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	<title>migranti - Proposte-UILS</title>
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		<title>Le fatiche dei migranti in marcia verso il Nord America – alla scoperta dei percorsi della morte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jul 2024 13:46:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni anno centinaia di persone spariscono cercando di raggiungere il Nord America; inghiottiti dalla natura</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Ogni anno centinaia di persone spariscono cercando di raggiungere il Nord America; inghiottiti dalla natura ostile ma anche dalla crudeltà dei cartelli</p>
<blockquote>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Un vero e proprio popolo di disperati si muove quotidianamente sperando di raggiungere l’agognata terra delle opportunità ma, troppo spesso, sparisce inghiottita da una serie di ostacoli (naturali e non) che rendono quelle tratte come vere e proprie trappole nelle quali è quasi impossibile sopravvivere come la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Darién_Gap"><i>Darien Gap</i></a></p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Mentre l’Europa si sta contorcendo e sbrogliando in una serie di giochi di palazzo per trovare un nuovo equilibrio – oltre che le maggiori figure apicali – in seno al Parlamento europeo; intorno a loro e, anche dall’altra parte del mondo, si muore tutti i giorni cercando di salvarsi dalla fame e dalla violenza. Questo sembra essere l’unico destino possibile per chi fugge dalla propria casa e dalla propria vita, smettendo – di fatto – di averne una, per sperare in un’esistenza più sicura e serena.</p>
<figure id="attachment_2492" aria-describedby="caption-attachment-2492" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-2492" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/migranti-foresta-pluviale-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/migranti-foresta-pluviale-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/migranti-foresta-pluviale-1024x682.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/migranti-foresta-pluviale-768x512.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/migranti-foresta-pluviale.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2492" class="wp-caption-text">foto di Alan Frijns da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Ormai la realtà della migrazione è qualcosa che non si può più ignorare e che richiede una modifica sistemica profonda che possa risolvere problemi molto concatenati quali lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali o anche le violenze ad etnie per motivo politici o religiosi ecc.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La tematica dei flussi migratori sembra, infatti, essere tra i motivi di maggiore malcontento generale nei Paesi più ricchi e dopo le troppe parole sul tema, in termini emergenziali e statistici, ci si è dimenticati che si tratta di persone in fuga con addosso solo miseria e dolore e che sono state trasformate in minacce agli equilibri nazionali e sovranazionali.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Il problema-migranti è, però, trasversale e colpisce anche a molte migliaia di chilometri da noi; si nota, infatti, che  il continente americano non è esente da questo genere di discussioni che sembrano essere dei perni (agganciandosi alla sicurezza personale ed al diritto di possedere armi da fuoco per protezione personale) della campagna di Donald Trump ma che, a dirla tutta, hanno radici storiche pregresse.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Ma quando si parla di rotta Sud-Nord America di cosa si sta parlando? Tendenzialmente si prende in esame quell’insieme di flussi migratori che caratterizzano il confine meridionale degli Stati Uniti d’America e che provengono dagli Stati limitrofi (per la maggior parte centro meridionali) nei quali le condizioni di vita sono sempre più minacciate da cattive amministrazioni politiche (con un’alta percentuale di cartelli di narcotrafficanti a manovrarli come marionette) come anche crisi climatiche che hanno piegato economie per la maggior parte composte da piccole e medie aziende agricole familiari. Quindi la fame come il desiderio di vivere in un luogo più sicuro e pacifico spinge quotidianamente un altissimo numero di uomini, donne e bambini a provare ad attraversare il confine (blindatissimo) che divide il Messico dagli Stati Uniti.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Ma questa strada non è l’unica che i migranti provano a percorrere per poter vivere il sogno americano poiché ci sono, in realtà, altri percorsi altrettanto pericolosi: tra questi abbiamo la cosiddetta rotta caraibica che vede i poveri sfortunati imbattersi in un pericolosissimo viaggio via mare – dove a farlo sarebbero soprattutto coloro che partono da Stati quali Santo Domingo, Haiti e Cuba. La situazione, poi, non è affatto migliore se analizziamo la rotta che taglia Stati come Panama e Colombia dove imperversano bande criminali estremamente violente e dove sembra siano altissimi i rapimenti. In particolare, la <em>Darien Gap</em> in Colombia risulta essere una zona ad altissima percentuale di sparizioni – centinaia di persone scompaiono nel nulla e sembra vadano ad alimentare il mercato nero di esseri umani -. Va detto, però, che trattandosi di migrazioni clandestine si parla di dati presunti e non si riesce bene a quantizzare la portata di tali sparizioni o decessi.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Il percorso <em>Darien Gap</em> è estremamente difficile da superare anche perché si deve necessariamente attraversare la fitta vegetazione delle foreste del centro America cercando di non incontrare le bande armate che vivono indisturbate e protette dalla natura selvaggia che li avvolge. Si tratta di un percorso molto pericoloso che non può essere attraversato in meno di sei giorni.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">A raccogliere questi dati, anche grazie a chi è riuscito a sopravvivere a questo inferno è la <a href="https://www.sem.admin.ch/sem/it/home/international-rueckkehr/ch-migrationsaussenpolitik/partner/iom.html"><strong>OIM </strong></a>(Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) che mappa e controlla alcune linee utilizzate dai migranti e che fornisce delle stime sulle quali ci si basa per comprendere la portata di un fenomeno estremamente devastante. Una massa di disperati e indigenti in migrazione che è monitorato anche attraverso un programma specifico, il <a href="https://missingmigrants.iom.int"><strong>Missing Migrant Project</strong></a><em>.</em></p>
<figure id="attachment_2488" aria-describedby="caption-attachment-2488" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2488" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/migranti-america-muro-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/migranti-america-muro-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/migranti-america-muro-1024x682.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/migranti-america-muro-768x512.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/07/migranti-america-muro.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2488" class="wp-caption-text">foto di Gerd Altmann da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">L’ultima novità in termini di rotte verso gli Stati Uniti d’America risulta essere quella nicaraguense che sembra concedere (logicamente a pagamento) un lasciapassare verso il Messico per giovani africani che &#8211; a fronte di un corrispettivo di almeno 8.000 euro, quindi finanziati sia da familiari dall’Africa che da parenti che già si sono stabilizzati negli USA o in Canada &#8211;  possono accedere ad un  “passaggio” fatto da vari scambi con rotta Africa-Europa-Sud America. Si tratta di una traversata che da Casablanca (questa una delle città portuali di partenza) porta alla Spagna, poi verso El Salvador ed infine in Nicaragua. Anche in questo caso si tratta di un viaggio disperato e lunghissimo con frequenti incidenti e decessi di persone che non riusciranno a raggiungere <em>the land of opportunity</em>.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Tutto questo deve ricordarci che si tratta di esseri umani in difficoltà che sono partiti senza avere nulla con sé, a parte le loro speranze, e tra questi moltissimi bambini, donne incinte ed anziani. Abbandonati sia dalle loro istituzioni che non li hanno saputi proteggere ma anche da noi Stati ricchi che hanno dimenticato che ciò che conta è mantenersi umani e non si può essere tali senza l’empatia ed il sostegno.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">I rappresentanti dei governi non possono più voltare le loro facce e fingere che il problema non sussista, continuando ad ignorare le difficoltà ed i pericoli che questi migranti affrontano ogni giorno per condurre al sicuro se stessi e le proprie famiglie verso la libertà ed una vita vera.</p>
<p>Per un approfondimento ecco link ad articolo di politica internazionale dal titolo <a href="https://www.proposte-uils.it/un-vento-potrebbe-spazzare-via-la-legalita-dal-sudamerica/">Un verto potrebbe spazzare via la legalità dal Sudamerica</a> con approfondimento politico</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/le-fatiche-dei-migranti-e-rotte-della-morte/">Le fatiche dei migranti in marcia verso il Nord America – alla scoperta dei percorsi della morte</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/le-fatiche-dei-migranti-e-rotte-della-morte/">Le fatiche dei migranti in marcia verso il Nord America – alla scoperta dei percorsi della morte</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Trattato del Quirinale, Europa verso un nuovo equilibrio?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2023 07:49:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia e riforme istituzionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I rapporti tra Italia e Francia sono storicamente connotati da oscillazioni tra i sentimenti di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="font-size: 14pt;"><em>I rapporti tra Italia e Francia sono storicamente connotati da oscillazioni tra i sentimenti di reciproca stima e ammirazione e la malcelata rivalità nei settori che entrambi considerano strategici.</em></span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il 1° febbraio scorso è entrato in vigore il “Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica francese per una cooperazione bilaterale rafforzata”. È il c.d. Trattato del Quirinale così chiamato perché firmato a Roma, nel Palazzo del Quirinale, il 26 novembre 2021, dopo una lunga gestazione iniziata in seguito al vertice italo-francese di Lione del 27 settembre 2017. Sin dalla firma dell’accordo &#8211; il cui testo fu predisposto da un gruppo di sei “Saggi”, tre francesi e tre italiani-, l’opinione pubblica italiana manifestò delle perplessità. In primo luogo perché il Parlamento era stato tenuto all’oscuro della fase preparatoria del Trattato; in secondo luogo perché non era chiaro il significato di una collaborazione strutturata in ampi settori pubblicistici ed economici, ulteriore rispetto alla <em>governance</em> multilivello già esistente stabilita dai Trattati Europei e dagli altri Trattati internazionali validi ed efficaci tra le parti. Per dissipare questi dubbi occorre esaminare per sommi capi il contenuto del Trattato. Nelle premesse, le parti hanno riconosciuto i loro interessi comuni con particolare riguardo alle aree geografiche rilevanti per entrambi i Paesi.</p>
<blockquote><p><em><span style="font-size: 14pt;">Il Trattato del Quirinale è la scelta fatta dai due Paesi consapevoli della loro “comunità di destini”, solo la Storia ci saprà dire se esso verrà archiviato alla prima difficoltà o se su di esso sarà edificato un nuovo equilibrio in Europa</span></em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">  Ciascuno dei primi dieci articoli sviluppa un settore di coordinamento per il quale si prevede un meccanismo più o meno profondo di partecipazione istituzionale reciproca al fine di affrontare le questioni raggiungendo una posizione comune. Spiccano in particolare la reciproca consultazione sulle questioni trattate dall’Unione Europea e dalla Alleanza Atlantica (NATO); l’istituzione di un foro di consultazione tra Ministeri competenti in materia di politiche migratorie e giustizia con la programmazione di incontri tra le forze dell’ordine; l’istituzione di un Forum annuale tra i Ministeri nelle materie della cooperazione economica, industriale e digitale, oltre allo scambio di funzionari; l’organizzazione di consultazioni nelle materie di sviluppo sociale e ambientale; un Comitato di cooperazione frontaliera annuale presieduto dai ministri competenti in materia di cooperazione frontaliera; l’assunzione di un impegno reciproco a sostenere il sistema agro-alimentare e, altresì, a promuovere, sia nell’Unione Europea che nei Paesi terzi, le denominazioni d’origine e le indicazioni geografiche registrate nell’Unione Europea. A chiusura dell’intero sistema, l’art. 11 ne organizza l’architettura istituendo un Comitato strategico composto da Segretari Generali dei Ministeri degli Affari Esteri con il compito di realizzare un programma di lavoro concordato e prevedendo altresì la partecipazione trimestrale ed alternata di un membro di governo al Consiglio dei Ministri dell’altro Paese, oltre agli strumenti per la verifica dell’attuazione del Trattato.<br />
Come ognuno può vedere tutte le materie menzionate afferiscono a temi di grande attualità. Gli interessi italiani e francesi vengono definiti dai maggiori analisti “complementari e concorrenti”, ciò deriva dal fatto che le due nazioni si proiettano in aree economiche e geografiche che sono, rispettivamente, affini e quasi coincidenti. Pertanto, a causa della specificità delle rispettive caratteristiche i due Paesi entrano spesso in competizione per far prevalere ciascuna il proprio approccio rispetto al problema che la investe.<br />
È bene ricordare che l’Italia ha avuto e continua ad avere una serie di <em>dossier</em> aperti ed in continua evoluzione con la Francia. Si va dalla annosa e mai risolta questione dell’accoglienza dei migranti che giungono via mare, rispetto alla quale l’Italia lamenta una cattiva gestione al livello europeo chiudendo i propri porti e ricevendo per risposta dalla Francia la chiusura delle proprie frontiere al confine, sino a giungere alle strategie messe in campo dalla Francia per la gestione della ricostruzione della Libia post Gheddafi, che hanno dato luogo a notevoli divergenze con il nostro Paese. Vi sono poi le questioni economiche: il blocco dell’acquisizione dei <em>Chantiers de Atlantide</em> da parte di Fincantieri da parte dell’Eliseo, la scalata del gruppo Vivendi verso Tim e Mediaset ritenuta ostile dall’Agcom (ma ritenuta lecita dalla Corte di Giustizia Europea). Inoltre, in Italia si è guardato con preoccupazione all’acquisto di numerose banche ed imprese assicurative, marchi alimentari e del lusso negli ultimi anni da parte delle compagnie francesi, oltre alla rivalità tra ENI e TOTAL nel Nord-Africa che sconfina nel campo geopolitico. D’altra parte, vi è chi ravvisa in questi episodi il libero giuoco del mercato con i suoi incidenti di percorso, evidenziando la crescita dei c.d. “partenariati italo-francesi” tra cui spiccano StMicroelectronics, EssilorLuxottica e ovviamente Stellantis. In ogni caso, la firma del Trattato del Quirinale mira a stabilizzare i rapporti italo-francesi sull’assunto, oggi prevalente, che le grandi sfide globali debbano essere affrontate e risolte mediante una gestione condivisa con l’integrazione degli strumenti economici e diplomatici su un piano sovranazionale. Per la stessa ragione e con le stesse finalità tra Francia e Germania esiste sin dal 1963 un Trattato speculare a quello di cui si parla, che è stato rinnovato nel 2019 (Trattato di Aquisgrana). In conclusione, il Trattato del Quirinale ambisce ad essere per l’Italia lo strumento all’avanguardia con il quale trovare oltre le Alpi le necessarie convergenze sui temi dell’economia, della difesa, della sicurezza, della politica migratoria. In quest’ottica, esso deve essere considerato altrettanto fondamentale anche per la salute dell’Europa che, mai come ora, ha necessità di riequilibrare i propri assetti interni e ritrovare una prospettiva politica ed economica smarrita dopo il collasso della Grecia e l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/trattato-del-quirinale-europa-verso-un-nuovo-equilibrio/">Trattato del Quirinale, Europa verso un nuovo equilibrio?</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/trattato-del-quirinale-europa-verso-un-nuovo-equilibrio/">Trattato del Quirinale, Europa verso un nuovo equilibrio?</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Il futuro è qui.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Coniglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2022 20:48:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
		<category><![CDATA[terzo settore]]></category>
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		<category><![CDATA[Zampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Proposte N. 9 &#8211; Settembre 2022 A cura di Elena Coniglio La situazione in Italia</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.uils.it/periodico-proposte-uils-n-9-settembre-2022/">Proposte N. 9 &#8211; Settembre 2022</a></p>
<p>A cura di Elena Coniglio</p>
<p><em><strong>La situazione in Italia dei minori stranieri non accompagnati tra politiche legislative e realtà.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dopo l’introduzione della legge Zampa, le novità in tema di tutela e accoglienza dei minori sono state significative e grazie alla collaborazione tra enti del Terzo settore ed enti pubblici si è registrato un innalzamento della qualità dei servizi di accoglienza. Ma le buone pratiche costruite con progetti nazionali ed europei sono solo le basi per un sistema che deve continuare a migliorare, così come ci ha spiegato in un’intervista la dott.ssa Alesssandra De Luca, rappresentante di Cidis Onlus &#8211; Centro Informazione Documentazione e Iniziative per lo Sviluppo –  tra i capofila di questi importanti progetti in Italia.  </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il lungo viaggio dei minori stranieri soli non finisce dopo l’approdo.Una volta giunti nel Comune di sbarco, questi minori, molti dei quali sono prossimi alla maggiore età, iniziano un percorso intenso e complesso per raggiungere la propria autonomia.</p>
<p style="text-align: justify;">La strada per raggiungere l’indipendenza è oggi maggiormente praticabile grazie ad una sinergia tra enti del Terzo settore e alle numerose novità introdotte attraverso la ‘Legge Zampa’, la legge n. 47 del 2017. Il testo introduce il divieto di respingimento dei minori stranieri alla frontiera sancendo ulteriormente l’inespellibilità del minore come da Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1991, istituisce un sistema di accoglienza con strutture diffuse sul territorio nazionale, il rafforzamento degli istituti della tutela e dell’affido familiare, la creazione della figura del tutore volontario, così come maggiori tutele per il diritto all’istruzione e alla salute, della difesa durante i procedimenti amministrativi e giudiziari.</p>
<p style="text-align: justify;">Se grazie a tali norme si sono ad oggi raggiunte buone prassi nel sistema di accoglienza, il SAI &#8211; Sistema di Accoglienza e Integrazione &#8211; la via all’indipendenza dei minori stranieri è però ancora marcatamente segnata da un brusco passaggio legislativo al compimento del diciottesimo anno di età, momento in cui il neomaggiorenne viene catapultato nel sistema della normativa ordinaria e delle sue norme restrittive. Quelle introdotte con la legge n. 189 del 2002, la legge Bossi-Fini, che subordina l’ingresso e la permanenza in Italia al contratto di lavoro, che ha introdotto l’espulsione immediata con accompagnamento alla frontiera, dimezzato la durata dei permessi e aumentato gli anni di permanenza necessari per richiedere la carta di soggiorno. In questo quadro, il minore perde così di colpo il suo statuto, il diritto alla tutela. Da un giorno all’altro diviene vulnerabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il permesso di soggiorno per minore età, al quale automaticamente aveva diritto per il semplice fatto di essere minorenne, non ha più validità e può essere convertito solo secondo quanto disposto dalla normativa ordinaria di riferimento, il Testo Unico sull’immigarzione, ovvero per motivi di studio, di lavoro autonomo o per esigenze sanitarie e di cura. Per queste ragioni la Legge Zampa introduce la possibilità del proseguio amministrativo, fiore all’occhiello italiano, che estende la presa in carico fino al ventunesimo anno di età da parte dei servizi sociali del Comune, insieme alle comunità alloggio o alle strutture di accoglienza SAI, inoltrando richiesta al competente Tribunale per i minorenni. In questo momento di passaggio emerge infatti la fragilità dei minori stranieri soli e quanto sia fondamentale nel progetto migratorio la costruzione di autonomia e libertà.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“La vulnerabilità psicologica di questi ragazzi è molto accentuata ed è provocata anche da questo senso di precarietà e instabilità legato al passaggio alla maggiore età (…). Per i nostri connazionali arrivare ai diciotto anni è una grande festa. Per loro è una specie di dramma, perché tante certezze vengono improvvisamente meno.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">La dott.ssa Alessandra De Luca, rappresentante di Cidis Onlus, ente capofila di ‘Cantiere Futuro’<a href="applewebdata://7FF5F7E7-3564-4408-8FDB-675B065CDC0F#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>, progetto promosso da un ampio partenariato di enti del Terzo settore ed enti governativi che si occupano di presa in carico e di servizi ai minori stranieri non accompagnati, mette in evidenza la cruciale importanza delle strategie di <em>capacity building</em> per il miglioramento delle competenze degli operatori dei servizi pubblici sui temi di intercultura, immigrazione e comunicazione e del <em>service design</em>, il ripensare cioè l’organizzazione dei servizi pubblici in un’ottica multiculturale.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Il nostro interesse, ma è l’interesse di tutto il Paese, è che l’energia di questi ragazzi, che hanno attraversato deserti e fatto cose incredibili per arrivare qui, non debba essere smorzata, affievolita o distrutta dall’ordinamento, che al contrario deve stare al passo con tutto questo. Questi ragazzi sono una risorsa preziosa ed entrano a far parte del tessuto sociale. Il sistema statale che li accoglie deve essere pertanto potenziato. Quest’ultimo, lo Sprar &#8211; Sistema di protezione per rifugiati e richiedenti asilo &#8211; è maggiormente virtuoso rispetto ai precedenti perché la ratio è quella di un’accoglienza diffusa e proporzionata sul territorio. Con questo tipo di politica si vogliono evitare infatti le concentrazioni di persone e quindi i fantomatici ghetti o situazioni discriminanti che creano sacche di disagio, così come ad esempio è accaduto in seguito all’emanazione dei decreti sicurezza durante il periodo in cui Salvini è stato Ministro dell’Interno.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema allora cambiò nome divenendo <em>Siproimi</em><a href="applewebdata://7FF5F7E7-3564-4408-8FDB-675B065CDC0F#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a> e venne dato accesso all’accoglienza ai soli titolari di protezione oppure ai minori. Oggi si è invece tornati al SAI, sistema che dà accesso anche agli adulti richiedenti protezione e in seno al quale si sono sviluppate forme alternative di accoglienza anche per i neomaggiorenni proprio nei sei mesi successivi il compimento della maggiore età. Sono modalità di uscita ‘cuscinetto’ dai circuiti di accoglienza, modalità di alloggio ‘leggero’ come quella che avviene tramite l’ospitalità in famiglie selezionate dagli enti del Terzo settore, opure come sperimentato da Cidis a Napoli, attraverso strutture turistico ricettive dove i neomaggiorenni possono lavorare per sei mesi in cambio di vitto e alloggio. Senza contare l’importantissimo affido dei minori alle famiglie, promosso dal progetto co-fondato dall’Unione europea, il FA.B – Family Based Care for children in migration<a href="applewebdata://7FF5F7E7-3564-4408-8FDB-675B065CDC0F#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a> &#8211; in partenariato con tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.</p>
<p style="text-align: justify;">‘<em>In Italia ci sono tutti i presupposti perché i minori non accompagnati possano essere messi in condizione di radicarsi. A differenza di tanti altri Paesi che vengono considerati più evoluti in tema di diritti e dove invece ancora non viene rispettata l’inespellibilità del minore. Bisogna però che pubblico e privato continuino a parlarsi, a fare rete e condividere le buone prassi esistenti che ancora sono diffuse in maniera eterogenea e dispersiva sul territorio nazionale.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">La realtà della società italiana è già interetnica e la complessità dei fenomeni migratori deve essere affrontata con la massima intelligenza e profesionalità, puntando sulla cittadinanza attiva e sulla sensibilizzazione dei territori, che senza questi giovani non solo si spopolerebbero, ma sarebbero inevitabilmente più tristi. Essenziale dunque mantenere alta la guardia rispetto ai cambiamenti di orientamento politico che periodicamente minacciano di distruggere le logiche benefiche in seno alla società. Costruire sulle basi gettate dal nuovo sistema, attraverso pratiche sempre più evolute a livello sociale e umano, che riconoscano la realtà italiana e continuino l’opera iniziata di cooperazione e ricerca tra enti privati e sistema pubblico. Perché, che lo si voglia o meno riconoscere, il futuro è già qui.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="applewebdata://7FF5F7E7-3564-4408-8FDB-675B065CDC0F#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> <a href="https://cidisonlus.org/cantiere-futuro/">https://cidisonlus.org/cantiere-futuro/</a> , progetto capitanato dall’ISMU &#8211; Istituto di ricerca sul tema dell’immigrazione &#8211; con lo scopo di coordinare lo scambio di buone pratiche, ricerca e capacity building.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="applewebdata://7FF5F7E7-3564-4408-8FDB-675B065CDC0F#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> <em>Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati</em>, costituito da una rete di enti locali che utilizza il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo per costruire progetti di accoglienza integrata.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="applewebdata://7FF5F7E7-3564-4408-8FDB-675B065CDC0F#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> <a href="https://www.fabtogether.net/it/home-italiano/">https://www.fabtogether.net/it/home-italiano/</a></p>
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		<title>CORRIDOI UMANITARI, ESSERE UMANI CON GLI ESSERI UMANI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Giangrande]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2020 10:59:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[corridoi umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[essere umani]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgia Giangrande]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Periodico Proposte]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte UILS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per i migranti un’unica via legale per raggiungere l’Europa Perché non esistono umani di serie</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Per i migranti un’unica via legale per raggiungere l’Europa</p>
<p style="text-align: left;">Perché non esistono umani di serie A e umani di essere B, lo disse anche Einstein nel 1933:</p>
<p style="text-align: left;">«L’unica razza che conosco è quella umana»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre la pandemia ritorna ad essere il principale argomento di discussione all’interno dei mass media, seppur accompagnata da inutili polemiche e rigide prese di posizione, sia nelle piazze del nostro Paese che per le strade dell’Europa; mentre le terapie intensive tornano a straripare di contagiati e un DPCM ne precede subito un altro, mentre ciascun cittadino monitora quotidianamente il bollettino dei decessi per Covid-19, un altro bollettino – quello dei morti nel Mediterraneo &#8211; rimane nell’ombra.</p>
<p style="text-align: justify;">Si fa strada quasi anonimamente nelle pagine dei nostri giornali, quasi dovesse chiedere il permesso per entrare a farne parte, come se queste fossero vite umane meno importanti delle altre, come se fossero secondarie o anonime.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché mai un solo personaggio del mondo dello spettacolo che contrae il Coronavirus dovrebbe assumere più rilevanza del bambino di soli sei mesi morto in uno dei tanti naufragi di immigrati dello scorso novembre?</p>
<p style="text-align: justify;">Se una strage quotidiana che si svolge nel nostro mare non fa notizia, se la morte di un neonato, vittima dell’immobilismo dei Governi europei, non stimola la sensibilità e l’attenzione delle persone, allora è necessario rideterminare le nostre priorità e ammettere senza remore che quelli del Mediterraneo sono morti sì, ma morti a cui siamo abituati, che non fanno notizia, che non creano scalpore.</p>
<p style="text-align: justify;">A dimostrazione che, nel sentire comune, esistono morti di serie A e morti di serie B. È evidente che non deve essere così.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-630" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/boat-998966_1920-300x200.jpg" alt="" width="371" height="247" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/boat-998966_1920-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/boat-998966_1920-1024x683.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/boat-998966_1920-768x512.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/boat-998966_1920-1536x1024.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/boat-998966_1920.jpg 1920w" sizes="(max-width: 371px) 100vw, 371px" /></p>
<p style="text-align: justify;">E allora dobbiamo chiederci se esiste un modo – anche uno solo – per consentire ai migranti di raggiungere l’Italia e l’Europa in modo legale, senza essere oggetto di speculazione politica o di dialettica sovranista.</p>
<p style="text-align: justify;">La risposta risiede nell’individuazione di apertura di corridoi umanitari.</p>
<p style="text-align: justify;">Come riportato sul sito sositalia.it, i corridoi umanitari sono uno tra i tanti modelli di accoglienza che gli Stati Europei hanno a disposizione come alternativa sicura e legale ai viaggi della speranza.</p>
<p style="text-align: justify;">Costituiscono un programma sicuro e legale di trasferimento e integrazione in Italia, rivolto a migranti in condizione di particolare vulnerabilità: donne sole con bambini, vittime del traffico di essere umani, anziani, persone con disabilità o con patologie, oppure persone segnalate da organizzazioni umanitarie.</p>
<p style="text-align: justify;">In uno scenario europeo di muri eretti e di accoglienze negate, i corridoi umanitari sono una via sicura e legale per l’ingresso nel nostro Paese da parte di richiedenti asilo. Ma come funzionano? Lo spiega <u>sositalia.it</u> in quattro passaggi:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Il primo passo spetta alle associazioni proponenti, le quali inviano sul posto esperti e volontari che, attraverso contatti diretti nei Paesi interessati dal progetto o grazie a segnalazioni provenienti da attori locali (ONG, associazioni, organismi internazionali, chiese, ecc.), predispongono una lista di potenziali beneficiari;</li>
<li>Ogni segnalazione viene verificata dai responsabili delle associazioni per poi essere inviata al Ministero dell’Interno italiano per un ulteriore controllo;</li>
<li>Terminati i controlli, le liste dei potenziali beneficiari sono trasmesse alle autorità consolari italiane dei Paesi coinvolti le quali rilasciano, qualora ritenuto opportuno, dei “visti umanitari con validità territoriale limitata” (solo per l’Italia) ai sensi dell’art. 25 del Regolamento (CE) n. 810/2009 del 13 luglio 2009;</li>
<li>Una volta arrivati in Italia, i profughi sono accolti dai promotori del progetto i quali, in collaborazione con altri partner, li ospitano in strutture disseminate sul territorio nazionale secondo il modello dell’“accoglienza diffusa” e offrono loro la possibilità di un’integrazione nel tessuto sociale e culturale, attraverso l’apprendimento della lingua italiana, la scolarizzazione dei minorenni e altre iniziative.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Questo metodo di accoglienza offre quindi una duplice sicurezza per chi arriva e per chi accoglie: da un lato, i migranti evitano di finire intrappolati nella rete dei trafficanti di esseri umani; dall’altro lato, chi accoglie è tutelato dall’assenza di anonimato, che invece ha i suoi rischi nell’ormai normale prassi dei viaggi con i barconi. Inoltre, il Paese di ingresso può selezionare gli accessi attraverso gli attenti controlli effettuati dalle autorità preposte alla concessione dei visti.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-629" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/migration-3129340_1280-300x169.jpg" alt="" width="419" height="236" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/migration-3129340_1280-300x169.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/migration-3129340_1280-1024x575.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/migration-3129340_1280-768x431.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/migration-3129340_1280-800x450.jpg 800w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/12/migration-3129340_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 419px) 100vw, 419px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Come riporta il sito <u>interno.gov.it</u>, nel 2019 i ministeri dell’Interno e degli Esteri, la Comunità di Sant’Egidio e la Conferenza Episcopale italiana hanno sottoscritto al Viminale un protocollo d’intesa per realizzare il progetto “Apertura dei corridoi umanitari”. L’accordo replica quello già siglato nel 2017, considerato una <em>best practice</em> a livello europeo. I fondi per la sua realizzazione &#8211; dal sostegno economico per il trasferimento in Italia all’assistenza ai migranti una volta arrivati &#8211; provengono interamente dalle associazioni promotrici.</p>
<p style="text-align: justify;">L’iniziativa italiana si propone come modello replicabile nei Paesi dell’area Schengen. A tal proposito, dinanzi alle molteplici giustificazioni con cui molti Stati membri dell’area rifiutano l’ingresso di <em>esseri umani</em> nel proprio Paese, le ONG sottolineano come essi abbiano in realtà a disposizione una vasta gamma di strumenti con cui garantire percorsi legali e sicuri di protezione (programmi di ammissione per motivi umanitari, visti umanitari, procedure di ricongiungimento familiare), che permetterebbero ai migranti di non doversi affidare ai trafficanti di uomini e rischiare la vita. Inoltre, le ONG ribadiscono come l’utilizzo di tali strumenti sia ancora troppo limitato.</p>
<p style="text-align: justify;">Come sostenuto dalla dott.ssa Gerarda Pantalone &#8211; allora capo del dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione &#8211; «<em>i corridoi umanitari rappresentano un importante canale legale per l’ingresso di persone che presumibilmente sono meritevoli di protezione, in particolare di bambini, nuclei familiari e soggetti più vulnerabili</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">Questo canale &#8211; che dà la possibilità ai diversi Paesi di <strong>essere umani con gli esseri umani</strong> &#8211; risulta necessario sempre, anche in questo periodo. Soprattutto in questo periodo.</p>
<p style="text-align: right;">ARTICOLO DI GIORGIA GIANGRANDE</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/corridoi-umanitari-essere-umani-con-gli-esseri-umani/">CORRIDOI UMANITARI, ESSERE UMANI CON GLI ESSERI UMANI</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/corridoi-umanitari-essere-umani-con-gli-esseri-umani/">CORRIDOI UMANITARI, ESSERE UMANI CON GLI ESSERI UMANI</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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