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	<title>Redazione Proposte UILS - Proposte-UILS</title>
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		<title>Umbria, luci e ombre del CUP Regionale: la parola a un giovane informatico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Apr 2024 09:27:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sanità in Umbria  L’ex “regione rossa” è travolta da una crisi di sistema nel settore</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><strong>Sanità in Umbria </strong></em><br />
<em><strong> L’ex “regione rossa” è travolta da una crisi di sistema nel settore sanitario.<br />
Un addetto ai sistemi informatici della sanità regionale ce ne racconta l evoluzione attraverso i cambiamenti politici.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Leonardo Fava è un giovane padre di famiglia nato e cresciuto a Foligno, impiegato presso una società regionale che fornisce servizi informatici per i medici di famiglia e gli specialisti delle strutture pubbliche in tutta la Provincia di Perugia. Egli può essere considerato a pieno titolo un rappresentante del popolo umbro quale ex “regione rossa”, essendosi occupato in prima persona di politica e vantando una tradizione familiare e personale di militanza a sinistra che si è interrotta solo da pochi anni. Il servizio prestato da oltre quindici anni nel settore sanitario ha consentito a questo nipote e figlio del PCI umbro di seguirne da un punto di vista privilegiato le evoluzioni strutturali e di formarsi un’opinione “dall’interno”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Ci racconta come è cambiata la sanità durante gli anni in cui la Regione era amministrata dal Partito Democratico a guida Catiuscia Marini?</strong><br />
L.F.: <span style="font-size: 14pt;"><em>Quando sono entrato, nel 2010, la sanità umbra era molto diversa perché i servizi erano erogati sulla base di un principio di prossimità territoriale, ossia non c’era ancora il CUP Regionale. Il CUP Regionale è stato una grande innovazione perché ha permesso a tutti i cittadini di poter prenotare servizi sanitari anche in distretti diversi da quello di appartenenza. Quando sono entrato vi era ancora una ripartizione su base distrettuale, pertanto la maggior parte degli esami potevano essere prenotati solo nel luogo in cui poi sarebbero stati eseguiti, con gravi disagi in termini di spostamenti. Da questo punto di vista il servizio al cittadino è migliorato. Altro discorso invece per quanto riguarda l’erogazione dei servizi ai cittadini. Prima del CUP Regionale, infatti, vi era una quantità maggiore di servizi erogati. Era difficile ad esempio che non vi fossero posti disponibili per le prestazioni. Posso affermare con certezza che nel corso di quei cinque anni ho visto diminuire sensibilmente l’offerta di posti e prestazioni prenotabili. Prima, col sistema di prossimità territoriale, le aperture delle prenotazioni avevano una cadenza settimanale o al massimo mensile.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Quali sono i limiti?</strong><br />
L.F.: <em><span style="font-size: 14pt;">Il limite è nella spesa sanitaria regionale. Nel corso del tempo i posti prenotabili sono sensibilmente diminuiti finché, a partire dal 2019, la diminuzione ha assunto contorni drammatici, con una corrispondente esplosione della sanità privata.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: E’ sicuro che non sia precipitata a marzo del 2020, dopo lo scoppio della pandemia? E da cosa ha evinto questa “caduta”?</strong><br />
L.F.: <span style="font-size: 14pt;"><em>Sono sicuro perché dal 2019 è iniziato un fatto inedito nelle strutture sanitarie pubbliche: tanti professionisti come i medici specializzati hanno cercsto di farsi assumere dal privato. Un campanello d’allarme rimasto a lungo ignorato. E’ piuttosto semplice: se uno specialista cerca di farsi assumere dal privato vuol dire che presto tanta parte di quel lavoro verrà svolta nel privato. Conoscevo medici che lavoravano bene da oltre dieci anni nei propri reparti, anche grazie all’intra moenia. Dal 2019 hanno iniziato a riferire che nel pubblico “le acque non erano buone”, prima, nessuno si lamentava con così tanta enfasi né del poco denaro né della pressione. Il 2019 è stato uno spartiacque nel cammino della sanità pubblica umbra.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12pt;">M.G.: Di recente in un’ottica di ottimizzazione delle risorse si è deciso di trasferire il grosso del reparto di neurochirurgia da Perugia a Terni, con grandi polemiche.<br />
</span></strong>L.F.: <em><span style="font-size: 14pt;">Negli ultimi anni sono stati molti i reparti spostati o smantellati senza tanto clamore. Tendo a chiedermi perché in questo caso faccia notizia e per gli altri no. M.G.: Quanto le scelte politiche hanno inciso sulla situazione attuale? L.F.: In passato sono stati fatti tanti errori. Anteriormente agli anni dieci vi sono state duplicazioni inutili di reparti e ambulatori, oggi la scelta di mantenere l’unica neurochirurgia a Terni è il segno di una tendenza verso un estremo opposto, altrettanto dannoso.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Vedremo un ritorno delle nuove generazioni in politica?<br />
</strong>L.F.: <em><span style="font-size: 14pt;">Personalmente non rinnego niente e sono fiero di essere un “figlio della politica” a cui mi sono avvicinato grazie all’esempio di persone valide. I problemi sono iniziati ben prima dell’avvento dell’attuale amministrazione di centro-destra, negli ultimi anni di governo del centro-sinistra si intravedevano le prime crepe dello sfacelo attuale. Mi sento un deluso della politica. Nessuno può dubitare che nella sua ultima fase il centro-sinistra abbia iniziato lo smantellamento che è stato poi proseguito dal centro-destra. Per il momento, l’area in cui svolgo la mia attività politica in senso lato è il Rione “Morlupo” della mia città, Foligno, dove sono responsabile del reparto sociale.</span></em></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/umbria-luci-e-ombre-del-cup-regionale-la-parola-a-un-giovane-informatico/">Umbria, luci e ombre del CUP Regionale: la parola a un giovane informatico</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/umbria-luci-e-ombre-del-cup-regionale-la-parola-a-un-giovane-informatico/">Umbria, luci e ombre del CUP Regionale: la parola a un giovane informatico</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Sebastiano Montali: il golpe contro Craxi aprì la strada alle privatizzazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2024 09:40:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Voci dalla prima repubblica L’ex Sindaco di Ciampino ed ex Presidente della Regione Lazio ha</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Voci dalla prima repubblica<br />
</strong><br />
<strong>L’ex Sindaco di Ciampino ed ex Presidente della Regione Lazio ha pubblicato un libro in cui svela alcuni retroscena della politica locale e nazionale durante la fine della “prima repubblica”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sebastiano Montali è un politico socialista che ha svolto l’incarico di Sottosegretario di Stato al Ministero delle Partecipazioni Statali nella X° legislatura sotto i governi Goria, De Mita e Andreotti. Montali ha pubblicato nel dicembre dello scorso anno il libro autobiografico “La rapina delle privatizzazioni” (Protos 2023) che è stato presentato l’11 marzo presso il Comune di Fiumicino a un evento condotto dal giornalista Franco Bechis. Nell’intervista che segue ha voluto chiarire il proprio punto di vista sulla privatizzazione delle aziende di Stato negli anni ‘90.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Gentile Sebastiano Montali, anzitutto La ringrazio per avermi concesso questa intervista a ridosso del’evento dell’11 marzo.</strong><br />
S. M.: <span style="font-size: 14pt;"><em>Un evento a cui tengo molto perché mi preme comunicare alle nuove generazioni che la distruzione del partito socialista è un fatto che è associato alla distruzione di tutto il centro sinistra. C’è stato un golpe, un tentativo di colpo di stato che non è riuscito solo perché alla fine è stato eletto Berlusconi. Il golpe non è riuscito anche perché, pur essendo ad Hammamet, Craxi ha fatto votare per Berlusconi dando questa indicazione.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"> <strong><span style="font-size: 12pt;">M.G.: </span></strong><strong><span style="font-size: 12pt;">Fu un tentativo di colpo di Stato violento?</span></strong><em><strong><br />
</strong></em>S.M.:<em> Ci sono state tante cose messe insieme, dalla strage di Ustica alle stragi di mafia </em>[in particolare gli attentati a Firenze, Roma e Milano del ’93, n.d.r.]<em>, oltre al continuo tentativo di vendere le aziende pubbliche. La mia “guerra” consisteva nel cercare di impedire la svendita delle industrie pubbliche. I giornali come L’Espresso, all’epoca, </em></span><em><span style="font-size: 14pt;">lamentavano il mio interventismo sperando che fossi sostituito e che non fossi più nominato né messo in lista. Alla fine alcune forze spinsero per farci cadere, i giornali dicevano che anche per me “la pacchia era finita”: quello che è successo negli anni tra il ’91 e il ’93 è ignoto ai più.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Ci può raccontare il suo mandato da sottosegretario presso il Ministero delle Partecipazioni Statali?</strong><br />
S.M.: <em><span style="font-size: 14pt;">Dunque, io ero presidente di una Commissione che cercava di prendere tempo in riferimento alle innumerevoli iniziative di vendita delle partecipazioni statali nelle aziende. In quella sede evidenziavo che le aziende strategiche non potevano essere toccate. In questo contesto, nel 1993, senza che si aprisse alcun dibattito, un Comitato di trentasette persone inserì un quesito referendario per la soppressione del Ministero delle Partecipazioni Statali.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Qual era il ruolo delle partecipazioni statali e dell’industria di Stato nell’economia?<br />
</strong> S.M.: <span style="font-size: 14pt;"><em>Le partecipazioni statali e l’industria di Stato rappresentavano una potenza, e per quello che ne è rimasto lo sono ancora. Il fatturato dell’IRI nel 1993 era di 67 miliardi di dollari. Il mio libro si chiama “La rapina delle privatizzazioni” perché sono state svendute. L’IRI preferì cedere Alfa Romeo alla FIAT per 1000 miliardi a rate anziché alla Ford per 2000 miliardi subito.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12pt;">M.G.: Perché allora nessuna forza politica oggi la ripropone?</span><br />
</strong><span style="font-size: 14pt;">S.M.:<em> E’ un errore perché con l’industria di Stato si risolverebbero tanti problemi dei nostri giorni. Pensiamo solo alle bollette, ad esempio l’energia elettrica o il gas, se non ci fosse stata la privatizzazione lo Stato avrebbe potuto intervenire sui prezzi senza lasciare la decisione alla contrattazione privata come succede adesso. Oggi il guadagno e dunque il valore dell’ENI dipende esclusivamente dalle sue azioni, una volta non era </em><em>così e lo Stato aveva un peso preponderante tanto che gli amministratori pubblici potevano determinare le decisioni dell’ENI dalle tariffe agli investimenti, fino ad incidere sulla politica economica riducendo la disoccupazione. Durante il periodo della ricostruzione dell’industria italiana, di cui si conosce poco, vi fu una fase in cui i privati vennero invitati ad associarsi all’impresa pubblica ma nessuno si volle associare. Quando poi negli anni ’80 l’IRI era l’industria più importante i privati hanno pensato a come prendersela.</em></span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/sebastiano-montali-il-golpe-contro-craxi-apri-la-strada-alle-privatizzazioni/">Sebastiano Montali: il golpe contro Craxi aprì la strada alle privatizzazioni</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/sebastiano-montali-il-golpe-contro-craxi-apri-la-strada-alle-privatizzazioni/">Sebastiano Montali: il golpe contro Craxi aprì la strada alle privatizzazioni</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>La Viola di Alice, un racconto neogotico e dark per leggere nei cuori giovani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2024 08:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Vi sono vette emotive e stati della coscienza che possono essere compresi solo se si</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><strong> Vi sono vette emotive e stati della coscienza che possono essere compresi solo se si accetta l’attitudine adolescenziale di gettarsi a capofitto nelle emozioni senza paracadute.<br />
Chi ha il coraggio di entrare in un’interiorità giovanile in bilico tra amore, morte e dimensioni ultraterrene?</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Diamante Indaco è il nome d’arte di una giovane scrittrice e madre ladispolana che si è formata tra le aule del LAMS (Lettere moderne arte musica e spettacolo). L’autrice ha già alle spalle un primo lavoro “La fenice di Beirut” (IVVI Edizioni 2022) che ha assecondato il richiamo della scrittura che l’ha accompagnata sin dall’infanzia. Quest’anno esce per i tipi della Protos Edizioni “La Viola di Alice”, un breve volume che vuol essere una proposta originale e fuori dagli schemi. Il racconto è stato presentato in anteprima il 17 dicembre al Centro Arte e Cultura di Ladispoli di fronte a un’aula gremita in un evento a cui hanno partecipato anche l’assessore alla cultura Margherita Frappa e la consigliera Daniela Marongiu. Chi ha fame di tendenze contemporanee potrà soddisfare il proprio appetito leggendo un racconto dal sapore neogotico che parla di amore e morte, che ci accingiamo a scoprire assieme all’autrice nell’intervista che segue.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Gentile Diamante Indaco, perché una giovane scrittrice emergente sceglie di proporsi con un racconto dark gotico ed esistenziale?</strong><br />
D.I.: <span style="font-size: 14pt;"><em>Devo premettere che la mia fonte d’ispirazione è sempre la mia anima, unita agli elementi del mondo esterno che già di per sé è “gotico” (ride n.d.r.). Ad esempio, per quanto riguarda l’amore, ciò che è gotico e dark è la ricerca dell’amore che non ha luogo nella vita terrena ma al di là della vita, dopo la morte, con il ricongiungimento delle anime. In questo racconto, infatti, l’amore ricondurrà i due personaggi principali a ritrovarsi dopo la vita. Mi preme evidenziare che per me l’inquietudine attraversata da un adolescente è il primo stadio di incontro con l’elemento dell’amore. E’qualcosa che ricorda vagamente l’idea del ventre materno in cui due divengono uno solo, e questo genera una ricerca che accompagnerà la vita di ognuno di noi.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: In questo racconto si è voluto parlare di giovani e sentimenti. Che parte del mondo reale, in particolare giovanile, si è voluta rappresentare e perché?</strong><br />
D.I.: <span style="font-size: 14pt;"><em>Il riferimento delle emozioni è proprio il mondo adolescenziale e la parte del mondo reale che ho voluto rappresentare è quella conflittuale, dove la ribellione prende il sopravvento. Quando si è adolescenti si provano emozioni molto forti e contrastate tra odio e amore. C’è anche una questione di crescita interiore: si viene a contatto con le emozioni e ci si fa travolgere senza freni e solo dopo si conoscono le conseguenze. Dopo, infatti, si diventa “prevenuti” anche perché da adulti ci si assumono le responsabilità e non si possono più correre rischi, neanche emotivi. Al contrario, nell’adolescenza l’incontro con le emozioni è puro. Per questo per me era fondamentale parlare dell’età in cui l’essere umano deve ribellarsi e prendere inevitabilmente parte del gioco della ricerca dell’uno verso l’altro dove spesso l’amore assume le sembianze di un “gioco fatale”.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Qual è il Suo background e quali riferimenti letterari hanno ispirato di più la sua Opera?</strong><br />
D.I.: <span style="font-size: 14pt;"><em>Sarò molto sincera: sono molto legata ai miei riferimenti adolescenziali, in particolare all’immaginario del regista Tim Burton. Dal punto di vista letterario non posso tacere una passione per Dante che perdura tutt’oggi, e l’amore per i poeti </em><em>maledetti, in particolare Arthur Rimbaud, che peraltro è un tipo di poeta adolescenziale. Uno dei miei più grandi rimpianti è non aver concluso l’università a causa degli impegni familiari ma non escludo di portare a termini gli studi. Per quanto riguarda “La Viola di Alice” ho cercato di mescolare i colori della mia fantasia, tra luce e oscurità.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Qual è stata l’esigenza artistica personale che l’ha portata a scrivere questo libro?</strong><br />
D.I.: <span style="font-size: 14pt;"><em>L’idea di questo romanzo inizia in realtà molti anni prima, durante un viaggio aereo. Si potrebbe dire che l’idea di questo racconto è nata in cielo, inizialmente però la scartai a causa della sensazione che quello che ne sarebbe scaturito non sarebbe stato compreso: le mie emozioni parevano non corrispondere alle aspettative della civiltà umana. Ciò nonostante l’idea originaria è risorta con “La Viola di Alice”, dal bisogno di osservare il mondo da una nuvola. La mia anima aveva deciso di parlare, e io non potevo fare altro che ascoltarla. Durante la stesura del mio racconto ho voluto ricordare agli umani che esistono più dimensioni, il cielo, l’universo, la vita e un mondo oltre la vita, tra fantasia e realtà.</em></span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/la-viola-di-alice-un-racconto-neogotico-e-dark-per-leggere-nei-cuori-giovani/">La Viola di Alice, un racconto neogotico e dark per leggere nei cuori giovani</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/la-viola-di-alice-un-racconto-neogotico-e-dark-per-leggere-nei-cuori-giovani/">La Viola di Alice, un racconto neogotico e dark per leggere nei cuori giovani</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Italia, un sistema sanitario multilivello con un futuro incerto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2024 08:09:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inchiesta Sanità Pubblica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diritto alla salute e economia Ultima parte: dai “conti in ordine” alla sanità “post-pandemia”. L’esplosione</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Diritto alla salute e economia </strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Ultima parte: dai “conti in ordine” alla sanità “post-pandemia”.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">L’esplosione pandemica con le tragiche conseguenze in termini di perdite di vite umane, le misure adottate per farvi fronte e la connessa crisi economica e finanziaria hanno posto i singoli paesi membri e l’Europa di fronte all’esigenza di mettere in atto ed accettare una deviazione temporanea dagli obiettivi finanziari prefissati, secondo quanto previsto dal “Fiscal Compact” per i casi d’emergenza. L’Unione Europea ha messo in campo misure straordinarie per il sostegno alla ripresa e questo è sembrato un segno del mutare dei tempi. Nel momento in cui si scrive, si sta discutendo in sede europea una riforma del Patto di stabilità e degli stessi Trattati europei. Non ci occuperemo in questa sede di questi aspetti né di quelli legati alla crisi delle materie prime, ai conflitti bellici, all’introduzione del c. d. regionalismo differenziato in quanto concorrono in misura minore a chiarire il nesso tra l’attuale condizione del sistema sanitario nazionale e le scelte di politica economica e di finanza pubblica sin qui adottate. In riferimento a queste ultime, tenuto conto che l’Italia così come gli altri paesi dell’area euro, con la transizione alla moneta unica non ha più potuto fare affidamento sulla regola del cambio per contrastare le fasi cicliche avverse ed è stata dunque “costretta” a conseguire cospicui avanzi primari per far convergere il rapporto debito pubblico/PIL nel rispetto della regola del pareggio di bilancio, è possibile concludere che, stante la bassa crescita del PIL registrata nel corso del decennio 2010 – 2019, sia le Regioni che i governi hanno concorso a diminuire le risorse destinate al settore sanitario. Appare, altresì, chiaro come il nuovo sistema di finanziamento della sanità basato su costi standard abbia costituito la base per l’attuazione dei predetti ridimensionamenti al budget per la spesa sanitaria.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Oggi la spesa sanitaria è tenuta sotto controllo grazie a un modello burocratico che vede al vertice istituzioni e regole europee. </em></strong><br />
<strong><em>Nell’epoca pre-covid ciò ha consentito di salvaguardare i conti pubblici in un periodo di declino, ma un futuro incerto bussa alle porte e può mettere in discussione questo paradigma.</em></strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Possiamo affermare che il percorso seguito sino al 2020 nella direzione del federalismo fiscale ha avuto due importanti conseguenze sulla sanità, la prima è stata la creazione di un Sistema Sanitario Nazionale multilivello, che può essere anche definito come l’insieme di 20 diversi sistemi sanitari; la seconda è stata il controllo multilivello (enti decentrati – Stato – Europa) della spesa sanitaria in un periodo lungo caratterizzato da stabilità, ma anche da una crescita economica così scarsa da configurarsi come un sostanziale declino. Poiché la situazione di debolezza politica venutasi a creare a cavallo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 aveva prodotto governi che non avrebbero avuto il consenso e la forza necessaria per frenare l’indebitamento, è ragionevole ritenere che la gestione regionale della spesa sanitaria nell’osservanza dei vincoli esterni abbia impedito un grave depauperamento delle finanza pubbliche, distogliendo le responsabilità politiche dai governi centrali. La rigidità dei vincoli europei tuttavia ha fatto sì, da un lato, che in un lungo periodo di crescita insufficiente i governi riducessero la spesa per raggiungere i parametri di convergenza anche attraverso l’abbassamento del “fabbisogno sanitario nazionale standard”, dall’altro, che essi introducessero il principio secondo cui in mancanza di copertura finanziaria le prestazioni possono anche essere poste a totale carico dell’assistito. Certo è che sono molteplici gli spunti di riflessione sul contrasto irrisolto tra i principi espressi dagli articoli 32, 117 c. 2, lett. m) e 120 della Costituzione e dalla l. n. 833/1978, i quali contengono precetti morali in senso lato e garanzie del raggiungimento dei livelli essenziali delle prestazioni, in confronto al dettato dell’art. 13 del d.lgs. n.68/2011: “Nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e degli obblighi assunti dall’Italia in sede comunitaria, nonché della specifica cornice finanziaria dei settori interessati relativa al finanziamento dei rispettivi fabbisogni standard nazionali, la legge statale stabilisce le modalità di determinazione dei livelli essenziali di assistenza e dei livelli essenziali delle prestazioni che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale [&#8230;.]” che pospone il “fabbisogno sanitario nazionale standard” da determinarsi con legge statale, al rispetto dei vincoli comunitari ai quali anche le Regioni sono tenute ad attenersi. Emerge il tema della ricerca dell’equilibrio fra gli imperativi dello Stato sociale e i vincoli della finanza pubblica. E’ doveroso domandarsi, ad esempio, se la strada che stiamo percorrendo sia la migliore in assoluto a partire dalla fatto che i criteri di determinazione dei costi standard non sono esenti da perplessità essendo basati esclusivamente sulla popolazione senza legare direttamente i Livelli Essenziali di Assistenza ai fabbisogni. D’altra parte è lecito, in una prospettiva futura, porsi anche una domanda sul significato e valore intrinseco dell’equilibrio economico, il quale non necessariamente coincide con un livello ottimale di spesa.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/italia-un-sistema-sanitario-multilivello-con-un-futuro-incerto/">Italia, un sistema sanitario multilivello con un futuro incerto</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/italia-un-sistema-sanitario-multilivello-con-un-futuro-incerto/">Italia, un sistema sanitario multilivello con un futuro incerto</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Essere medicalmente una mosca bianca, riflessioni di una donna davanti al cancro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2024 20:14:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[conditio]]></category>
		<category><![CDATA[conditio humana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scrittrice Deborah Di Cicco consegna al pubblico un saggio esistenziale, un libro autobiografico sul</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="font-size: 14pt;">La scrittrice Deborah Di Cicco consegna al pubblico un saggio esistenziale, un libro autobiografico sul cancro per riflettere sulla </span></strong></em><strong><span style="font-size: 14pt;">conditio humana</span></strong></p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Deborah Di Cicco si presenta al pubblico come una giovane madre della <em>working class</em> le cui analisi pedagogiche, etiche, politiche e antropologiche, nonché la scelta forzata del tema trattato, raccontano la straordinaria padronanza acquisita nel campo di indagine dei “fini ultimi”. L’autrice classe 1975 nata a Saronno, cresciuta a Rocchetta al Volturno e residente a Ponsacco, in provincia di Pisa, già collaboratrice presso il giornale Il Ponte di Sacco ha debuttato nel mondo letterario nel 2023 (Protos Edizioni) con un libro che potrebbe aprire il varco a una svolta culturale. Per questa ragione ho voluto intervistarla.</p>
<p><strong>M.G.: Gentile Deborah Di Cicco, anzitutto La ringrazio per aver accettato il mio invito. “Storia di una mosca bianca” tratta molti temi intorno al senso dell’esistenza. Che cosa non sappiamo della vita che invece dovremmo sapere e che la malattia ci fa conoscere?</strong><br />
D.D.C.: <em><span style="font-size: 14pt;">Quando il cancro arriva non è una diagnosi ma una sentenza. L’unica vita che hai sta finendo e ti crolla il mondo addosso, però, in realtà, tutto può essere ricostruito passando per l’elaborazione e l’accettazione. Da questo lungo percorso assai doloroso può nascere la bellezza. C’è un esempio chiaro che è quello dell’ostrica: le perle nascono in un’ostrica il cui aspetto è simile a uno scoglio. Nascono da un dolore, la loro origine è legata ad un corpo estraneo che entra nell’ostrica e la costringe a reagire e a creare una formazione di madreperla, un elemento che ne ferisce le carni. Dalla sofferenza nasce la bellezza, come per molte cose rare e preziose. E’ così, c’è un corpo estraneo che entra e tu puoi decidere se quel corpo può non solo distruggerti il corpo ma anche l’anima. In realtà non è cambiato niente, e vorresti anche trasmettere questa cosa agli altri ma è molto difficile far capire la bellezza della vita “nonostante tutto”</span>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Malattia e politica. Chi è il malato per la società contemporanea e chi è veramente?</strong> D.D.C.: <span style="font-size: 14pt;"><em>Il malato è un numero. Si dice che questa impostazione sia dovuta alla privacy, però per noi malati è dura: hai un numero per l’armadietto, un numero per il letto, un numero per la visita, quindi sei un numero. E se non fosse per l’amore della famiglia oltre l’identità perderesti anche la dignità. I medici pensano più che altro in termini di malattie e non di malati, quindi non pensano che noi siamo solo portatori di un male e che abbiamo anche una nostra vita, una personalità, i figli, la famiglia, sogni…</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Nel corso della vita, un uomo su due e una donna su tre si ammalano di cancro. Perché allora la malattia e la morte sono argomenti tabù nella nostra società?</strong><br />
D.D.C.:<span style="font-size: 14pt;"><em> Tanti nascondono ancora la loro malattia, vissuta con un senso di vergogna. Vero è che le cose che non si conoscono come la morte e il cancro spaventano per questo si fa prima a far finta di niente, per questo diventano un “tabù”. A me piace molto lo scrittore Tiziano Terzani e in “Un altro giro di giostra” egli dice che la medicina è riuscita a rimandare la morte però non dà una spiegazione sulle cose che ci sono dopo la morte. </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: La fede religiosa è un altro aspetto umano che la società contemporanea ha progressivamente espunto da se stessa. Che cosa non abbiamo capito?</strong><em><br />
</em>D.D.C.:<em><span style="font-size: 14pt;"> La fede è fondamentale. Soprattutto quando stai male il senso di solitudine ti fa cercare aiuto. Quando ti senti diverso dagli altri dove puoi cercare aiuto? Io l’ho cercato nella fede, infatti, così come mi sono affidata alla medicina, allo stesso modo mi sono affidata alla fede. Per me è cambiato anche il modo di pregare, con il fatto di vedere il mondo con occhi diversi sentivo anche Dio in modo diverso, molto più vicino. Ecco, anch’io sono cambiata in questo senso, e oggi dico che parlare di fede è importantissimo: come si fa a non avere più punti di riferimento, a non credere in niente? In conclusione, anche la fede e l’amore della famiglia fanno parte della terapia salvavita. </span></em></p>
<p><strong>M.G.: “Storia di una mosca bianca” è scritto con una chiarezza argomentativa ed espositiva da far invidia ai classici della formazione. Quali sono i suoi riferimenti letterari e qual è stata la sua esigenza creativa?</strong><em><br />
</em>D.D.C.:<span style="font-size: 14pt;"><em> In realtà si tratta di un’opera troppo personale per poter essere inquadrata all’interno degli schemi letterari, per quanto ampi possano essere. Io amo Tiziano Terzani, Oriana Fallaci, Jane Austen: ho sempre letto tantissimo. C’è da dire che nel mio libro c’è qualcosa di tutti gli scrittori che amo. Quello che mi preme evidenziare per definire la mia esigenza creativa è che ritengo essere il mio un “libro necessario”, e che quando prendo carta e penna entro nel mio mondo in un modo istintivo. Credo che questa sia quello che arriva.</em></span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/essere-medicalmente-una-mosca-bianca-riflessioni-di-una-donna-davanti-al-cancro/">Essere medicalmente una mosca bianca, riflessioni di una donna davanti al cancro</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/essere-medicalmente-una-mosca-bianca-riflessioni-di-una-donna-davanti-al-cancro/">Essere medicalmente una mosca bianca, riflessioni di una donna davanti al cancro</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Come le Regioni sono diventate strumento di controllo della spesa sanitaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2024 07:27:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inchiesta Sanità Pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[competenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diritto alla salute e economia Parte Seconda: dal nuovo Titolo V al pareggio di bilancio</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: center;"><em><strong><span style="font-size: 14pt;">Diritto alla salute e economia</span></strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong><span style="font-size: 14pt;">Parte Seconda: dal nuovo Titolo V al pareggio di bilancio</span></strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Nel 2001, in attuazione del principio di autonomia finanziaria stabilito dall’art. 119 della Costituzione, il Titolo V della Carta venne modificato costituzionalizzando il federalismo fiscale. L’idea di fondo, che sposava le esigenze di oculata gestione della spesa a favore della tenuta dei conti pubblici, era che lo spostamento di una parte della potestà fiscale agli enti territoriali avrebbe assicurato, mediante una più diretta rappresentanza, una maggiore responsabilizzazione degli organi di governo degli enti decentrati in relazione al reperimento delle risorse necessarie al loro finanziamento, e un migliore utilizzo delle risorse disponibili. Nell’arco temporale che va dal 2010 al 2019 la crescita economica italiana fu bassa. Per questa ragione le risorse destinate alla sanità subirono una contrazione in rapporto al Pil. I governi che si sono succeduti nel periodo considerato, ancorché abbiano aumentato in termini nominali la spesa sanitaria, hanno dotato il servizio sanitario nazionale di un finanziamento inferiore persino all’inflazione media annua, realizzando un sostanziale definanziamento per un importo stimato in 37 miliardi di euro. Alla vigilia di quel decennio venne emanata la l. n. 42/2009, cd. “delega sul federalismo fiscale”, che responsabilizzava tutti gli attori istituzionali nell’esercizio del potere di spesa fissando i criteri generali per le politiche finanziarie quali il rispetto dei vincoli di bilancio imposti dai trattati internazionali (art. 17). Il decreto legislativo attuativo n. 68/2011 sanciva a decorrere dal 2013 la “soppressione” dei trasferimenti in favore del c.d. fabbisogno sanitario nazionale standard determinato annualmente, con una scelta politica in senso proprio. Inoltre, stabiliva una suddivisione tra le funzioni rientranti nei livelli essenziali delle prestazioni (cd. “L.e.p.”) di cui all’art. 117, comma2, lett. m), Cost. il cui finanziamento integrale veniva garantito, e le funzioni non essenziali.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"><span style="text-align: justify;"><strong><em>Nel 2001 il Titolo V della Costituzione viene modificato all’interno di un processo di trasformazione dello Stato in senso federale che è tutt’ora in corso Il conferimento di funzioni e competenze alle Regioni si è rivelato un formidabile strumento di controllo della spesa pubblica, anche sanitaria.</em></strong></span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">E’ bene ricordare che nell&#8217;ottobre del 2009 la Commissione europea avviava una procedura per deficit eccessivo nei confronti dell&#8217;Italia, indice dell’inefficacia dei meccanismi interni utilizzati sino ad allora a contenere la spesa. Nel biennio 2010-2011 i paesi mediterranei dell’Unione Europea – tra i quali l’Italia, con la c.d. “crisi dello spread” – venivano colpiti dalla crisi del debito sovrano. A questa crisi, le istituzioni comunitarie risposero con un aggiornamento del Patto di stabilità e crescita che tra le altre cose prevedeva un irrigidimento dei vincoli di finanza pubblica e del relativo sistema sanzionatorio, con l’adozione del “Six pack”. Impegni tutti puntualmente assunti dal nostro paese con la sottoscrizione del c.d. Fiscal Compact (2 marzo 2012). Tale accordo vincolava le parti ad avere un bilancio pubblico in pareggio o in avanzo e, relativamente all’andamento della spesa pubblica, poneva la c.d. regola sull’evoluzione della spesa, un dispositivo che collegava l’aumento del tasso di crescita della spesa pubblica al tasso di crescita del PIL potenziale. Sulla base dei dati forniti dalla Ragioneria Generale dello Stato, nel periodo che va dal 2013 al 2019, (ossia fino alla circostanza eccezionale della pandemia da Covid-19 che ha comportato una sospensione controllata del Patto di stabilità), il rapporto indebitamento netto/PIL in Italia è stato inferiore al 3%. Peraltro, nel maggio 2013 il Consiglio Europeo abrogava la decisione sul deficit eccessivo per l’Italia per sopravvenuta ed integrale correzione dello stesso e da allora nei confronti del nostro Paese non è stata più attivata una procedura per deficit eccessivo. L’Italia ha avuto finalmente i “conti in ordine”.Tutto ciò è stato possibile grazie al coordinamento e l’equilibrio della finanza pubblica raggiunto con l’impianto federalista che ha reso gli enti territoriali, comprese le Regioni, corresponsabili del raggiungimento degli obiettivi assunti dall’Italia in sede Europea. Tale responsabilizzazione è stata realizzata estendendo agli enti territoriali i vincoli di bilancio imposti al Governo nazionale. In particolare, la partecipazione delle amministrazioni regionali agli obiettivi di finanza pubblica assunti dall’Italia in sede europea è avvenuta dapprima in base al c.d. Patto di stabilità interno, che poneva sanzioni a carico degli enti inadempienti per la quota ad essi imputabile. Successivamente, con la sottoscrizione del “Fiscal compact” nel 2012 e del c.d. principio di pareggio di bilancio, per Regioni ed altri enti locali l’equilibrio finanziario si considera rispettato se, in sede di rendiconto, viene conseguito un risultato di competenza non negativo, ossia se le entrate accertate risultano pari o superiori alle spese impegnate. Fermo restando che il mancato obiettivo del pareggio di bilancio determina l’applicazione di pesanti misure sanzionatorie e dei c. d. piani di rientro. Pare evidente che l’evoluzione in senso federalista del nostro Paese abbia conseguito nel periodo 2013 &#8211; 2019 l’obiettivo del concorso delle Regioni e degli enti locali alla sostenibilità del debito pubblico. Gli obiettivi di bilancio sono stati raggiunti grazie a una politica di stanziamenti oggettivamente insufficienti anche per quanto riguarda la sanità. Le ricadute sociali di questo rigido controllo della spesa (mancati investimenti, assunzioni, ecc.) non hanno tardato a presentarsi agli italiani sotto forma di disservizio cronico – se non di mancato funzionamento &#8211; che affligge molti settori della la sanità pubblica.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/193452-2/">Come le Regioni sono diventate strumento di controllo della spesa sanitaria</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/193452-2/">Come le Regioni sono diventate strumento di controllo della spesa sanitaria</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<item>
		<title>Federalismo fiscale, dalla salute dei cittadini a quella della finanza pubblica</title>
		<link>https://www.proposte-uils.it/federalismo-fiscale-dalla-salute-dei-cittadini-a-quella-della-finanza-pubblica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=federalismo-fiscale-dalla-salute-dei-cittadini-a-quella-della-finanza-pubblica</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jan 2024 17:04:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inchiesta Sanità Pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[amministrativo]]></category>
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		<category><![CDATA[Trattato di Maastricht]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diritto alla salute e economia &#8211; Parte Prima: dal “boom” al declino. Il Sistema Sanitario</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong><em><span style="font-size: 14pt;">Diritto alla salute e economia &#8211; Parte Prima: dal “boom” al declino.</span></em></strong></p>
<p><strong><em><span style="font-size: 14pt;">Il Sistema Sanitario Nazionale è sorto in un periodo di grande prosperità per il nostro paese.</span></em></strong></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il Servizio Sanitario Nazionale è al centro di una crisi di sistema che tocca aspetti tanto numerosi quanto variegati. In questa sede si vuole esaminare il fenomeno della perdita di valore della sanità pubblica nell’ultimo ventennio alla luce del complesso rapporto esistente tra il diritto alla salute sancito in via di principio dall’art. 32 della Costituzione e le disposizioni costituzionali, legislative e comunitarie relative all’evoluzione dell’assetto politico-territoriale del nostro Paese. Negli anni ’70 prendeva il via il decentramento amministrativo regionale con la definizione delle entrate tributarie e l’attribuzione a quegli enti della personalità giuridica collegata all’obbligo di avere un proprio bilancio. Successivamente veniva attribuita alla competenza regionale la materia dell’ “assistenza sanitaria ed ospedaliera” ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione.<br />
Nel 1978 veniva istituito il servizio sanitario nazionale sostitutivo del sistema previgente basato sulle Casse Mutue. La riforma rappresentava una vera e propria rivoluzione nel sistema di welfare in ragione dei principi di universalità dell’accesso e della garanzia dell’uniformità su tutto il territorio nazionale. Nella l. n. 833/1978 la ripartizione del Fondo sanitario nazionale era finalizzata a “realizzare in tutto il territorio nazionale un&#8217;equilibrata organizzazione dei servizi”, “eliminando progressivamente le differenze strutturali e di prestazioni tra le regioni”, e tenendo “presente l&#8217;esigenza di superare le condizioni di arretratezza socio-sanitaria che esistono nel Paese, particolarmente nelle regioni meridionali”, con la prevalenza dello Stato sulle Regioni nel fissare i livelli delle prestazioni sanitarie che devono essere garantite a tutti i cittadini (c.d. L.e.a. “Livelli Essenziali di Assistenza”). Assistevamo, dunque, a una espansione generalizzata del c.d. Stato sociale in campo sanitario fondato sulla c.d. “spesa storica”, con le risorse per la sanità assegnate mediante un Fondo sanitario nazionale approvato ciascun anno con la manovra di bilancio. La sostenibilità del sistema era inscindibilmente legata alla crescita economica nel periodo storico che va dagli anni del “boom” fino alla metà degli anni ’70, quando il pareggio dei disavanzi economici degli enti decentrati veniva sostanzialmente assunto a carico del bilancio dello Stato.<br />
Al graduale rallentamento della crescita economica che va dalla seconda metà degli anni’70 sino ai primi anni ottanta fece seguito la grave crisi politica, economica, finanziaria e demografica che coinvolse il nostro Paese, tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90, quando venne raggiunto un indebitamento pubblico pari al 121,8% del PIL (1994).</p>
<blockquote><p><strong><em><span style="font-size: 14pt;">Una lunga fase di declino ha causato il passaggio a un sistema sanitario basato sull’autonomia finanziaria delle regioni per il controllo della spesa pubblica.</span></em></strong></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">L’Italia affrontò questa crisi con una serie di riforme dirompenti nel governo della spesa pubblica. La principale di queste riforme &#8211; quantunque eteronoma &#8211; è costituita dal Trattato di Maastricht (1993), il quale imponeva agli Stati membri della UE di evitare disavanzi pubblici eccessivi. Tra i c.d. parametri di convergenza figuravano la regola del rapporto indebitamento netto/PIL non superiore al 3%, intendendo il deficit quale “saldo globale” del conto economico consolidato delle amministrazioni pubbliche, e la regola del rapporto debito/PIL inferiore al 60%. Poiché i parametri di finanza pubblica erano fondamentali per valutare la convergenza delle varie economie, nel 1997 il Consiglio Europeo approvò la prima versione del Patto di stabilità e crescita la cui regola fondamentale è che i bilanci pubblici devono tendere nel medio periodo al pareggio o a un leggero avanzo.<br />
Alla stregua di tale principio, le spese di funzionamento delle amministrazioni pubbliche avrebbero dovuto trovare adeguata copertura nel gettito tributario. Tuttavia mancava ancora – almeno in Italia &#8211; la capacità di garantire il rispetto dei vincoli di bilancio al di là dei meccanismi di raccolta del consenso politico. Nel periodo che va dal 1994 al 2009, dopo un’iniziale contenimento del debito pubblico e dell’indebitamento netto, entrambi i parametri ricominciarono a crescere. Contemporaneamente venivano introdotte una serie di riforme di stampo federalista tra le quali la Riforma Bassanini, per il conferimento di funzioni e compiti alle Regioni; e una normativa sul federalismo fiscale con il d.lgs. n. 56 del 2000 entrambe finalizzate a contrastare la crescita della spesa. Dal punto di vista sanitario, con il d.lgs. n. 229/1999 sulla “razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale”, si stabiliva per la prima volta con chiarezza che: «La tutela della salute […] è garantita […], attraverso il Servizio sanitario nazionale, quale complesso delle funzioni e delle attività assistenziali dei Servizi sanitari regionali e delle altre funzioni e attività svolte dagli enti e istituzioni di rilievo nazionale&#8230;». Questo breve passaggio esprime un importante mutamento di paradigma in quanto il soggetto denominato «Servizio sanitario nazionale» è formalmente identificato nella pluralità dei servizi sanitari delle singole regioni. Il d.lgs. n. 56 del 2000 ha costituito il primo intervento organico di realizzazione di un sistema di fiscalità regionale, con lo scopo di superare gradualmente il criterio della “spesa storica”. Esso disciplinava tre strumenti di finanziamento: la compartecipazione al gettito dell’I.v.a. e all’accisa sulla benzina, e l’addizionale regionale sull’I.r.p.e.f..<br />
Con specifico riguardo alla sanità, inoltre, vi erano ulteriori entrate regionali, quali l’I.r.a.p. e i mezzi di autofinanziamento regionale c. d. “entrate proprie”. Per rimediare agli squilibri territoriali che il venir meno dei trasferimenti statali avrebbe comportato, il decreto introduceva un fondo perequativo nazionale teso a ridurre le differenze interregionali, sostitutivo del Fondo sanitario nazionale. Le mutate condizioni interne e dei rapporti internazionali rendevano necessario attuare un controllo rigido della spesa pubblica, anche sanitaria, devolvendo alle Regioni le relative competenze in un regime di autonomia fiscale, come risposta ad una profonda trasformazione politica e demografica del nostro Paese.</p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/federalismo-fiscale-dalla-salute-dei-cittadini-a-quella-della-finanza-pubblica/">Federalismo fiscale, dalla salute dei cittadini a quella della finanza pubblica</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/federalismo-fiscale-dalla-salute-dei-cittadini-a-quella-della-finanza-pubblica/">Federalismo fiscale, dalla salute dei cittadini a quella della finanza pubblica</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Imponderabilità della vita, narcisismo e noir nel romanzo del medico Massimo L’Andolina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jan 2024 08:31:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un professionista di grande esperienza ha indossato le vesti di autore senza dismettere il camice</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong><em><span style="font-size: 14pt;">Un professionista di grande esperienza ha indossato le vesti di autore senza dismettere il camice </span></em></strong></p>
<p><strong><em><span style="font-size: 14pt;">Il suo primo romanzo intitolato “Viaggio a Leningrado” narra la storia di un narcisista patologico atipico</span></em></strong></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Massimo L’Andolina è un medico chirurgo assai stimato presso l’Ospedale di Tropea dove gestisce da anni l’ambulatorio di Reumatologia che rappresenta un punto di eccellenza della sanità calabrese. Nato a Parghelia, piccolo Comune della provincia di Vibo Valentia posto sul Tirreno, ha compiuto gli studi medici presso l’Università di Pavia specializzandosi poi in Neurologia presso l’Università “Magna Grecia” di Catanzaro. Egli, dopo essersi cimentato nella realizzazione di commedie in vernacolo ambientate nel passato rurale della Calabria e di un dramma sulla Passione di Cristo, ha pubblicato quest’anno l’opera “Viaggio a Leningrado” per i tipi della Protos Edizioni. Ho deciso di intervistarlo per comprendere meglio l’esigenza artistica che lo ha ispirato per la realizzazione di questo libro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Egregio Dott. L’Andolina, il suo romanzo è un noir, ma l’atmosfera del racconto si richiama espressamente alla letteratura mitteleuropea e russa. Inoltre, il protagonista è quello che le cronache odierne identificano come “narcisista patologico”, tuttavia lo è in maniera atipica. Qual è la chiave di lettura di questo romanzo?</strong><br />
<span style="font-size: 14pt;">M.L.A.: <em>La chiave di lettura del racconto “Viaggio a Leningrado” non deve essere ricercata in unica espressione psico-letteraria. Il racconto insiste su diversi aspetti, alcuni drammaticamente attuali, riconducibili magari ad una sola chiave di lettura che potrebbe essere intesa come l’imprevedibilità della vita ma soprattutto del comportamento umano in funzione ai molteplici stimoli, positivi e negativi che la vita ci riserva e che hanno un impatto spesso imprevedibile sulla nostra personalità. Nella fattispecie, la violenza, la sofferenza, l’amore, la musica determinano effetti diversi sui </em></span><em><span style="font-size: 14pt;">diversi personaggi che rispondono a quei stimoli in base alla loro struttura psico-culturale.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Il tema del narcisismo patologico è oggi associato anche a pratiche di violenza maschile nei confronti del genere femminile. Al contrario il protagonista del romanzo non è violento e sembra convinto della bontà del proprio comportamento. Qual è la relazione tra realtà e finzione in questo romanzo?</strong><br />
<span style="font-size: 14pt;">M.L.A.: <em>C’è da precisare che spesso il narcisista appare come una persona assolutamente normale e di successo e che le sfumature che possono tradirlo non sono comprensibili a tutti e subito evidenziabili. Il personaggio chiave del romanzo è Saverio che appare quasi sin da subito come un personaggio insolito; incostante, superficiale che tradisce per un attimo la totale mancanza di empatia nei confronti di Alicia proprio nel momento in cui Alicia stessa gli confessa il vero motivo della sua insanabile sofferenza. Alicia avverte subito la distanza di Saverio dal suo dolore ma lui immediatamente la convince del contrario rifugiandosi nella menzogna. Il narcisismo si può manifestare con molteplici sfaccettature che vanno dalla autostima fisiologica (sano narcisismo) e alla ipersensibilità, al masochismo, al sadismo, nella totale assenza di empatia, e quindi alla violenza verso gli altri e se stessi in un contorno di autostima ipertrofica. In pratica nello stesso soggetto il narcisismo patologico si può manifestare con due personalità tra loro diverse ognuna delle quali può prendere il sopravvento sulla base di processi stimolatori; emozioni, stress, traumi o anche sull’ auto-convincimento di non essere considerato dagli altri quanto vale e quindi vittima di denigrazioni o svalutazioni delle proprie qualità superiori oppure vengono vissuti con risvolti fortemente drammatici soprattutto in soggetti con personalità paranoica o schizoide. Da sottolineare che in alcuni soggetti l’egocentrismo e il bisogno di essere continuamente elogiati o ammirati sfocia in atteggiamenti autoesaltanti e marcatamente sessualizzati. Quindi la relazione tra realtà e finzione in questo romanzo è la malattia.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: La vicenda è ambientata in una cornice storica di metaforico “crollo” rappresentato dal contrasto tra la fine del socialismo reale e la serenità di Tropea. D’altra parte vi è la stimolazione uditiva data dalle opere musicali citate. Quali sono le esigenze artistiche o autobiografiche che hanno ispirato questo romanzo?<br />
</strong><span style="font-size: 14pt;">M.L.A.: <em>Credo che in realtà di crolli ce ne siano diversi che hanno in comune come dicevo prima l’imprevedibilità della vita o se preferisce della Storia della vita degli uomini intesa come singoli o come pluralità. La caduta del comunismo scientifico che ha interessato il mondo intero; il dramma vissuto da Alicia, tradita da un suo amico, quello vissuto da Saverio nascosto anche a se stesso e infine le poche certezze di Nadia drammaticamente svanite. Di autobiografico in “sensu scricto” c’è poco, c’è molto invece dell’amore verso la Storia e la Letteratura russa e verso la Musica. Musica che forse e la vera e silenziosa protagonista del romanzo che in modo diverso traccia e determina, nel bene e nel male il destino di tutti e tre i personaggi.</em><br />
</span><br />
<strong>M.G.: Quali sono secondo lei gli ostacoli che incontra oggi uno scrittore emergente, talentuoso e portatore di contenuti originali nell’ottenere il meritato riconoscimento o nell’affermarsi nel mercato?<br />
</strong> <em><span style="font-size: 14pt;">M.L.A.: Gli ostacoli sono diversi e molteplici. In primis la triste realtà data dal fatto che purtroppo l’Italia è un Paese che legge poco e questo pregiudica anche le scelte delle case editrici che trovano difficoltà a pubblicare gli scritti di un illustre sconosciuto quale io sono. Un altro ostacolo è l’autopubblicazione. La casa editrice pubblica se tu paghi. In questo “tranello” c’è cascato anche Ippolito Nievo e questo può essere consolante ma, a mio avviso, è una condizione umiliante e deprimente. Infine le scelte di molte case editrici che spesso puntano su pubblicazioni di personaggi famosi in altri settori dell’Arte, molti dei quali si rivelano poi dei flop e che comunque non danno nessun contributo alla Letteratura.</span></em></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/imponderabilita-della-vita-narcisismo-e-noir-nel-romanzo-del-medico-massimo-landolina/">Imponderabilità della vita, narcisismo e noir nel romanzo del medico Massimo L’Andolina</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/imponderabilita-della-vita-narcisismo-e-noir-nel-romanzo-del-medico-massimo-landolina/">Imponderabilità della vita, narcisismo e noir nel romanzo del medico Massimo L’Andolina</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>Una nuova metafisica dell’amore nell’opera letteraria “Connessione mentale&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2023 09:07:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un racconto impalpabile e rarefatto porta nelle librerie un nuovo concetto di romanzo d’amore in</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em><span style="font-size: 18pt;">Un racconto impalpabile e rarefatto porta nelle librerie un nuovo concetto di romanzo d’amore in cui il sentimento viene disancorato dal materialismo</span></em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Antonella Daffinoti è una poetessa calabrese di Rombiolo, in provincia di Vibo Valentia.<br />
Già finalista in numerosi concorsi di poesia di livello nazionale, nel 2020 è vincitrice del Concorso nazionale di poesia “Paola Carbone”.<br />
L’esigenza creativa l’ha portata a sviluppare uno stile originale sia nella prosa che nella poesia che lei stessa definisce “compagna di vita”.<br />
E’ del 2017 la sua opera prima intitolata “In volo verso l’infinito” dedicata alla memoria del fratello scomparso, seguita nel 2018 dalla prima raccolta di poesie “I pensieri di Dafne”. A queste hanno fatto seguito una seconda raccolta intitolata “Viaggio nei giardini del cuore” (2021) e “Una gemma dagli occhi ambrati” (2022), tutti editi da Mario Vallone Editore.<strong><br />
</strong>Nel maggio 2023 la Protos Edizioni ha dato alle stampe l’ultimo libro della scrittrice: “Connessione mentale”. L’opera è l’ultimo approdo verso uno stile complesso, lontano dai canoni oggi in voga e che possiede numerosi aspetti di interesse. Si tratta infatti di poesia mista a prosa in cui la lirica oscilla costantemente tra la metafisica, lo spazialismo in senso lato e la psicologia, in una cornice naïf circonfusa di mistero.<br />
L’ho intervistata per comprendere meglio questa poetica particolare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.</strong>: <strong>Gentile Antonella Daffinoti, la ringrazio per aver accettato il mio invito.<br />
Il suo ultimo libro “Connessione mentale” narra la storia d’amore sublime e trasfigurata di due coppie di amanti in connessione mentale tra loro.<br />
Qual è il significato e quale può essere la chiave di lettura di questo testo?</strong><br />
<strong>A.D.:</strong> <em><span style="font-size: 14pt;">Questo libro è nato dall’incontro con una persona che mi ha raccontato la sua storia. In quel momento non immaginavo che avrei scritto un nuovo libro perché avevo appena pubblicato il precedente, invece l’ho trovata particolarmente adatta a raccogliere le mie emozioni insieme con quelle della persona che me l’aveva raccontata. Così, senza nemmeno accorgermene è nato questo testo sulla relazione d’amore. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La coppia Brenda e Simon ha vissuto in un’altra coppia di persone loro antenate, Philar e Willy. La protagonista Brenda sogna creando la connessione con Philar, e ama Simon con la consapevolezza di averlo già fatto in un’epoca passata. Per quanto possa apparire complesso il risultato, il mio lavoro è molto naturale. Mentre solitamente nella scrittura tutte le cose sono inquadrate e hanno un ritmo ordinato, a me piace seguire quello che la mia testa mi suggerisce in un determinato momento. Vado dietro all’intuizione e ai suggerimenti che il mio inconscio mi dà senza cambiare nulla cercando di restare il più fedele possibile alla spontaneità della scrittura nel momento in cui nasce.</span><strong><br />
</strong></em><strong><br />
M.G.: Quali sono i suoi autori e libri di riferimento e gli elementi da cui trae ispirazione nel processo creativo?<br />
A.D.:</strong> <span style="font-size: 14pt;"><em>I miei autori di riferimento sono Emily Dickinson, Ungaretti, Montale, Calvino, Leopardi…E ce ne sono molti altri!  Sono tutti autori di libri importanti verso i quali ho provato un particolare trasporto.  Invece, per scrivere traggo ispirazione dai momenti bui, situazioni di tristezza e solitudine. Quando qualcosa mi turba mi immergo nella scrittura e paradossalmente quelli sono i miei momenti migliori. Sono attimi che colgo in qualsiasi momento: qualunque cosa stia facendo mi fermo e appunto le cose per non perdere l’ispirazione.</em></span><strong></p>
<p>M.G.: Che tipo di risposta ha avuto la sua originale proposta letteraria dal pubblico?<br />
A.D.:</strong> <span style="font-size: 14pt;"><em>L’impatto sul pubblico è estremamente positivo e sono molto felice dell’esito del libro. Chiunque lo ha letto è rimasto colpito dall’insieme di poesia e prosa, unite alle illustrazioni che le accompagnano. Posso riferire il recente commento di una lettrice che ha espresso il proprio apprezzamento: questa signora, che tra l’altro è una psichiatra, mi ha detto di aver trovato molti spunti interessanti e che il racconto è “positivamente non per tutti” nel senso che se viene letto con troppa leggerezza non si riesce a entrare nella storia, e io condivido questo punto di vista. Del resto il messaggio che porta con sé la protagonista è un approccio con l’altro sesso non sul piano fisico ma su quello spirituale, e questo è ciò che lega la coppia nell’amore.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Quali sono i principali ostacoli che incontra una scrittrice emergente al giorno d’oggi?<br />
A.D.:</strong> <span style="font-size: 14pt;"><em>Personalmente sento di non aver avuto nessun ostacolo. Da quando ho incominciato a pubblicare le mie opere ho sempre avuto dei buoni risultati, anche nei concorsi. In questo periodo sto partecipando ad incontri culturali dove l’arte viene espressa in tutte le sue forme, per cui mi trovo a recitare poesie e declamare altre letture insieme ad esposizioni di pittura, scultura e con la musica. Le persone partecipano e rimangono affascinate da quello che dico e la mia sensibilità arriva, infatti, ho notato che il pubblico non si alza per andare via alla fine dell’evento perché spera che ci sia dell’altro e questo mi rende contenta.</em></span></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/una-nuova-metafisica-dellamore-nellopera-letteraria-connessione-mentale/">Una nuova metafisica dell’amore nell’opera letteraria “Connessione mentale”</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/una-nuova-metafisica-dellamore-nellopera-letteraria-connessione-mentale/">Una nuova metafisica dell’amore nell’opera letteraria “Connessione mentale&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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		<title>“Il viola del grano”, una visione del rifugio interiore dell’adolescente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Proposte UILS]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2023 08:34:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista alla scrittrice che, attraverso una scrittura sperimentale e intima, ha trascritto nero su bianco</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 18pt;"><em>Intervista alla scrittrice che, attraverso una scrittura sperimentale e intima, ha trascritto nero su bianco lo scenario onirico del risanamento di una ferita dell’anima</em></span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Michela Di Gregorio Zitella è una scrittrice e poetessa abruzzese che ha scoperto nel periodo dell’adolescenza il proprio talento letterario vincendo il Premio “Alessandra Schiarini” per la poesia nel 2009. A partire dal 2016 ha esercitato la scrittura con la raccolta di poesie e racconti “Ossa cave” pubblicato da Lupi Editore, con una crescita costante delle partecipazioni in antologie di rilievo regionale e nazionale cimentandosi anche nei generi della fiaba per bambini, del racconto breve e della narrazione drammatica. Nel 2022 ha scritto l’articolo “Le donne in Accattone” dedicata a Pier Paolo Pasolini per Daimon Edizioni e altri racconti per le raccolte “Un aforisma nell’agenda”, “Racconti in cento parole” e “Una storia al giorno” pubblicate da Giulio Perrone Editore. Nel novembre 2022 ha stampato con Protos Edizioni il racconto inedito originale, Il viola del grano. Il racconto breve si caratterizza per l’atmosfera intima e rarefatta che trasporta il lettore in un luogo irreale carico di simboli inconsci ed figure oniriche, per una sorta di risanamento interiore dell’essere umano. Un approccio insolito tra il diario, il flusso di coscienza, la psicologia e l’allegoria, lasciando trasparire le influenze di autori come Richard Bach o Antoine de Saint Exupéry. Ho deciso di intervistare la giovane autrice per comprendere l’esigenza di una scrittura così poco conforme ai canoni dell’editoria odierna.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Gentile Michela Di Gregorio Zitella ho visto il lungo elenco delle sue pubblicazioni, anche nelle altre opere mantiene questo approccio surrealista e fantastico?</strong><br />
<span style="font-size: 14pt;"><strong><span style="font-size: 12pt;">M.D.G.Z:</span></strong> <em>Sì, il mio obiettivo iniziale era quello di sperimentare diverse forme di linguaggio al fine di arrivare a uno stile del tutto originale. Parallelamente alla poesia, ho scritto anche delle “fiabe nere”, ovvero testi in prosa composti sia dalla fiaba che dal crudo realismo dei fatti di cronaca. Da queste scelte sono nati racconti di genere horror, come nel caso di “Behemoth!” e “Delirium” o soggetti imprigionati in una quotidianità isolata e oppressiva, come accade in “Perdersi” e negli altri racconti della mia prima raccolta “Ossa Cave”. Negli ultimi anni, invece, come ne “Il viola del grano” a questa tendenza si uniscono temi a me cari come quello delle relazioni umane, la riflessione sulla comunicazione, l’eros e l’amore, elementi già presenti in poesia ma meno evidenti nelle primissime elaborazioni in prosa.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Quali sono i suoi riferimenti letterari italiani o stranieri?</strong><br />
<strong>M.D.G.Z:</strong> <em><span style="font-size: 14pt;">Rispondo telegraficamente: Kafka, Poe, Andersen e Shakespeare.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12pt;">M.G.: Il viola del grano mette alla prova il lettore trasportandolo in un mondo parallelo, misterioso e simbolico. Qual è la chiave di lettura e a che tipo di pubblico si rivolge?</span></strong><em><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-size: 12pt;"><br />
</span></span></em><strong><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-size: 12pt;">M.D.G.Z:</span></span></strong><em><span style="font-size: 14pt;"> Il tema del libro è una riflessione sulla comunicazione fra il preadolescente e il mondo che lo circonda, partendo anche dalla mia esperienza. Io ho vissuto questo delicato periodo della vita in un momento storico di grandi e rapidi cambiamenti: i social network, nati come intrattenimento, hanno preso molto potere, entrando fortemente nella nostra quotidianità, cambiandone le regole e quindi stravolgendo anche la comunicazione. La scelta che ho fatto di rimandare chiaramente al famoso “Piccolo principe” è data proprio da questa esigenza di trasportare la comunicazione su un altro livello, lasciando per un attimo lo spazio della realtà per creare (nel caso del libro, questo spazio si crea proprio su un altro pianeta) un varco a-temporale, in cui sedersi a riflettere profondamente sull’andamento della comunicazione e delle relazioni affettive. Uno spunto di riflessione che riguarda me stessa in prima persona e il pubblico di adolescenti e adulti a cui il libro è rivolto.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>M.G.: Qual è la sua opinione in merito alla letteratura italiana emergente e al mondo editoriale?</strong><br />
<strong>M.D.G.Z:</strong> <em><span style="font-size: 14pt;">I tanti autori emergenti di qualità, sono spesso sopraffatti dai grandi nomi di politici e persone dello spettacolo che intasano le librerie. Anche l’editoria per ovvie ragioni si è ritrovata nel grande sistema del “like”, dove il pubblico dei followers, numerosi e garantiti, conta anche in previsione delle vendite e della popolarità di un determinato personaggio. Il senso di smarrimento è forte, tuttavia penso sia importante analizzare il tempo in cui viviamo e capire questi meccanismi al meglio, sempre sperando e incoraggiando quelle Case Editrici che scelgono di scommettere sull’autore da loro curato e con un testo in cui loro credono, portando avanti un progetto comune.</span></em></p><p>The post <a href="https://www.proposte-uils.it/il-viola-del-grano-una-visione-del-rifugio-interiore-delladolescente/">“Il viola del grano”, una visione del rifugio interiore dell’adolescente</a> first appeared on <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.proposte-uils.it/il-viola-del-grano-una-visione-del-rifugio-interiore-delladolescente/">“Il viola del grano”, una visione del rifugio interiore dell’adolescente</a> proviene da <a href="https://www.proposte-uils.it">Proposte-UILS</a>.</p>
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