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	<title>Maria Casolin - Proposte-UILS</title>
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	<description>I nostri articoli vi tengono aggiornati</description>
	<lastBuildDate>Tue, 11 Jul 2023 07:24:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Finca Marta, la campagna che ride e piange</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Casolin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2023 07:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[#campagna #rurale #sovranità #popolare #agroecologia #cuba #embargo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#124; Agroecologia rurale nell&#8217;isola di Cuba &#124; Nonostante la crisi e l&#8217;embargo, nascono piccole realtà</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">| Agroecologia rurale nell&#8217;isola di Cuba |</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Nonostante la crisi e l&#8217;embargo, nascono piccole realtà rurali in cui si torna alla natura e si coltiva in maniera sostenibile.</i></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In un&#8217;isola in cui si importa oltre il 60% del cibo che poi viene consumato e 2.7 milioni di ettari su 6.2 sono coltivati, nasce nove anni fa il progetto agroecologico di Finca Marta. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nel libro promosso dalla FAO, l&#8217;autore e ideatore del progetto, Fernando Funes, scrive che “Finca Marta è riflesso della Cuba di ieri e oggi, è la campagna che ride e piange, che si impegna a fare qualcosa di diverso”. </span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Per noi la <i>finca</i> è l&#8217;<span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">antica masseria, per Fernando, sua moglie, i suoi figli e </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">gli </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">altri collaboratori è diventato un nuovo stile di vita. A solo 20 chilometri da La Habana, la giovane coppia (lui scientifico, lei lavoratrice in ambito turistico) e i figli </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">hanno deciso</span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"> di rinunciare alla comodità della vita in città e trasformare un terreno abbandonato in un “Eden produttivo”. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Finca Marta è considerata uno dei progetti che stanno nascendo per contrastare la crisi economica cubana e l’<i>embargo</i> a cui l’isola è sottoposta quasi ininterrottamente dal 1962. Su questa realtà, nel 2021 è stato pubblicato dalla FAO un libro intitolato “La metafora del pozzo”: viene ritenuta fonte di ispirazione per coloro che sognano di raggiungere la meta di Hambre Cero (Fame Zero), oltre che una prova dell’enorme potenziale che può avere l’agroecologia col fine di creare comunità agricole sostenibili nel mondo. </span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nel nome, c’è la presenza della famiglia: Marta era infatti il nome della madre di Fernando Funes. La famiglia, oltre alla compagna e i figli, si è allargata anche a tutti i collaboratori che ora formano parte della comunità rurale. Nella <i>finca</i>, con le risorse naturali disponibili ed energie rinnovabili, vengono prodotti vegetali e altri prodotti ottenuti tramite metodi ecologici e vengono anche commercializzati in diversi segmenti di mercato: quanto ottenuto dalla vendita viene ripartito in modo equo tra tutte le persone che lavorano al progetto. </span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">In un mondo che presenta diverse sfide, come l’urbanizzazione, il cambiamento climatico, la degradazione del suolo e la perdita della biodiversità, creare sistemi alimentari che equilibrino le dimensioni sociali, economiche e ambientali è l’unica via per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. </span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La sovranità alimentare che il Paese sta promuovendo propone modelli sostenibile di produzione basati sull’agroecologia, sulla trasformazione di ogni angolo in giardini di alimenti, sulla partecipazione della famiglia e la ripartizione di terre per produrre iniziative proprie. La metafora del pozzo, si scrive nel libro, può essere lo specchio in cui si vedono riflessi coloro che guardando al futuro per raggiungere sovranità. </span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Funes afferma che le argomentazioni dell’agricoltura ecologica sono sempre più solide e pertinenti, tuttavia rimangono orfane dell’impegno politico, nazionale e globale, che dovrebbe constatare e rimediare al danno dell’industria che abusa del territorio naturale e comunitario: rimane aperta la domanda, aggiunge, sull’utopia della sovranità locale in un mondo globalizzato. Per Thomas Sankara, il Che del deserto burkinabé, la sovranità è quanto di più essenziale per la libertà di un popolo degno. </span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il libro invita anche a ragionare sulla necessità di un’integrazione tra dimensioni produttive, tecnologiche e socioeconomiche, sottostando comunque alla natura e non al nostro distruttivo antropocentrismo: passare, come nel caso di Funes, da essere un accademico ad essere un agricoltore. Come scrive lui stesso, solo le comunità hanno la capacità di radicare concetti e credenze, modi e tradizioni che perdurino: costruendo dal basso un fascino per il mondo rurale che possa raggiungere o superare quello per il mondo urbano. </span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/finca-marta-la-campagna-che-ride-e-piange/">Finca Marta, la campagna che ride e piange</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/finca-marta-la-campagna-che-ride-e-piange/">Finca Marta, la campagna che ride e piange</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Israele, democrazia sotto attacco?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Casolin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2023 16:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[#israele #legge #riforma #politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#124; Proposte di legge e proteste cittadine &#124; La riforma giudiziaria proposta dal premier israeliano</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">| Proposte di legge e proteste cittadine |</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>La riforma giudiziaria proposta dal premier israeliano ha dato il via a proteste che non si fermano nonostante essa sia stata formalmente sospesa.</i></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Risale a circa tre mesi fa la proposta di <strong>riforma giudiziaria</strong> del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il quale lo scorso 27 marzo ne ha annunciato la sospensione affermando di voler “evitare una guerra civile”. Alla proposta, infatti, erano seguite incessanti proteste da parte di un’alta percentuale della popolazione: ma in cosa consisteva tale riforma?</span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Partiamo col ricordare che Israele non ha alcuna costituzione e che l’approvazione o l’annullamento delle leggi è nelle mani della <strong>Corte Suprema</strong>, ovvero l’istituzione giudiziaria più importante dello Stato ebraico, in quanto responsabile del potere esecutivo: quest’organo è composto da 15 giudici, le cui nomine vengono effettuate da 3 membri della corte stessa, 2 avvocati e 4 politici scelti dal governo. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il principio a cui la Corte fa riferimento è quello della <strong>“ragionevolezza”</strong>, accompagnato da alcune leggi fondamentali: da quanto si ascolta nelle interviste fatte ai manifestanti, la popolazione ritiene che tali leggi fondamentali normalmente tutelino le minoranze, e che dunque il tentativo di indebolire i poteri decisionali della Corte potrebbe far sì che le decisioni vengano prese da un gruppo di pochi eletti, non necessariamente interessati a dare garanzie a gruppi minoritari. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il principio di ragionevolezza fa sì che la Corte abbia la facoltà di accogliere o affossare qualsiasi legge o provvedimento proposti dal governo, mentre la proposta di Netanyahu punta a ridurre tali poteri per affidarli invece al governo: infatti, il controverso disegno di legge avrebbe <strong>modificato la composizione del Comitato di nomina</strong> dei giudici in modo tale che la coalizione di governo possa contare su una maggioranza automatica ed impedito alla Corte Suprema di pronunciarsi sui ricorsi contro le Leggi Fondamentali – che nella giurisprudenza israeliana hanno valore quasi costituzionale.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">S</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">e da un lato </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">alcuni considerano </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">che un </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">dettaglio fondamentale sia il fatto che </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Netanyahu in questo momento </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">si trova</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> sotto processo per corruzione e altri reati, </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">dall’altro lui ritiene</span></span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">tali accuse </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">politicamente motivate </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">e punta a</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">d un</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> ribilanciamento – o accentramento – dei poteri</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">; </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">se </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">alcuni sostengono che </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">la riforma </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">mira a </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">ridurre i poteri di una Corte &#8220;eccessivamente interventista&#8221;, </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">per</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> altri invece è un vero e proprio </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">colpo di stato</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">.</span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Altro gesto che aveva fatto discutere ed accentuare le proteste era stato il <strong>licenziamento di Gallant</strong>, Ministro della Difesa, che aveva aspramente criticato la riforma; tuttavia, lo scorso 10 aprile Netanyahu ha annunciato che il ministro rimarrà al suo posto, dicendo: “Avevamo delle divergenze anche gravi, ma ho deciso di lasciarci alle spalle le discussioni”.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Durante una riunione del gabinetto di sicurezza riunito d’urgenza a seguito delle raffiche di <strong>razzi palestinesi</strong> lanciati dal Libano e dalla striscia di Gaza contro le comunità civili israeliane nel nord e nel sud del paese, ha inoltre aggiunto: “I nostri nemici farebbero meglio a non sbagliare nel valutarci. Il dibattito interno in Israele non ci impedirà di agire contro di loro ovunque e ogni volta che sarà necessario. Tutti noi, senza eccezioni, siamo uniti su questo”. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ad ogni modo, il 18 aprile Israele si è fermato per due minuti quando, al suono delle sirene, si è fatto silenzio per </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Yom HaShoah</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">ovvero il ricordo dei </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">6 milioni di ebrei uccisi dai nazisti e dai loro complici.</span></span></span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/israele-democrazia-sotto-attacco/">Israele, democrazia sotto attacco?</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/israele-democrazia-sotto-attacco/">Israele, democrazia sotto attacco?</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Epicentri sismici e geopolitici tra Siria e Turchia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Casolin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 May 2023 19:01:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[#siria # turchia #terremoto #geopolitica #sanzioni #europa #usa #aiutiumanitari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#124; Terremoti, aiuti umanitari e sanzioni &#124; Dopo la calamità, sorge nuovamente il dibattito riguardante</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">| Terremoti, aiuti umanitari e sanzioni |</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="CENTER"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-1960" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/05/Foto-2-300x199.jpg" alt="" width="461" height="306" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/05/Foto-2-300x199.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/05/Foto-2-1024x681.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/05/Foto-2-768x511.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/05/Foto-2.jpg 1280w" sizes="(max-width: 461px) 100vw, 461px" /></p>
<p lang="it-IT" align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Dopo la calamità, sorge nuovamente il dibattito riguardante gli aiuti umanitari negati alla Siria per via delle sanzioni ormai decennali contro il Paese. </i></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella notte tra il 5 e il 6 di febbraio, il sud della Turchia e il nord-ovest della Siria sono state colpiti da due forti scosse di terremoto: la prima ha registrato una <strong>magnitudo di 7,8 Mww</strong> – in una zona limitrofa a Gaziantep, a 90 km dal confine con la Siria – e la seconda è stata di magnitudo 7,5 Mww. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Già in passato, questi due Paesi sono stati protagonisti di terremoti, in particolare quello in Siria dell’anno 1822 aveva ucciso il 68% della popolazione: l’epicentro risulta collocato nell’incrocio tra i margini della placca anatolica, araba e africana. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Al momento presente, un paio di mesi dopo la calamità, oltre <strong>50.000 sono le vittime accertate</strong> – di cui la maggior parte in Turchia –, mentre i feriti sono più di 120.000; secondo UNICEF, ci sono 850.000 bambini sfollati e sono tra coloro che si trovano nelle condizioni peggiori. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La differenza tra Turchia e Siria, però, è che la prima è <strong>attrezzata per rispondere alle necessità della popolazione</strong> con rifugi temporanei, medici e servizi di base, mentre la seconda si trova in una situazione completamente differente. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Dal 2011, infa<span style="font-size: medium;">tti, la Siria è soggetta alle <strong>sanzioni europee e statunitensi</strong> contro il governo – per molti regime – di Bashar Al-Assad: proprio nel 2011 erano scoppiate delle proteste sulla scia delle primavere arabe che avevano preso piede in altri Paesi del Medio Oriente; da lì, si erano poi formati i gruppi dei cosiddetti “ribelli”, successivamente finanziati anche da parti terze – tra cui anche milizie dell’ISIS nel 2014 – che si opponevano e si oppongono tuttora ad Assad. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In questo modo, la guerra </span><span style="font-size: medium;">in Siria è diventata il conflitto più mortale del XXI secolo, raggiungendo, entro il 2021, un bilancio di <strong>600.000 vittime e milioni di rifugiati</strong>. È inoltre un territorio in cui vari Paesi terzi tengono le proprie truppe: tra questi, vi sono Russia, Iran, Turchia e Stati Uniti, oltre a gruppi paramilitari che sostengono le varie fazioni. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proprio la Russia e gli Stati Uniti hanno dichiarato, nel 2017, che l’ISIS era stato sconfitto, e ciò aveva fatto sì che le forze militari del governo di Assad ripristinassero il controllo sul territorio del Paese.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In questo momento, però, se gli Stati Uniti hanno deciso di allentare le sanzioni per sei mesi – solo in quanto a fondi trasmessi per via bancaria –, l’Unione Europea continua imperterrita con queste misure ultradecennali, <strong>ostacolando l’arrivo di aiuti umanitari</strong>. Secondo l’UNICEF, proprio in Siria sarebbe necessario un intervento urgente e consistente, che però tarda ad arrivare sia in quanto a beni primari, sia in quanto alla possibilità di ricostruire edifici o costruirne alcuni per le persone che ora sono senza casa: oltre ai danni del terremoto, g</span><span style="font-size: medium;">ià da anni e per via dei disagi della guerra, la Siria fa i conti con il maggiore numero di sfollati interni al mondo (6.8 milioni di persone sfollate, tra cui quasi 3 milioni di bambini). </span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Il 7 febbraio, la Croce Rossa e la </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Mezzaluna Rossa </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">hanno chiesto ai Paesi occidentali di revocare le sanzioni; d</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">all’Italia, comunque, sono partiti due <strong>aerei militari con aiuti diretti a Beirut</strong>, che poi vengono trasportati in Siria: speriamo sia un segno di apertura volto a capire che le sanzioni non servono a per mettere in ginocchio un Paese o un capo di Stato, bensì solo e soltanto il popolo. </span></span></span></span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/epicentri-sismici-e-geopolitici-tra-siria-e-turchia/">Epicentri sismici e geopolitici tra Siria e Turchia</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/epicentri-sismici-e-geopolitici-tra-siria-e-turchia/">Epicentri sismici e geopolitici tra Siria e Turchia</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Soluzioni per il Medio Oriente? Sì, ma Non Dalla Guerra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Casolin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 15:15:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[#giordania #educazione #pace #profughi #conflitto #siria #iraq]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#124; Educazione alla pace tra Italia e Giordania &#124; Tra Iraq, Arabia Saudita, Siria e</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">| Educazione alla pace tra Italia e Giordania |</span></span></span></p>
<p align="CENTER"><img decoding="async" class="wp-image-1923 aligncenter" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/04/Immagine-2-300x200.jpg" alt="" width="506" height="337" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/04/Immagine-2-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/04/Immagine-2-1024x683.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/04/Immagine-2-768x512.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/04/Immagine-2-1536x1024.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/04/Immagine-2.jpg 1920w" sizes="(max-width: 506px) 100vw, 506px" /></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Tra Iraq, Arabia Saudita, Siria e Israele, </i><i>la</i><i> Giordania diventa rifugio, crocevia ed incontro</i></span></span></p>
<p align="CENTER">
<p>Da anni il Medio Oriente è scenario di conflitti che non accennano a terminare, e in mezzo a questi fuochi c&#8217;è la Giordania, luogo sicuro per profughi di Paesi limitrofi e per Non Dalla Guerra, associazione di promozione sociale di cui Davide Travaglini, intervistato di quest&#8217;articolo, è portavoce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ciao Davide, innanzitutto ti chiedo com&#8217;è nata NDG e di cosa si occupa.</strong></p>
<p><em>È nata nel 2016 dopo un viaggio in Giordania di due ragazzi vicentini che, avendo visto la realtà </em><em>dell&#8217;accoglienza dei profughi siriani o iracheni</em><em>, hanno iniziato a proporre </em><em>un&#8217;esperienza di incontro in Giordania rivolta ad altri giovani. Da questo viaggio è emersa la necessità di parlare soprattutto a loro, da qui il motivo degli interventi nelle scuole. </em><em>Oltre alle attività in Giordania e negli istituti, nel 2020 abbiamo attivato la campagna “Vicini di banco” con lo scopo di supportare l&#8217;educazione di minori siriani, iracheni o giordani in situazioni di vulnerabilità: crediamo infatti nell&#8217;importanza dell&#8217;educazione come mezzo per migliorare la propria situazione e costruire un futuro privo di violenze.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A proposito di laboratori, nelle scuole fate un&#8217;attività interattiva legata alla riproduzione di suoni. Di cosa si tratta?</strong></p>
<p><em>Son</em><em>o Silent Lab o Silent Play, esperimenti con cuffie wireless il cui nome deriva dal marchio registrato della compagnia teatrale vicentina “La Piccionaia”, con cui abbiamo iniziato questo lavoro nella figura di Carlo Presotto. </em><em>Questi laboratori</em> <em>servono a sviluppare una sorta di empatia: ci sono tracce riguardanti persone che devono lasciare la propria casa e che ci chiedono di riflettere su noi e l&#8217;altro.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Spesso sentiamo parlare di Palestina, Siria e Israele, ma non molto di Giordania: come la descriveresti?</strong></p>
<p><em>Credo non venga nominata perché da anni è l&#8217;unico Stato del Medio Oriente a non aver avuto un conflitto direttamente in casa. C&#8217;è una monarchia parlamentare supportata dalla popolazione: per e</em><em>sempio, durante le primavere arabe il re ha cercato di venire incontro alle richieste con alcune riforme. </em><em>Oggi sono circa 3 milioni i rifugiati nel Paese, sugli 11 milioni di popolazione totale, la cui maggioranza è di origine palestinese&#8221; . </em><em>È un Paese prevalentemente desertico dove la mancanza di acqua è un tema centrale; l&#8217;economia si fonda su siti turistici come Petra, ma ha accusato il drastico calo di visitatori negli anni più caldi del conflitto siriano.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Potresti riassumere gli ultimi dieci anni in Siria, in relazione alla Giordania?</strong></p>
<p><em>Dagli anni &#8217;70 la Siria è governat</em><em>a dalla famiglia Assad, parte di una minoranza sciita che ha governato attraverso uno stretto controllo politico-sociale, reprimendo le opposizioni e discriminando la maggioranza (sunnita) della popolazione. La crisi attuale è </em><em>scoppiata nel 2011 con le primavere arabe, a cui l&#8217;eser</em><em>cito ha risposto in maniera radicale, reprimendo con la forza manifestazioni nate come pacifiche. Da quel momento è iniziata un’escalation di violenza che ha portato alla nascita dell&#8217;attuale guerra civile che vede lo scontro tra le forze governative e i ribelli: un contesto estremamente complesso nel quale dal 2014 si sono inserite anche le milizie legate anche all&#8217;ISIS. Nei primi anni le persone volevano restare in Siria con la speranza di cambiare le cose, poi hanno cominciato a spostarsi. In Giordania, la lingua araba e la maggioranza sunnita hanno generato vicinanza con i siriani, che hanno raggiunto il paese nella speranza di poter un giorno tornare nel loro paese. Gli iracheni invece, prevalentemente cristiani, hanno raggiunto la Giordania in attesa di un visto per raggiungere gli Stati Uniti, l&#8217;Australia o il Canada. Ora i siriani con cui abbiamo parlato ci hanno raccontato la loro idea di rimanere: forse per via di una cristallizzazione della situazione, con i curdi a nord minacciati, la città di Idlib in mano a ribelli aiutati dalla Turchia e la maggior parte del Paese che è tornata nelle mani di Bashar al-Assad. </em><em>Proprio per questo motivo il nostro focus è da a</em><em>nni l&#8217;educazione: queste realtà soffrono e vengono aiutate nell&#8217;emergenza immediata, ma le crisi che subiscono possono durare decenni e per questo è importante guardare al lungo periodo e al bisogno delle persone di ricominciare.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nel vostro Manifesto si legge: “Siamo preoccupati per il sorgere di governi antiliberali e populisti. Li vediamo come un risultato di problemi strutturali e come conseguenza di una crisi di valori”. Come pensi stia operando la politica italiana rispetto al Medio Oriente?</strong></p>
<p><em>Come associazione che crede nel diritto di viag</em><em>giare, abbiamo cercato di denunciare l&#8217;ampio piano europeo per il contenimento dei flussi migratori attraverso l&#8217;esternalizzazione delle frontiere. È un problema che interessa il Medio Oriente, ma che ci riguarda da vicino per quanto concerne le rotte nel Mediterraneo centrale: gli accordi Italia-Libia, rinnovati tacitamente anche quest&#8217;anno, ne sono un esempio. In senso più ampio, da anni siamo abituati a sentire slogan semplicistici in risposta a problemi estremamente complessi: la migrazione è gestita come un&#8217;emergenza, ma un&#8217;emergenza dura 5 anni al massimo, dopodiché diventa un fenomeno strutturale e sistemico che va capito e affrontato con il giusto approccio.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sempre dal Manifesto: “NDG significa che non esiste risposta o soluzione che venga dalla guerra”. Come caleresti questa frase in questo o altri conflitti?</strong></p>
<p><em>Da anni nel nostro lessico è centrale la guerra, il difendersi da qualcosa. Nelle scuole diciamo che la pac</em><em>e è spesso co</em><em>nsiderata un&#8217;utopia, ma “pace” non è bandiere arcobaleno e gessetti colorati, è qualcosa di concreto: è capire che l&#8217;industria delle armi crea disuguaglianze, che quello che faccio nel mio quotidiano ha delle ripercussioni. </em><em>Da un anno a questa part</em><em>e, la guerra che come italiani abbiamo in mente è quella in Ucraina, ma al mondo ci sono oltre 60 conflitti di</em><em> cui non sentiamo parlare. Dobbiamo chiederci che ruolo abbiamo noi e che ruolo ha l&#8217;Italia, la cui industria bellica vende armi ai Paesi in guerra o Paesi limitrofi che le recapitano: ciò crea instabilità, quindi poi non possiamo stupirci se le persone di quei posti cercano rifugio altrove.</em></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/soluzioni-per-il-medio-oriente-si-ma-non-dalla-guerra/">Soluzioni per il Medio Oriente? Sì, ma Non Dalla Guerra</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/soluzioni-per-il-medio-oriente-si-ma-non-dalla-guerra/">Soluzioni per il Medio Oriente? Sì, ma Non Dalla Guerra</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>La parabola venezuelana: un socialismo al tramonto</title>
		<link>https://www.proposte-uils.it/la-parabola-venezuelana-un-socialismo-al-tramonto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-parabola-venezuelana-un-socialismo-al-tramonto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Casolin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Mar 2023 19:31:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[#chavez]]></category>
		<category><![CDATA[#esodo]]></category>
		<category><![CDATA[#maduro]]></category>
		<category><![CDATA[#socialismo]]></category>
		<category><![CDATA[#venezuela]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#124; Dalla morte di Chávez, in Venezuela è iniziato un declino decennale che non smette</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">| Dalla morte di Chávez, in Venezuela è iniziato un declino decennale che non smette di infiammare il dibattito |</span></span></span></p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER"><a href="https://www.uils.it/periodico-proposte-uils-n-2-febbraio-2023/"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Proposte N. 2 – Febbraio 2023</b></span></span></span></a></p>
<p lang="it-IT" align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Da anni protagonisti dei media internazionali, Maduro e il suo Paese lo sono anche in questa intervista al giornalista Pareggiani</i></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lo scorso 12 gennaio, il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha detto all&#8217;Assemblea Nazionale che “una nuova era sta arrivando per unire gli sforzi e i cammini dei popoli dell&#8217;America Latina e dei Caraibi”. Al potere dal 2013, Maduro è stato subito al centro di polemiche: pur seguendo il cammino tracciato da Chávez, suo predecessore, in questo ultimo decennio ha portato il Paese ad una crisi economica e umanitaria senza precedenti. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Facciamo dunque un&#8217;analisi al riguardo insieme a Riccardo Pareggiani, fotogiornalista e ricercatore presso Independent Diplomat.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Negli ultimi anni, il Venezuela è comparso sempre più spesso nei media occidentali per via di una forte ondata migratoria: quali sono le principali ragioni di tale migrazione?</b></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ad oggi sono quasi 7.5 milioni i venezuelani in diaspora, 1.5 in Colombia, 800.000 in Ecuador e molti anche in Europa. Tra il 2014 e il 2017 ci sono intense manifestazioni a seguito della morte di Chávez e della presa di potere di Maduro, che stringe la morsa sui dimostranti: all&#8217;interno del Paese si crea dunque una situazione di grande tensione ed instabilità, a cui si aggiungono un impoverimento catastrofico dovuto all&#8217;embargo messo dagli USA e l&#8217;impossibilità di produrre greggio ed esportarlo come si faceva prima.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Nella storia politica del Venezuela, è innegabile la rilevanza di Chávez, sia essa connotata positivamente o negativamente. Con che aggettivi lo descriverebbe? </b></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Personalmente mi discosto dall&#8217;ideologia e trovo che in un primo momento fosse veramente un nuovo <i>libertador</i>. È stato un innovatore e un rivoluzionario, poi capita spesso che il potere logora chi ce l&#8217;ha, e questo ha fatto sì che la sua idea di socialismo cattolico degenerasse.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Descriverebbe Maduro, suo successore, con gli stessi aggettivi? </b></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">No, lo descriverei come un burbero sanguinario e paranoico. Ha preso ciò che diceva Chávez e che poteva aver senso (perché la costruzione di una società socialista in modo virtuoso implica che tutto è preso in mano dallo Stato con lo scopo di ridistribuirlo): però non ha assolutamente capito il discorso della redistribuzione, anzi ha accentrato tutto dando il potere ai militari.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Quattro anni fa, durante le proteste, Guaidó si autoproclamava presidente ad interim: come crede sia stato percepita questa figura in Venezuela? </b></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La parabola di Guaidó è molto interessante, perché fa capire come un personaggio venga creato e smantellato. È stato considerato come una sorta di salvatore della patria, un dio sceso in terra, ma purtroppo era completamente agganciato agli Stati Uniti. Diciamo che, ora che anche gli USA l&#8217;hanno mollato, il suo <i>appeal</i> è completamente scemato.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>All&#8217;epoca furono resi noti dei contatti tra Guaidó e gli Stati Uniti. Che ruolo crede che gli USA abbiano avuto – nella storia del Venezuela e magari anche di altri Paesi del Centro e Sud America? </b></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tali non sono mai stati un grande segreto. Ricordo che nel 2019 John Bolton, Capo della Sicurezza durante la presidenza Trump, fece intravedere un foglio in cui si leggeva <i>“5000 troops to Colombia”</i>: si parlava di un ingresso di militari statunitensi in appoggio a Guaidó. Non dimentichiamo poi che nello stesso anno, sui ponti di Cúcuta (confine colombo-venezuelano), Guaidó rientrò nel Paese con dei camion di USAID.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In generale, gli USA hanno una storia abbastanza negativa nei rapporti col Sud America, perché l&#8217;hanno sempre considerata il loro <i>backyard</i>: l&#8217;Operazione Condor, i Contras, la Baia dei Porci&#8230; Hanno provato in tutti i modi a gettare le loro basi in questo continente – da sempre di stampo socialista, se non comunista – per impedire che facesse passi in una direzione contraria alla loro.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Chávez si contrappose in modo molto deciso agli Stati Uniti. Crede che avesse ragione a considerarli la causa principale delle difficoltà economiche del Venezuela? </b></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Chávez si è contrapposto agli Stati Uniti perché loro si sono sempre attivati per ottenere cambi di regime nel Paese, come in Nicaragua, a Cuba&#8230; Inoltre, gli interessi degli USA nel petrolio venezuelano erano estremamente grandi ed aggressivi. Ora anche Biden, data la crisi del gas, è tornato a Caracas e ha tolto il Venezuela dalla lista dei public enemies per avere il greggio.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Molto brevemente, come descriverebbe la situazione del Venezuela in questo momento? E come crede che potrebbe essere tra qualche anno? </b></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La situazione è drammatica. C&#8217;è un&#8217;indagine formale aperta presso la Corte Penale Internazionale per sequestri, sparizioni, torture. Considerando che il Venezuela ha 30 milioni di abitanti, 7 milioni di espatriati sono un dramma, segno di una grande crisi, un governo sanguinario e uno stato di diritto assolutamente annullato. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un cambiamento è necessario – quando non è imposto, per tornare al problema degli Stati Uniti. L&#8217;anno prossimo ci saranno le primarie dell&#8217;opposizione, ma i presupposti non sono buoni. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il Venezuela appare come un Paese allo stremo. Grazie al petrolio era uno dei più ricchi al mondo: negli anni &#8217;80-&#8217;90, se i venezuelani chiedevano 2 galloni di benzina, li ricevevano assieme a 20 dollari, tanto era il petrolio che avevano. Ora il Paese è in ginocchio, ma va tenuto sott&#8217;occhio perché è sempre al centro della geopolitica.</span></span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/la-parabola-venezuelana-un-socialismo-al-tramonto/">La parabola venezuelana: un socialismo al tramonto</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/la-parabola-venezuelana-un-socialismo-al-tramonto/">La parabola venezuelana: un socialismo al tramonto</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Il caos sociale in Perù dopo l&#8217;autogolpe fallito di Castillo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Casolin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2023 17:14:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[peru]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[proteste]]></category>
		<category><![CDATA[repressione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#124; Dopo un anno e mezzo, è stato deposto il presidente peruviano. È il sesto</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">| Dopo un anno e mezzo, è stato deposto il presidente peruviano. È il sesto in quattro anni |</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><a href="https://www.uils.it/periodico-proposte-uils-n-1-gennaio-2023/"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Proposte N. 1 &#8211; Gennaio 2023</span></a></b></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Dopo l&#8217;arresto dell&#8217;ormai ex-presidente, ora condannato a 18 mesi di detenzione preventiva, la popolazione e le forze dell&#8217;ordine si sono scontrate in maniera violenta.</i></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;">“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il nefasto lavoro di ostruzionismo della maggior parte dei deputati è riuscito a creare il caos con l&#8217;obiettivo di arrivare al governo prescindendo dalla volontà popolare e dall&#8217;ordine costituzionale”: così Pedro Castillo ha iniziato il suo ultimo messaggio alla nazione in qualità di presidente. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lo scorso 7 dicembre doveva essere discussa una <strong>mozione di sfiducia</strong> nei suoi confronti – la terza in un anno e mezzo di mandato –, e il presidente ha deciso di anticiparla tentando quello che è stato definito come “autogolpe”: lo scopo principale era sciogliere il Congresso. È stato però anticipato a sua volta e, un&#8217;ora dopo, la mozione di sfiducia ha visto 101 voti favorevoli su 130. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dopo il suo messaggio alla nazione, il potere giudiziario, il tribunale costituzionale, le forze armate e la polizia nazionale si erano dichiarate contro Castillo, rinunciando agli incarichi. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le cose erano andate diversamente trent&#8217;anni fa: il presidente di allora, <strong>Alberto Fujimori</strong>, non aveva affatto tremato nell&#8217;annunciare lo stesso autogolpe, mentre Castillo è apparso agli occhi di tutti particolarmente teso – alcuni politici hanno ipotizzato intossicazione ed induzione. Fujimori invece aveva proclamato lo stato d&#8217;emergenza nazionale e ricevuto l&#8217;appoggio delle forze dell&#8217;ordine, portando a termine il suo intento ed apportando modifiche anche alla Costituzione. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">È contro questa stessa <strong>Costituzione</strong> che si scaglia oggigiorno parte della popolazione, affermando che per Castillo – così come per i suoi predecessori, anch&#8217;essi di breve durata – era diventato praticamente impossibile governare dato l&#8217;alto grado di ostruzionismo che l&#8217;opposizione è legittimata a fare. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Inoltre, tale popolazione è scesa nelle strade per protestare: subito, è seguita la dura repressione della polizia che in alcuni video viene ripresa mentre spara pallottole e lacrimogeni contro i manifestanti – definiti terroristi –, con lo scopo di disperdere e ferire, arrivando anche ad uccidere. <strong>Fin&#8217;ora, 26 persone sono morte durante le proteste</strong>. Tra le zone più infiammate, vi sono Ayacucho, Apurimac, Arequipa e Cuzco: è il sud del Paese, che fin da subito si era sentito rappresentato da Castillo. </span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Infatti, quando nel 2019 aveva vinto contro Keiko, figlia di Fujimori, la sua vittoria aveva fatto ben sperare, perché il suo programma politico era a favore dell&#8217;educazione popolare, della nazionalizzazione delle industrie e di una nuova Costituzione: “questa volta <strong>un governo del popolo</strong> è arrivato per governare con il popolo e per il popolo, per costruire dal basso. Sarà la prima che volta che il Perù sarà governato da un contadino”, aveva detto. Figlio di contadini, aveva lavorato come risicoltore in Amazzonia ed era diventato insegnante di scuola primaria, divenendo conosciuto durante lo sciopero degli insegnanti del 2017.</span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tuttavia, anche l&#8217;ex-presidente boliviano<strong> Evo Morales</strong> ha da poco riconosciuto che Castillo ha dovuto governare in un sistema istituzionale “perverso&#8221;, con la Costituzione di Fujimori e con un Parlamento a maggioranza fujimorista. Tre dettagli più che rilevanti, poiché al Congresso va chiesto il permesso per nominare i ministri e viaggiare all&#8217;estero e perché l&#8217;articolo 113 della Costituzione stabilisce che tra i motivi per la rimozione del presidente vi è anche la “permanente incapacità morale o fisica, dichiarata dal Congresso.”</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">È proprio con questa motivazione che dopo solo quattro mesi dall&#8217;elezione è arrivata la prima mozione per “permanente incapacità morale”, seguita da una seconda a marzo 2022 e dall&#8217;ultima, questo dicembre.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Riassumendo, possiamo dire che le cause principali dietro a questa destituzione sono la grande <strong>frammentazione dei partiti</strong> che spesso impedisce ad un presidente di ottenere la maggioranza, la tendenza dei partiti dell&#8217;opposizione a generare un clima teso ed avere elezioni anticipate e una <strong>presidenza debole</strong> che, oltre alle accuse di corruzione ed incompetenza, non è riuscita a creare un governo stabile, nominando più di 50 ministri in meno di 12 mesi. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il Congresso ora è pieno di parlamentari che rappresentano semplicemente se stessi ed interessi imprenditoriali, mentre i manifestanti chiedono che i deputati e la neo-presidente Dina Boluarte rinuncino e che ci siano elezioni anticipate. La stessa Boluarte, però, ha recentemente affermato che le elezioni si svolgeranno ad aprile 2024, inasprendo ulteriormente le proteste e le conseguenti <strong>repressioni</strong>, che continuano a mietere vittime.</span></span></span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/il-caos-sociale-in-peru-dopo-lautogolpe-fallito-di-castillo/">Il caos sociale in Perù dopo l’autogolpe fallito di Castillo</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/il-caos-sociale-in-peru-dopo-lautogolpe-fallito-di-castillo/">Il caos sociale in Perù dopo l&#8217;autogolpe fallito di Castillo</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Lula libero e presidente: il Brasile è tornato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Casolin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2022 17:05:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[lotta]]></category>
		<category><![CDATA[lula]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#124; Dopo il Perù e la Colombia, anche il Brasile svolta a sinistra &#124; Proposte</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">| Dopo il Perù e la Colombia, anche il Brasile svolta a sinistra |</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://www.uils.it/periodico-proposte-uils-n-12-dicembre-2022/"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Proposte N. 12 &#8211; Dicembre 2022</span></b></span></span></span></a></p>
<p lang="it-IT" align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Dopo due mandati e un anno e mezzo di carcere per false accuse, Lula torna ad essere eletto dal popolo.</i></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;">“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Hanno provato a seppellirmi vivo, ma ora sono qua.” Così ha parlato Luiz Inácio Lula da Silva _ conosciuto dai più come Lula &#8211; dopo la vittoria elettorale dello scorso 30 ottobre.</span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Nato in una famiglia povera del Pernambuco, dopo qualche anno si trasferisce nello Stato di San Paolo e successivamente inizia a lavorare come lustrascarpe; a 19 anni perde il mignolo della mano sinistra in un incidente in fabbrica ed è intorno a quel periodo che inizia ad interessarsi alle attività del </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><strong>sindacato</strong>.</span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="color: #202122;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Nel 1980, nel pieno de</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">lla </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">dittatura militare brasiliana</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, assieme a professori, sindacalisti ed intellettuali, fonda il </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><strong>Partido dos Trabalhadores</strong>.</span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Nel 1986 conquista un seggio al Congresso e nel 1989 si candida alla presidenza come rappresentante del PT: tuttavia, non piacendo ad imprenditori e banchieri, viene penalizzato da alcuni brogli elettorali che fanno sì che manchino</span></span> sezioni di voto in quartieri poveri – in cui Lula era ampiamente favorito. <span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Nel 1990 decide di non candidarsi, però nel 2002 vince le elezioni con il <strong>61% delle preferenze</strong> e quattro anni dopo viene riconfermato presidente. Nel 2010, non potendosi candidare per un terzo mandato consecutivo, indica come suo successore la politica ed economista </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Dilma Rousseff.</span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Al centro della politica di Lula vi sono sempre stati programmi sociali basati sulla lotta alla fame: emblematico è stato </span></span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Fome Zero</i></span></span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, che prevedeva la costruzione di cisterne per l&#8217;acqua nella regione semi-arida del </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Sertão</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, oltre a misure per contrastare la gravidanza adolescenziale, rafforzare l&#8217;agricoltura e distribuire una quantità minima di denaro ai poveri. Ad ogni modo, il</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> più grande programma sociale è stato </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Bolsa Família</i></span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">: </span></span></span>esso, assieme a <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Brasil Sem Miseria</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, che erogava sussidi a milioni di famiglie garantendo sostentamento e scolarità gratuita, ha contribuito a migliorare le condizioni di vita. </span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">G</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">razie a queste politiche di welfare, nel 2005 il Brasile <strong>ha ripagato il suo debito con il Fondo Monetario Internazionale</strong> e, tra il 2004 e il 2012, la deforestazione amazzonica è diminuita da 27700 a 4500 km² all&#8217;anno. </span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;attività politica di Lula viene bruscamente interrotta da accuse di corruzione, ma nel 2019, dopo 589 giorni incarcerato, viene rilasciato, e nel 2021 viene prosciolto da ogni accusa dal Tribunale Supremo Federale del Brasile: proprio quest&#8217;istituzione ha riconosciuto una certa &#8220;parzialità&#8221; di giudizio, in particolare da parte del giudice Sergio Moro – in seguito nominato Ministro della Giustizia durante la presidenza Bolsonaro.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Tuttavia, dopo aver riacquistato i diritti civili e politici, quest&#8217;anno Lula si è candidato per il suo <strong>terzo mandato</strong>, vincendo con il </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">50,9 % dei voti: “questa vittoria non è mia o del mio partito, è del popolo brasiliano”, ha detto. </span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ha poi proseguito parlando dei valori fondanti del suo programma, che in fondo rispecchiano le necessità della gente comune: crescere un figlio in sicurezza, un salario giusto, diritto alla salute e all&#8217;educazione, libri anziché armi – poiché “la cultura alimenta la nostra anima”. Ha inoltre affermato che il Brasile è tornato e smetterà di essere il paria del mondo, rifiutando accordi commerciali che lo condannino all&#8217;eterno ruolo di esportatore di materie prime. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La vittoria di Lula segna la svolta a sinistra di un altro Paese sudamericano: in questo caso, il più grande, il più popoloso e con la quota maggiore della foresta amazzonica.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E, proprio durante la <strong>Cop27</strong> dello scorso 16 novembre, il presidente ha fatto dell&#8217;Amazzonia uno dei nuclei del discorso, scagliandosi anche contro il governo precedente: “il Brasile è riuscito a fermare l&#8217;avanzata della destra autoritaria e del negazionismo climatico, e da questo risultato non dipendono solamente la pace e il benessere del popolo brasiliano, ma anche la <strong>sopravvivenza dell&#8217;Amazzonia</strong> e pertanto la sopravvivenza del nostro pianeta.” Ha inoltre sottolineato il negazionismo con cui è stata affrontata la pandemia, che ha ucciso 700.000 brasiliani.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra le sue proposte, vi è quella di includere più nazioni nel Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU; ha anche annunciato che, dopo le elezioni, Germania e Norvegia hanno pensato di ri-aprire il Fondo Amazzonia per tutelare ulteriormente la foresta: infine, ha espresso il desiderio che il Brasile ospiti la Cop del 2025, precisamente l&#8217;Amazzonia.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Questo governo sembra sognare in grande: lotta alla fame, alla povertà, al cambiamento climatico, alla devastazione dell&#8217;Amazzonia&#8230; ma Lula ha 77 anni, si potrebbe obiettare. Ci piace concludere con la risposta che lui stesso ha dato il 30 ottobre: “n</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">on è l&#8217;età che invecchia una persona, è la mancanza di una motivazione. Il Brasile è la mia motivazione, il popolo è la mia motivazione, <strong>combattere la miseria</strong> è la ragione per la quale voglio vivere fino alla fine della mia vita.”</span></span></span></span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/lula-libero-e-presidente-il-brasile-e-tornato/">Lula libero e presidente: il Brasile è tornato</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/lula-libero-e-presidente-il-brasile-e-tornato/">Lula libero e presidente: il Brasile è tornato</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Dal basso e a sinistra: una Colombia inedita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Casolin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2022 16:59:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[colombia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[guerriglia]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#124; Dopo più di due secoli, la svolta &#124; Proposte N. 11 &#8211; Novembre 2022</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">| Dopo più di due secoli, la svolta |</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://www.uils.it/periodico-proposte-uils-n-11-novembre-2022/"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Proposte N. 11 &#8211; Novembre 2022</span></b></span></span></span></a></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>In agosto è stato eletto il primo presidente di sinistra nella storia del paese sudamericano, e, a pochi mesi dal suo insediamento, ha preso decisioni mancanti da molto tempo e parlato la lingua del popolo.</i></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">C&#8217;è sempre una prima volta, e mai come nella Colombia di oggi questa frase si sposa con i risultati delle elezioni, che in agosto hanno visto trionfare – <strong>per la prima</strong> volta appunto –<strong> la sinistra</strong>: ufficialmente presidente a seguito del ballottaggio è Gustavo Petro. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alle basi del suo impegno politico, per lui vi sono il colpo di Stato in Cile ai danni di Allende (1973) e la lettura di García Márquez; non a caso Aureliano, personaggio di &#8220;Cent&#8217;anni di solitudine&#8221;, è stato un suo pseudonimo durante l&#8217;attivismo presso il M-19, gruppo guerrigliero di <strong>orientamento socialista e democratico</strong>: con tale gruppo, nel 1990, il governo ha firmato un accordo di pace.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proprio il 7 agosto, il leader della coalizione Pacto Histórico aveva affermato che “oggi è la giornata delle strade e delle piazze”, promettendo di dedicare la propria esistenza alla costruzione di una Colombia diversa in cui vi siano <strong>istruzione superiore gratuita, aumento delle pensioni e superamento della dipendenza dal petrolio e del carbone</strong>; nel programma si parlava anche di una riforma agraria per rendere nuovamente produttivi 15 milioni di ettari, infrastrutture per l&#8217;accesso all&#8217;acqua, investimenti nella ricerca, riforma fiscale e riforma del sistema sanitario.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Appare inoltre molto forte la volontà di ascoltare e rispondere alle esigenze di maggioranze spesso silenziate quali le popolazioni contadine e indigene; la vicepresidente Francia Márquez ha sottolineato come questa vittoria, dopo 214 anni, porti a <strong>un governo “del popolo</strong>, della gente con i calli alle mani”: riprendendo lo scrittore uruguaiano Galeano, “dei nessuno e delle nessuno”.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Anche l&#8217;assenza, al momento, di accuse di corruzione sembra giocare a favore della fiducia in questi politici. Negli ultimi decenni, difatti, il Paese è stato costantemente permeato da casi di corruzione, appropriazione illecita di terre, militarizzazione, vincoli tra presidenti e narcotrafficanti, repressioni violente, </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><i>desaparecidos</i></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"> e omicidi. Scottante è anche il tema dei falsi positivi, ovvero attivisti e giovani uccisi con l&#8217;inganno e dipinti come vittime dei combattimenti: tema denunciato da Petro già quando era parlamentare.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel mese e mezzo tra la sua elezione e il suo insediamento, ha negoziato con i partiti politici centristi e di destra per costruire una maggioranza al Congresso; inoltre, pochi giorni prima del suo insediamento, ha mantenuto la promessa elettorale di approvare l&#8217;<strong>accordo di Escazú</strong>, il più importante trattato di protezione ambientale adottato in America Latina – in precedenza respinto quattro volte dai senatori. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Esattamente l&#8217;11 agosto, Colombia e Venezuela hanno ristabilito le relazioni diplomatiche dopo una pausa di tre anni, e Petro ha annunciato che andrà alla riapertura della frontiera tra i due Paesi, dove si coopererà per contrapporsi a guerriglieri, paramilitari e trafficanti di droga. Ha anche ripreso i <strong>negoziati di pace</strong> con i guerriglieri dell&#8217;Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), sospesi dal precedente governo: tale ripresa è stata sostenuta dall&#8217;ONU in alcune dichiarazioni. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nelle ultime settimane, Petro ha annunciato una graduale sospensione dello sfruttamento petrolifero nella foresta amazzonica: la proposta include coinvolgere la comunità internazionale nella lotta contro la deforestazione ed istituire un fondo internazionale che serva per conservare la foresta e pagare agricoltori incaricati di prendersi cura della foresta e recuperare le aree disboscate. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proprio nel suo <strong>discorso all&#8217;ONU</strong> del 20 settembre, Petro ha parlato della “bellezza insanguinata” della sua terra, in cui la grande ricchezza naturale viene abusata dai centri di potere: facendo riferimento alla coca, ha parlato di come venga costantemente attaccata con glifosato che poi inquina le acque e di come i suoi coltivatori vengano arrestati, nonostante sia ciò che serve loro per sopportare l&#8217;altitudine o la stanchezza del lavoro. Ha evidenziato come spesso la colpa venga data appunto alla coca e a chi la coltiva e non alla società capitalista e consumista che fa sì che una persona arrivi ad anestetizzarsi con la droga: “la malattia della solitudine non si cura con il glifosato sulla selva”, ha affermato, “e diminuire il consumo di droghe non implica armi, bensì costruire una società diversa”. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ha anche rivolto critiche agli Stati Uniti per le numerose invasioni, citando le <strong>conseguenze del capitalismo</strong> speculativo; sulla lotta al cambiamento climatico, invece, ha detto che oltre ad essere un fallimento, ha anche una causa: tale causa è il capitale, che esiste per poter aumentare la produzione di molti e i guadagni di pochi. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Concludendo, ha parlato come avrebbe parlato Pertini: “non c&#8217;è pace totale senza giustizia sociale, economica e ambientale.<strong> Senza giustizia, non ci sarà pace sociale</strong>.”</span></span></span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/dal-basso-e-a-sinistra-una-colombia-inedita/">Dal basso e a sinistra: una Colombia inedita</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/dal-basso-e-a-sinistra-una-colombia-inedita/">Dal basso e a sinistra: una Colombia inedita</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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