti bambini di età inferiore ai 9/10 anni).</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Oltre a questa modalità di accesso al supporto, che prevede che sia stata la vittima &#8211; o comunque qualcuno di vicino alla stessa &#8211; a chiedere aiuto si può verificare invece il caso della cosiddetta segnalazione in modalità anonima oppure dichiarandosi (quest’ultima, infatti, scatta fornendo le proprie generalità contestualmente alla segnalazione) ed ha lo scopo di arrivare lì dove lo Stato non sembra essere capace di penetrare. Logicamente la segnalazione è una pratica che richiede un minimo di prove nel momento in cui si formulano le accuse (o ai servizi sociali oppure alle forze dell’ordine) che saranno poi controllate. Tutto ciò risulta sempre più necessario per impedire che il “sentito dire” o il pregiudizio &#8211; sociale e razziale &#8211; parlino per bocca di colui che segnala la violenza.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">L’<a href="https://minorididiritto.org/2023/12/11/indagine-di-telefono-azzurro-sulla-salute-mentale-il-21-dei-giovani-si-sente-in-ansia-ma-per-uno-su-tre-chiedere-aiuto-e-motivo-di-vergogna-2/"><strong>Osservatorio Salesiano per i diritti dei minori</strong></a>, partendo da un’analisi stilata dal <strong>Telefono Azzurro</strong>, riporta dei dati drammatici: il periodo di riferimento al quale ci si riferisce è il 2022 che ha visto le chiamate inoltrate verso la linea <strong>Emergenza Infanzia</strong> in crescita rispetto a qualche anno prima (queste sono raddoppiate con un +87% rispetto al 2020 e +99% rispetto al 2018). I più fragili sono gli adolescenti, ma anche nella fascia dei più piccoli cresce il disagio e la sofferenza psichica. Tra le motivazioni delle chiamate, il 58% contatta il servizio di emergenza per disagio emotivo psicologico, il 17% per suicidio, il 14% per atti autolesivi, il 5% per disturbi alimentali. Risulta estremamente interessante il <a href="https://terredeshommes.it/pdf/Dossier_indifesa_tdh_2023.pdf?_gl=1*n7dqgc*_up*MQ..*_ga*MjE4Mjk4OTMxLjE3MjczNTA5MDk.*_ga_YBCC88MWWY*MTcyNzM1MDkwOC4xLjAuMTcyNzM1MDkwOC4wLjAuMA..">report realizzato da <strong>InDifesa</strong> di <strong>Terres des Hommes</strong></a> – proteggiamo i bambini insieme – che analizza la situazione delle vittime bambine in Italia e nel resto del mondo.</p>
<figure id="attachment_2542" aria-describedby="caption-attachment-2542" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2542" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/minori-scarpette-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/minori-scarpette-300x212.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/minori-scarpette-1024x722.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/minori-scarpette-768x542.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/10/minori-scarpette.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2542" class="wp-caption-text">foto di bernd Hildebrandt da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Questi dati fanno paura ma ciò che ci dovrebbe far riflettere è che questi bambini meritano di avere un’infanzia serena ed invece, in conseguenza di queste violenze, rischiano non solo di averla persa per sempre ma anche di crescere con una zavorra emotiva troppo grande da gestire. Per questo e molto altro vanno ringraziate tutte le figure professionali e volontarie che supportano il corpo e la mente di questi minori. Sperando che possano andare avanti e finalmente vivere!</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/se-un-minore-chiede-aiuto/">Se un minore chiede aiuto</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/se-un-minore-chiede-aiuto/">Se un minore chiede aiuto</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>I  numeri della violenza</title>
		<link>https://www.proposte-uils.it/i-numeri-della-violenza/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=i-numeri-della-violenza</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Aug 2024 08:40:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inchiesta violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[case rifugio]]></category>
		<category><![CDATA[centri antiviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[violenza domestica.]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Servendoci di alcuni dati ISTAT e prendendo in esame parte dell’excursus legislativo, analizziamo un fenomeno</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Servendoci di alcuni dati ISTAT e prendendo in esame parte dell’<em>excursus</em> legislativo, analizziamo un fenomeno attuale nel nostro Paese ovvero la violenza di genere e contro le donne</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il problema della violenza di genere e contro le donne ha origini molto antiche, che i legislatori hanno provato a risolvere solo in tempi recenti, e che ha portato ad una società pronta a contrastare questo fenomeno anche se culturalmente è ancora troppo legata al passato e sembra incapace di dimenticare il proprio DNA di disuguaglianza e prevaricazione</p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Una recente sentenza della Cassazione ha fornito un’attenuante in un caso di femminicidio (con il fatto avvenuto il 31 marzo 2020) e la giustificazione è stata attribuita allo stress che l’uomo (un infermiere calabrese) avrebbe provato durante il primo periodo di pandemia da Covid 19. La vittima – una studentessa di medicina originaria della provincia di Agrigento – sarebbe stata uccisa anche perché l’uomo non si trovava nel pieno delle sue facoltà mentali a causa delle restrizioni forzate e, grazie a questo, gli sarebbe stato rinviato l’ergastolo.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">A prescindere da qualsivoglia idea personale che si può avere in merito a questa vicenda di cronaca, questa decisione giudiziaria non può non far riflettere poiché sembra, in qualche modo, “giustificare” l’azione efferata compiuta.</p>
<figure id="attachment_2505" aria-describedby="caption-attachment-2505" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2505" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/08/supporto-violenza-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/08/supporto-violenza-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/08/supporto-violenza-1024x683.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/08/supporto-violenza-768x512.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/08/supporto-violenza-1536x1024.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/08/supporto-violenza-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2505" class="wp-caption-text">foto di Rosy/ Bad Homburg / Germany da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Questo esempio di cronaca non è, certamente, indicativo di un comportamento o di una predisposizione generalizzata dell’uomo nei confronti delle donne &#8211; nel nostro Paese &#8211; ma il solo fatto che si sia potuto pensare di fornire un’attenuante ad un assassino si trascina con sé un sostrato di violenza e di disparità che permea la nostra cultura da moltissimo tempo.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Infatti, l’<em>excursus</em> normativo che ha condotto alle leggi attualmente in vigore è molto giovane e sembra non avere attecchito ancora a livello mentale ma che sia fermo a livello punitivo.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Per fare qualche esempio concreto rispetto all’applicazione di leggi <em>ad hoc </em>basta prendere atto che solo nel 1956 si è cancellato lo <strong><em>jus corrigendi</em></strong> (articolo 571 del C.P.) che legittimava il <em>pater familia</em> ad adottare anche la violenza fisica, in ambito domestico, per correggere ed educare i propri cari.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Mentre per smettere di considerare l’adulterio femminile come l’unico perseguibile attraverso la legge si è dovuta attendere la <strong>Corte Costituzionale</strong> del 1968/69. Due esempi di come la società (e la cultura) del nostro Paese fossero permeati di ingiustizia legata ancora a dinamiche di onore e rispetto e infatti, solo nel 1981, si è condannato il delitto d’onore che, occorre ricordare, era legato al “disonore” prodotto dalla condotta disdicevole della donna nei confronti dell’uomo.</p>
<figure id="attachment_2506" aria-describedby="caption-attachment-2506" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2506" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/08/mani-contro-violenza-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/08/mani-contro-violenza-300x180.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/08/mani-contro-violenza-1024x613.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/08/mani-contro-violenza-768x460.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/08/mani-contro-violenza-1536x920.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/08/mani-contro-violenza-2048x1226.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2506" class="wp-caption-text">foto di lalesh aldarwish da Pexels</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Una carrellata di leggi che mostrano come uomo e donna abbiano vissuto due vite parallele ma difficilmente destinate all’equiparazione almeno fino il 1975 con la parificazione dei coniugi in ambito domestico o fino il già citato 1981 con l’annullamento del matrimonio riparatore (lo stupratore veniva graziato se sposava la donna che aveva “violato” evitando di disonorare la famiglia della stessa). Un passo in avanti si è avuto nel 1996 che ha visto la nascita della legge nº 66 la quale spostava le norme sulla violenza sessuale da reato contro la morale pubblica e la buoncostume a reato contro la persona trattando, anche, le violenze di gruppo.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Nonostante siano state istituite leggi a protezione e supporto delle persone violate (sia fisicamente che psicologicamente) i numeri della violenza sono impressionanti ed a fornirci un’idea sulla portata del fenomeno ci viene incontro un report redatto dall’<a href="https://www.istat.it/it/files/2023/08/2023-03-08-statreportprotezione-Istat-Dpo.pdf"><strong>ISTAT</strong> </a>(datato 7 agosto 2023 e rilasciato dal Ministero del Consiglio dei Ministri, Dipartimento delle Pari Opportunità) dal titolo <strong><em>Il sistema della protezione delle donne per le vittime di violenza, anni 2021 e 2022</em></strong> nel quale si evincono delle informazioni molto significative: le donne denunciano con maggiore coraggio e sono sempre più proiettate a chiedere aiuto alle forze dell’odine, ai <strong>CAV</strong> ( <strong>Centri Anti Violenza</strong>) e alle <strong>Case Rifugio</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Un accurato e meticoloso trattamento di dati avvalorato dalla legge 53 del 2022, <strong><em>Disposizioni in materia di statistiche in tema di violenza di genere</em></strong>, concede ad istituti preposti di catalogare le richieste di aiuto e realizzare una mappatura del territorio in relazione al tipo di vittima, al contesto di violenza ed alla presenza o meno di minori coinvolti nelle varie violenze.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Occorre ricordare che una violenza il più delle volte avviene tra le mura domestiche (50%) e implica la presenza di un carnefice e, molto spesso, di più vittime (includendo anche i figli che potrebbero avere assistito alle liti o alle violenze e, in alcuni casi, addirittura subirle).</p>
<figure id="attachment_2504" aria-describedby="caption-attachment-2504" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2504" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/08/supporto-contro-violenza-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/08/supporto-contro-violenza-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/08/supporto-contro-violenza-1024x682.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/08/supporto-contro-violenza-768x512.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/08/supporto-contro-violenza.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2504" class="wp-caption-text">foto di Anna Tarazevich da Pexels</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La legge del 24 novembre 2023 nº 168, recante <a href="https://www.programmagoverno.gov.it/it/notizie/focus-disposizioni-per-il-contrasto-della-violenza-sulle-donne-e-della-violenza-domestica-legge-n-1682023/#:~:text=La%20Legge%2024%20novembre%202023,vigore%20il%2009%20dicembre%202023"><strong><em>Disposizioni per il contrasto della violenza sulle donne e sulla violenza domestica</em></strong></a>, vorrebbe disincentivare l’uso prevaricatore della violenza con l’inasprimento della pena soprattutto se coloro che la commettono risultano già schedati ma apporta poche novità in merito alla protezione  perché non aumenta le somme a disposizione dei <strong>CAV</strong> o delle <strong>Case Rifugio</strong> e non sponsorizza la divulgazione di una dialettica più inclusiva nei confronti delle donne e delle minoranze di genere.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Poca azione “a monte” per cercare, quindi, di invertire questa terribile tendenza che ha visto (solo nel 2023) ben 120 femminicidi e 13.793 richieste di aiuto ed intervento per episodi di “violenza domestica o di genere”. Ormai è chiaro che i numeri della violenza in Italia sono spaventosi ed occorre cambiare rotta per salvare le nuove generazioni da questa terrificante deriva sociale.</p>
<p>Per approfondimento sull&#8217;argomento consigliamo <a href="https://www.proposte-uils.it/viola-walk-home-il-colore-del-supporto/">Viola Walk Home &#8211; Il colore del supporto</a></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/i-numeri-della-violenza/">I  numeri della violenza</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/i-numeri-della-violenza/">I  numeri della violenza</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Viola Walk Home &#8211; il colore del supporto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jul 2024 13:29:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Inchiesta violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti lgbtq]]></category>
		<category><![CDATA[donnexstrada]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
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		<category><![CDATA[violawalkhome]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall’idea di una psicoterapeuta romana, Laura De Dilectis, nasce un supporto concreto per combattere la</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dall’idea di una psicoterapeuta romana, Laura De Dilectis, nasce un supporto concreto per combattere la paura e l’indifferenza</p>
<blockquote><p>Roma è la città che ha dato i natali a <b>Donnexstrada </b>(l’idea originale) e <b>Viola Walk Home </b>(la successiva app) determinando un prima ed un dopo; un’idea di aiuto e supporto attivo 24 ore su 24 già funzionante in molte città italiane ed esportato all’estero</p></blockquote>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Nel 2021, precisamente a cavallo tra aprile e maggio, nasce un aiuto concreto per non far sentire sole e vulnerabili le donne italiane; prende corpo un progetto di sostegno e supporto emotivo e fisico delle donne per non farle mai sentire sole e in pericolo. L’ideatrice è la dott.ssa Laura De Dilectis (fondatrice e CEO) e all’idea viene dato il nome più che simbolico di <strong>Donnexstrada</strong>!</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><a href="https://www.instagram.com/accounts/login/?next=%2Fdonnexstrada%2F"><strong>Donnexstrada</strong></a> nasce dopo che Laura De Dilectis resta particolarmente toccata &#8211; a livello emotivo &#8211; da un fatto di cronaca nera che vede come protagonista la giovane trentatreenne, Sarah Everton; la quale viene rapita e uccisa (a Londra). Il crimine ha immediatamente una eco mediatico molto forte tanto da portare le istituzioni locali a consigliare alle donne di evitare di trovarsi sole di sera per le strade della città. Sarah viene rapita mentre è di ritorno a casa da una serata con un’amica, alle 21:30 circa, e viene scelta a caso tra mille altre potenziali vittime: la giovane, infatti, non conosceva il suo carnefice ma si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato!<img decoding="async" class="size-medium wp-image-2491 alignleft" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/donna-camera-viola-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/donna-camera-viola-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/donna-camera-viola-1024x683.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/donna-camera-viola-768x512.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/donna-camera-viola-1536x1024.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/donna-camera-viola-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La futura giovane CEO ne rimane colpita anche perché il terribile omicidio va a toccare una sensibilità già preposta alla materia, poiché Laura è una psicologa clinica che sente di voler contribuire a rendere la società più sicura. Intuisce sin da subito che bisogna dare una mano per alleggerire la difficile condizione femminile e rifiuta che la sicurezza si debba raggiungere semplicemente con il terrore e con il confinamento tra le pareti di casa.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">A questo punto decide che va fatto qualcosa di concreto e pensa ad un progetto di assistenza e supporto che possa raggiungere ogni donna in qualsiasi momento del giorno e della notte; puntando sul volontariato e la sensibilizzazione nasce <strong>Donnexstrada</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">L’idea si concretizza e, sin da subito, sembra funzionare perché rappresenta quel qualcosa che mancava: quel contatto umano rassicurante dall’altro capo della videochiamata, un volto vero e non una voce registrata, che ci avrebbe accompagnate a fino a casa e nel percorso in taxi (se necessario).</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Il passo successivo porta naturalmente alla nascita di una applicazione – <strong>Donnexstrada</strong> si perfeziona e diventa <a href="https://www.violawalkhome.com/it/"><strong>Viola Walk Home</strong></a> che ha visto l’uscita ufficiale a dicembre 2023 e che ha l’obbiettivo di semplificare la prassi per far partire la videochiamata e ampliare i servizi associati.</p>
<figure id="attachment_2490" aria-describedby="caption-attachment-2490" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2490" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/pavimento-strada-viola-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/pavimento-strada-viola-300x184.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/pavimento-strada-viola-1024x628.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/pavimento-strada-viola-768x471.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/pavimento-strada-viola.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2490" class="wp-caption-text">foto di Henryk Niestrój da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La squadra di <strong>Donnexstrada</strong> con <strong>Viola Walk Home </strong>ha, infatti, ampliato il raggio di azione fornendo i cosiddetti “punti viola” ovvero dei luoghi altamente popolati (ad esempio alcuni locali notturni che hanno aderito alla campagna di sostegno e supporto a protezione delle donne in difficoltà) e che sono pronti a fare da barriera in caso di difficoltà, ma c’è anche la possibilità di supporto legale e, logicamente, psicologico. Per attivare il supporto occorre scaricare la applicazione <strong>Viola Walk Home </strong>(quindi basta un cellulare e l’accesso ad una connessione internet) e l’aiuto è servito.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Il progetto <strong>Viola Walk Home</strong> è realizzato grazie all’aiuto di volontari o le volontarie. Già, perché è bene ricordare che si tratta di un servizio funzionante per 24h e quindi sono necessari un gran numero di volontari distribuiti in diverse fasce orarie in modo da coprire l’intero spettro delle richieste (che, però, si concentrano maggiormente nelle ore più buie e solitarie della notte).</p>
<figure id="attachment_2487" aria-describedby="caption-attachment-2487" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-2487 size-medium" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/viola-blu-rosa-300x169.jpg" alt="pannello con alcuni colori sfumati tipo fumi colorati dal blu al rosa" width="300" height="169" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/viola-blu-rosa-300x169.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/viola-blu-rosa-1024x577.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/viola-blu-rosa-768x433.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/viola-blu-rosa-800x450.jpg 800w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/viola-blu-rosa.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2487" class="wp-caption-text">foto di Craig Melville da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Il successo di questa start-up è stato straordinario tanto da essere diventato un modello copiato e utilizzato anche all’estero mentre – per quanto riguarda l’Italia &#8211; è partito da Roma ma si è rapidamente esteso a Milano e Bologna con l’obbiettivo di raggiungere tutta l’Italia.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">L’idea di fondo, la sua realizzazione ed il sostegno che ne è seguito fanno davvero ben sperare, perché in un mondo che sembra produrre troppo spesso notizie di violenza e di soprusi si ha, finalmente, la speranza che la comunità abbia voglia di contribuire per rendere questa nostra casa comune più accogliente e sicura per tutti e tutte!</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">L’idea – va detto &#8211; è nata per garantire protezione delle donne ma è diventata, nel tempo, più trasversale abbracciando ogni aspetto della sicurezza e puntando a sostenere l’idea di una cultura più inclusiva che combatta ogni violenza di genere. Con <strong>Viola Walk Home</strong> saremo tutti più liberi di vivere senza paura!</p>
<p>Per curiosità ecco <a href="https://www.proposte-uils.it/periodico-proposte-uils-n-5-maggio-2024/">link</a> a versione online del nostro periodico (mese di maggio 2024)</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/viola-walk-home-il-colore-del-supporto/">Viola Walk Home – il colore del supporto</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/viola-walk-home-il-colore-del-supporto/">Viola Walk Home &#8211; il colore del supporto</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Storia di una violenza non ancora superata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 13:13:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[#aiuto]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Maria lascia tutto e parte per non tornare più indietro in cerca di un modo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Maria lascia tutto e parte per non tornare più indietro in cerca di un modo per dimenticare; una violenza, però, ti si attacca addosso. Nonostante tutto lei si è aperta ed ha condiviso con noi di UILS ciò che ha provato</p>
<blockquote><p>Questo articolo apre un ciclo di inchiesta sulla violenza di genere a danno delle donne. Storie di violenza e di dolore, di shock e, in questo caso, di una ragazza che ha smesso di pensare al futuro. Questa è la storia di una vittima di stupro</p></blockquote>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">I fatti che ci apprestiamo a raccontare saranno coperti da una serie di omissioni; ciò che vogliamo è tutelare l’immagine di una giovane donna che non desidera in alcun modo essere riconosciuta. Ci è stato permesso solo di dire che ora non vive più nella città nella quale sono avvenuti i fatti che stiamo per raccontare perché quelle strade le ricordano un’invasione della propria persona e libertà e da lì ha deciso di andare via. Attualmente Maria (questo è il nome che ha scelto di fornirci e noi rispettiamo la sua privacy) vive in Piemonte, una regione che non ha alcun contatto diretto o indiretto con il suo passato e, quando la solitudine l’attanaglia, prende il cellulare e telefona la mamma e alcune sue amiche di infanzia. Maria sta ancora cercando di dimenticare.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Maria aveva poco più di 18 anni al tempo dei fatti ed era un’adolescente dalla vita tranquilla che non eccedeva mai in nulla e che cercava, per quanto la giovane età le permettesse, di immaginare anche un futuro e, quindi, costruire un percorso che potesse accompagnarla verso il suo sogno da quando era una bambina: la professione veterinaria (Maria era ed è una grande amante degli animali!).</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Studiava tanto durante il periodo passato tra i banchi del liceo, già pensando ai test per accedere alla facoltà di medicina e poi specializzarsi in veterinaria, ma viveva anche una vita da adolescente nata e cresciuta a Roma. Andava spesso al cinema con le amiche e gli amici di classe, frequentava una palestra dove era entrata in una squadra di pallavolo e aveva, da poco, iniziato degli incontri con un’insegnante di canto. I genitori di Maria vedevano in lei una certa responsabilità e questo li faceva stare tranquilli e, perciò, la lasciavano uscire spesso anche sola anche perché avvisava sempre dove e con chi usciva.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Questo articolo parla di uno stupro consumato in un palazzo vicino casa di Maria, uno stupro commesso di tardo pomeriggio (circa le 17:30/17:45) di un giorno qualsiasi di un febbraio di qualche anno fa, tra le strade di Roma.</p>
<figure id="attachment_2459" aria-describedby="caption-attachment-2459" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2459" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/storia-violenza-scarpe-rosse-300x199.jpg" alt="scarpe rosse con il tacco simbolo violenza sulle donne" width="300" height="199" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/storia-violenza-scarpe-rosse-300x199.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/storia-violenza-scarpe-rosse-1024x680.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/storia-violenza-scarpe-rosse-768x510.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/storia-violenza-scarpe-rosse.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2459" class="wp-caption-text">foto di Luca da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Maria quel giorno stava facendo pressappoco ciò che aveva fatto il giorno precedente e che avrebbe fatto quello successivo: andare al liceo la mattina fino alle 13:10, tornare a casa per pranzo (aveva la fortuna di abitare vicino allo studio nel quale imparava a respirare con il diaframma) e poi fare i compiti. Quel giorno l’insegnante di canto le aveva chiesto di posticipare l’incontro (invece che vedersi dalle 16:30 sarebbe dovuta andare a lezione alle 17:30) perché aveva avuto un ritardo a rientrare per problemi di traffico. Maria aveva pensato che sarebbe stato anche meglio per lei perché avrebbe potuto terminare quel capitolo di letteratura latina più difficile del previsto.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La ragazza allora decide di lasciare casa circa 20 minuti prima (questa è la distanza che intercorre con un’andatura a media velocità costante tra casa sua e quella dell’insegnate di canto) ma le strade sono già quasi deserte e buie perché il meteo era stato particolarmente piovoso nei giorni precedenti e non accennava a migliorare.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><strong><em>Mi rendo conto che è molto difficile parlarne. Se in qualsiasi momento tu volessi fermarti non esitare e interrompiamo la narrazione. Posso chiederti cosa ricordi di quel pomeriggio?</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>Maria- È strano per me, sono passati svariati anni </em>[a questo punto si controlla le mani come se avesse bisogno di contarle visualizzando le dita]<em>, 7 anni per l’esattezza, a volte mi sembra di aver dimenticato ma altre volte mi sento di essere ancora lì in quel momento e non passa. Ho accettato di raccontare perché capita troppe volte e ci si sente sole. Magari raccontando ciò che è successo ci si rende conto di essere simili ad altre donne, magari si decide anche di denunciare.</em></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><strong><em>Cosa ricordi di quella sera, anzi pomeriggio?</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>M.- Ricordo che avevo sentito la mia insegnate per la lezione di musica pop. Non ho mai pensato di seguire un corso di canto, credevo di essere stonata, ma mi sono fatta coraggio perché sono sempre stata molto timida e temevo che questa mia attitudine avrebbe potuto rendere più difficile la mia carriera universitaria. Bene, ricordo che ero uscita di casa, casa mia dista pochi Km da quella della mia insegnante di canto, ma era già buio perché era un pomeriggio di febbraio. In quel momento non stava piovendo anche se aveva smesso da poco ed avevo con me un ombrello per precauzione. Ricordo che iniziai a camminare, avevo in testa ancora la traduzione di latino che mi stava dando più di qualche problema.</em></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><strong><em>Poi cosa accadde? Racconta solo quello che ti senti di condividere…</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>M.- Ricordo che stavo camminando, guardando in basso perché temevo le pozzanghere e di scivolare. Ad un certo punto, di fronte a me, vedo due piedi, fermi. È accaduto tutto in pochi minuti. Era una strada a senso unico, con marciapiedi stretti (di quelli nei quali si può camminare uno alla volta) e allora mi feci da parte, schiacciandomi sulla parete alla mia destra per lasciare il passo ma… lui mi superò schiacciandosi a sua volta su di me e quando io ripresi a camminare allora mi sentii presa con un braccio mentre con la mano mi tappava la bocca. </em></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><strong><em>Ti sei sentita aiutata dalle istituzioni?</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>M.- Posso dire che ho incontrato tante persone professionali che mi hanno aiutata. Occorre capire che quando accade qualcosa del genere potresti non avere più voglia di fare nulla. Questo è quello che ho provato io; ho smesso di esistere, passavo le mie giornate in uno stato di solitudine perché non riuscivo a dimenticare ma, anche, mi sentivo sbagliata. In parte colpevole.</em></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><strong><em>Come è possibile che ti sentissi colpevole?</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>M.- La prima cosa che pensai durante il ricovero fu “Perché a me?” e “Cosa avevo fatto di sbagliato…”. Ora, a distanza di tempo, e grazie all’aiuto del mio terapeuta (che mi ha salvato la vita) io riesco a guardarmi di nuovo e non sentirmi più sbagliata ma all’epoca pensai che avessi attirato l’attenzione in qualche modo e che, in parte, fosse stata colpa mia. Lo pensavo ma non avevo il coraggio di dirlo a voce alta. Più ci pensavo e meno riuscivo a parlare.</em></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>Certo all’epoca non me ne rendevo conto anzi venne fuori durante uno dei miei incontri di psicoterapia ai quali, all’inizio,</em> <em>partecipavo senza dire nulla. Il mio psicoterapeuta mi ha pazientemente aspettato.</em></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><strong><em>Vorresti dire qualcosa in modo spontaneo; qualsiasi cosa, siamo qui per te e per la tua storia.</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>M.- Mi sento di dire che va fatto ancora molto per aiutare le vittime di violenza a non sentirsi in alcun modo sbagliate. La società è troppo giudicante, le istituzioni politiche fanno e dicono troppo poco per condannare ogni forma di violenza. Si rischia di far morire dentro una donna o una ragazza senza rendersene conto. Occorre investire nei servizi assistenziali perché troppo spesso si rischia di sentirsi sole e abbandonate. Voglio, però, ringraziare tutte le persone che mi hanno curata nelle ferite del corpo e dell’anima.</em></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Maria fu spinta all’interno di un palazzo e, dopo aver ricevuto un colpo in testa, fu stuprata. A trovarla fu una coppia di condomini di quel palazzo che conoscevano, seppure solo di vista, Maria e che chiamarono l’ambulanza. Maria non parlò per circa un mese. Non piangeva, guardava il vuoto (questo mi disse durante l’intervista) e per questo motivo fu aperta una denuncia di stupro verso ignoti. Maria mi ha confidato che le ferisce non ricordare nulla di quell’uomo perché era buio e, nonostante gli sforzi, riesce solo a riportare alla memoria piccoli particolari (un orologio, le scarpe, i jeans con risvolto) e una sagoma molto confusa. Ciò che la terrorizza ancora adesso è non riuscire a dare un volto ad un uomo che le ha fatto del male e che teme di incontrare e non riconoscere. Per questo continua la terapia psichiatrica che, a suo dire, la sta aiutando pian piano ad andare avanti.</p>
<figure id="attachment_2458" aria-describedby="caption-attachment-2458" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2458" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/storia-violenza-donna-triste-300x169.jpg" alt="donna triste" width="300" height="169" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/storia-violenza-donna-triste-300x169.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/storia-violenza-donna-triste-1024x578.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/storia-violenza-donna-triste-768x433.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/storia-violenza-donna-triste-800x450.jpg 800w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/storia-violenza-donna-triste.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2458" class="wp-caption-text">foto di Urlike Mai da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Purtroppo, il colpevole non è mai stato identificato e preso. In quella strada non erano presenti alcun tipo di telecamera, gli inquirenti hanno avuto a disposizione solo una immagine di un uomo (sembra 30/40enne) con la testa ed il volto nascosto da un cappuccio scuro.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Maria non si è ancora iscritta alla facoltà di medicina ma ciò che le auguriamo è che un giorno riesca a lasciarsi questa brutta vicenda alle spalle e coronare, finalmente, il suo sogno di aiutare gli animali, che continua a preferire alle persone.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">È una storia brutale che deve lasciare uno spiraglio di speranza e ottimismo per il futuro che, per Maria, deve ancora essere scritto; le auguriamo di riuscire a lasciarsi alle spalle la violenza brutalmente subita e riscoprire solo il bello della vita.</p>
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		<title>Imponderabilità della vita, narcisismo e noir nel romanzo del medico Massimo L’Andolina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jan 2024 08:31:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[#narcisismo]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un professionista di grande esperienza ha indossato le vesti di autore senza dismettere il camice</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong><em><span style="font-size: 14pt;">Un professionista di grande esperienza ha indossato le vesti di autore senza dismettere il camice </span></em></strong></p>
<p><strong><em><span style="font-size: 14pt;">Il suo primo romanzo intitolato “Viaggio a Leningrado” narra la storia di un narcisista patologico atipico</span></em></strong></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Massimo L’Andolina è un medico chirurgo assai stimato presso l’Ospedale di Tropea dove gestisce da anni l’ambulatorio di Reumatologia che rappresenta un punto di eccellenza della sanità calabrese. Nato a Parghelia, piccolo Comune della provincia di Vibo Valentia posto sul Tirreno, ha compiuto gli studi medici presso l’Università di Pavia specializzandosi poi in Neurologia presso l’Università “Magna Grecia” di Catanzaro. Egli, dopo essersi cimentato nella realizzazione di commedie in vernacolo ambientate nel passato rurale della Calabria e di un dramma sulla Passione di Cristo, ha pubblicato quest’anno l’opera “Viaggio a Leningrado” per i tipi della Protos Edizioni. Ho deciso di intervistarlo per comprendere meglio l’esigenza artistica che lo ha ispirato per la realizzazione di questo libro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Egregio Dott. L’Andolina, il suo romanzo è un noir, ma l’atmosfera del racconto si richiama espressamente alla letteratura mitteleuropea e russa. Inoltre, il protagonista è quello che le cronache odierne identificano come “narcisista patologico”, tuttavia lo è in maniera atipica. Qual è la chiave di lettura di questo romanzo?</strong><br />
<span style="font-size: 14pt;">M.L.A.: <em>La chiave di lettura del racconto “Viaggio a Leningrado” non deve essere ricercata in unica espressione psico-letteraria. Il racconto insiste su diversi aspetti, alcuni drammaticamente attuali, riconducibili magari ad una sola chiave di lettura che potrebbe essere intesa come l’imprevedibilità della vita ma soprattutto del comportamento umano in funzione ai molteplici stimoli, positivi e negativi che la vita ci riserva e che hanno un impatto spesso imprevedibile sulla nostra personalità. Nella fattispecie, la violenza, la sofferenza, l’amore, la musica determinano effetti diversi sui </em></span><em><span style="font-size: 14pt;">diversi personaggi che rispondono a quei stimoli in base alla loro struttura psico-culturale.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Il tema del narcisismo patologico è oggi associato anche a pratiche di violenza maschile nei confronti del genere femminile. Al contrario il protagonista del romanzo non è violento e sembra convinto della bontà del proprio comportamento. Qual è la relazione tra realtà e finzione in questo romanzo?</strong><br />
<span style="font-size: 14pt;">M.L.A.: <em>C’è da precisare che spesso il narcisista appare come una persona assolutamente normale e di successo e che le sfumature che possono tradirlo non sono comprensibili a tutti e subito evidenziabili. Il personaggio chiave del romanzo è Saverio che appare quasi sin da subito come un personaggio insolito; incostante, superficiale che tradisce per un attimo la totale mancanza di empatia nei confronti di Alicia proprio nel momento in cui Alicia stessa gli confessa il vero motivo della sua insanabile sofferenza. Alicia avverte subito la distanza di Saverio dal suo dolore ma lui immediatamente la convince del contrario rifugiandosi nella menzogna. Il narcisismo si può manifestare con molteplici sfaccettature che vanno dalla autostima fisiologica (sano narcisismo) e alla ipersensibilità, al masochismo, al sadismo, nella totale assenza di empatia, e quindi alla violenza verso gli altri e se stessi in un contorno di autostima ipertrofica. In pratica nello stesso soggetto il narcisismo patologico si può manifestare con due personalità tra loro diverse ognuna delle quali può prendere il sopravvento sulla base di processi stimolatori; emozioni, stress, traumi o anche sull’ auto-convincimento di non essere considerato dagli altri quanto vale e quindi vittima di denigrazioni o svalutazioni delle proprie qualità superiori oppure vengono vissuti con risvolti fortemente drammatici soprattutto in soggetti con personalità paranoica o schizoide. Da sottolineare che in alcuni soggetti l’egocentrismo e il bisogno di essere continuamente elogiati o ammirati sfocia in atteggiamenti autoesaltanti e marcatamente sessualizzati. Quindi la relazione tra realtà e finzione in questo romanzo è la malattia.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: La vicenda è ambientata in una cornice storica di metaforico “crollo” rappresentato dal contrasto tra la fine del socialismo reale e la serenità di Tropea. D’altra parte vi è la stimolazione uditiva data dalle opere musicali citate. Quali sono le esigenze artistiche o autobiografiche che hanno ispirato questo romanzo?<br />
</strong><span style="font-size: 14pt;">M.L.A.: <em>Credo che in realtà di crolli ce ne siano diversi che hanno in comune come dicevo prima l’imprevedibilità della vita o se preferisce della Storia della vita degli uomini intesa come singoli o come pluralità. La caduta del comunismo scientifico che ha interessato il mondo intero; il dramma vissuto da Alicia, tradita da un suo amico, quello vissuto da Saverio nascosto anche a se stesso e infine le poche certezze di Nadia drammaticamente svanite. Di autobiografico in “sensu scricto” c’è poco, c’è molto invece dell’amore verso la Storia e la Letteratura russa e verso la Musica. Musica che forse e la vera e silenziosa protagonista del romanzo che in modo diverso traccia e determina, nel bene e nel male il destino di tutti e tre i personaggi.</em><br />
</span><br />
<strong>M.G.: Quali sono secondo lei gli ostacoli che incontra oggi uno scrittore emergente, talentuoso e portatore di contenuti originali nell’ottenere il meritato riconoscimento o nell’affermarsi nel mercato?<br />
</strong> <em><span style="font-size: 14pt;">M.L.A.: Gli ostacoli sono diversi e molteplici. In primis la triste realtà data dal fatto che purtroppo l’Italia è un Paese che legge poco e questo pregiudica anche le scelte delle case editrici che trovano difficoltà a pubblicare gli scritti di un illustre sconosciuto quale io sono. Un altro ostacolo è l’autopubblicazione. La casa editrice pubblica se tu paghi. In questo “tranello” c’è cascato anche Ippolito Nievo e questo può essere consolante ma, a mio avviso, è una condizione umiliante e deprimente. Infine le scelte di molte case editrici che spesso puntano su pubblicazioni di personaggi famosi in altri settori dell’Arte, molti dei quali si rivelano poi dei flop e che comunque non danno nessun contributo alla Letteratura.</span></em></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/imponderabilita-della-vita-narcisismo-e-noir-nel-romanzo-del-medico-massimo-landolina/">Imponderabilità della vita, narcisismo e noir nel romanzo del medico Massimo L’Andolina</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/imponderabilita-della-vita-narcisismo-e-noir-nel-romanzo-del-medico-massimo-landolina/">Imponderabilità della vita, narcisismo e noir nel romanzo del medico Massimo L’Andolina</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Reato di stalking e labili tutele, la società si interroga con un libro</title>
		<link>https://www.proposte-uils.it/reato-di-stalking-e-labili-tutele-la-societa-si-interroga-con-un-libro/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=reato-di-stalking-e-labili-tutele-la-societa-si-interroga-con-un-libro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jun 2023 09:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia e riforme istituzionali]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Russo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[atti]]></category>
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		<category><![CDATA[Principe Massimo Spadoni di Roccafluvione]]></category>
		<category><![CDATA[Quaderni del Bardo]]></category>
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		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 14 aprile, presso l’UNAR, si è tenuto l’incontro di presentazione del libro Stalking,</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="font-size: 14pt;">Lo scorso 14 aprile, presso l’UNAR, si è tenuto l’incontro di presentazione del libro Stalking, storia di un crimine ordinario del criminologo Antonio Russo</span></strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso 14 aprile presso l’UNAR – Unione delle Associazioni Regionali a Roma e Provincia, si è tenuto l’incontro di presentazione del libro <em>Stalking, storia di un crimine ordinario</em> (2023) del criminologo Antonio Russo, edito dalla casa editrice leccese “I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno”.<br />
Il saggio contiene un’approfondita analisi del reato di “atti persecutori”, fattispecie entrata a far parte del nostro ordinamento in tempi relativamente recenti (2009) e contemplata dall’art. 612-bis c.p.. L’opera rilegge criticamente le novelle apportate dal c.d. Codice Rosso (L. n. 69/2019) trattando il fenomeno sotto il profilo storico, giuridico e criminologico con l’apporto di testimonianze di donne vittime di violenza subita da parte di compagni, parenti ed estranei.<br />
L’incontro si è svolto sotto la guida dell’editore Stefano Donno che ha invitato ospiti dai retroterra diversi, accomunati dalla volontà di sollevare il velo di indifferenza sull’inadeguata formulazione delle leggi vigenti in materia di stalking, amministrazione di sostegno, prevenzione dei femminicidi e pieno diritto alla genitorialità, con la testimonianza diretta di una delle vittime di stalking presenti nel libro.<em><br />
</em>Il convegno si è aperto con l’intervento di Francesca Brandi, autrice della prefazione del libro e attrice nel film <em>Una Notte</em> (2019) sul tema del femminicidio, che ha raccontato la propria esperienza di incontro con la sofferenza delle vittime durante lo studio del proprio ruolo di vittima. A questo è seguito l’intervento della giornalista Francesca Della Valle che ha ripercorso la vicenda degli ultimi mesi di vita dell’attore Lando Buzzanca, suo compagno, rimasto all’interno di istituti di cura sino alla morte a causa di una gestione abnorme della sua amministrazione di sostegno. La giornalista ha raccontato come questa esperienza l’abbia portata a fondare l’associazione “Labirinto 14 Luglio” a tutela dei diritti delle persone fragili e per la riforma della legge n.6 del 2004 sull’amministrazione di sostegno.</p>
<blockquote><p><span style="font-size: 14pt;"><em><strong>L’evento è stato un’occasione che ha consentito alla società civile di confrontarsi intorno al tema della rispondenza delle leggi vigenti ai bisogni umani </strong></em></span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Delegato per Roma e il Lazio dell’Accademia Dinastica Universitaria della Nobile Famiglia Agricola, il Principe Massimo Spadoni di Roccafluvione, ha espresso la vicinanza del Rettore Principe Agricola dando il proprio patrocinio all’attività di sensibilizzazione portata avanti dal Dott. Antonio Russo.<br />
L’autore ha introdotto la testimonianza della giovane vittima di stalking Roberta (nome di fantasia), illustrando gli aspetti della ricerca compiuta. Il criminologo si è occupato di  atti persecutori a partire dalla constatazione che le leggi vigenti non riescono ad impedire l’omicidio, i maltrattamenti e le induzioni al suicidio delle donne. Questo è confermato dai dati che documentano che dal gennaio 2023 sono state uccise 32 donne e il genere femminile è vittima di violenza nell’80% dei casi.</p>
<blockquote><p><em><span style="font-size: 14pt;">                                                <strong> Giustizia e nuovi diritti</strong></span></em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Le conclusioni a cui è pervenuto sono le seguenti: sia le leggi, sia l’apparato burocratico preposto alla loro applicazione sono ampiamente insufficienti. Per tale ragione, lo scorso febbraio è stata consegnata all’Onorevole Stefania Ascari una proposta di legge di riforma del reato di stalking che si preoccupa in prima battuta di impedire che la misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa non si traduca in concreto nel suo contrario, ossia nell’allontanamento della vittima dalla propria residenza. La proposta di legge prevede altresì, che i provvedimenti a tutela delle vittime vengano presi entro 48 ore e il miglioramento degli strumenti di protezione esistenti, con l’eliminazione del braccialetto elettronico a causa della sua attitudine ad essere facilmente manomesso. Infine, si propone l’implementazione al livello Regionale del Reddito di libertà introdotto nel 2020 per le donne vittime di violenza lungo un percorso di indipendenza economica della durata di 12 mesi.<br />
La vittima di stalking, Roberta, è intervenuta narrando la vicenda che ha coinvolto lei la sua famiglia per dodici anni, nonostante l’emissione di un divieto di avvicinamento nel 2018 e di un successivo ammonimento del Questore del 2020. Questi provvedimenti si sono rivelati vani e non hanno neanche impedito allo stalker di riprendere la residenza nell’abitazione posta al confine con la sua, costringendola alla fine a fuggire.<br />
L’avvocato Benito Sposato, anch’egli autore della prefazione del libro, ha evidenziato i casi di <em>mala gestio</em> e di mala giustizia prospettando un cambio di valori all’interno della società con l’indefettibile sostegno della politica al fine di rendere efficiente l’impianto burocratico oggi carente di personale e dotazioni a tutti i livelli.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/reato-di-stalking-e-labili-tutele-la-societa-si-interroga-con-un-libro/">Reato di stalking e labili tutele, la società si interroga con un libro</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/reato-di-stalking-e-labili-tutele-la-societa-si-interroga-con-un-libro/">Reato di stalking e labili tutele, la società si interroga con un libro</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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