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	<title>#ambienteterritorio - Proposte-UILS</title>
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		<title>La questione Fukushima impone un pensiero sul nucleare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Oct 2023 10:48:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[#ambienteterritorio]]></category>
		<category><![CDATA[#centralenucleare]]></category>
		<category><![CDATA[#fukushima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mese scorso è partito il processo di bonifica del sito nucleare nipponico coinvolto nello</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il mese scorso è partito il processo di bonifica del sito nucleare nipponico coinvolto nello tsunami del 2011. A più di dieci anni dall’evento sismico e dalle conseguenze sulla centrale di Fukushima si continua a trattare la questione spigolosa delle scorie radioattive e delle procedure necessarie per smantellare completamente la centrale.</span></h2>
<blockquote>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">È iniziato il processo di svuotamento della centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi, cosa accade a livello ambientale e politico</span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Lo scorso 24 Agosto 2023 è ufficialmente iniziato il processo di sversamento nell’Oceano Pacifico giapponese delle acque reflue della centrale di Fukushima Dai-ichi per permettere il completo smantellamento della centrale nucleare lesionata e “inutilizzata” dal tragico evento sismico che la coinvolse.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ciò che si è concretizzato è solo la prima fase di uno<em> step</em> di svuotamento e sversamento delle acque di raffreddamento che vede la Cina e la Corea del Sud fermamente contrarie, da un lato, in opposizione ai Paesi ONU apparentemente più solidali alle decisioni giapponesi, dall’altro.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il processo in questione prevede il rilascio, nelle acque del nord-est del Giappone, degli scarti reflui di raffreddamento della centrale nucleare di Fukushima ormai inattiva dalla data del terribile maremoto che ne ha compromesso il funzionamento. </span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">A livello tecnico è previsto un rilascio di un massimo di 500.000 litri al giorno di acqua contaminata in mare per i prossimi 30 anni circa immessa da un condotto sottomarino ad un Km circa di lontananza dalle coste. Si tratterebbe di acque precedente pompate e filtrate da un apposito meccanismo (in gergo tecnico denominato ALPS, acronimo di Advanced Liquid Processing System) che ha il compito di filtrare le acque contaminate e far sì che le stesse non siano più nocive per l’ambiente e, quindi, per l’uomo.</span></p>
<p align="justify"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-2110 alignleft" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/10/fukushima-radiazioni-simbolo-300x300.jpg" alt="Simbolo pericolo contaminazione nucleare" width="300" height="300" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/10/fukushima-radiazioni-simbolo-300x300.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/10/fukushima-radiazioni-simbolo-1024x1024.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/10/fukushima-radiazioni-simbolo-150x150.jpg 150w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/10/fukushima-radiazioni-simbolo-768x768.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2023/10/fukushima-radiazioni-simbolo.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Attraverso tale processo depurativo, aiutato da una serie di specifiche reazioni chimiche, si è riusciti a eliminare 62 radionuclidi dalle acque contaminate ma la questione spinosa toccherebbe un unico elemento che non si riesce ad eliminare del tutto ma solo a ridurre: il trizio. Proprio il trizio (idrogeno-3), infatti, continuerebbe ad essere presente nelle acque depurate e pronte ad essere versate nel mare. Sia il governo nipponico che l’organismo di controllo preposto dell’ONU (Agenzia Internazionale per l’ Energia Atomica &#8211; AIEA) sembrano stabilire che la concentrazione dello stesso è ben al di sotto la soglia critica per la natura e per l’uomo: 1500 Bq/L (becquerel per litro) rispetto ai 60000 Bq/L consentiti dalla normativa giapponese. Aggiungendo che si tratta di valori ben più bassi rispetto agli sversamenti in mare attualmente in atto da tutte le centrali nucleari costiere attive (comprese quelle cinesi). </span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify">Questo tuttavia non ha vietato l&#8217;insorgere di una controversia tra Pechino e Tokyo con la prima che ha vietato l&#8217;ingresso di prodotti ittici dal Giappone con conseguenze economiche significative oltre che un rimbalzo di accuse tra i due Paesi orientali che sembra non volersi esaurire con questa procedura.</p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La centrale nucleare di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fukushima">Fukushima</a> fu coinvolta in una esplosione (11 Marzo 2011) che ne ha irrimediabilmente compromesso la funzionalità meccanica costringendo il governo giapponese a fermare immediatamente il sito nucleare stesso. </span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">L’episodio alla centrale nucleare di Fukushima fu talmente tanto rilevante da essere classificato come di livello 7 (il più alto nella scala di pericolosità), avvenne alle ore 14:46, a circa 29 Km di profondità con epicentro nell’Oceano Pacifico, a circa 72 Km dalle coste della penisola di Oshika della regione di T<span style="color: #000000;">ō</span><span style="color: #000000;">hoku </span><span style="color: #000000;">ed è considerato il quarto evento sismico più forte a livello mondiale con metodi moderni dal 1900.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="color: #000000;">La potenza di deflagrazione di questa scossa, durata ben 6 minuti, </span><span style="color: #000000;">provocò un movimento sismico di scuotimento di 9 punti nella scala Mercalli sulla terra ferma adiacente e</span> <span style="color: #000000;">n</span><span style="color: #000000;">ei due giorni successivi (12 e 13 Marzo) si verificarono altre scosse sismiche con valori </span><span style="color: #000000;">compresi tra i 6 e 7,4 di magnitudo.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Dal punto di vista tecnico, la centrale di Fukushima fu “addormentata” ma come ogni centrale di questa natura non si può mai realmente spegnere del tutto; il nocciolo radioattivo che alimenta l’intera struttura deve essere continuamente refrigerato per impedirne la fissione e la successiva esplosione.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Proprio il continuo bisogno di acqua a basse temperature ha fatto sì che negli ultimi anni i silos di stoccaggio dell’acqua refrigerante si ponessero come ulteriore problema: dove smaltire suddetta acqua in eccesso? Per capire di cosa si sta parlando occorre dare alcune cifre: si parla di un totale di circa un milione di acqua trattata (quest’ultima è una miscela di acqua meccanicamente immessa e acqua piovana convogliata <em>ad hoc</em>), pari a circa 540 piscine olimpioniche scaricate nell’Oceano Pacifico nei prossimi 30 anni.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il governo giapponese ha già tenuto a precisare che la procedura sarà controllata a livello capillare in modo da essere meno impattante possibile nei confronti dell’ambiente. Il primo ministro Fumio Kishida ha, infatti, spiegato che sono state messe in atto tutte le precauzioni del caso per non contaminare le acque territoriali nazionali ma Greenpeace Giappone<span style="color: #ff0000;"> [1]</span> e le associazioni ittiche giapponesi sono fermamente contrarie sia per le ripercussioni ambientali che di immagine che ne conseguiranno. Entrambi hanno sollevato molti dubbi sull’effettivo pompaggio e filtraggio di tutta l’acqua che dovrà essere immessa nell’Oceano.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Siamo solo all’inizio di una “diatriba” tra potenze economiche asiatiche che è destinata purtroppo a persistere nei prossimi mesi e anni; l’unica cosa certa sembra essere che tra Giappone e Cina la questione dello sversamento di Fukushima potrebbe determinare altre scelte economiche e politiche significative. </span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Resta una domanda da posi: in tutto ciò la questione ambientale è davvero il focus? Quando si smetterà di utilizzare queste procedure e ci si indirizzerà finalmente verso un discorso di energia pulita e sostenibile?</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #ff0000;">[1] https://greenreport.it/news/energia/a-12-anni-dal-disastro-nucleare-di-fukusmina-daichi-la-dismissione-della-centrale-e-al-palo/</span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/la-questione-fukushima-impone-un-pensiero-sul-nucleare/">La questione Fukushima impone un pensiero sul nucleare</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/la-questione-fukushima-impone-un-pensiero-sul-nucleare/">La questione Fukushima impone un pensiero sul nucleare</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Plastica: gli interrogativi, l’origine e il riciclo alternativo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Lupoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2020 16:56:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[#ambienteterritorio]]></category>
		<category><![CDATA[#giuseppeinternò #giulialupoli]]></category>
		<category><![CDATA[#plastica #environment #scoperte #plasticaqquà #ecolibreria #climate #plastica #plastic #riciclo #recycle #recycling #riciclosostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È un argomento all’ordine del giorno. Lo affrontano i telegiornali, le testate giornalistiche, i più</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È un argomento all’ordine del giorno. Lo affrontano i telegiornali, le testate giornalistiche, i più famosi social network ma anche i più piccoli: “La plastica inquina!”, affermano tornando da scuola. Ma cosa conosciamo realmente di questo materiale? Nasce in tempi moderni per soddisfare logiche consumistiche o le sue radici sono radicate nel passato? Non è un materiale necessario o è efficace per la conservazione e l’igiene di prodotti alimentari e farmaceutici? I rifiuti plastici inquinano o si possono riciclare efficientemente?<br />
Verità assolute sull’argomento risulterebbero precipitose e insussistenti qualora si trascurasse e minimizzasse parte degli aspetti di questo complesso tema.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-641 aligncenter" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/1-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/1-300x191.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/1-1024x651.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/1-768x488.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/1-1536x977.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/1.jpg 1728w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-640 aligncenter" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/plastica1-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/plastica1-300x169.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/plastica1-1024x576.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/plastica1-768x432.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/plastica1-1536x864.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/plastica1-800x450.jpg 800w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/plastica1.jpg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Sin dall’età neolitica diamo forma a degli oggetti per utilizzi domestici o per meri fini accessori, nell’antichità lavoravamo la ceramica, nell’era moderna usiamo la plastica. La sua storia però inizia già nel XIX secolo. La comparsa di questo materiale innovativo non è dunque contemporanea.<br />
Il cloruro di polivinile (PVC) fu osservato per la prima volta nel 1835 dal chimico e fisico francese <strong>Henri Victor Regnault</strong>. Furono però deludenti i primi tentativi di commercializzazione in quanto puro, si presentava troppo rigido e fragile.<br />
La parkesina, la prima plastica artificiale, deve il suo nome al chimico inglese <strong>Alexander Parkes</strong> che nel 1856 la scoprì. Nell’800 si diffuse anche il biliardo e con esso la necessità di sostituire l’avorio delle palle da gioco, con un materiale meno raro e costoso, sia in termini economici che di vita degli elefanti, dalle cui zanne si ricava il pregiato materiale. Lo statunitense <strong>John Wesley Hyatt</strong> perseguì quest’obiettivo effettuando delle sperimentazioni sulla parkesina, riuscendo con l’invenzione della celluloide, brevettata nel 1869.<br />
L’ascesa delle bottiglie in PET risale al 1973 ma, prima di quegli anni, tante e altre sono state le invenzioni che si sono susseguite permettendo al mondo di conoscere, per esempio, la bachelite, il cellophane, l’innovativo polipropilene isotattico dell’italiano <strong>Giulio Natta</strong>, registrato e famoso col marchio “<strong>Moplen</strong>” e il polietilene. Quest’ultimo prodotto accidentalmente per la prima volta nel 1898 dal chimico tedesco <strong>Hans von Pechmann</strong>.</p>
<p>Quest’excursus stringato chiarisce che le radici della plastica non sono piantate in tempi odierni. Milioni di persone l’accolsero con entusiasmo, ma poi nel tempo hanno iniziato ad emergere i suoi aspetti negativi. Tra questi, i lunghi tempi di decomposizione: dai 20 anni per la busta di plastica, ai circa 450 per il pannolino.</p>
<p>Nel tarantino c’è una realtà che si mobilita sia per ripulire l’ambiente dai rifiuti dispersi illegalmente dagli incivili che per riciclare in maniera alternativa flaconi e lattine.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-643 alignleft" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/3-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/3-300x225.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/3-1024x768.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/3-768x576.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/3-1536x1152.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/3-720x540.jpg 720w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/3.jpg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><strong>Plasticaqquà Taranto</strong> è un gruppo informale di volontari che dal 2013 ripulisce le coste e le spiagge dei due mari della città. Convinti che non esista un metodo educativo più efficace del dare l’esempio alle nuove generazioni, mettono in atto iniziative che riguardano interventi di sensibilizzazione nelle scuole, nelle parrocchie, presso gruppi scout e in tutte quelle realtà interessate alle loro attività di informazione, valorizzazione di tratti costieri abbandonati, sviluppo sostenibile e di denuncia.<br />
<strong>Giuseppe Internò</strong>, referente del gruppo, ci spiega cosa lo ha spinto ad imbattersi in quest’avventura ecologica: <em>“Affacciato sulla banchina che dà sul mar Piccolo, ho contato innumerevoli rifiuti galleggianti che mi passavano davanti sospinti dalle correnti. Cassette in polistirolo, lattine, bottiglie in vetro, di plastica e confezioni di snack. Mi sono ripromesso di togliere un rifiuto dal mare ogni volta che sarei andato lì. Ho proposto sui social questo impegno e varie persone si sono accodate”</em>.<br />
<img decoding="async" class="size-medium wp-image-642 alignright" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/2-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/2-300x300.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/2-1024x1024.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/2-150x150.jpg 150w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/2-768x768.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/2-1536x1536.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/2.jpg 1564w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>Ha pensato a qualche soluzione alternativa per mantenere vivo il vostro modus operandi anche in tempi di pandemia?</strong><br />
<em>“Da anni abbiamo avviato la campagna mediatica con l’hashtag #RadicalCicc; in molti ci inviano foto di raccolte rifiuti in solitaria. Stiamo inoltre cercando di attuare un’iniziativa a sostegno dei commercianti che hanno fatto scelte virtuose in favore dell’ambiente, ma viste le limitazioni dovute a questo periodo, non è semplice far qualcosa anche se ci stiamo lavorando”</em>.<br />
Lodevole è l’iniziativa dell’Ecolibreria che il gruppo ha avviato presso il Parco Cimino in collaborazione con il Gruppo Sportivo Polizia Locale del Comune e Amiu Spa TA. Il progetto prevede la donazione di un libro, tra quelli disponibili, ogni 10 bottiglie/flaconi in plastica o lattine in alluminio consegnate.<br />
È possibile sostenere l’Ecolibreria donando libri, per perorare la causa del gruppo si può invece iniziare da piccoli gesti quotidiani come prediligere l’utilizzo di oggetti in vetro a quelli in plastica.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Giulia Lupoli</em></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/plastica-gli-interrogativi-lorigine-e-il-riciclo-alternativo/">Plastica: gli interrogativi, l’origine e il riciclo alternativo</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/plastica-gli-interrogativi-lorigine-e-il-riciclo-alternativo/">Plastica: gli interrogativi, l’origine e il riciclo alternativo</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Morto il 95% degli organismi marini nella penisola della Kamčatka</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Lupoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2020 09:55:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[#ambienteterritorio]]></category>
		<category><![CDATA[#giulialupoli #kamcatka #greenpeace #greenpeaceru #korobok #morzov #snowave #jurijdud #solodov #russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella penisola della Kamčatka, anche Camciatca, situata nell’Estremo Oriente Russo, si sta assistendo ad un</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella penisola della Kamčatka, anche Camciatca, situata nell’Estremo Oriente Russo, si sta assistendo ad un disastro ambientale come testimoniato dagli attivisti di Greenpeace Russia.<br />
Resta ancora ignota l’origine dell’inquinamento del mare della spiaggia di Khalaktyrsky e delle baie vicine, ma non la sua struttura. Sotto forma di diverse plume (area marina contaminata), l’inquinamento si sta dirigendo verso il sito UNESCO “Volcanoes of Kamchatka”.<br />
“In uno dei luoghi ispezionati, abbiamo trovato animali morti. Un certo volume di inquinanti si muove lungo la costa non solo in superficie, ma anche in profondità”, spiega l’attivista Vasily Yablokov. Nelle spiagge della penisola sono stati difatti trovati animali marini deceduti portati a riva dalla corrente e l’acqua ha cambiato colore e densità. Il team di Greenpeace Russia ha riscontrato una schiuma giallastra in vari punti sulla superficie del mare. </p>
<p>Gli scienziati hanno denunciato al governatore di questo territorio russo, Vladimir Solodov, che quasi tutta la vita dei fondali marini è stata spazzata via.<br />
&#8220;Durante le immersioni, abbiamo scoperto la morte di massa degli organismi a 10-15 metri di profondità: il 95 per cento è morto. Alcuni grossi pesci, gamberi e granchi sono sopravvissuti, ma in numero molto ridotto&#8221;, ha detto lo scienziato Ivan Usatov durante l’incontro con Solodov. </p>
<p>Il fotografo subacqueo Aleksandr Korobok ha subito ustioni chimiche durante l&#8217;immersione che l’ha portato a dichiarare: &#8220;Dopo questa immersione posso confermare che c&#8217;è un disastro ambientale in corso. L&#8217;ecosistema è stato notevolmente minato e ciò avrà conseguenze a lungo termine, poiché tutto in natura è interconnesso&#8221;. </p>
<p>Greenpeace ha riportato che le autorità locali, a seguito delle prime verifiche, hanno riferito che l’acqua conteneva una quantità di prodotti petroliferi quattro volte superiore ai limiti massimi consentiti e il fenolo in concentrazione 2,5 volte più alto rispetto ai limiti. L’ufficio del procuratore generale ha annunciato, vista la rilevanza della contaminazione, che sta prendendo il controllo della gestione dell’inquinamento in Kamčatka. Le autorità locali e di vigilanza hanno raccolto campioni per le analisi di laboratorio di cui si attendono i risultati. Queste indispensabili dal momento che anche gli scienziati della Riserva naturale di Kronotskij, dell&#8217;Istituto di ricerca della pesca e dell&#8217;oceanografia della Kamchatka (KamchatNIRO) e della sede locale dell&#8217;Istituto di Geografia del Pacifico, hanno segnalato che la morte degli organismi a 10-15 metri di profondità ucciderà anche i pesci che se ne nutrivano.</p>
<p>Le ustioni rinvenute sul corpo di Korobok sono solo una tra le tante testimonianze che confermano l’interconnessione tra l’ambiente e la persona. Puntualmente quando è la prima ad essere vittima di un disastro, le conseguenze gravose di quest’ultimo ricadono sull’uomo. Anton Morozov, direttore di Snowave, una delle principali scuole di surf della penisola, era stato tra i primi a denunciare i singolari e spiacevoli sintomi avvertiti dai surfisti. Sintomi assolutamente non trascurabili a tal punto da presentarsi anche senza il contatto con l’acqua. Molti hanno abbandonato l’Oceano in fretta. Il blogger Jurij Dud ha riportato la testimonianza di Morozov in cui parla di bruciore agli occhi, mal di gola e vomito provocati dall&#8217;avvelenamento scaturito anche limitandosi all’inalazione dell&#8217;insolito odore del mare. </p>
<p>Il governatore Solodov ha preso in considerazione l’inquinamento provocato dall&#8217;uomo, i fenomeni naturali o un terremoto correlato a un vulcano, tra le cause che potrebbero spiegare quanto sta accadendo dall’altra parte del mondo. Morozov ha però rilasciato: &#8220;Se i responsabili fossero più coraggiosi, ammettessero il loro errore e iniziassero le operazioni di soccorso, forse potremmo riportare la situazione sotto controllo&#8221;.<br />
Giulia Lupoli</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/11/greenpeace.jpg" alt="" width="275" height="183" class="alignnone size-full wp-image-600" /></p>
<figure id="attachment_601" aria-describedby="caption-attachment-601" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/11/russia-disastro-ambientale-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" class="size-medium wp-image-601" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/11/russia-disastro-ambientale-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/11/russia-disastro-ambientale.jpg 510w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-601" class="wp-caption-text">7 October 2020. Greenpeace activists explored two bays: Bolshaya Lagernaya and Shlyupochnaya. The dead mollusks were selected: their internal organs will be tested for a toxic substance. The marine inhabitants will be sent to the laboratory.<br />7 октября активисты Greenpeace исследовали две бухты: Большая Лагерная и Шлюпочная. Отобрали погибших моллюсков и морских ежей для исследования внутренних органов на предмет отравляющего вещества, погибшие морские обитатели будут отправлены в лабораторию.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_602" aria-describedby="caption-attachment-602" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/11/schiuma-gialla-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-602" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/11/schiuma-gialla-300x225.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/11/schiuma-gialla-1024x768.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/11/schiuma-gialla-768x576.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/11/schiuma-gialla-720x540.jpg 720w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/11/schiuma-gialla.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-602" class="wp-caption-text">There was a pollution of the water area near the Khalaktyr beach by an unclear source: hundreds of sea animals washed ashore, and the water changed color. The Greenpeace expedition set off to the scene.</figcaption></figure><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/morto-il-95-degli-organismi-marini-nella-penisola-della-kamcatka/">Morto il 95% degli organismi marini nella penisola della Kamčatka</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/morto-il-95-degli-organismi-marini-nella-penisola-della-kamcatka/">Morto il 95% degli organismi marini nella penisola della Kamčatka</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>La street art tesa alla valorizzazione dei territori urbani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Lupoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2020 11:51:20 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Si potrebbe dire che le vie della comunicazione sono infinite, soprattutto quando a definirle subentra l’arte e la fantasia. <br />Rublanum è un’associazione calabrese di promozione sociale nata a Rogliano, in provincia di Cosenza e promuove una nuova forma di comunicazione allo scopo di recuperare zone urbane dismesse tramite l’arte. Dal 2012 organizza il festival di street art “Gulìa Urbana” che ha la finalità di promuovere e valorizzare le zone più periferiche delle città. Opera attingendo specialmente al mondo del writing (forma artistica basata sull’espressione della propria creatività tramite interventi sul tessuto urbano), dell’arte urbana e della street art (è l’arte che si manifesta nei luoghi pubblici). <br /><br />Lo scorso settembre il festival, giunto alla nona edizione, è approdato per la prima volta in Puglia curando il progetto “T.R.U.St.”, acronimo di Taranto Regeneration Urban and Street, introducendo nella città ionica il concetto di “museo a cielo aperto”. Alice Pasquini, Tony Gallo, Uno, Cheone, Dimitris Taxis e Checko’s Art sono stati gli street artist presenti alla manifestazione e hanno operato su alcune facciate dei palazzi del Quartiere Paolo VI, sulla superficie esterna della palestra Ricciardi e su una facciata della biblioteca comunale Acclavio, che è stata inaugurata per l’occasione. <br />Giacomo Marinaro, direttore artistico del festival, spiega che l’idea di collaborare con la città dei due mari è sorta dal suo incontro con Mario Pagnotella, stretto collaboratore dell’evento, con la finalità di organizzare un contenitore artistico-produttivo stabile, capace di riqualificare le attitudini della città. Il Direttore sottolinea che T.R.U.St. si è potuto concretizzare grazie all’ausilio del Comune di Taranto, specialmente dalla forte volontà dell’assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Marketing Territoriale, Fabrizio Manzulli. <br />Quest’ultimo ha esortato anche alla realizzazione di un murales in memoria dello scrittore e giornalista tarantino Alessandro Leogrande. Disegnato difatti magistralmente in un luogo culturale come la biblioteca comunale e a supportare quest’iniziativa è intervenuto anche l’ente “Programma Sviluppo”.<br />L’idea di voler intervenire su una parete della palestra Ricciardi è invece legata al fatto che, continua Marinaro: “quest’area sarà il centro nevralgico di quelli che saranno poi i Giochi del Mediterraneo 2026, come a simboleggiare l’inizio dei lavori ed un inizio per la campagna pubblicitaria degli stessi”.<br />Nella seconda immagine è rappresentato il murales “Sogni d’oro amici miei”, 30&#215;12 m, di Tony Gallo e il cui significato è il dono. L’idea di quest’opera è sorta all’artista durante il lockdown, per fabbisogno vi erano associazioni di categoria che portavano i beni primari alle persone, Gallo, invece, ha raffigurato un’altra tipologia di beni. Evidenti nella borsa, sono dei peluche che vengono portati al fine di donare delle emozioni. <br /><br />Abbiamo intervistato anche il presidente di Rublanum, Andrea Falbo che, con Marinaro, ha spiegato che quando si guarda un murales bisogna partire dal presupposto che questo potrebbe non avere un significato ma che il bello genera il bello. Il dipinto è dunque un quadro che appartiene a tutti e in maniera un po&#8217; presuntuosa è anche l’osservatore che dà la propria chiave di lettura. “In un certo senso c’è anche quella dolce presunzione da parte nostra di voler dare uno stimolo a chi cose del genere non le ha mai viste quindi è anche un modo per stimolare la creatività”. A tal proposito, aggiungono, che l’opera degli artisti Alice Pasquini e Uno, era partita come mero esercizio stilistico ma in corso d’opera ha acquisito un significato stimolante soprattutto per chi ancora osserva con gli occhi del pregiudizio retrogrado. Gli street artist hanno infatti rappresentato una giovane donna con i capelli corti e la maggior parte dei passanti, incluse tante bambine, erano e sono rimasti fermamente convinti che sia raffigurato un uomo, nonostante sia stato spiegato loro il contrario. <br />In una società, in parte ipocrita e talvolta antiquata, i capelli corti potrebbero non essere sinonimo di femminilità. Questo singolare esempio testimonia che la street art è una forma di comunicazione che serve anche per proporre degli interessanti spunti di riflessione e per aprire nuovi orizzonti lì dove i retaggi culturali faticano a sradicarsi.<br />Giulia Lupoli</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/la-street-art-tesa-alla-valorizzazione-dei-territori-urbani/">La street art tesa alla valorizzazione dei territori urbani</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/la-street-art-tesa-alla-valorizzazione-dei-territori-urbani/">La street art tesa alla valorizzazione dei territori urbani</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Rispettando le distanze sociali si può continuare a pulire l’ambiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Lupoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2020 11:49:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il coronavirus non ha fermato la 28esima edizione di “Puliamo il Mondo”, la versione italiana</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il coronavirus non ha fermato la 28esima edizione di “Puliamo il Mondo”, la versione italiana di Clean Up the World, il più grande appuntamento di volontariato ambientale del pianeta.<br />
A partire dal 1993 è Legambiente il comitato organizzatore in Italia di quest’iniziativa di pulizia pianificata attraverso azioni concrete. Tantissimi volontari e cittadini ripuliscono strade, vie, piazze, aree verdi ma anche spiagge e sponde dei fiumi dai rifiuti abbandonati.</p>
<p>Nelle giornate dedicate a questa storica campagna di volontariato ambientale, in tutta la Penisola sono chiamati all’azione studenti, cittadini e associazioni per recuperare numerosi luoghi dal degrado. Si promuove un’efficiente gestione dei rifiuti, una reale riqualificazione delle aree urbane e una più attenta valorizzazione degli ambienti naturali, preservandoli da abusivismo edilizio e cementificazione.<br />
Quest’anno una delle giornate dedicate a Puliamo il Mondo ha combaciato con la Giornata Mondiale di Azione per la Giustizia Climatica in cui, lo scorso 25 settembre, i gruppi di Fridays For Future Italia si sono uniti ad altre migliaia di città del mondo per protestare affinché le loro richieste fondamentali venissero accolte. Tra queste: l’azzeramento delle emissioni climalteranti entro il 2030. Hanno inoltre sottolineato l’importanza dell’istruzione nella lotta alla crisi climatica. Se si aspira ad un futuro prosperoso e vivibile per le generazioni di oggi, ma specialmente per quelle future, è indispensabile cominciare dai luoghi della conoscenza per costruire nuove coscienze critiche. Credono di non poter permettere a subdole operazioni di greenwashing di insinuarsi nel sistema scolastico.<br />
“Greenwashing è un neologismo indicante la strategia di comunicazione di certe imprese, organizzazioni o istituzioni politiche finalizzata a costruire un&#8217;immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell&#8217;impatto ambientale, allo scopo di distogliere l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica dagli effetti negativi per l&#8217;ambiente dovuti alle proprie attività o ai propri prodotti”.</p>
<p>A Bergamo, Napoli e Borgo Cerreto (Pg) ci sono stati gli eventi di punta di questa 28esima edizione che ha guardato anche alle coste del Mediterraneo coordinando incontri di pulizia nei lidi di 17 paesi.<br />
 Nei parchi urbani è invece sos rifiuti: dai dati dell’indagine Park litter 2020, sono 27.854 i rifiuti raccolti e catalogati nei 73 parchi monitorati dai volontari, circa 4 rifiuti ogni metro quadrato preso in esame. I mozziconi di sigarette (33% del totale) restano quelli più presenti nel verde pubblico e il 60% dei rifiuti rinvenuti è di plastica.</p>
<p>La pandemia che ha colpito l’Italia e il resto del mondo ha cambiato le nostre abitudini, il nostro modo di vivere, di lavorare, di spostarci e di rapportarci con le persone. Secondo Legambiente non è però cambiata la voglia di impegnarci in prima persona per il bene comune. “Ora più che mai è importante rimboccarci le maniche per rinforzare il senso di appartenenza ai nostri territori, per costruire una nuova armonia tra l’ambiente e le persone”. Puliamo il Mondo è stato infatti il primo grande appuntamento di volontariato ambientale nell’Italia uscita dal picco dell’emergenza Covid-19 e tutte le iniziative, da nord a sud, sono state organizzate nel pieno rispetto delle normative anti-covid. Ai volontari sono stati forniti guanti, ramazze e mascherine e le parole chiave al centro di questo storico incontro sono state impegno civile, senso di comunità, sostenibilità ambientale e inclusione sociale ma anche attività fisica e sport.<br />
Oltre ai tradizionali spazi urbani – piazze, strade, vie, aree verdi, giardini – quest’anno l’evento ha ampliato il suo raggio d’azione ripulendo anche spiagge e sponde dei fiumi con un focus speciale dedicato. Lo scopo è stato evidenziare come la grande emergenza dei rifiuti in mare dipenda dalle nostre abitudini e modelli di produzione e consumo sulla terraferma. Il singolo cittadino ha dunque il dovere di rispettare l’ambiente che quotidianamente abita in quanto ogni nostra singola azione, sommata inevitabilmente a quelle degli altri, fa la differenza.<br />
Giulia Lupoli<br />
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<p><img decoding="async" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/10/puliamo-il-mondo-2020-300x156.jpg" alt="" width="300" height="156" class="alignnone size-medium wp-image-546" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/10/puliamo-il-mondo-2020-300x156.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/10/puliamo-il-mondo-2020-768x399.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/10/puliamo-il-mondo-2020.jpg 770w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/rispettando-le-distanze-sociali-si-puo-continuare-a-pulire-lambiente/">Rispettando le distanze sociali si può continuare a pulire l’ambiente</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/rispettando-le-distanze-sociali-si-puo-continuare-a-pulire-lambiente/">Rispettando le distanze sociali si può continuare a pulire l’ambiente</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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