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	<title>associazione - Proposte-UILS</title>
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		<title>Reato di stalking e labili tutele, la società si interroga con un libro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jun 2023 09:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia e riforme istituzionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 14 aprile, presso l’UNAR, si è tenuto l’incontro di presentazione del libro Stalking,</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="font-size: 14pt;">Lo scorso 14 aprile, presso l’UNAR, si è tenuto l’incontro di presentazione del libro Stalking, storia di un crimine ordinario del criminologo Antonio Russo</span></strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso 14 aprile presso l’UNAR – Unione delle Associazioni Regionali a Roma e Provincia, si è tenuto l’incontro di presentazione del libro <em>Stalking, storia di un crimine ordinario</em> (2023) del criminologo Antonio Russo, edito dalla casa editrice leccese “I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno”.<br />
Il saggio contiene un’approfondita analisi del reato di “atti persecutori”, fattispecie entrata a far parte del nostro ordinamento in tempi relativamente recenti (2009) e contemplata dall’art. 612-bis c.p.. L’opera rilegge criticamente le novelle apportate dal c.d. Codice Rosso (L. n. 69/2019) trattando il fenomeno sotto il profilo storico, giuridico e criminologico con l’apporto di testimonianze di donne vittime di violenza subita da parte di compagni, parenti ed estranei.<br />
L’incontro si è svolto sotto la guida dell’editore Stefano Donno che ha invitato ospiti dai retroterra diversi, accomunati dalla volontà di sollevare il velo di indifferenza sull’inadeguata formulazione delle leggi vigenti in materia di stalking, amministrazione di sostegno, prevenzione dei femminicidi e pieno diritto alla genitorialità, con la testimonianza diretta di una delle vittime di stalking presenti nel libro.<em><br />
</em>Il convegno si è aperto con l’intervento di Francesca Brandi, autrice della prefazione del libro e attrice nel film <em>Una Notte</em> (2019) sul tema del femminicidio, che ha raccontato la propria esperienza di incontro con la sofferenza delle vittime durante lo studio del proprio ruolo di vittima. A questo è seguito l’intervento della giornalista Francesca Della Valle che ha ripercorso la vicenda degli ultimi mesi di vita dell’attore Lando Buzzanca, suo compagno, rimasto all’interno di istituti di cura sino alla morte a causa di una gestione abnorme della sua amministrazione di sostegno. La giornalista ha raccontato come questa esperienza l’abbia portata a fondare l’associazione “Labirinto 14 Luglio” a tutela dei diritti delle persone fragili e per la riforma della legge n.6 del 2004 sull’amministrazione di sostegno.</p>
<blockquote><p><span style="font-size: 14pt;"><em><strong>L’evento è stato un’occasione che ha consentito alla società civile di confrontarsi intorno al tema della rispondenza delle leggi vigenti ai bisogni umani </strong></em></span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Delegato per Roma e il Lazio dell’Accademia Dinastica Universitaria della Nobile Famiglia Agricola, il Principe Massimo Spadoni di Roccafluvione, ha espresso la vicinanza del Rettore Principe Agricola dando il proprio patrocinio all’attività di sensibilizzazione portata avanti dal Dott. Antonio Russo.<br />
L’autore ha introdotto la testimonianza della giovane vittima di stalking Roberta (nome di fantasia), illustrando gli aspetti della ricerca compiuta. Il criminologo si è occupato di  atti persecutori a partire dalla constatazione che le leggi vigenti non riescono ad impedire l’omicidio, i maltrattamenti e le induzioni al suicidio delle donne. Questo è confermato dai dati che documentano che dal gennaio 2023 sono state uccise 32 donne e il genere femminile è vittima di violenza nell’80% dei casi.</p>
<blockquote><p><em><span style="font-size: 14pt;">                                                <strong> Giustizia e nuovi diritti</strong></span></em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Le conclusioni a cui è pervenuto sono le seguenti: sia le leggi, sia l’apparato burocratico preposto alla loro applicazione sono ampiamente insufficienti. Per tale ragione, lo scorso febbraio è stata consegnata all’Onorevole Stefania Ascari una proposta di legge di riforma del reato di stalking che si preoccupa in prima battuta di impedire che la misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa non si traduca in concreto nel suo contrario, ossia nell’allontanamento della vittima dalla propria residenza. La proposta di legge prevede altresì, che i provvedimenti a tutela delle vittime vengano presi entro 48 ore e il miglioramento degli strumenti di protezione esistenti, con l’eliminazione del braccialetto elettronico a causa della sua attitudine ad essere facilmente manomesso. Infine, si propone l’implementazione al livello Regionale del Reddito di libertà introdotto nel 2020 per le donne vittime di violenza lungo un percorso di indipendenza economica della durata di 12 mesi.<br />
La vittima di stalking, Roberta, è intervenuta narrando la vicenda che ha coinvolto lei la sua famiglia per dodici anni, nonostante l’emissione di un divieto di avvicinamento nel 2018 e di un successivo ammonimento del Questore del 2020. Questi provvedimenti si sono rivelati vani e non hanno neanche impedito allo stalker di riprendere la residenza nell’abitazione posta al confine con la sua, costringendola alla fine a fuggire.<br />
L’avvocato Benito Sposato, anch’egli autore della prefazione del libro, ha evidenziato i casi di <em>mala gestio</em> e di mala giustizia prospettando un cambio di valori all’interno della società con l’indefettibile sostegno della politica al fine di rendere efficiente l’impianto burocratico oggi carente di personale e dotazioni a tutti i livelli.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/reato-di-stalking-e-labili-tutele-la-societa-si-interroga-con-un-libro/">Reato di stalking e labili tutele, la società si interroga con un libro</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/reato-di-stalking-e-labili-tutele-la-societa-si-interroga-con-un-libro/">Reato di stalking e labili tutele, la società si interroga con un libro</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>&#8220;Lib(e)ri dentro&#8221;, un gruppo di lettura nel carcere massima sicurezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2023 09:27:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia e riforme istituzionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’associazione, nata per la promozione della lettura e della cultura, ha elaborato il progetto “Lib(e)ri</p>
<p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/liberi-dentro-un-gruppo-di-lettura-nel-carcere-massima-sicurezza/">“Lib(e)ri dentro”, un gruppo di lettura nel carcere massima sicurezza</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="font-size: 14pt;"><em>L’associazione, nata per la promozione della lettura e della cultura, ha elaborato il progetto “Lib(e)ri dentro” che persegue le finalità rieducative ai sensi dell’art. 27 della Costituzione secondo quanto stabilito dall’art. 17 dell’Ordinamento Penitenziario.</em></span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">La Presidentessa Ivana Donati ci ha aperto le porte della sua casa di Spello e l’abbiamo intervistata insieme con la Responsabile del progetto carcere Prof. Luciana Speroni.<br />
<strong>M.G.: Gentile Prof. Ivana Donati, come nasce l’idea di estendere il vostro progetto culturale sino a fargli varcare le porte del carcere di massima sicurezza di Spoleto?</strong><br />
I.D.: <em>L’idea è nata sei anni fa, quasi per caso, dopo aver assistito a uno spettacolo teatrale del il regista Giorgio Flamini fatto dai detenuti nel carcere di Spoleto in occasione del Festival dei Due Mondi. L’atmosfera claustrofobica del carcere, unita alla scenografia e alla bravura degli attori ha regalato un’emozione grandissima a tutto il pubblico che guardava lo spettacolo incredulo all’idea che quei bravissimi attori fossero autori di gravi reati. Dopo lo spettacolo abbiamo pensato di fare qualcosa con queste persone con la lettura convinte che, come il teatro, avrebbe potuto indurre un detenuto al ragionamento e alla riflessione. La nostra proposta poteva essere un mezzo per “evadere” metaforicamente dal carcere, da qui il titolo del progetto “Lib(e)ri dentro” che rende bene l’idea di come, pur essendo in carcere, si possa essere liberi con il pensiero attraverso la cultura. Questo corrisponde a ciò che poi abbiamo realizzato perché i detenuti, tramite la lettura riescono a riflettere su se stessi. Abbiamo capito che la nostra intuizione era giusta quando i detenuti ci hanno detto: “se noi avessimo letto questi libri e conosciuto Shakespeare, Dante e Leopardi, non saremmo qui”</em>.</p>
<p><strong>M.G.: Come si svolge in concreto “Lib(e)ri dentro” all’interno del carcere?</strong><br />
L.S.: <em>Gli incontri si svolgono con cadenza settimanale e hanno una durata di due ore. I volontari che si recano in carcere insieme a noi sono Chiara Bordoni, Ilenia Cariani, Rita Cerioni, Carlo Felice, Pietro Felici, Michela Mattiuzzo, Luigino Moretti, Alessandra Squarta, Simona Sclippa, Lucia Vezzoni, con il Funzionario giuridico pedagogico Tiziana Porfilio. Due o tre di noi si recano in alta sicurezza nelle aule scolastiche, dove ci attendono circa dodici persone. Altri due vanno invece nelle sezioni protette dove si trovano i collaboratori di giustizia, in un’ aula diversa. Naturalmente queste due categorie di detenuti non possono incrociarsi e gli agenti raggiungono occasionalmente le aule per controllare che tutto vada bene. Di solito si legge e commenta insieme il libro che si è proposto, successivamente si apre il dibattito insieme all’autore del libro.</em></p>
<blockquote><p><span style="font-size: 14pt;"><em>L’Associazione “FulgineaMente” è un’associazione culturale tutta al femminile nata a Foligno nel 2015 per iniziativa dell’insegnante di lingua e letteratura francese Ivana Donati.</em></span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Che tipo di libri proponete ai detenuti e qual è se c’è il loro gusto prevalente rispetto alla letteratura?<br />
</strong> L.S.: <em>Di norma la proposta del libro proviene da noi offrendo autori contemporanei con i quali è possibile poi realizzare gli incontri. Gli autori vengono coinvolti grazie ai progetti letterari e le iniziative promosse da “FulgineaMente”. Altre volte la proposta di lettura proviene dai detenuti, ad esempio, ci è stato chiesto di leggere insieme la Divina Commedia, così abbiamo esaudito questo desiderio portando in carcere due insegnanti di Foligno. Il nostro gruppo è composto da circa 30 detenuti, molti di loro, specialmente gli appartenenti all’alta sicurezza, sono laureati o istruiti, quindi rispondono meglio a letture complesse e più impegnative.</em></p>
<p><strong>M.G.: Cosa trovano i detenuti nelle letture ragionate dei testi insieme a voi?</strong><br />
I.D.: <em>Noi proponiamo ed accogliamo prevalentemente richieste di libri che permettono ai detenuti di riflettere sulla loro vita, di ragionare sul passato, il presente e il futuro. L’aspetto più importante del progetto è certamente costituito dalla condivisione della lettura con noi membri del gruppo e l’autore del libro. In effetti, quando si legge un libro ciascuno di noi si identifica con aspetti che emergono dal testo e desidera approfondirli. Per questa ragione tendiamo a privilegiare libri scritti da autori locali perché con loro è più semplice trovare un appuntamento per fare gli incontri. Grazie a questo metodo di lavoro i detenuti trovano sempre argomenti di loro interesse su cui confrontarsi. Inoltre, grazie i progetti letterari portati avanti da “FulgineaMente” per le scuole e la città di Foligno abbiamo avuto l’opportunità di portare in carcere autori di fama nazionale come Vito Mancuso, Giovanni Dozzini e abbiamo in programma incontri con Daniele Mencarelli e Licia Troisi.</em></p>
<p><strong>M.G.: In che modo “Lib(e)ri dentro” riesce a fornire un sostegno morale ai detenuti e come li aiuta rispetto al futuro reinserimento nella società?</strong><br />
I.D.: <em>Per i detenuti questo tipo di progetto rappresenta una finestra sul mondo. Portando la cultura all’interno del carcere essi riescono ad “uscire fuori” perché hanno un contatto con l’esterno. Nel carcere di Spoleto si realizza una completa separazione con il mondo e ogni oggetto – anche i libri – sono accuratamente controllati prima di essere introdotti negli spazi carcerari. Sotto il profilo rieducativo non si può nascondere che il carcere sia un’irripetibile occasione di crescita per molti autori di gravi delitti che non hanno avuto l’opportunità di andare a scuola. Spesso i detenuti ci dicono:”solo la scuola ci poteva salvare” e anche da questo emerge il tipo di sostegno morale offerto da “Lib(e)ri dentro”. E’ uno scambio reciproco: dopo i primi incontri abbiamo scoperto che anche noi stavamo crescendo insieme a loro.</em></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/liberi-dentro-un-gruppo-di-lettura-nel-carcere-massima-sicurezza/">“Lib(e)ri dentro”, un gruppo di lettura nel carcere massima sicurezza</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/liberi-dentro-un-gruppo-di-lettura-nel-carcere-massima-sicurezza/">&#8220;Lib(e)ri dentro&#8221;, un gruppo di lettura nel carcere massima sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>&#8220;Lando Buzzanca: amore mio&#8221; fa luce sugli abusi nelle amministrazioni di sostegno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2023 09:04:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia e riforme istituzionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una biografia scritta dalla compagna Francesca Della Valle racconta anche gli ultimi mesi di vita</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="font-size: 14pt;"><em>Una biografia scritta dalla compagna Francesca Della Valle racconta anche gli ultimi mesi di vita di Lando Buzzanca, celebre attore italiano recentemente scomparso, mettendo in luce aspetti controversi della sua amministrazione di sostegno e aprendo una riflessione sull’opportunità di riformare la l. n. 6 del 2004</em></span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Francesca Della Valle è una giornalista e autrice di successo che vanta un curriculum vastissimo con collaborazioni con maestri del giornalismo come Valentino Parlato e registi come Beppe Ferrara e Mario Monicelli nella stesura di progetti sulla legalità. Nel 2009 ha conseguito il Premio Sole D’Oro del Comune di Salerno per la sua attività artistica ed imprenditoriale e il Premio come Attrice e Produttrice al Valva Film Festival. Sino al 2016 ha lavorato all’estero con la propria trasmissione di cultura e riflessione, <em>Cultpurnia</em>, conseguendo premi come giornalista anche nel mondo arabo e nell’estremo oriente. E’ stata la compagna del celebre attore, noto in tutto il mondo, Lando Buzzanca e proprio l’amore per l’artista è ciò che l’ha spinta a ritornare in Italia dal 2016 sino alla sua recente scomparsa. Le drammatiche vicende legate alla degenza e alla morte del Maestro del cinema degli anni ’70 l’hanno portata a fondare l’associazione “Labirinto 14 Luglio” a tutela dei diritti delle persone fragili e a pubblicare una biografia del compagno &#8211; Lando Buzzanca: amore mio &#8211; per i tipi della Protos Edizioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Gentile Francesca Della Valle il suo libro è una biografia su Lando Buzzanca e insieme una autobiografia che denuncia una vicenda complessa sulla gestione di una persona fragile beneficiaria dell’amministrazione di sostegno. Secondo lei quali sono i rischi oggi sconosciuti di questo istituto?<br />
</strong> F.D.V.: <em>Tutti pensiamo che l’amministrazione di sostegno sia la figura che l’ordinamento pone a tutela di un soggetto in un momento particolarmente difficile della sua vita. In realtà, la legge ha un vizio di fondo perché ha margini di discrezionalità eccessivamente ampi e ciò espone gli amministrati al rischio concreto di subire abusi derivanti da un utilizzo improprio e talvolta strumentale dell’istituto. L’ampiezza dei poteri che l’ADS (Amministratore di sostegno) ha il diritto di esercitare al posto del beneficiario, infatti, sono così estesi, intensi e penetranti che, in assenza di una effettiva vigilanza del Giudice Tutelare, la figura si trasforma in quella del “carceriere” dell’amministrato. Lando Buzzanca è stato beneficiario e ciò gli ha impedito di contrarre matrimonio con me contro la sua volontà chiaramente manifestata nelle pubblicazioni matrimoniali, poi lo ha costretto ad intraprendere un percorso di cura, a mio avviso, inadeguato lontano dalla sua casa, dal suo medico di fiducia e dalla persona con la quale aveva una relazione. Questa esperienza mi ha fatto capire che la discrezionalità concessa dalla legge è tale da poter annullare l’autodeterminazione di un individuo, e ciò la pone in contrasto con la Costituzione e con legge stessa, la quale suppone un confronto continuo tra amministratore e amministrato sulle decisioni da assumere. Questo è ciò che è accaduto a Lando Buzzanca: il decreto della sua amministrazione di sostegno si è trasformato in una sorta di condanna senza reato perché dal momento del suo ricovero e poi, dalla reclusione in RSA per undici mesi e sino alla sua morte, non si è tenuto minimamente conto della sua volontà.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: In presenza di conflitto endofamiliare il giudice tutelare sceglie un professionista esterno perché ritenuto imparziale rispetto agli interessi del beneficiario. Lei ritiene che questa imparzialità sia garantita?</strong><br />
F.D.V.: <em>Occorre precisare che in questa vicenda il conflitto riguardava Lando Buzzanca e i suoi figli, in ragione di vecchi dissapori. Il mio ingresso nella sua vita nel contesto della nostra relazione ha coinciso con il tentativo da parte mia di riequilibrare i rapporti familiari. Per questa ragione non posso parlare di imparzialità nei miei confronti in riferimento all’amministrazione di Lando Buzzanca. Il mio libro Lando Buzzanca: amore mio, racconta una vicenda personale nella quale l’ADS non ha tenuto minimamente conto della volontà dell’amministrato.</em></p>
<blockquote><p><span style="font-size: 14pt;"><em>Un diritto ai sentimenti</em></span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: In una società complessa e burocratizzata sarà sempre più difficile per una persona fragile coltivare il legame affettivo con la persona che vuole prendersi cura di lei?</strong><em><br />
</em>F.D.V.:<em> Sì, e la legge sull’amministrazione di sostegno è l’esempio di un uso distorto delle leggi rispetto ai fini che si vorrebbero perseguire. All’amministrato, infatti, non viene garantita la “cura della persona” ma piuttosto la sostituzione della sua volontà con quella di un amministratore che non lo conosce affatto e che ha margini di intervento virtualmente infiniti. Questo si traduce in un annientamento e una sopraffazione della personalità e dei diritti individuali, specialmente quando la persona risulta in salute. Nel mio caso questa legge ha avuto il tragico effetto di separare Lando Buzzanca dalla</em> <em>mia vita. Chi avrebbe potuto prendersi cura di lui meglio della sua compagna? Lando non poteva essere visitato se non dietro autorizzazione dell’ADS. Anche il suo collega e amico di una vita, Vincenzo Raso, è riuscito a vederlo solo una volta durante la degenza e soltanto dopo molte insistenze. In seguito alla vicenda che ho vissuto è nata l’associazione “Labirinto 14 Luglio” che raccoglie casi documentati di abusi con un team giuridico guidato dall’avvocato Giuseppe Reale e si batte per l’abrogazione della l. n. 6 del 2004 e la sostituzione con una nuova normativa. Viviamo un’epoca in cui intere generazioni di cittadini subiscono un’irragionevole compressione dei propri diritti individuali soprattutto in riferimento alla propria capacità di autodeterminazione nella sfera affettiva, assistenziale e patrimoniale. Sono convinta che la mia battaglia sia solo la “punta dell’iceberg” rispetto a un problema che sta emergendo in tutta la sua importanza. Come non ricordare il caso di Gina Lollobrigida amministrata per anni e disperata per questo, o il recente caso di Gianni Vattimo? Come ognuno vede, si tratta di persone in perfetta salute che hanno subito o che stanno subendo questo tipo di abuso.</em></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/lando-buzzanca-amore-mio-fa-luce-sugli-abusi-nelle-amministrazioni-di-sostegno/">“Lando Buzzanca: amore mio” fa luce sugli abusi nelle amministrazioni di sostegno</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/lando-buzzanca-amore-mio-fa-luce-sugli-abusi-nelle-amministrazioni-di-sostegno/">&#8220;Lando Buzzanca: amore mio&#8221; fa luce sugli abusi nelle amministrazioni di sostegno</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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