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	<title>morte - Proposte-UILS</title>
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		<title>Le facce del dissenso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2024 15:02:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Alexei Navalny]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; Il seme della protesta può raggiungere ognuno di noi basta saperlo riconoscere A</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il seme della protesta può raggiungere ognuno di noi basta saperlo riconoscere</p>
<blockquote>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">A partire da due personalità molto diverse tra di loro (Assange e Naval’nyj) trattiamo il tema della protesta e la persecuzione fisica ed emotiva che i governi attuano per far tacere le voci ‘fuori dal coro’</p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">“Un uomo può uccidere un fiore, due fiori, tre… Ma non può contenere la primavera.” Questa frase mostra la potenza del pensiero di un uomo indomabile quale fu Mahatma Gandhi che probabilmente era consapevole di rischiare la morte per questa sua visione globale ed unitaria. I tempi sono cambiati ma il bisogno di protestare sembra essere immutato perché poco è cambiato sul fronte della prepotenza e dell’ingiustizia.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Il 16 febbraio 2024, infatti, il dissidente russo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aleksej_Naval%27nyj">Aleksej Naval’nyj</a> moriva in un carcere di massima sicurezza a Charp (Russia siberiana nord-occidentale) indignando in modo molto profondo la comunità internazionale che, con la sua morte, sembra aver preso definitivamente atto di essere spettatori di un vero e proprio totalitarismo in terra russa.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Ci si è raccolti in numerose manifestazioni silenziose per commemorare le parole di resistenza dell’attivista e per non dimenticare; ora il testimone sembra essere passato alla moglie Julia Naval’naja che sta occupando quel posto rimasto vuoto denunciando apertamente Putin per aver assassinato il marito pur di farlo tacere.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Basterebbe questo per far indignare ma non è tutto qui: in questi giorni, in Inghilterra, si è deciso (per ora) di non procedere al rimpatrio negli Stati Uniti d’America di un altro uomo (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Julian_Assange">Julian Assange</a>) colpevole di aver reso pubbliche le ingiustizie della guerra per mano del governo a stelle e strisce. Il giornalista ha mostrato i crimini di guerra statunitensi perpetuati ai danni del popolo iracheno nella guerra in Iraq attraverso l’utilizzo di immagini secretate dal Pentagono.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Ciò che appare evidente è che il mondo, nei confronti del cofondatore e caporedattore dell’organizzazione divulgativa WikiLeaks, sembra avere un sentimento meno empatico (rispetto al defunto dissidente russo) e questo in larghissima parte è una conseguenza della campagna di denigrazione mediatica fatta ai suoi danni dagli Americani negli anni passati.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Etichettato come cospiratore è stato braccato e, da allora, vive privo di libertà in attesa di una assoluzione che, probabilmente, non avverrà mai perché confermerebbe una colpevolezza che il governo statunitense non è pronto ad ammettere. È attualmente incarcerato nel Regno Unito presso la prigione Belmarsh di Sua Maestà in attesa di estradizione negli Stati Uniti dove gli aspetta una condanna pesantissima. Le informazioni di cui Assange si servì provenivano dal lavoro dell’allora analista dell’intelligence statunitense Manning che fu condannata nel 2013 a 35 anni di reclusione (scarcerata definitivamente, ma non senza ripercussioni, nel 2020) e colpevole di aver reso pubblici materiali ritenuti top secret e di aver reso più vulnerabile la governance statunitense.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-2405 alignleft" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/facce-dissenso-megafono-300x200.jpg" alt="Immagine a fumetto con una ragazza di profilo con megafono che strilla qualcosa, sfondo giallo, colori nero e rosso" width="300" height="200" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/facce-dissenso-megafono-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/facce-dissenso-megafono-1024x683.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/facce-dissenso-megafono-768x512.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/facce-dissenso-megafono.jpg 1500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Entrambi questi uomini (sia Naval’nyj che Assange) hanno mostrato una ferma opposizione ad un  potere autoritario e prevaricatore; scegliendo di seguire una strada alternativa rispetto all’ingiustizia e alle prepotenze ed entrambi hanno pagato a caro prezzo (seppur in modo differente) questo desiderio di libertà.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La morte di Naval’nyj ha indignato l’opinione pubblica internazionale perché si è trattato tra le altre cose della personalità più importante a livello mediatico presente in Russia oltre ad essere il maggiore antagonista del leader russo Vladimir V. Putin. Proprio attraverso le dirette streaming Aleksej ha smascherato le prevaricazioni che i suoi concittadini stavano patendo per mano di Putin ed ha permesso al mondo di conoscere meglio il popolo russo e le derive autoritarie del loro leader.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Naval’nyj sembra essere morto per un arresto cardiaco e Putin, qualche giorno dopo, si è mostrato in un video messaggio nel quale parlava di una scarcerazione con scambio di prigionieri già programmata e di una casualità non voluta ma non ha fatto altro che acutizzare quel senso di consapevolezza di essere di nuovo di fronte ad un tiranno.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">In questo stesso momento centinaia di prigionieri sono in attesa di condanna a morte in Iran (un altro paese che ha smarrito la democrazia) e si uniscono alle facce più o meno note che hanno provato e provano a rendere il nostro mondo più umano e giusto. Le storie di questi dissidenti ci chiedono di non aver paura di opporci alle ingiustizie e di credere che un cambiamento possa essere possibile; ma dobbiamo ricordare che le ingiustizie possono insinuarsi anche nelle terre democratiche, le terre della libertà e del benessere e che tutti noi siamo chiamati a vigilare.<img decoding="async" class="size-medium wp-image-2406 alignright" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/facce-dissenso-pugni-300x168.jpg" alt="foto che riprende una serie di mano alzate, manifestanti" width="300" height="168" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/facce-dissenso-pugni-300x168.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/facce-dissenso-pugni-1024x574.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/facce-dissenso-pugni-768x431.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/facce-dissenso-pugni-800x450.jpg 800w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/facce-dissenso-pugni.jpg 1500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Chissà cosa avrebbe detto Gandhi, se non fosse stato ucciso anzitempo; magari che “ la verità non danneggia mai una causa che è giusta” e con queste sue parole evocative dobbiamo ricordarci sempre da che parte stare e sostenere le facce del dissenso.</p>
<p>Suggeriamo la lettura dell&#8217;articolo<a href="https://www.proposte-uils.it/lamerica-nei-due-conflitti-piu-importanti-accordo-o-disaccordo/"> L&#8217;America nei due conflitti più importanti:accordo o disaccordo</a>, nel quale trattiamo il ruolo strategico e (spesso) condizionante statunitense.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/le-facce-del-dissenso-assange-navanlyj/">Le facce del dissenso</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/le-facce-del-dissenso-assange-navanlyj/">Le facce del dissenso</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Essere medicalmente una mosca bianca, riflessioni di una donna davanti al cancro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2024 20:14:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scrittrice Deborah Di Cicco consegna al pubblico un saggio esistenziale, un libro autobiografico sul</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="font-size: 14pt;">La scrittrice Deborah Di Cicco consegna al pubblico un saggio esistenziale, un libro autobiografico sul cancro per riflettere sulla </span></strong></em><strong><span style="font-size: 14pt;">conditio humana</span></strong></p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Deborah Di Cicco si presenta al pubblico come una giovane madre della <em>working class</em> le cui analisi pedagogiche, etiche, politiche e antropologiche, nonché la scelta forzata del tema trattato, raccontano la straordinaria padronanza acquisita nel campo di indagine dei “fini ultimi”. L’autrice classe 1975 nata a Saronno, cresciuta a Rocchetta al Volturno e residente a Ponsacco, in provincia di Pisa, già collaboratrice presso il giornale Il Ponte di Sacco ha debuttato nel mondo letterario nel 2023 (Protos Edizioni) con un libro che potrebbe aprire il varco a una svolta culturale. Per questa ragione ho voluto intervistarla.</p>
<p><strong>M.G.: Gentile Deborah Di Cicco, anzitutto La ringrazio per aver accettato il mio invito. “Storia di una mosca bianca” tratta molti temi intorno al senso dell’esistenza. Che cosa non sappiamo della vita che invece dovremmo sapere e che la malattia ci fa conoscere?</strong><br />
D.D.C.: <em><span style="font-size: 14pt;">Quando il cancro arriva non è una diagnosi ma una sentenza. L’unica vita che hai sta finendo e ti crolla il mondo addosso, però, in realtà, tutto può essere ricostruito passando per l’elaborazione e l’accettazione. Da questo lungo percorso assai doloroso può nascere la bellezza. C’è un esempio chiaro che è quello dell’ostrica: le perle nascono in un’ostrica il cui aspetto è simile a uno scoglio. Nascono da un dolore, la loro origine è legata ad un corpo estraneo che entra nell’ostrica e la costringe a reagire e a creare una formazione di madreperla, un elemento che ne ferisce le carni. Dalla sofferenza nasce la bellezza, come per molte cose rare e preziose. E’ così, c’è un corpo estraneo che entra e tu puoi decidere se quel corpo può non solo distruggerti il corpo ma anche l’anima. In realtà non è cambiato niente, e vorresti anche trasmettere questa cosa agli altri ma è molto difficile far capire la bellezza della vita “nonostante tutto”</span>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Malattia e politica. Chi è il malato per la società contemporanea e chi è veramente?</strong> D.D.C.: <span style="font-size: 14pt;"><em>Il malato è un numero. Si dice che questa impostazione sia dovuta alla privacy, però per noi malati è dura: hai un numero per l’armadietto, un numero per il letto, un numero per la visita, quindi sei un numero. E se non fosse per l’amore della famiglia oltre l’identità perderesti anche la dignità. I medici pensano più che altro in termini di malattie e non di malati, quindi non pensano che noi siamo solo portatori di un male e che abbiamo anche una nostra vita, una personalità, i figli, la famiglia, sogni…</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Nel corso della vita, un uomo su due e una donna su tre si ammalano di cancro. Perché allora la malattia e la morte sono argomenti tabù nella nostra società?</strong><br />
D.D.C.:<span style="font-size: 14pt;"><em> Tanti nascondono ancora la loro malattia, vissuta con un senso di vergogna. Vero è che le cose che non si conoscono come la morte e il cancro spaventano per questo si fa prima a far finta di niente, per questo diventano un “tabù”. A me piace molto lo scrittore Tiziano Terzani e in “Un altro giro di giostra” egli dice che la medicina è riuscita a rimandare la morte però non dà una spiegazione sulle cose che ci sono dopo la morte. </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: La fede religiosa è un altro aspetto umano che la società contemporanea ha progressivamente espunto da se stessa. Che cosa non abbiamo capito?</strong><em><br />
</em>D.D.C.:<em><span style="font-size: 14pt;"> La fede è fondamentale. Soprattutto quando stai male il senso di solitudine ti fa cercare aiuto. Quando ti senti diverso dagli altri dove puoi cercare aiuto? Io l’ho cercato nella fede, infatti, così come mi sono affidata alla medicina, allo stesso modo mi sono affidata alla fede. Per me è cambiato anche il modo di pregare, con il fatto di vedere il mondo con occhi diversi sentivo anche Dio in modo diverso, molto più vicino. Ecco, anch’io sono cambiata in questo senso, e oggi dico che parlare di fede è importantissimo: come si fa a non avere più punti di riferimento, a non credere in niente? In conclusione, anche la fede e l’amore della famiglia fanno parte della terapia salvavita. </span></em></p>
<p><strong>M.G.: “Storia di una mosca bianca” è scritto con una chiarezza argomentativa ed espositiva da far invidia ai classici della formazione. Quali sono i suoi riferimenti letterari e qual è stata la sua esigenza creativa?</strong><em><br />
</em>D.D.C.:<span style="font-size: 14pt;"><em> In realtà si tratta di un’opera troppo personale per poter essere inquadrata all’interno degli schemi letterari, per quanto ampi possano essere. Io amo Tiziano Terzani, Oriana Fallaci, Jane Austen: ho sempre letto tantissimo. C’è da dire che nel mio libro c’è qualcosa di tutti gli scrittori che amo. Quello che mi preme evidenziare per definire la mia esigenza creativa è che ritengo essere il mio un “libro necessario”, e che quando prendo carta e penna entro nel mio mondo in un modo istintivo. Credo che questa sia quello che arriva.</em></span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/essere-medicalmente-una-mosca-bianca-riflessioni-di-una-donna-davanti-al-cancro/">Essere medicalmente una mosca bianca, riflessioni di una donna davanti al cancro</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/essere-medicalmente-una-mosca-bianca-riflessioni-di-una-donna-davanti-al-cancro/">Essere medicalmente una mosca bianca, riflessioni di una donna davanti al cancro</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>&#8220;Lando Buzzanca: amore mio&#8221; fa luce sugli abusi nelle amministrazioni di sostegno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2023 09:04:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia e riforme istituzionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una biografia scritta dalla compagna Francesca Della Valle racconta anche gli ultimi mesi di vita</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="font-size: 14pt;"><em>Una biografia scritta dalla compagna Francesca Della Valle racconta anche gli ultimi mesi di vita di Lando Buzzanca, celebre attore italiano recentemente scomparso, mettendo in luce aspetti controversi della sua amministrazione di sostegno e aprendo una riflessione sull’opportunità di riformare la l. n. 6 del 2004</em></span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Francesca Della Valle è una giornalista e autrice di successo che vanta un curriculum vastissimo con collaborazioni con maestri del giornalismo come Valentino Parlato e registi come Beppe Ferrara e Mario Monicelli nella stesura di progetti sulla legalità. Nel 2009 ha conseguito il Premio Sole D’Oro del Comune di Salerno per la sua attività artistica ed imprenditoriale e il Premio come Attrice e Produttrice al Valva Film Festival. Sino al 2016 ha lavorato all’estero con la propria trasmissione di cultura e riflessione, <em>Cultpurnia</em>, conseguendo premi come giornalista anche nel mondo arabo e nell’estremo oriente. E’ stata la compagna del celebre attore, noto in tutto il mondo, Lando Buzzanca e proprio l’amore per l’artista è ciò che l’ha spinta a ritornare in Italia dal 2016 sino alla sua recente scomparsa. Le drammatiche vicende legate alla degenza e alla morte del Maestro del cinema degli anni ’70 l’hanno portata a fondare l’associazione “Labirinto 14 Luglio” a tutela dei diritti delle persone fragili e a pubblicare una biografia del compagno &#8211; Lando Buzzanca: amore mio &#8211; per i tipi della Protos Edizioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Gentile Francesca Della Valle il suo libro è una biografia su Lando Buzzanca e insieme una autobiografia che denuncia una vicenda complessa sulla gestione di una persona fragile beneficiaria dell’amministrazione di sostegno. Secondo lei quali sono i rischi oggi sconosciuti di questo istituto?<br />
</strong> F.D.V.: <em>Tutti pensiamo che l’amministrazione di sostegno sia la figura che l’ordinamento pone a tutela di un soggetto in un momento particolarmente difficile della sua vita. In realtà, la legge ha un vizio di fondo perché ha margini di discrezionalità eccessivamente ampi e ciò espone gli amministrati al rischio concreto di subire abusi derivanti da un utilizzo improprio e talvolta strumentale dell’istituto. L’ampiezza dei poteri che l’ADS (Amministratore di sostegno) ha il diritto di esercitare al posto del beneficiario, infatti, sono così estesi, intensi e penetranti che, in assenza di una effettiva vigilanza del Giudice Tutelare, la figura si trasforma in quella del “carceriere” dell’amministrato. Lando Buzzanca è stato beneficiario e ciò gli ha impedito di contrarre matrimonio con me contro la sua volontà chiaramente manifestata nelle pubblicazioni matrimoniali, poi lo ha costretto ad intraprendere un percorso di cura, a mio avviso, inadeguato lontano dalla sua casa, dal suo medico di fiducia e dalla persona con la quale aveva una relazione. Questa esperienza mi ha fatto capire che la discrezionalità concessa dalla legge è tale da poter annullare l’autodeterminazione di un individuo, e ciò la pone in contrasto con la Costituzione e con legge stessa, la quale suppone un confronto continuo tra amministratore e amministrato sulle decisioni da assumere. Questo è ciò che è accaduto a Lando Buzzanca: il decreto della sua amministrazione di sostegno si è trasformato in una sorta di condanna senza reato perché dal momento del suo ricovero e poi, dalla reclusione in RSA per undici mesi e sino alla sua morte, non si è tenuto minimamente conto della sua volontà.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: In presenza di conflitto endofamiliare il giudice tutelare sceglie un professionista esterno perché ritenuto imparziale rispetto agli interessi del beneficiario. Lei ritiene che questa imparzialità sia garantita?</strong><br />
F.D.V.: <em>Occorre precisare che in questa vicenda il conflitto riguardava Lando Buzzanca e i suoi figli, in ragione di vecchi dissapori. Il mio ingresso nella sua vita nel contesto della nostra relazione ha coinciso con il tentativo da parte mia di riequilibrare i rapporti familiari. Per questa ragione non posso parlare di imparzialità nei miei confronti in riferimento all’amministrazione di Lando Buzzanca. Il mio libro Lando Buzzanca: amore mio, racconta una vicenda personale nella quale l’ADS non ha tenuto minimamente conto della volontà dell’amministrato.</em></p>
<blockquote><p><span style="font-size: 14pt;"><em>Un diritto ai sentimenti</em></span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: In una società complessa e burocratizzata sarà sempre più difficile per una persona fragile coltivare il legame affettivo con la persona che vuole prendersi cura di lei?</strong><em><br />
</em>F.D.V.:<em> Sì, e la legge sull’amministrazione di sostegno è l’esempio di un uso distorto delle leggi rispetto ai fini che si vorrebbero perseguire. All’amministrato, infatti, non viene garantita la “cura della persona” ma piuttosto la sostituzione della sua volontà con quella di un amministratore che non lo conosce affatto e che ha margini di intervento virtualmente infiniti. Questo si traduce in un annientamento e una sopraffazione della personalità e dei diritti individuali, specialmente quando la persona risulta in salute. Nel mio caso questa legge ha avuto il tragico effetto di separare Lando Buzzanca dalla</em> <em>mia vita. Chi avrebbe potuto prendersi cura di lui meglio della sua compagna? Lando non poteva essere visitato se non dietro autorizzazione dell’ADS. Anche il suo collega e amico di una vita, Vincenzo Raso, è riuscito a vederlo solo una volta durante la degenza e soltanto dopo molte insistenze. In seguito alla vicenda che ho vissuto è nata l’associazione “Labirinto 14 Luglio” che raccoglie casi documentati di abusi con un team giuridico guidato dall’avvocato Giuseppe Reale e si batte per l’abrogazione della l. n. 6 del 2004 e la sostituzione con una nuova normativa. Viviamo un’epoca in cui intere generazioni di cittadini subiscono un’irragionevole compressione dei propri diritti individuali soprattutto in riferimento alla propria capacità di autodeterminazione nella sfera affettiva, assistenziale e patrimoniale. Sono convinta che la mia battaglia sia solo la “punta dell’iceberg” rispetto a un problema che sta emergendo in tutta la sua importanza. Come non ricordare il caso di Gina Lollobrigida amministrata per anni e disperata per questo, o il recente caso di Gianni Vattimo? Come ognuno vede, si tratta di persone in perfetta salute che hanno subito o che stanno subendo questo tipo di abuso.</em></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/lando-buzzanca-amore-mio-fa-luce-sugli-abusi-nelle-amministrazioni-di-sostegno/">“Lando Buzzanca: amore mio” fa luce sugli abusi nelle amministrazioni di sostegno</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/lando-buzzanca-amore-mio-fa-luce-sugli-abusi-nelle-amministrazioni-di-sostegno/">&#8220;Lando Buzzanca: amore mio&#8221; fa luce sugli abusi nelle amministrazioni di sostegno</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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