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	<title>Roma - Proposte-UILS</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 31 Jan 2025 10:49:11 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il Giubileo degli invisibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2025 10:49:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inchiesta senzatetto]]></category>
		<category><![CDATA[giubileo]]></category>
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		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giubileo e homeless I senzatetto ed i senza fissa dimora riempiono le strade di Roma</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Giubileo e homeless</p>
<blockquote>
<p style="font-weight: 400;">I senzatetto ed i senza fissa dimora riempiono le strade di Roma da tempo ma ora, con l’apertura delle Porte Sante e l’inizio del Giubileo, ci si chiede come fare a gestirli e, magari, anche celarli alla vista dei futuri turisti</p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Il 24 dicembre 2024 è stata la data di partenza del Giubileo che durerà per più di un anno e che si concluderà il 6 gennaio 2026. La Città Eterna – ormai da mesi – si sta preparando all’arrivo di un numero imponente di pellegrini e turisti (si parla di circa 35 milioni) e sono state realizzate moltissime azioni di ristrutturazione urbanistica &#8211; più o meno importanti &#8211; anche con l’obbiettivo di rendere più bella e accogliente la città.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-2619 alignleft" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2025/01/invisibile-letto-strada-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2025/01/invisibile-letto-strada-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2025/01/invisibile-letto-strada-1024x684.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2025/01/invisibile-letto-strada-768x513.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2025/01/invisibile-letto-strada-1536x1025.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2025/01/invisibile-letto-strada-2048x1367.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Ma cosa sarà dei più poveri? Degli emarginati? Di coloro che – di solito – sono messi ai margini sociali e non vengono neppure percepiti? A dare una risposta, seppur insufficiente, è arrivato il primo cittadino dell’Urbe Eterna, il sindaco Roberto Gualtieri, che ha presentato un piano di accoglienza per i senzatetto durante tutto il periodo del Giubileo. Essenzialmente si tratta di mettere a disposizione per un certo numero di homeless una serie di strutture “da campo” (chiamate tecnicamente tensostrutture – ovvero strutture composte da tessuti tesi sotto trazione): nello specifico si tratta di quattro spazi dormitorio più un altro pensato per la mensa.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Ad oggi sono state inaugurate le prime strutture previste (si tratta di due hub di materiali isolanti) che saranno ubicate a Termini ed a Stazione Ostiense e che arriveranno ad ospitare un totale di 110 senzatetto. È, invece, questione di settimane per vederne aperte altre due: una tensostruttura in via delle Fornaci (vicino San Pietro) ed un’altra a Tiburtina (per un totale di 250 posto letto).</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Come sono state pensate queste quattro tensostrutture? Si tratta di grandi capannoni nei quali, oltre ai letti per dormire, si avrà la possibilità di avere a disposizione bagni (differenziati) e docce, mentre in zona Porta San Lorenzo ci sarà anche una mensa solidale.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Le tensostrutture sono state concepite, per ora, per il periodo del Giubileo e ci sono voci discordanti circa il loro futuro: potrebbero essere destinate alla Protezione Civile, come supporto per le situazioni emergenziali, oppure si parla di allungarne la concessione per altri tre anni (soprattutto per il periodo invernale) per continuare a fornire un riparo agli homeless, ma non si sa bene se interesserà tutti gli hub o solo alcuni di questi.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Ciò che appare certo è che si tratta di una soluzione tampone che non basta a risolvere quello che appare sempre più come un vero e proprio problema cittadino: secondo dati ISTAT ci sarebbero ben 23.000 senzatetto e senza fissa dimora nell’area metropolitana di Roma. Appare, quindi, netta la discrepanza tra posti garantiti e la richiesta effettiva sul territorio.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">L’assessora alle Politiche Sociali, Barbara Funari, ha affermato che sarà potenziata la Sala Operativa Sociale (S.O.S.) come supporto ai più fragili e, a partire da gennaio 2025, si potenzieranno le unità di strada (notturne da 2 a 3 e diurne da 6 a 7) per cercare di coprire più zone possibili ed aiutare in caso di segnalazione.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2620 alignright" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2025/01/invisibili-nella-folla-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2025/01/invisibili-nella-folla-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2025/01/invisibili-nella-folla-1024x682.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2025/01/invisibili-nella-folla-768x512.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2025/01/invisibili-nella-folla.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Lo stesso Papa Francesco ha esortato tutte le parrocchie cittadine ad aprire le loro porte agli invisibili ma la periferia cittadina, in questo, potrebbe non rispondere allo stesso modo rispetto alle zone centrali.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Nonostante gli sforzi, la situazione resta più che mai drammatica e risulta ancora un po’ troppo cavilloso il procedimento di inserimento nelle strutture messe a disposizione.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Va anche aggiunto che la scelta logistica delle quattro tensostrutture ha generato non poche polemiche ed opposizioni. È il caso di quella a San Lorenzo che non è stata ben accolta dal comitato dei residenti (che temevano maggiore degrado della zona) come anche l’idea di posizionarla, all’inizio, in Piazza dei Cinquecento (la piazza di fronte Stazione Termini) che è stata boicottata sia da Fratelli d’Italia che dalla Lega perché, a loro avviso, sarebbe stato un pessimo biglietto da visita della città di fronte ai turisti.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Il vero problema sembra la mancanza di volontà di risolvere la questione homeless e che, invece, si continua a nascondere la loro presenza al mondo; scegliendo la strada più facile (ma anche la meno umana) nella quale questi invisibili vengono abbandonati e celati piuttosto che aiutati.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Ricordiamo che lo spirito di questo Giubileo è espresso dalla parola speranza e, con essa, si può credere che si possano superare certi pregiudizi, che ognuno possa avere una seconda possibilità nella vita e che nessuno uomo continui a sopravvivere da invisibile.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/il-giubileo-degli-invisibili/">Il Giubileo degli invisibili</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/il-giubileo-degli-invisibili/">Il Giubileo degli invisibili</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Storia di una violenza non ancora superata</title>
		<link>https://www.proposte-uils.it/storia-di-una-violenza-non-ancora-superata/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=storia-di-una-violenza-non-ancora-superata</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 13:13:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[#aiuto]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Maria lascia tutto e parte per non tornare più indietro in cerca di un modo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Maria lascia tutto e parte per non tornare più indietro in cerca di un modo per dimenticare; una violenza, però, ti si attacca addosso. Nonostante tutto lei si è aperta ed ha condiviso con noi di UILS ciò che ha provato</p>
<blockquote><p>Questo articolo apre un ciclo di inchiesta sulla violenza di genere a danno delle donne. Storie di violenza e di dolore, di shock e, in questo caso, di una ragazza che ha smesso di pensare al futuro. Questa è la storia di una vittima di stupro</p></blockquote>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">I fatti che ci apprestiamo a raccontare saranno coperti da una serie di omissioni; ciò che vogliamo è tutelare l’immagine di una giovane donna che non desidera in alcun modo essere riconosciuta. Ci è stato permesso solo di dire che ora non vive più nella città nella quale sono avvenuti i fatti che stiamo per raccontare perché quelle strade le ricordano un’invasione della propria persona e libertà e da lì ha deciso di andare via. Attualmente Maria (questo è il nome che ha scelto di fornirci e noi rispettiamo la sua privacy) vive in Piemonte, una regione che non ha alcun contatto diretto o indiretto con il suo passato e, quando la solitudine l’attanaglia, prende il cellulare e telefona la mamma e alcune sue amiche di infanzia. Maria sta ancora cercando di dimenticare.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Maria aveva poco più di 18 anni al tempo dei fatti ed era un’adolescente dalla vita tranquilla che non eccedeva mai in nulla e che cercava, per quanto la giovane età le permettesse, di immaginare anche un futuro e, quindi, costruire un percorso che potesse accompagnarla verso il suo sogno da quando era una bambina: la professione veterinaria (Maria era ed è una grande amante degli animali!).</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Studiava tanto durante il periodo passato tra i banchi del liceo, già pensando ai test per accedere alla facoltà di medicina e poi specializzarsi in veterinaria, ma viveva anche una vita da adolescente nata e cresciuta a Roma. Andava spesso al cinema con le amiche e gli amici di classe, frequentava una palestra dove era entrata in una squadra di pallavolo e aveva, da poco, iniziato degli incontri con un’insegnante di canto. I genitori di Maria vedevano in lei una certa responsabilità e questo li faceva stare tranquilli e, perciò, la lasciavano uscire spesso anche sola anche perché avvisava sempre dove e con chi usciva.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Questo articolo parla di uno stupro consumato in un palazzo vicino casa di Maria, uno stupro commesso di tardo pomeriggio (circa le 17:30/17:45) di un giorno qualsiasi di un febbraio di qualche anno fa, tra le strade di Roma.</p>
<figure id="attachment_2459" aria-describedby="caption-attachment-2459" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2459" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/storia-violenza-scarpe-rosse-300x199.jpg" alt="scarpe rosse con il tacco simbolo violenza sulle donne" width="300" height="199" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/storia-violenza-scarpe-rosse-300x199.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/storia-violenza-scarpe-rosse-1024x680.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/storia-violenza-scarpe-rosse-768x510.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/storia-violenza-scarpe-rosse.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2459" class="wp-caption-text">foto di Luca da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Maria quel giorno stava facendo pressappoco ciò che aveva fatto il giorno precedente e che avrebbe fatto quello successivo: andare al liceo la mattina fino alle 13:10, tornare a casa per pranzo (aveva la fortuna di abitare vicino allo studio nel quale imparava a respirare con il diaframma) e poi fare i compiti. Quel giorno l’insegnante di canto le aveva chiesto di posticipare l’incontro (invece che vedersi dalle 16:30 sarebbe dovuta andare a lezione alle 17:30) perché aveva avuto un ritardo a rientrare per problemi di traffico. Maria aveva pensato che sarebbe stato anche meglio per lei perché avrebbe potuto terminare quel capitolo di letteratura latina più difficile del previsto.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La ragazza allora decide di lasciare casa circa 20 minuti prima (questa è la distanza che intercorre con un’andatura a media velocità costante tra casa sua e quella dell’insegnate di canto) ma le strade sono già quasi deserte e buie perché il meteo era stato particolarmente piovoso nei giorni precedenti e non accennava a migliorare.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><strong><em>Mi rendo conto che è molto difficile parlarne. Se in qualsiasi momento tu volessi fermarti non esitare e interrompiamo la narrazione. Posso chiederti cosa ricordi di quel pomeriggio?</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>Maria- È strano per me, sono passati svariati anni </em>[a questo punto si controlla le mani come se avesse bisogno di contarle visualizzando le dita]<em>, 7 anni per l’esattezza, a volte mi sembra di aver dimenticato ma altre volte mi sento di essere ancora lì in quel momento e non passa. Ho accettato di raccontare perché capita troppe volte e ci si sente sole. Magari raccontando ciò che è successo ci si rende conto di essere simili ad altre donne, magari si decide anche di denunciare.</em></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><strong><em>Cosa ricordi di quella sera, anzi pomeriggio?</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>M.- Ricordo che avevo sentito la mia insegnate per la lezione di musica pop. Non ho mai pensato di seguire un corso di canto, credevo di essere stonata, ma mi sono fatta coraggio perché sono sempre stata molto timida e temevo che questa mia attitudine avrebbe potuto rendere più difficile la mia carriera universitaria. Bene, ricordo che ero uscita di casa, casa mia dista pochi Km da quella della mia insegnante di canto, ma era già buio perché era un pomeriggio di febbraio. In quel momento non stava piovendo anche se aveva smesso da poco ed avevo con me un ombrello per precauzione. Ricordo che iniziai a camminare, avevo in testa ancora la traduzione di latino che mi stava dando più di qualche problema.</em></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><strong><em>Poi cosa accadde? Racconta solo quello che ti senti di condividere…</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>M.- Ricordo che stavo camminando, guardando in basso perché temevo le pozzanghere e di scivolare. Ad un certo punto, di fronte a me, vedo due piedi, fermi. È accaduto tutto in pochi minuti. Era una strada a senso unico, con marciapiedi stretti (di quelli nei quali si può camminare uno alla volta) e allora mi feci da parte, schiacciandomi sulla parete alla mia destra per lasciare il passo ma… lui mi superò schiacciandosi a sua volta su di me e quando io ripresi a camminare allora mi sentii presa con un braccio mentre con la mano mi tappava la bocca. </em></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><strong><em>Ti sei sentita aiutata dalle istituzioni?</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>M.- Posso dire che ho incontrato tante persone professionali che mi hanno aiutata. Occorre capire che quando accade qualcosa del genere potresti non avere più voglia di fare nulla. Questo è quello che ho provato io; ho smesso di esistere, passavo le mie giornate in uno stato di solitudine perché non riuscivo a dimenticare ma, anche, mi sentivo sbagliata. In parte colpevole.</em></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><strong><em>Come è possibile che ti sentissi colpevole?</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>M.- La prima cosa che pensai durante il ricovero fu “Perché a me?” e “Cosa avevo fatto di sbagliato…”. Ora, a distanza di tempo, e grazie all’aiuto del mio terapeuta (che mi ha salvato la vita) io riesco a guardarmi di nuovo e non sentirmi più sbagliata ma all’epoca pensai che avessi attirato l’attenzione in qualche modo e che, in parte, fosse stata colpa mia. Lo pensavo ma non avevo il coraggio di dirlo a voce alta. Più ci pensavo e meno riuscivo a parlare.</em></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>Certo all’epoca non me ne rendevo conto anzi venne fuori durante uno dei miei incontri di psicoterapia ai quali, all’inizio,</em> <em>partecipavo senza dire nulla. Il mio psicoterapeuta mi ha pazientemente aspettato.</em></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><strong><em>Vorresti dire qualcosa in modo spontaneo; qualsiasi cosa, siamo qui per te e per la tua storia.</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>M.- Mi sento di dire che va fatto ancora molto per aiutare le vittime di violenza a non sentirsi in alcun modo sbagliate. La società è troppo giudicante, le istituzioni politiche fanno e dicono troppo poco per condannare ogni forma di violenza. Si rischia di far morire dentro una donna o una ragazza senza rendersene conto. Occorre investire nei servizi assistenziali perché troppo spesso si rischia di sentirsi sole e abbandonate. Voglio, però, ringraziare tutte le persone che mi hanno curata nelle ferite del corpo e dell’anima.</em></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Maria fu spinta all’interno di un palazzo e, dopo aver ricevuto un colpo in testa, fu stuprata. A trovarla fu una coppia di condomini di quel palazzo che conoscevano, seppure solo di vista, Maria e che chiamarono l’ambulanza. Maria non parlò per circa un mese. Non piangeva, guardava il vuoto (questo mi disse durante l’intervista) e per questo motivo fu aperta una denuncia di stupro verso ignoti. Maria mi ha confidato che le ferisce non ricordare nulla di quell’uomo perché era buio e, nonostante gli sforzi, riesce solo a riportare alla memoria piccoli particolari (un orologio, le scarpe, i jeans con risvolto) e una sagoma molto confusa. Ciò che la terrorizza ancora adesso è non riuscire a dare un volto ad un uomo che le ha fatto del male e che teme di incontrare e non riconoscere. Per questo continua la terapia psichiatrica che, a suo dire, la sta aiutando pian piano ad andare avanti.</p>
<figure id="attachment_2458" aria-describedby="caption-attachment-2458" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2458" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/storia-violenza-donna-triste-300x169.jpg" alt="donna triste" width="300" height="169" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/storia-violenza-donna-triste-300x169.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/storia-violenza-donna-triste-1024x578.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/storia-violenza-donna-triste-768x433.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/storia-violenza-donna-triste-800x450.jpg 800w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2024/06/storia-violenza-donna-triste.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2458" class="wp-caption-text">foto di Urlike Mai da Pixabay</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Purtroppo, il colpevole non è mai stato identificato e preso. In quella strada non erano presenti alcun tipo di telecamera, gli inquirenti hanno avuto a disposizione solo una immagine di un uomo (sembra 30/40enne) con la testa ed il volto nascosto da un cappuccio scuro.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Maria non si è ancora iscritta alla facoltà di medicina ma ciò che le auguriamo è che un giorno riesca a lasciarsi questa brutta vicenda alle spalle e coronare, finalmente, il suo sogno di aiutare gli animali, che continua a preferire alle persone.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">È una storia brutale che deve lasciare uno spiraglio di speranza e ottimismo per il futuro che, per Maria, deve ancora essere scritto; le auguriamo di riuscire a lasciarsi alle spalle la violenza brutalmente subita e riscoprire solo il bello della vita.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/storia-di-una-violenza-non-ancora-superata/">Storia di una violenza non ancora superata</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/storia-di-una-violenza-non-ancora-superata/">Storia di una violenza non ancora superata</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<item>
		<title>Reato di stalking e labili tutele, la società si interroga con un libro</title>
		<link>https://www.proposte-uils.it/reato-di-stalking-e-labili-tutele-la-societa-si-interroga-con-un-libro/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=reato-di-stalking-e-labili-tutele-la-societa-si-interroga-con-un-libro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jun 2023 09:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia e riforme istituzionali]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Russo]]></category>
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		<category><![CDATA[Spadoni di Roccafluvione]]></category>
		<category><![CDATA[Stalking]]></category>
		<category><![CDATA[UNAR]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 14 aprile, presso l’UNAR, si è tenuto l’incontro di presentazione del libro Stalking,</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="font-size: 14pt;">Lo scorso 14 aprile, presso l’UNAR, si è tenuto l’incontro di presentazione del libro Stalking, storia di un crimine ordinario del criminologo Antonio Russo</span></strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso 14 aprile presso l’UNAR – Unione delle Associazioni Regionali a Roma e Provincia, si è tenuto l’incontro di presentazione del libro <em>Stalking, storia di un crimine ordinario</em> (2023) del criminologo Antonio Russo, edito dalla casa editrice leccese “I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno”.<br />
Il saggio contiene un’approfondita analisi del reato di “atti persecutori”, fattispecie entrata a far parte del nostro ordinamento in tempi relativamente recenti (2009) e contemplata dall’art. 612-bis c.p.. L’opera rilegge criticamente le novelle apportate dal c.d. Codice Rosso (L. n. 69/2019) trattando il fenomeno sotto il profilo storico, giuridico e criminologico con l’apporto di testimonianze di donne vittime di violenza subita da parte di compagni, parenti ed estranei.<br />
L’incontro si è svolto sotto la guida dell’editore Stefano Donno che ha invitato ospiti dai retroterra diversi, accomunati dalla volontà di sollevare il velo di indifferenza sull’inadeguata formulazione delle leggi vigenti in materia di stalking, amministrazione di sostegno, prevenzione dei femminicidi e pieno diritto alla genitorialità, con la testimonianza diretta di una delle vittime di stalking presenti nel libro.<em><br />
</em>Il convegno si è aperto con l’intervento di Francesca Brandi, autrice della prefazione del libro e attrice nel film <em>Una Notte</em> (2019) sul tema del femminicidio, che ha raccontato la propria esperienza di incontro con la sofferenza delle vittime durante lo studio del proprio ruolo di vittima. A questo è seguito l’intervento della giornalista Francesca Della Valle che ha ripercorso la vicenda degli ultimi mesi di vita dell’attore Lando Buzzanca, suo compagno, rimasto all’interno di istituti di cura sino alla morte a causa di una gestione abnorme della sua amministrazione di sostegno. La giornalista ha raccontato come questa esperienza l’abbia portata a fondare l’associazione “Labirinto 14 Luglio” a tutela dei diritti delle persone fragili e per la riforma della legge n.6 del 2004 sull’amministrazione di sostegno.</p>
<blockquote><p><span style="font-size: 14pt;"><em><strong>L’evento è stato un’occasione che ha consentito alla società civile di confrontarsi intorno al tema della rispondenza delle leggi vigenti ai bisogni umani </strong></em></span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Delegato per Roma e il Lazio dell’Accademia Dinastica Universitaria della Nobile Famiglia Agricola, il Principe Massimo Spadoni di Roccafluvione, ha espresso la vicinanza del Rettore Principe Agricola dando il proprio patrocinio all’attività di sensibilizzazione portata avanti dal Dott. Antonio Russo.<br />
L’autore ha introdotto la testimonianza della giovane vittima di stalking Roberta (nome di fantasia), illustrando gli aspetti della ricerca compiuta. Il criminologo si è occupato di  atti persecutori a partire dalla constatazione che le leggi vigenti non riescono ad impedire l’omicidio, i maltrattamenti e le induzioni al suicidio delle donne. Questo è confermato dai dati che documentano che dal gennaio 2023 sono state uccise 32 donne e il genere femminile è vittima di violenza nell’80% dei casi.</p>
<blockquote><p><em><span style="font-size: 14pt;">                                                <strong> Giustizia e nuovi diritti</strong></span></em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Le conclusioni a cui è pervenuto sono le seguenti: sia le leggi, sia l’apparato burocratico preposto alla loro applicazione sono ampiamente insufficienti. Per tale ragione, lo scorso febbraio è stata consegnata all’Onorevole Stefania Ascari una proposta di legge di riforma del reato di stalking che si preoccupa in prima battuta di impedire che la misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa non si traduca in concreto nel suo contrario, ossia nell’allontanamento della vittima dalla propria residenza. La proposta di legge prevede altresì, che i provvedimenti a tutela delle vittime vengano presi entro 48 ore e il miglioramento degli strumenti di protezione esistenti, con l’eliminazione del braccialetto elettronico a causa della sua attitudine ad essere facilmente manomesso. Infine, si propone l’implementazione al livello Regionale del Reddito di libertà introdotto nel 2020 per le donne vittime di violenza lungo un percorso di indipendenza economica della durata di 12 mesi.<br />
La vittima di stalking, Roberta, è intervenuta narrando la vicenda che ha coinvolto lei la sua famiglia per dodici anni, nonostante l’emissione di un divieto di avvicinamento nel 2018 e di un successivo ammonimento del Questore del 2020. Questi provvedimenti si sono rivelati vani e non hanno neanche impedito allo stalker di riprendere la residenza nell’abitazione posta al confine con la sua, costringendola alla fine a fuggire.<br />
L’avvocato Benito Sposato, anch’egli autore della prefazione del libro, ha evidenziato i casi di <em>mala gestio</em> e di mala giustizia prospettando un cambio di valori all’interno della società con l’indefettibile sostegno della politica al fine di rendere efficiente l’impianto burocratico oggi carente di personale e dotazioni a tutti i livelli.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/reato-di-stalking-e-labili-tutele-la-societa-si-interroga-con-un-libro/">Reato di stalking e labili tutele, la società si interroga con un libro</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/reato-di-stalking-e-labili-tutele-la-societa-si-interroga-con-un-libro/">Reato di stalking e labili tutele, la società si interroga con un libro</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Roma ombelico del mondo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Coniglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Apr 2023 13:24:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto di interesse]]></category>
		<category><![CDATA[CPR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Contro il Decreto Cutro la dignità umana è il centro di gravità per un nuovo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><strong>Contro il Decreto Cutro la dignità umana è il centro di gravità per un nuovo modello di cittadinanza. </strong></h4>
<p><strong>È la quarta assemblea pubblica quella che si è svolta sabato 15 aprile presso lo <em>Spin Time Labs</em>per costituire uno spazio di mobilitazione e di azione pubblica nella città di Roma. Il ciclo di incontri prende avvio dopo la strage di Cutro del 26 febbraio e tra gli obbiettivi principali si prefigge di generare azioni di resistenza contro la politica innescata dal governo. Con il varo del ‘decreto immigrazione’ approvato nel Consiglio straordinario dei ministri del 9 marzo tenutosi a Cutro dopo la tragedia e poi passato in Senato il 20 aprile, si eroderà ulteriormente la condizione giuridica dei cittadini stranieri. </strong></p>
<p>L’assemblea è aperta. I portavoce delle varie realtà associative sono numerosi e lunga è la lista degli interventi. L’aria che si respira è un misto di entusiasmo ed energico sdegno. Particolare preoccupazione desta la linea dei 21 emendamenti presentati dalla Lega e del sub-emendamento che ha lo scopo di cancellare la protezione speciale. La terza forma prevista in Italia per presentare  richiesta d’asilo.</p>
<p>Sin dal mese di marzo è stata espressa la volontà di cancellare il ‘divieto di espulsione’,  attraverso l’art. 7 del cd. ‘Decreto Cutro’. Una tutela al contrario introdotta per il cittadino straniero e che vietava l’espulsione in riferimento al diritto alla vita familiare e privata, ovvero al ‘radicamento del cittadino straniero nel territorio’. Introdotta con il Decreto Lamorgese nel 2020, essa ripristinò gli obblighi costituzionali in materia di protezione venuti meno nel 2018 dopo l’abrogazione della protezione umanitaria per effetto del ‘DL Salvini’.</p>
<p>A meno di tre anni dalle parole pronunciate dal Presidente Mattarella in occasione della Giornata mondiale del rifugiato del 20 giugno 2020, con le quali lanciò un appello al Paese e all’Europa affermando che <em>“la nostra azione di protezione e assistenza..non può deflettere o indebolirsi ma deve anzi rafforzarsi con l’elaborazione di un nuovo corso dell’Unione europea in materia di migrazione e asilo, nel segno di un più incisivo e condiviso impegno comune”</em><a href="applewebdata://733A2565-9C6A-4CB5-ABAD-57BBAFBFB318#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a><em>, </em>è paradossale che le tutele per i richiedenti protezione vengano in Italia largamente compromesse. E che sotto le mentite spoglie del regolamento dei flussi si voglia semplicemente una sorta di ‘schiavitù moderna’. Contingentata e limitata alla mera funzione produttiva, scandita secondo tempi definiti dal governo. Senza tenere in considerazione il valore umano, i legami sociali e territoriali alla base di un possibile progetto migratorio. Chiaramente non desiderato.</p>
<p>Il 20 aprile, il ‘decreto Cutro’<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-03-10;20!vig=2023-03-12" name="_ftnref2">[2]</a>, nonostante le <em>“rilevanti perplessità”</em> sollevate in sede di esame in Senato, sia sotto il profilo di legittimità costituzionale, sia perché le modifiche in materia di protezione speciale che afferiscono al diritto di asilo <em>“avrebbero dovuto essere oggetto di un disegno di legge ordinario anche, e soprattutto, al fine di valutare la compatibilità degli interventi previsti con gli obblighi costituzionali e con quelli derivanti dal rispetto degli accordi internazionali”</em><a href="https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&amp;leg=19&amp;id=1375360&amp;part=doc_dc-allegatoa_aa" name="_ftnref3">[3]</a><em>,</em> viene approvato e modificato con l’emendamento della maggioranza in Senato.</p>
<p>Se non annullerà formalmente la protezione speciale per chi non abbia ottenuto la protezione internazionale, grazie ad una riformulazione poi voluta dalla stessa maggiorannza per evitare l’incostituzionalità, la restringerà comunque sostanzialmente. Essa viene prevista solo per casi eccezionali e limitando la possibilità della sua conversione in permesso di soggiorno per attività lavorativa. E anche la domanda di protezione per cure mediche o per calamità cambierà in senso restrittivo. Le calamità previste dalla nuova legge dovranno infatti essere  ‘eccezionali e contingenti’ e non solo ‘gravi’ come previsto in precedenza.</p>
<p>Non in ultimo, solo i titolari dello status di rifugiato potranno accedere al sistema di accoglienza e integrazione (SAI). Un fatto che si prevede avrà una pesante ricaduta. Si stima infatti che circa 10.000 persone perderanno il diritto di protezione speciale, quindi di assistenza all’interno del sistema, generando ulteriori detenzioni amministrative, violazioni e respingimenti.</p>
<p>Quella che ora si vuole scongiurare è una vera crisi. Sono piovute copiose le critiche, così come i sub-emendamenti presentati dalle opposizioni. Ma le azioni più significative giungono dai cittadini stranieri e da realtà che agiscono e lavorano da anni sul territorio italiano. Gruppi che in questa giornata di confronto pubblico non si vogliono limitare a pensare ad un’azione legata alla contingenza, bensì alla promozione di un modello da realizzare attraverso una larga alleanza tra associazioni e cittadini. Fondandosi sulla trasversalità delle competenze e delle esperienze condotte sin qui nell’accoglienza.</p>
<p>L’obbiettivo è costruire una piattaforma unitaria con scopi ben precisi e con una progettualità di lungo termine. <em>“Un’alternativa di accoglienza che si possa riprendere ed utilizzare all’interno di quella che si delinea come una vera débâcle democratica”</em> afferma Giovanna Cavallo del forum <em>Cambiare l’ordine delle cose</em>, che sottolinea la gravità delle misure rispetto ai richiedenti asilo. Essi usciranno dal sistema SAI per venire direttamente schedati e controllati dalle strutture affidate alla gestione della Croce Rossa. Fatto che ci porrà di fronte alle profonde criticità di quelle che definisce ‘misure di frontiera’ per le domande d’asilo. Senza contare che l’azzeramento della protezione speciale, invece fondamendale per la regolarizzazione, e quindi per l’accesso a diritti fondamentali come le cure mediche e l’accesso alla casa, causerà altri gravi problemi.</p>
<p>Kadir Monaco, portavoce del <em>Movimento Migranti e Rifugiati Napoli</em>, il gruppo promotore degli incontri in vista della mobilitazione nazionale ‘Non sulla nostra pelle!’ del 28 aprile a Roma, aggiunge al dibattito il rilievo del quadro internazionale e della fase storica allargando la riflessione a questioni che non possono essere tralasciate. Il debito inflattivo in vari paesi e la sua ricaduta sulle questioni migratorie, come nel caso non isolato della Tunisia. La crisi climatica, anch’essa negata da un Governo maggiormente preoccupato a promuovere misure coercitive contro il dissenso. E poi ancora i conflitti dell’Africa Occidentale, in Mali e Burkina Faso. E ora anche in Sudan.</p>
<p><em>“Il governo rende sicuri paesi in guerra, facendo decadere la tutela per persone provenienti dal sud del mondo…la decretazione d’urgenza nasce dallo sfruttamento di una strage, quella di Cutro..e ora il principio di democrazia interno del paese è attaccato con la proclamazione di uno stato di emergenza.” </em></p>
<p><em> </em>Ricorda inoltre come attraverso assemblee comunitarie e intercomunitarie, nel mese di marzo, almeno 700 persone abbiano manifestato la loro volontà di avere un’interlocuzione pubblica lanciando un appello al quale hanno risposto in molti.</p>
<p><em>“Sono ONG, associazioni e movimenti di lotta che vogliono costruire un modello che sia una risposta a questo governo, ma soprattutto che sia una risposta al futuro. Abbiamo imparato che le lotte antirazziste sono lotte anticapitaliste. Sono della stessa natura, e indicano nemici inesistenti come i migranti, intaccano i lavoratori che vivono sulla propria pelle il conflitto capitalistico”. </em></p>
<p><em> </em>La lista degli aderenti all’iniziativa è effettivamente molto lunga e rende visibile la rilevanza del terzo settore e degli enti che operano sul territorio insieme ai Comuni, e che rispetto a questo decreto non sono stati minimamente interpellati, nonostante una riflessione fosse necessaria.<a href="applewebdata://733A2565-9C6A-4CB5-ABAD-57BBAFBFB318#_ftnref1" name="_ftn1"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>L’approccio necessario e le vere urgenze.</em></strong></p>
<p>Lucia, voce di <em>Refugees Welcome, ribadisce che “questi decreti ed emendamenti non fanno altro che smontare il lavoro fatto, le condizioni di parità e uguaglianza che promuoviamo”. </em></p>
<p><em> </em>E in merito a questa mancanza è di interesse quanto emerge attraverso un’intervista a cura di Emiliano Falconio apparsa sul sito di ANCI a Matteo Biffoni, sindaco di Prato e delegato ANCI all’immigrazione. Il primo cittadino ha infatti chiesto <em>“un supplemento di riflessione a governo e parlamento affinchè non decidano da soli”, </em>sottolineando la delicatezza del tema e rimarcando che<em> “le urgenze sono altre: minori non accompagnati, innanzitutto, ma pensiamo anche a misure che consentano di accorciare i tempi di rilascio dei permessi di soggiorno, che oggi sono lunghissimi, rallentando i percorsi di autonomia e regolarità amministrativa”.</em></p>
<p>Anche la voce di Valentina Costa <em>dell’ Associazione Genitori Scuola “Di Donato”</em>, ribadisce la necessità di un approccio globale.<em> “L’Italia è lambita di striscio dai flussi, di emergenziale non c’è niente se non un modo di approcciare la questione da parte del governo, che elimina i percorsi di integrazione contrariamente a quanto si sta facendo in molti paesi europei. L’Italia costituisce un unicum dove al contrario si inasprisce”.  </em></p>
<p><em> </em>Edgardo Maria Ioiza, del gruppo <em>Melitea, </em>cita Mimmo Lucano. Simbolo di un modello di accoglienza criminalizzato. Quello del sogno realizzato del <em>Villaggio Globale</em> di Riace. <em>“Le parole di Mimmo Lucano, che ha rifiutato il patteggiamento, sono parole fortissime</em>…<em>sono quelle di chi vive sulla propria pelle i problemi della migrazione in Italia.  Noi sappiamo che chi è arrivato da lontano non è fragile, è forte, ha grande forza e creatività. Le persone forti fanno paura e rappresentano lo specchio rovesciato di questa società che si è seduta e piegata su sé stessa e non sa capire, né immaginare…perché quando parliamo di ambiente, lavoro e migrazioni, parliamo di sfruttamento di un sistema che ci opprime e che dobbiamo cambiare”. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>La battaglia di tutti</em></strong></p>
<p>Per costruire un modello bisogna partire dalle fondamenta, ovvero da una riflessione sulle chiavi di lettura fornite alla società attraverso il dibattito pubblico in merito ad un dato fenomeno. Possibilmente smantellando la costante deformazione operata attraverso la comunicazione delle informazioni legate alle migrazioni umane.</p>
<p><em>“Bisogna uscire dall’infantilizzazione dei soggetti a scopo manipolatorio, bisogna uscire dalla distorsione del tema della sicurezza rispetto alla popolazione e far capire alle persone che questa è la battaglia di tutti”. </em></p>
<p><em> </em>Le categorie sotto attacco infatti sono molteplici. Si vogliono colpire i migranti, fragilizzare i lavoratori, i poveri e i giovani. È necessario costruire una rete che abbia peso nel gioco di forze per contrastare quella porzione del Paese, in realtà minoritaria, che condanna i più ad affrontare una spirale di ingiustizia e povertà diffusa. Di arretramento sul piano di diritti civili e sociali. Dei diritti umani.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Frontiera ‘capitale’</em></strong></p>
<p>Proprio a Roma, ombelico del mondo, dove si intersecano le esperienze e le vite di persone di una plurità di origini e culture, le forze attive di cittadinanza organizzano movimenti di resistenza trasversali come la storica associazione <em>SenzaConfine, </em>che ebbe tra i suoi fondatori Dino Frisullo e l’europarlamentare Giulio Melandri e in seno alla quale, nel 1990, dopo l’approvazione della legge Martelli, varata con lo scopo di regolare organicamente l’immigrazione,  gli attivisti si adoperarono nell’aiuto trasversale ai cittadini stranieri e ai richiedenti asilo. A distanza di quasi trent’anni la capitale  è la sede dello <em>Spin Time Labs</em>, moderno modello di collaborazione sociale, luogo di incontro e lavoro, di sostegno e supporto. E ancora fulcro nevralgico delle note <em>Nonna Roma</em>, <em>Mediterranea</em>, <em>Refugees Welcome</em> e <em>BLM Roma</em>, che insieme alle tantissime altre associazioni, propongono da tempo radicati modelli di accoglienza nati in seno alla società civile.</p>
<p>E per contrasto, è proprio nella stessa Roma solidale che si trova anche il CPR di Ponte Galeria.</p>
<p>Enrica di <em>Clinica legale</em> e <em>Non una di meno, </em>ricorda all’assemblea come Roma sia una sorta di frontiera. “<em>Una “frontiera brutale” dove è situato un CPR tra i pochi a non poter essere visitabile. Dove le condizioni di chi vi è detenuto sono di molto peggiorate in questi ultimi anni. E quanto particolarmente grave sia il fatto che non vi sia nessun contatto con l’esterno da molto tempo”.</em></p>
<p>Già il senatore De Falco, che fu tra i pochi a ribellarsi ai decreti Salvini, denunciò il fatto la scorsa estate recandosi in visita con due accompagnatori, tra cui un mediatore linguistico e Yasmine Accardo, dell’associazione <em>LasciateCIEntrare</em>, da tempo impegnata nella diffusione e nella difesa dei diritti umani. In questa occasione il senatore esercitò pienamente la sua funzione ispettiva di parlamentare e nel rispetto di quanto previsto dall’art. 67 dell’ordinamento penitenziario. La visita, così come documentato anche da <em>Il Fatto Quotidiano</em>, fu negata e su Ponte Galeria, da allora, è rimasto il silenzio.</p>
<p>Nonostante da più parti, attraverso inchieste giornalistiche, interpellanze parlamentari, siano giunte denunce sulle condizioni dei detenuti amministrativi, persone che si trovano imprigionate senza aver commesso alcun reato, non è possibile invece fare luce sulla cattiva condotta della società privata <em>ORS Italia</em>. Società alla quale è stata affidata la sua gestione. Ramo italiano di una società multinazionale, la <em>ORS Group AG </em><a href="https://it.ors-group.org" name="_ftnref1">[4]</a>, con sede a Zurigo, gestisce centri in Germania, Austria, Spagna, e naturalmente, nella stessa Svizzera.</p>
<p>Come riportato in un articolo di Matteo Cavallito, che ritrae il vero volto della multinazionale<a href="https://valori.it/ors-finanza-rifugiati-italia/" name="_ftnref2">[5]</a>, il gruppo contava tra i suoi consiglieri nomi di spicco degli esecutivi della Confederazione Elvetica, tra cui un ex ministro della giustizia. Un caso di <em>revolving door </em>quindi, della cd. porta girevole<em>, </em>schema che assicura vie privilegiate di ‘contatto’ tra governi e gruppi privati che non può essere dimenticato e non può che destare l’allarme su pesanti conflitti d’interesse. Un intreccio di politica e finanza nel quale oggi si inserisce nuovamente l’azione di governo, che con il Decreto Cutro stringe ancor più sulla questione dei centri per il rimpatrio, per implementarne la capienza e perseguendo la linea Minniti ‘un centro di identificazione ed espulsione per ciascuna Regione’ del 2017.</p>
<p>L’assemblea si propone dunque di affrontare temi importanti e fondamentali per cambiare rotta, fare maggiore pressione dal basso e favorire un’alternativa reale già largamente praticata in Italia. Di istituire un osservatorio come proposto da Fabio, portavoce di <em>Mediterranea,</em> che ritiene fondamentale saper raccontare tutte queste esperienze in maniera diffusa alla società italiana. Perché sono realtà che ora dovranno affrontare la violenza di un decreto che destabilizza e “<em>tenta di cancellare la dignità della persona umana”.</em>Quella dei cittadini stranieri che tentano di raggiungere gli Stati dell’Unione europea, così come quella dei cittadini accecati dalla paura e dal solo privilegio di stare dall’altra parte.</p>
<p>Minando infatti le tutele dei richiedenti protezione, ancora una volta si percorre la via dei decreti grimaldello che agiscono per mero tornaconto politico, gettando migliaia di persone nella zona d’ombra dell’irregolarità, dello sfruttamento e della detenzione. Il tutto all’interno di un congegnato sistema che passa grossolanamente dall’idea del ‘blocco navale’, quello del blocco delle partenze a tutti costi, della criminalizzione del soccorso in mare e della detenzione nei paesi limbo come nel caso della Libia, allo smantellamento del sistema SAI di accoglienza e integrazione, fino all’uso sistematico dei centri per l’espulsione. Azioni manifeste di politiche che nascondono opacità e intrecci internazionali che ora più che mai è necessario indagare e smascherare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="applewebdata://51D97CFB-BC86-433F-8357-62EE66E1886C#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a><a href="https://www.repubblica.it/politica/2020/06/20/news/mattarella_migranti-259707960/">https://www.repubblica.it/politica/2020/06/20/news/mattarella_migranti-259707960/</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="applewebdata://51D97CFB-BC86-433F-8357-62EE66E1886C#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-03-10;20!vig=2023-03-12">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-03-10;20!vig=2023-03-12</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="applewebdata://51D97CFB-BC86-433F-8357-62EE66E1886C#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a><a href="https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&amp;leg=19&amp;id=1375360&amp;part=doc_dc-allegatoa_aa">https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&amp;leg=19&amp;id=1375360&amp;part=doc_dc-allegatoa_aa</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="applewebdata://51D97CFB-BC86-433F-8357-62EE66E1886C#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> <a href="https://it.ors-group.org/">https://it.ors-group.org</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="applewebdata://51D97CFB-BC86-433F-8357-62EE66E1886C#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a> <a href="https://valori.it/ors-finanza-rifugiati-italia/">https://valori.it/ors-finanza-rifugiati-italia/</a></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/roma-ombelico-del-mondo/">Roma ombelico del mondo.</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/roma-ombelico-del-mondo/">Roma ombelico del mondo.</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Roma non è per tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Perrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2020 12:04:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pari opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.proposte-uils.it/?p=461</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il problema delle barriere architettoniche nella Capitale non è ancora risolto Tante associazioni si occupano</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Il problema delle barriere architettoniche nella Capitale non è ancora risolto</p>
<p style="text-align: center;"><em>Tante associazioni si occupano di disabilità in città, in particolare Fiaba Onlus</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L’idea di una legislazione in materia di barriere architettoniche affonda le sue radici negli anni ’70, ma il problema, a cinquant’anni di distanza, sappiamo non essersi ancora risolto. La normativa che disciplina l’accessibilità e le barriere architettoniche è la legge 13/89, che detta i parametri di accessibilità per i vari spazi, con particolare attenzione ai luoghi pubblici, ma spesso non viene rispettata. Nel 2018 il Comune di Roma lanciò il progetto #RomAccessibile. La testata online Romatoday riporta che Andrea Venuto, disability manager di Roma Capitale, il 3 dicembre 2018, dichiarò che l’iniziativa racchiudeva un sistema d&#8217;interventi volti a rendere la città più fruibile per tutti. Ciò nonostante, ancora oggi, dopo due anni, il centro di Roma resta per molte persone un ostacolo invalicabile: la pavimentazione è a tratti sconnessa e per lo più con sampietrini, gli edifici antichi non tutti adeguati alla normativa ed i mezzi non sempre accessibili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Grazie al lavoro di numerose associazioni la tematica, però, resta in agenda ed è importante non spegnere le luci dei riflettori finché l’obiettivo non verrà raggiunto. Una di queste è FIABA</strong><strong>, </strong>un’organizzazione senza scopo di lucro che ha come obiettivo quello di promuovere l’eliminazione di tutte le barriere fisiche, culturali, psicologiche e sensoriali per la diffusione della cultura delle pari opportunità a favore di un ambiente ad accessibilità e fruibilità totale secondo i concetti di “Design for all” e “Universal Design”. L’associazione nel 2008 venne riconosciuta di “evidente funzione sociale” dal Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali. Presieduta da Giovanni Trieste, Grande Ufficiale al merito della Repubblica italiana, FIABA svolge numerose attività formative, in quanto ente accreditato dal Miur per la formazione del personale della scuola. La Onlus inoltre istituisce diversi concorsi, come quello per geometri, designa premi giornalistici, culturali e di progettazione, e organizza svariati eventi sul tema. Un impegno profondo e multidisciplinare, rivolto soprattutto al cambiamento culturale e al coinvolgimento dei giovani.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-463 aligncenter" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/09/Pari-opportunita-Francesca-Perrone-Roma-non-e-per-tutti-2-300x200.jpg" alt="Pari opportunità - Francesca Perrone - Roma non è per tutti" width="451" height="292" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il 4 ottobre 2020 in Piazza Colonna avrà luogo la XVIII edizione del FIABADAY, <strong>“Giornata Nazionale per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche”</strong>, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera. In questo anno particolare la campagna di sensibilizzazione, che farà da cornice all’evento, ha preso il nome “Per me il lockdown non è finito”, nata a seguito dell’emergenza pandemica di Covid-19 che ha colpito l’Italia e il mondo. Questa recente esperienza, che ha costretto tutti a rimanere chiusi in casa per mesi, ha visto anche cambiare le abitudini e i gesti più semplici. Per molte delle persone con disabilità o ridotta mobilità il lockdown dura da anni o da una vita intera. Il contesto con cui ci si è confrontati durante il periodo di chiusura totale, con i conseguenti risvolti sulle attività quotidiane e sul benessere psicofisico sono ancora impressi nella memoria di tutti ed è forse questo il momento in cui è più semplice comprendere le esigenze e le difficoltà di chi convive con una disabilità. L’immedesimazione e la consapevolezza delle conseguenze di tali privazioni devono risvegliare nell’opinione pubblica l’importanza del tema in una società che si dice civile.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia si stima che le persone che, a causa di problemi di salute, soffrono di gravi limitazioni che impediscono loro di svolgere attività abituali siano il 5,2% della popolazione. Nel nostro Paese, inoltre, è in atto anche un forte cambiamento demografico. Secondo recenti dati Istat, pubblicati il 3 dicembre 2019, quasi un milione e mezzo di ultra sessantacinquenni si trova in condizione di disabilità. Inoltre viene reso noto che oltre 600 mila persone con limitazioni gravi vivono in una situazione di grande isolamento, senza una rete su cui poter contare, e che la percentuale di disabili in Italia che esprime un’elevata soddisfazione per la propria vita raggiunge solo il 19,2%. Questi numeri confermano la necessità per le nostre città di essere al passo con i tempi, garantendo il rispetto della diversità umana; non si tratta di progettare esclusivamente per la disabilità, ma occorre pensare alla persona in quanto tale, ponendo attenzione ai bisogni di tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbattere le barriere architettoniche significa demolire le barriere culturali che non concepiscono l’uguaglianza e la parità di diritti con chi è portatore di una disabilità. La limitazione derivante, infatti, non è solo fisica, ma diventa esperienziale e per questo in grado di cambiare la vita di una persona nella sfera privata, affettiva e lavorativa. Le barriere architettoniche sono ostacoli non meno impeditivi alla cultura e alla libertà.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/roma-non-e-per-tutti/">Roma non è per tutti</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/roma-non-e-per-tutti/">Roma non è per tutti</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Roma, inquinamento aumentato a inizio quarantena: ecco il perché</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Sparvieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2020 09:12:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli inattesi dati non devono deresponsabilizzarci: la nostra impronta sul surriscaldamento globale è forte Contro</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Gli inattesi dati non devono deresponsabilizzarci: la nostra impronta sul surriscaldamento globale è forte</p>
<p style="text-align: center;">Contro ogni previsione, alcuni indici di qualità dell’aria nella capitale hanno rilevato un peggioramento nei primi mesi di isolamento</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Se si può parlare degli effetti positivi che ha generato il virus, uno di questi è sicuramente un temporaneo attimo di respiro pulito per il pianeta. L’obbligo di cessare le attività industriali non strettamente necessarie ha imposto dei sacrifici per tutti e, oltre ad averci salvato la vita, ha fatto sorridere tanti degli indicatori di qualità dell’aria in tutto il globo. AirVisual è una delle più grandi piattaforme online di informazione sulla qualità dell’aria. Per condurre uno studio sull’impatto reale delle chiusure industriali nei diversi paesi, ha preso in esame un periodo di tre settimane, scelto in base all’entrata in vigore delle norme di ogni paese, per Delhi, Los Angeles, Londra, Madrid, Mumbai, San Paolo, Wuhan, Seul, New York e Roma. Per Wuhan ad esempio è stato scelto il periodo dal 3 al 24 febbraio, mentre per Roma dal 9 al 30 marzo. Quello che emerge è che in tutte le città tradizionalmente più inquinate il lockdown ha effettivamente influito molto positivamente sulla salubrità dell’aria. In tutte le città esaminate, meno che a Roma. Infatti se a Dehli il livello delle polveri sottili nell’aria scende del 60%, a Wuhan del 44%, a Londra del 9%, a Roma sale del 30%. Quello della nostra capitale è un dato che stupisce. Secondo Riccardo De Lauretis, responsabile dell’inventario nazionale emissioni dell’Ispra, potrebbe essere dipeso da particolari condizioni di quei giorni legati anche alla situazione meteo, infatti la concentrazione di polveri sottili dipende da una grande quantità di variabili meteorologiche. “L’effetto di un blocco come quello dovuto al lockdown è molto più facilmente misurabile in città molto inquinate, si pensi a Delhi che oltretutto non ha un contributo di inquinamento dovuto ai riscaldamenti domestici, piuttosto che a Roma dove i valori mediamente sono bassi e un buona fetta dell’inquinamento è dovuta ai riscaldamenti domestici che in periodo di quarantena sono stati maggiormente utilizzati – commenta Riccardo De Lauretis – inoltre noi abbiamo visto proprio a fine marzo l’arrivo di polveri dal mar Caspio, che hanno alzato moltissimo i valori.”</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-366 aligncenter" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/08/Ambiente-e-territorio-Giovanni-Sparvieri-Roma-inquinamento-aumentato-a-inizio-quarantena-300x300.jpg" alt="Ambiente e territorio - Giovanni Sparvieri - Roma, inquinamento aumentato a inizio quarantena" width="300" height="300" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/08/Ambiente-e-territorio-Giovanni-Sparvieri-Roma-inquinamento-aumentato-a-inizio-quarantena-300x300.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/08/Ambiente-e-territorio-Giovanni-Sparvieri-Roma-inquinamento-aumentato-a-inizio-quarantena-1021x1024.jpg 1021w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/08/Ambiente-e-territorio-Giovanni-Sparvieri-Roma-inquinamento-aumentato-a-inizio-quarantena-150x150.jpg 150w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/08/Ambiente-e-territorio-Giovanni-Sparvieri-Roma-inquinamento-aumentato-a-inizio-quarantena-768x770.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/08/Ambiente-e-territorio-Giovanni-Sparvieri-Roma-inquinamento-aumentato-a-inizio-quarantena-1531x1536.jpg 1531w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/08/Ambiente-e-territorio-Giovanni-Sparvieri-Roma-inquinamento-aumentato-a-inizio-quarantena.jpg 1914w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Questo di Roma è un trend che non è destinato a finire presto, ad ascoltare le previsioni di Stefania di Serio, dal 1997 al 2006 in Atac come responsabile Europa Innovazione e dal 2002 in commissione europea per il trasporto e l’innovazione. Il lockdown si sta spostando dalle case alle strade, perché molti cittadini per evitare contatti preferiranno prendere l’automobile piuttosto che i mezzi pubblici. In più, per garantire il distanziamento sociale e la “normale” efficienza del servizio, bisognerebbe mettere in strada almeno il doppio delle vetture.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella che si presenta quindi è un’altra situazione poco amichevole, dove a fare la differenza possono essere le singole persone, decidendo di lavorare da casa, muovendosi solo se necessario, scegliendo soluzioni di spostamento meno inquinanti. A tale proposito si è molto parlato del bonus mobilità 2020, che consente di risparmiare il 60% sull&#8217;acquisto di biciclette, monopattini, hoverboard e segway. In più sono partiti già dal 7 maggio i lavori per la realizzazione delle corsie ciclabili transitorie approvate nel Piano Straordinario di 150 chilometri per ridisegnare la viabilità della capitale. Gli strumenti per permettere a ciascuno di dare il proprio contributo all’ambiente, seppur limitati, ci sono. Forse non è sbagliato pensare che dopo i recenti avvenimenti i cittadini possano essere più responsabili e sensibili ai problemi collettivi. Il surriscaldamento del nostro pianeta è un’incombenza globale da vari decenni e ormai improcrastinabile. Forse da adesso ci troverà più responsabili.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-368 aligncenter" src="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/08/Ambiente-e-territorio-Giovanni-Sparvieri-Roma-inquinamento-aumentato-a-inizio-quarantena-3-300x200.jpg" alt="Ambiente e territorio - Giovanni Sparvieri - Roma, inquinamento aumentato a inizio quarantena" width="300" height="200" srcset="https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/08/Ambiente-e-territorio-Giovanni-Sparvieri-Roma-inquinamento-aumentato-a-inizio-quarantena-3-300x200.jpg 300w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/08/Ambiente-e-territorio-Giovanni-Sparvieri-Roma-inquinamento-aumentato-a-inizio-quarantena-3-1024x684.jpg 1024w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/08/Ambiente-e-territorio-Giovanni-Sparvieri-Roma-inquinamento-aumentato-a-inizio-quarantena-3-768x513.jpg 768w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/08/Ambiente-e-territorio-Giovanni-Sparvieri-Roma-inquinamento-aumentato-a-inizio-quarantena-3-1536x1026.jpg 1536w, https://www.proposte-uils.it/wp-content/uploads/2020/08/Ambiente-e-territorio-Giovanni-Sparvieri-Roma-inquinamento-aumentato-a-inizio-quarantena-3.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/roma-inquinamento-aumentato-a-inizio-quarantena-ecco-il-perche/">Roma, inquinamento aumentato a inizio quarantena: ecco il perché</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/roma-inquinamento-aumentato-a-inizio-quarantena-ecco-il-perche/">Roma, inquinamento aumentato a inizio quarantena: ecco il perché</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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