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	<title>onu - Proposte-UILS</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 17 Jun 2024 13:01:15 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Una Palestina (speriamo libera) tra i Paesi ONU</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 13:01:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[#ammissione]]></category>
		<category><![CDATA[#politicainternazionale]]></category>
		<category><![CDATA[ingiustizia]]></category>
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		<category><![CDATA[palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Governo a trazione Meloni ha deciso di non appoggiare la decisione che ha visto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Governo a trazione Meloni ha deciso di non appoggiare la decisione che ha visto le Nazione Unite riconoscere la Palestina come Paese idoneo a far parte dell’ONU</p>
<blockquote><p>Nemmeno la tragedia che si sta consumando a Gaza riesce ad instillare un minimo di coscienza negli animi dei nostri rappresentanti alle Nazioni Unite; a seguito delle votazioni (simboliche occorre dirlo!) il nostro Governo preferisce l’astensione incurante del triste messaggio che consegna al mondo</p></blockquote>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Non tutto porta sempre a risultati immediati e sperati, anzi, in genere si tratta esattamente dell’opposto ma ciò che è avvenuto in sede di riunione ONU è certamente qualcosa di importante.</p>
<figure id="attachment_2454" aria-describedby="caption-attachment-2454" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-2454" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/palestina-ONU-bandiera-300x183.jpg" alt="bandiera della palestina sventolata nella guerra" width="300" height="183" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/palestina-ONU-bandiera-300x183.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/palestina-ONU-bandiera-1024x623.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/palestina-ONU-bandiera-768x467.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/palestina-ONU-bandiera.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2454" class="wp-caption-text">foto di hosny salah da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Nell’ottica di un incontro che possa mostrare una posizione chiara nei confronti di una delle due guerre più sanguinose e vicine ai nostri confini (si parla del conflitto israelo-palestinese) le Nazioni Unite hanno mostrato una spinta solidale nei confronti della Palestina ritenendola idonea ad entrare nei Paesi ONU.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Cosa significa tutto ciò? Nulla dal punto di vista concreto poiché, va detto, non significa in alcun modo aver inserito la Palestina tra i Paesi ONU ma si è voluto prendere una posizione e, quindi, non appoggiare indiscriminatamente il Governo di Netanyahu.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Tutto questo si è palesato in una riunione plenaria ufficiale datata 10 aprile 2024 alla quale è seguita (come da protocollo) una votazione di tutti i rappresentanti dei Paesi membri delle Nazioni Unite.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Dal titolo emblematico <a href="https://unric.org/it/assemblea-generale-conclude-il-dibattito-sulladesione-dello-stato-di-palestina-alle-nazioni-unite/"><strong>Admission of new Members to the United Nation</strong></a> (document <a href="https://undocs.org/A/ES-10/L.30/Rev.1">A/ES-10/L.30/Rev.1</a>) con un risultato che è stato a dir poco schiacciante a favore dei palestinesi registrando come favorevoli ben 143 Paesi, 9 contrari (Argentina, Repubblica Ceca, Ungheria, Israele, Stati Federati di Micronesia, Nauru, Palau, Papua Nuova Guinea, Stati Uniti) e 25 astenuti (tra questi 25 astenuti figura, purtroppo, anche l’Italia a trazione Meloni).</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">L’appoggio dei 143 Paesi a favore hanno, quindi, permesso (almeno se verrà rispettato l’<em>iter </em>classico previsto in questi casi) allo Stato di Palestina di aderire a tutti gli effetti per rispetto dell’articolo 4 della Carta delle Nazioni Unite e rendere il procedimento effettivo a partire dalla prossima 79° sessione dell’Assemblea Generale. Perciò lo Stato di Palestina potrà sedersi in Assemblea, proporre o votare contro una proposta in sede ufficiale ma non potrà votare all’Assemblea Generale o presentare la propria candidatura agli organi delle Nazioni Unite.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La decisione è stata una conseguenza di ciò che si sta consumando in territorio palestinese dove – ad oggi &#8211; hanno perso la vita oltre 34000 civili (di cui circa il 60% sarebbero bambini e donne), la popolazione rimasta in vita sta lottando contro la fame (ricordiamo le centinaia di camion con i viveri bloccati nella zona di Rafah e con bambini che stanno letteralmente morendo di fame) e con circa 1 milione e 700.000 persone palestinesi senza una casa e protezione dalle bombe che continuano a cadere. Si tratta di una vera e propria carneficina che sembra non essere vicina alla fine.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Questa votazione ha portato con sé anche una serie di proteste più o meno importanti; tra tutte spicca la posizione di Israele che (attraverso la persona del suo ambasciatore alle Nazioni Unite, Gilard Erdan) ha definito “una barzelletta” la posizione a favore di Hamas. Erdan ha criticato la scelta di accettare lo Stato di Palestina tra i Paesi membri dell’ONU perché tra le clausole per aderire ci dovrebbe essere un Paese che “deve amare la pace” ma questo, per l’ambasciatore, sarebbe naufragato il 7 ottobre quando Hamas ha commesso l’attacco al rave ed ha ucciso e fatto prigionieri.</p>
<figure id="attachment_2455" aria-describedby="caption-attachment-2455" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2455" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/palestina-ONU-bambino-300x300.jpg" alt="Bambino con metà faccia disegnata con i colori della bandiera di Palestina" width="300" height="300" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/palestina-ONU-bambino-300x300.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/palestina-ONU-bambino-1024x1024.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/palestina-ONU-bambino-150x150.jpg 150w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/palestina-ONU-bambino-768x768.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/palestina-ONU-bambino.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2455" class="wp-caption-text">foto di Prompter Malaya da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Sembra ancora molto lontano un cessate il fuoco in questo sanguinoso conflitto ma quello che possiamo auspicare è che le pressioni internazionali si facciamo più importanti e costringano una risoluzione con il raggiungimento &#8211; tra Palestina ed Israele &#8211; della formula (due popoli e due Stati!).</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Va detto che le Nazioni Unite già da tempo hanno calendarizzato discussioni sulla situazione Israelo-Palestinese inserendola in una serie di riunioni pianificate sotto la voce <strong>Illegal Israeli actions in Occupied East Jerusalem and the rest of the Occupied Palestinian Territory </strong>con lo scopo di monitorare la difficile situazione in quel territorio già terribilmente caldo dal 1948 quando venne decisa la nascita dello Stato di Israele dall’Occidente economicamente forte.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Noi di UILS continueremo a monitorare gli eventi e speriamo di poter, quanto prima, poter presentare un articolo nel quale potremmo scrivere la parola fine a questa carneficina a danno soprattutto di innocenti bambini palestinesi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Viene proposto il link ad un articolo di politica internazionale dal titolo<a href="https://www.proposte-uils.it/la-vita-in-un-campo-profughi/"> La vita in un campo profughi</a></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/una-palestina-speriamo-libera-tra-i-paesi-onu/">Una Palestina (speriamo libera) tra i Paesi ONU</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/una-palestina-speriamo-libera-tra-i-paesi-onu/">Una Palestina (speriamo libera) tra i Paesi ONU</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Sudan. “La situazione è catastrofica”.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Conca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2024 14:20:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[#Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[#WFP]]></category>
		<category><![CDATA[#WorldFoodProgramme]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il World Food Programme segnala morti per fame in Sudan, dove dallo scorso aprile è</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Il World Food Programme segnala morti per fame in Sudan, dove dallo scorso aprile è in atto un conflitto interno. L’agenzia umanitaria dell’Onu invita le parti in guerra a fornire garanzie di sicurezza immediate per offrire gli aiuti necessari.</h3>
<hr />
<p>Morire di fame nel 2024 è ancora una realtà. Lo sa bene il Sudan, uno dei Paesi più grandi dell’Africa, a nord-est del continente. In un comunicato ufficiale, le Nazioni Unite hanno denunciato le gravi condizioni in cui riversa il Paese dall’inizio del conflitto interno scoppiato lo scorso aprile.</p>
<p>“La situazione in Sudan è disastrosa” si legge. Secondo l’agenzia ONU World Food Programme (WFP) – la più grande organizzazione umanitaria mondiale impegnata a fornire assistenza alimentare nei contesti di conflitto ed emergenziali – in Sudan oggi quasi 18 milioni di persone si trovano ad affrontare la fame acuta. A questa cifra vanno sommati i 5 milioni di civili che soffrono di fame a livelli emergenziali in zone quali la capitale Khartoum, Darfur e Kordofan. Sempre secondo l’agenzia umanitaria, si tratterebbe del doppio rispetto all’inizio della guerra civile.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2424" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/mappa-sudan.jpeg" alt="mappa Sudan" width="900" height="611" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/mappa-sudan.jpeg 900w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/mappa-sudan-300x204.jpeg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/05/mappa-sudan-768x521.jpeg 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>Nel 2021, un colpo di Stato ha portato al governo un Consiglio di generali guidato da Abdel Fattah al-Buhran, Presidente del Sudan e capo delle forze armate, e dal suo braccio destro, Maohamed Hamdan Dagalo, nonché leader delle Rapid Support Forces (RSF). Costituite nel 2013, da allora queste ultime rappresentano un organo di straordinaria potenza al di fuori dell’esercito, tanto da costituire una minaccia. Una volta saliti al potere, l’intesa fra Buhran e Dagalo si affievolisce sempre di più fino a sfociare in una vera e propria guerra fra l’esercito regolare e le Rapid Support Forces.Lo scorso aprile, infatti, dopo giorni di tensione, i membri della forza paramilitare sono stati ridistribuiti in tutto il Paese e, sebbene non si sappia quale delle due fazioni abbia fatto la prima mossa, gli scontri si sono rapidamente intensificati provocando centinaia di vittime. Da un lato Dagalo sostiene che l’obiettivo delle RSF è quello di combattere contro il governo “islamico-radicale” del generale Buhran per il progresso democratico a cui tanto ambisce il popolo sudanese. Dal canto suo, invece, il Presidente si dice favorevole ad un ritorno a un governo civile, purché questo sia eletto. Nel Paese, comunque, si è diffuso il sospetto che entrambi siano determinati a mantenere la posizione di potere e tutti i benefit che ne derivano.</p>
<p>“L’Agenzia ONU WFP chiede urgentemente alle parti in guerra di fornire garanzie immediate per la consegna sicura e senza ostacoli di assistenza alimentare umanitaria alle zone del Paese colpite dal conflitto”. Nonostante l’organizzazione abbia intensificato l’assistenza salvavita, ad oggi, solo il 10% dei bisognosi ha potuto giovare degli interventi. Per i convogli umanitari, infatti, attraversare le linee del fronte sarebbe diventato quasi impossibile a causa di tasse, ritardi nei permessi, blocchi stradali e minacce alla sicurezza. Lo scorso dicembre, poi, nello Stato di Gezira un magazzino del World Food Programme è stato saccheggiato, mentre un centro umanitario è entrato nel mirino dei combattimenti, provocando la fuga di mezzo milione di civili.<br />
A gennaio, poi, a Porto Sudan 70 camion trasportanti riserve di cibo sono rimasti bloccati in attesa di un nulla osta arrivato solamente alla fine del mese. Prima, ad altri 31 camion era stato negato di lasciare El Obeid, tendendoli fermi e vuoti per più di tre mesi e negando assistenza ai civili. Entrambe le città sono controllate dall’esercito.</p>
<p>«Gli aiuti salvavita non raggiungono coloro che ne hanno più bisogno e stiamo già ricevendo segnalazioni di persone che muoiono di fame» ha affermato nel comunicato diffuso dall’Onu Eddie Rowe, rappresentate e direttore del WFP in Sudan. «Entrambe le parti coinvolte in questo conflitto cruento devono guardare oltre il campo di battaglia e consentire alle organizzazioni umanitarie di operare».</p>
<p>A nove mesi dall’inizio della sanguinosa guerra, otto milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case. Gli sforzi diplomatici per negoziare il cessate il fuoco e il ritorno a un governo civile non hanno ancora prodotto i risultati desiderati. Inoltre, si teme che dai combattimenti possano nascere ulteriori spaccature nel Paese, peggiorando la situazione politica già critica e allargando le turbolenze agli Stati confinanti.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/sudan-la-situazione-e-catastrofica/">Sudan. “La situazione è catastrofica”.</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/sudan-la-situazione-e-catastrofica/">Sudan. “La situazione è catastrofica”.</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il futuro è qui.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Coniglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2022 20:48:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
		<category><![CDATA[terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Zampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Proposte N. 9 &#8211; Settembre 2022 A cura di Elena Coniglio La situazione in Italia</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.uils.it/periodico-proposte-uils-n-9-settembre-2022/">Proposte N. 9 &#8211; Settembre 2022</a></p>
<p>A cura di Elena Coniglio</p>
<p><em><strong>La situazione in Italia dei minori stranieri non accompagnati tra politiche legislative e realtà.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dopo l’introduzione della legge Zampa, le novità in tema di tutela e accoglienza dei minori sono state significative e grazie alla collaborazione tra enti del Terzo settore ed enti pubblici si è registrato un innalzamento della qualità dei servizi di accoglienza. Ma le buone pratiche costruite con progetti nazionali ed europei sono solo le basi per un sistema che deve continuare a migliorare, così come ci ha spiegato in un’intervista la dott.ssa Alesssandra De Luca, rappresentante di Cidis Onlus &#8211; Centro Informazione Documentazione e Iniziative per lo Sviluppo –  tra i capofila di questi importanti progetti in Italia.  </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il lungo viaggio dei minori stranieri soli non finisce dopo l’approdo.Una volta giunti nel Comune di sbarco, questi minori, molti dei quali sono prossimi alla maggiore età, iniziano un percorso intenso e complesso per raggiungere la propria autonomia.</p>
<p style="text-align: justify;">La strada per raggiungere l’indipendenza è oggi maggiormente praticabile grazie ad una sinergia tra enti del Terzo settore e alle numerose novità introdotte attraverso la ‘Legge Zampa’, la legge n. 47 del 2017. Il testo introduce il divieto di respingimento dei minori stranieri alla frontiera sancendo ulteriormente l’inespellibilità del minore come da Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1991, istituisce un sistema di accoglienza con strutture diffuse sul territorio nazionale, il rafforzamento degli istituti della tutela e dell’affido familiare, la creazione della figura del tutore volontario, così come maggiori tutele per il diritto all’istruzione e alla salute, della difesa durante i procedimenti amministrativi e giudiziari.</p>
<p style="text-align: justify;">Se grazie a tali norme si sono ad oggi raggiunte buone prassi nel sistema di accoglienza, il SAI &#8211; Sistema di Accoglienza e Integrazione &#8211; la via all’indipendenza dei minori stranieri è però ancora marcatamente segnata da un brusco passaggio legislativo al compimento del diciottesimo anno di età, momento in cui il neomaggiorenne viene catapultato nel sistema della normativa ordinaria e delle sue norme restrittive. Quelle introdotte con la legge n. 189 del 2002, la legge Bossi-Fini, che subordina l’ingresso e la permanenza in Italia al contratto di lavoro, che ha introdotto l’espulsione immediata con accompagnamento alla frontiera, dimezzato la durata dei permessi e aumentato gli anni di permanenza necessari per richiedere la carta di soggiorno. In questo quadro, il minore perde così di colpo il suo statuto, il diritto alla tutela. Da un giorno all’altro diviene vulnerabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il permesso di soggiorno per minore età, al quale automaticamente aveva diritto per il semplice fatto di essere minorenne, non ha più validità e può essere convertito solo secondo quanto disposto dalla normativa ordinaria di riferimento, il Testo Unico sull’immigarzione, ovvero per motivi di studio, di lavoro autonomo o per esigenze sanitarie e di cura. Per queste ragioni la Legge Zampa introduce la possibilità del proseguio amministrativo, fiore all’occhiello italiano, che estende la presa in carico fino al ventunesimo anno di età da parte dei servizi sociali del Comune, insieme alle comunità alloggio o alle strutture di accoglienza SAI, inoltrando richiesta al competente Tribunale per i minorenni. In questo momento di passaggio emerge infatti la fragilità dei minori stranieri soli e quanto sia fondamentale nel progetto migratorio la costruzione di autonomia e libertà.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“La vulnerabilità psicologica di questi ragazzi è molto accentuata ed è provocata anche da questo senso di precarietà e instabilità legato al passaggio alla maggiore età (…). Per i nostri connazionali arrivare ai diciotto anni è una grande festa. Per loro è una specie di dramma, perché tante certezze vengono improvvisamente meno.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">La dott.ssa Alessandra De Luca, rappresentante di Cidis Onlus, ente capofila di ‘Cantiere Futuro’<a href="applewebdata://7FF5F7E7-3564-4408-8FDB-675B065CDC0F#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>, progetto promosso da un ampio partenariato di enti del Terzo settore ed enti governativi che si occupano di presa in carico e di servizi ai minori stranieri non accompagnati, mette in evidenza la cruciale importanza delle strategie di <em>capacity building</em> per il miglioramento delle competenze degli operatori dei servizi pubblici sui temi di intercultura, immigrazione e comunicazione e del <em>service design</em>, il ripensare cioè l’organizzazione dei servizi pubblici in un’ottica multiculturale.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Il nostro interesse, ma è l’interesse di tutto il Paese, è che l’energia di questi ragazzi, che hanno attraversato deserti e fatto cose incredibili per arrivare qui, non debba essere smorzata, affievolita o distrutta dall’ordinamento, che al contrario deve stare al passo con tutto questo. Questi ragazzi sono una risorsa preziosa ed entrano a far parte del tessuto sociale. Il sistema statale che li accoglie deve essere pertanto potenziato. Quest’ultimo, lo Sprar &#8211; Sistema di protezione per rifugiati e richiedenti asilo &#8211; è maggiormente virtuoso rispetto ai precedenti perché la ratio è quella di un’accoglienza diffusa e proporzionata sul territorio. Con questo tipo di politica si vogliono evitare infatti le concentrazioni di persone e quindi i fantomatici ghetti o situazioni discriminanti che creano sacche di disagio, così come ad esempio è accaduto in seguito all’emanazione dei decreti sicurezza durante il periodo in cui Salvini è stato Ministro dell’Interno.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema allora cambiò nome divenendo <em>Siproimi</em><a href="applewebdata://7FF5F7E7-3564-4408-8FDB-675B065CDC0F#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a> e venne dato accesso all’accoglienza ai soli titolari di protezione oppure ai minori. Oggi si è invece tornati al SAI, sistema che dà accesso anche agli adulti richiedenti protezione e in seno al quale si sono sviluppate forme alternative di accoglienza anche per i neomaggiorenni proprio nei sei mesi successivi il compimento della maggiore età. Sono modalità di uscita ‘cuscinetto’ dai circuiti di accoglienza, modalità di alloggio ‘leggero’ come quella che avviene tramite l’ospitalità in famiglie selezionate dagli enti del Terzo settore, opure come sperimentato da Cidis a Napoli, attraverso strutture turistico ricettive dove i neomaggiorenni possono lavorare per sei mesi in cambio di vitto e alloggio. Senza contare l’importantissimo affido dei minori alle famiglie, promosso dal progetto co-fondato dall’Unione europea, il FA.B – Family Based Care for children in migration<a href="applewebdata://7FF5F7E7-3564-4408-8FDB-675B065CDC0F#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a> &#8211; in partenariato con tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.</p>
<p style="text-align: justify;">‘<em>In Italia ci sono tutti i presupposti perché i minori non accompagnati possano essere messi in condizione di radicarsi. A differenza di tanti altri Paesi che vengono considerati più evoluti in tema di diritti e dove invece ancora non viene rispettata l’inespellibilità del minore. Bisogna però che pubblico e privato continuino a parlarsi, a fare rete e condividere le buone prassi esistenti che ancora sono diffuse in maniera eterogenea e dispersiva sul territorio nazionale.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">La realtà della società italiana è già interetnica e la complessità dei fenomeni migratori deve essere affrontata con la massima intelligenza e profesionalità, puntando sulla cittadinanza attiva e sulla sensibilizzazione dei territori, che senza questi giovani non solo si spopolerebbero, ma sarebbero inevitabilmente più tristi. Essenziale dunque mantenere alta la guardia rispetto ai cambiamenti di orientamento politico che periodicamente minacciano di distruggere le logiche benefiche in seno alla società. Costruire sulle basi gettate dal nuovo sistema, attraverso pratiche sempre più evolute a livello sociale e umano, che riconoscano la realtà italiana e continuino l’opera iniziata di cooperazione e ricerca tra enti privati e sistema pubblico. Perché, che lo si voglia o meno riconoscere, il futuro è già qui.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="applewebdata://7FF5F7E7-3564-4408-8FDB-675B065CDC0F#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> <a href="https://cidisonlus.org/cantiere-futuro/">https://cidisonlus.org/cantiere-futuro/</a> , progetto capitanato dall’ISMU &#8211; Istituto di ricerca sul tema dell’immigrazione &#8211; con lo scopo di coordinare lo scambio di buone pratiche, ricerca e capacity building.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="applewebdata://7FF5F7E7-3564-4408-8FDB-675B065CDC0F#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> <em>Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati</em>, costituito da una rete di enti locali che utilizza il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo per costruire progetti di accoglienza integrata.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="applewebdata://7FF5F7E7-3564-4408-8FDB-675B065CDC0F#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> <a href="https://www.fabtogether.net/it/home-italiano/">https://www.fabtogether.net/it/home-italiano/</a></p>
<p style="text-align: justify;"><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/il-futuro-e-qui/">Il futuro è qui.</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/il-futuro-e-qui/">Il futuro è qui.</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>I più piccoli a lezione di educazione ambientale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Teresa Giannini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Sep 2021 20:57:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[#transizionecologica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’esperienza pluriennale di un’associazione veneta, ci insegna che le nuove generazioni sono più ricettive alle</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’esperienza pluriennale di un’associazione veneta, ci insegna che le nuove generazioni sono più ricettive alle tematiche dell’ecologia. Il netto anticipo sul Pre-summit delle Nazioni Unite</strong></p>
<hr />
<h2>Salvare l&#8217;ambiente partendo dalla scuola</h2>
<p>Innalzamento delle temperature, instabilità delle stagioni, precarietà degli habitat naturali. Il cambiamento climatico dimostra quotidianamente gli effetti dovuti allo stile di vita condotto dall’uomo negli ultimi 150 anni. Ma c’è una via di uscita dall’incubo di autodistruzione?</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-1192 alignleft" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/09/balla_adesivo-300x300-1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/09/balla_adesivo-300x300-1.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/09/balla_adesivo-300x300-1-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Le recenti politiche economico-sociali hanno dato una svolta significativa al sistema produzione-consumo dell’odierna società (almeno in via programmatica), insistendo sull’abbattimento delle emissioni di CO<sub>2</sub> e sull’agevolamento di tutti quei <a href="https://www.proposte-uils.it/imprese-sostenibili-in-italia/">comportamenti (nella sfera pubblica e privata) eco-compatibili</a>. Tuttavia, il <strong>Pre-summit</strong> delle <strong>Nazioni Unite</strong> – tenutosi a Roma lo scorso luglio come step preparatorio al “Food Systems Summit” vero e proprio, che si svolgerà a settembre nella sede newyorkese dell’<strong>ONU</strong> – ci ha ricordato il ruolo cardine della <em>scuola</em> (in senso stretto e lato) nella costruzione di una coscienza ambientale collettiva. La migliore delle garanzie, per il successo delle attuali scommesse sulla sostenibilità, resta infatti la sensibilizzazione delle nuove generazioni: insegnare già ai più piccoli i principi dell’ecologia.</p>
<h2>L&#8217;esperienza di Abitare la Terra</h2>
<p>Questo è lo scopo di <strong>Abitare la terra</strong>: associazione nata a Mestre nel 2006 come spin-off del progetto “Cambieresti?” – acronimo di consumi, ambiente, risparmio energetico e stili di vita – del Comune di Venezia, che svolge attività di ricerca, documentazione su consumo responsabile, medicina alternativa, tutela ed uso delle energie dolci, mobilità sostenibile, turismo slow. Festeggiando quest’anno il quindicesimo anniversario dalla fondazione, il presidente <strong>Franco Poli </strong>ripercorre il tragitto compiuto fino ad oggi, a partire dalla scelta del nome: ‹‹Sicuramente – spiega – nella scelta ha influito il desiderio e la volontà di <em>abitare</em> non passivamente in una città, un territorio, una terra sani: privi di scorie e di veleni. Consideriamo che Mestre è stata, per molti anni, una delle città con meno verde in Italia con una qualità dell&#8217;aria pessima››.</p>
<h3><img decoding="async" class="size-medium wp-image-1191 alignright" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/09/Abitarelaterra-2016_Flyer-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/09/Abitarelaterra-2016_Flyer-300x204.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/09/Abitarelaterra-2016_Flyer-768x523.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/09/Abitarelaterra-2016_Flyer.jpg 973w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />I giovani hanno più a cuore le questioni ambientali</h3>
<p>L’associazione della Serenissima è diventata un punto di riferimento per quanti vogliano approfondire la conoscenza dei <em>green topics</em>, soprattutto tra i ragazzi: ‹‹Abbiamo trovato sempre grande ricettività nelle giovani generazioni, sia quando abbiamo organizzato laboratori con le famiglie, sia durante le fiere alle quali partecipiamo, sia nelle scuole materne ed elementari. I giovani oggi, sono più attenti e disponibili, anche nella scelta dei lavori che una volta venivano posti in secondo piano come agricoltura, allevamento, artigianato, <em>lavori verdi</em>››.</p>
<h3>Una forchetta a difesa del pianeta</h3>
<p><a href="https://abitarelaterra.com/">Abitare la terra</a>, in tempi meno tesi di questi dal punto di vista della lotta al global change, si è distinta per l’impegno divulgativo e per la capacità di evidenziare le relazioni tra il vivere umano e le criticità dell’ambiente. In anticipo di 5 anni sul dibattito in corso tra le agenzie internazionali dell’ONU (da cui il Summit sopracitato), l’associazione veneta aveva chiesto, durante una fiera a Treviso del 2016, se fosse possibile “difendere l’ambiente con una forchetta”.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-1193 alignleft" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/09/I-bambini-lo-sapevi-che-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/09/I-bambini-lo-sapevi-che-300x202.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/09/I-bambini-lo-sapevi-che-1024x688.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/09/I-bambini-lo-sapevi-che-768x516.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/09/I-bambini-lo-sapevi-che.jpg 1228w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Tale espressione – provocatoria, come sottolinea il presidente Franco Poli – faceva riferimento al rapporto tra il sistema dell’alimentazione e le trasformazioni delle aree naturali: ‹‹è sempre estremamente importante scegliere il proprio menù con un occhio al piatto e uno alla protezione delle foreste, evitando i prodotti che moltiplicano la devastazione delle aree pluviali. Quando facciamo la spesa abbiamo la possibilità di migliorare il pianeta. Perché quello che fa bene al clima fa bene anche alla salute ed il legame tra cibo e la salute dell&#8217;ambiente è stretto››.</p>
<h3>L&#8217;ecologia &#8220;formato bambino&#8221;: i kit per i più piccoli</h3>
<p>Le sfide poste dalla “transizione ecologica” sono di fatto superabili grazie ad una tempestiva e corretta educazione ambientale che coinvolga bambini e neo famiglie, dentro e fuori dalle aule scolastiche. Questo è lo spirito che anima Abitare la terra che ha prodotto, negli anni, materiale informativo specifico per la classe dirigente del futuro: brevi manuali, dépliant e adesivi da regalare durante i laboratori, e tutto in “formato bambino”, con uno stile comunicativo adatto all’età.</p>
<h4>Un nuovo bimbo per un nuovo mondo</h4>
<p>‹‹Un progetto che ci ha particolarmente gratificato – racconta Poli – è stato il nostro primo fascicolo: “Kit baby famiglia per i primi passi verdi. Un nuovo bimbo per un nuovo mondo” (realizzato in collaborazione con la Provincia di Venezia e distribuito a tutti i nuovi nati dei singoli Comuni). Uno strumento agile per promuovere nelle case una maggior cultura eco-sostenibile, nuovi stili di vita e consumi consapevoli, partendo dalla nascita dei propri figli, cercando di costruire una famiglia più <em>green</em>››.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/i-piu-piccoli-a-lezione-di-educazione-ambientale/">I più piccoli a lezione di educazione ambientale</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/i-piu-piccoli-a-lezione-di-educazione-ambientale/">I più piccoli a lezione di educazione ambientale</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Salvi la Terra chi può! Investire negli ecosistemi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Teresa Giannini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jul 2021 07:23:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[agenda2030]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[bandi]]></category>
		<category><![CDATA[concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Global Landscapes Forum]]></category>
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		<category><![CDATA[restoration stewards]]></category>
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		<category><![CDATA[Youth in Landscapes]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Azzerare il consumo di suolo e le emissioni di CO2 non basterà. La call to</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Azzerare il consumo di suolo e le emissioni di CO<sub>2</sub> non basterà. La <em>call to apply</em> per giovani attivisti dell’ambiente</h2>
<hr />
<hr />
<p>Lo scorso giugno, si è celebrata la giornata mondiale dell’ambiente che, per volontà di <strong>UNEP</strong> – UN Environment Program <strong>–</strong> e <strong>FAO – </strong>Food and Agriculture Organization<strong> –</strong>, ha coinciso con il fischio di inizio di un’audace maratona: la “<em>UN Decade</em>”. Scatta un conto alla rovescia che durerà 3650 giorni (una decade appunto) e che mira a supportare qualsiasi iniziativa rivolta al <em>ripristino degli ecosistemi</em>.</p>
<p>Così l’<em>hashtag</em> <strong>GenerationRestoration </strong>entra di ruolo nelle piattaforme social e nella realtà della lotta al <em>global change</em>: una bandiera sotto cui possono riunirsi tutti i soggetti che vogliano mettere a disposizione idee o strumenti, per la ricostituzione degli habitat che sono stati distrutti dalle pratiche antropiche e per la salvaguardia di quelli che, invece, ancora resistono.</p>
<h3>Salvare la terra grazie a giovani attivisti green</h3>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-962" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/07/MicrosoftTeams-image-3-221x300.png" alt="Salvi la terra chi può! Investire negli ecosistemi" width="283" height="384" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/07/MicrosoftTeams-image-3-221x300.png 221w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/07/MicrosoftTeams-image-3.png 595w" sizes="(max-width: 283px) 100vw, 283px" />Questo è anche il <em>core</em> del programma annuale <strong>Restoration Stewards</strong>, lanciato da <strong>YLI</strong> – Youth in Landscapes Initiative, network e movimento che conta più di 60mila individui tra studenti e lavoratori occupati nel ramo del paesaggio – e da <strong>GLF </strong>– Global Landscapes Forum, piattaforma d’informazione sull&#8217;uso integrato del suolo –, che è alla sua seconda edizione.</p>
<p>Animato dalla volontà di diffondere la cultura del “sano paesaggio” è stato pubblicato online il bando, rivolto a ragazzi e ragazze tra i 18 e 35 anni impegnati nel recupero di aree naturali degradate, che offre un finanziamento pari a 5mila euro per la realizzazione o l’avanzamento di progetti ambientalisti particolarmente meritevoli (saranno prese in considerazione le proposte riguardanti foreste, sistemi montani, oceani, torbiere e zone umide, pascoli e zone aride).</p>
<p>Saranno cinque i candidati scelti per prendere parte all’iniziativa che, insieme al proprio <em>team</em>, potranno avvalersi non solo degli aiuti economici, ma anche del supporto di una squadra di esperti, volta al tutoraggio e alla formazione specialistica, che fornirà loro i mezzi necessari ad approfondire e sviluppare ulteriormente le idee operative.</p>
<p>I gruppi che accederanno al programma, inoltre, avranno il compito di organizzare eventi per l’informazione e il coinvolgimento, di quelle comunità che vivranno in prima persona le conseguenze del loro operato. I “promoters” dell’ambiente dovranno, poi, creare contenuti per i vlog e blog ufficiali che documenteranno la loro esperienza e si occuperanno di gestire una campagna social per arrivare al più vasto pubblico del &#8220;black mirrror&#8221;. Dall’alto, il GLF supervisionerà i risultati raggiunti e coordinerà le attività.</p>
<h3>Come candidarsi</h3>
<p><img decoding="async" class="wp-image-965 alignright" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/07/pexels-tima-miroshnichenko-6508773-300x200.jpg" alt="" width="341" height="228" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/07/pexels-tima-miroshnichenko-6508773-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/07/pexels-tima-miroshnichenko-6508773-1024x683.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/07/pexels-tima-miroshnichenko-6508773-768x512.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/07/pexels-tima-miroshnichenko-6508773-1536x1024.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/07/pexels-tima-miroshnichenko-6508773-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 341px) 100vw, 341px" /></p>
<p>L’obiettivo è di forgiare dei veri e propri ambasciatori della causa <strong><em>#</em></strong><em>GenerationRestoration</em>: studiosi, e influencer in seconda battuta, che condividano i propri sforzi verso la tutela della natura con lo scopo di ispirare altri a seguire le proprie orme.</p>
<p>Chi vuole candidarsi per il bando, può farlo totalmente via web dal <a href="https://www.globallandscapesforum.org/the-decade/restoration-stewards/">sito dedicato</a>, fino alla <em>deadline</em> fissata al 31 luglio 2021. Nell’area <em>apply </em>è richiesta una documentazione che descriva il profilo dell’aspirante <em>steward </em>e del progetto con cui questi intenda concorrere.</p>
<h3>Investire negli ecosistemi fa crescere l&#8217;economia</h3>
<p>E urge mettersi in gioco. In un report ufficiale (“<em>Ecosystem restoration for people, nature and climate</em>”), l’UNEP evidenzia &lt;&lt; Senza una guida forte indirizzata al recupero, non potremo raggiungere né gli standard dettati dall’Accordo di Parigi, né gli <a href="https://www.proposte-uils.it/imprese-sostenibili-in-italia/">SDGs – <em>Sustainable Development Goals</em></a> ndr &gt;&gt;. La questione “cambiamento climatico” è arrivata ad un punto da cui non si può più tornare indietro con il semplice azzeramento delle “cattive abitudini”: fermare il consumo di suolo e le emissioni di CO<sub>2</sub> – i traguardi auspicati dall’attuale apparato normativo, globale, in materia di sostenibilità – non è più sufficiente a riportare i valori vitali del Pianeta al livello originario, ma si rende necessaria una vigorosa retromarcia.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-966 alignleft" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/07/pexels-karolina-grabowska-4497591-300x200.jpg" alt="" width="369" height="246" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/07/pexels-karolina-grabowska-4497591-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/07/pexels-karolina-grabowska-4497591-1024x683.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/07/pexels-karolina-grabowska-4497591-768x512.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/07/pexels-karolina-grabowska-4497591-1536x1024.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2021/07/pexels-karolina-grabowska-4497591-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 369px) 100vw, 369px" /></p>
<p>Si è stimato che, il ripristino degli ecosistemi, possa contribuire per oltre un terzo alla mitigazione climatica totale necessaria per il 2030. Ma i benefici sono tanti altri, tra cui: la riduzione del rischio di estinzioni di massa (e future pandemie) e l’innalzamento della sicurezza dei sistemi alimentari che interesserebbe oltre 1,3 miliardi di persone in tutto il mondo.</p>
<p>E non si tratta di puro senso etico e morale: secondo quanto si legge nel report, la salvaguardia delle barriere coralline, ad esempio, potrebbe fruttare (fino al 2030) 2,5 miliardi di dollari in più all&#8217;anno, sia per la Mesoamerica che per l&#8217;Indonesia. C’è quindi anche un ritorno economico da non sottovalutare.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/salvi-la-terra-chi-puo-investire-ripristino-ecosistemi/">Salvi la Terra chi può! Investire negli ecosistemi</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/salvi-la-terra-chi-puo-investire-ripristino-ecosistemi/">Salvi la Terra chi può! Investire negli ecosistemi</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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