Al lavoro in bicicletta. L’azienda rimborsa il tragitto

Al lavoro in bicicletta. L’azienda rimborsa il tragitto

L’Italia aderisce al progetto “Bike to Work”

Molti i Comuni che hanno presentato la domanda a sostegno dei lavoratori e dell’ambiente

 

Andare al lavoro non è mai stato così divertente, specialmente se il tragitto viene rimborsato. È questa l’idea alla base di “Bike to work”, il progetto europeo, che coinvolge 14 Stati, pensato per incentivare la mobilità ecologica, trasferendo le quote dell’automobile alla bicicletta, con un programma di cambiamento per i dipendenti pendolari. Il progetto prende spunto da campagne che hanno promosso l’iniziativa, ottenendo un buon esito, coinvolgendo sia le aziende sia i dipendenti per stimolare questi ultimi all’utilizzo della bicicletta. Il vantaggio è anche quello di percepire in busta paga il rimborso dei chilometri percorsi per recarsi sul luogo di lavoro.

Un progetto che ha preso piede nei Paesi del nord Europa e in alcune città italiane come Forlì e Riccione, la cui efficienza si è palesata fin da subito per il beneficio che ne hanno avuto sia i lavoratori che le aziende. È dimostrato, infatti, quanto l’uso della bicicletta migliori la prestazione del dipendente in azienda, con conseguente miglioramento qualitativo delle prestazioni lavorative. Benefici che si esprimono in termini professionali, ambientali e salutari. È comprovato, inoltre, che i dipendenti che si recano a lavoro con questo mezzo di trasporto difficilmente si ammalano e sono più sereni e concentrati.

Uno studio condotto dall’OMS (Ordine mondiale della sanità) afferma che circa un miliardo e mezzo della popolazione mondiale svolge poca attività fisica, con un peggioramento dello stato di salute delle persone. In un’indagine di 168 Paesi, tra la scala dei 20 “più pigri”, uno spazio è occupato dall’Italia che registra una sedentarietà pari al 36,2% per gli uomini e per il 46,2% delle donne, includendo non solo l’attività sportiva ma anche quegli spostamenti effettuati con l’auto o i mezzi di trasporto. Dati che esortano i Governi a prendere provvedimenti per cambiare questa condizione.

Un primo passo già mosso dall’Italia che, in l’occasione della pandemia COVID-19, è stato quello di agevolare gli spostamenti ecologici grazie al Bonus mobilità per l’acquisto di veicoli per la mobilità personale a propulsione elettrica come biciclette o monopattini. Una delle tante iniziative finalizzate a una ripresa dell’economia ma, allo stesso tempo, per ridurre l’impatto ambientale di automobili e mezzi di trasporto pubblici.

Lavoro e welfare - Paola Sireci - Bike to work, in bici al lavoro

La Federazione Italiana Ambiente e Biciletta sposa da diversi anni il progetto “Bike to work” per incentivare l’utilizzo della bicicletta per gli spostamenti casa-lavoro. Tuttavia, ad oggi, sono molti Comuni italiani che hanno aderito al progetto, stanziando contributi significativi per realizzarlo. Città del centro Italia come Riccione, Forte dei Marmi, Forlì, Bologna, Sassuolo, Fiorano, fino al meridione con Messina in pole position per l’avvio dell’iniziativa. Il 7 agosto, infatti, sono state consegnate le prime biciclette a dipendenti pubblici e studenti universitari, nell’ottica di una mobilità sostenibile producente per i fruitori stessi. Sarà necessario richiedere la bicicletta elettrica tramite una piattaforma per smartphone, al fine della consegna della stessa in modo tale da sorvegliare il tragitto al fine del rimborso per i dipendenti. Nel comune siciliano il progetto “Bike to work” è solo il capofila del progetto “Muoviti leggero” promosso dalla Giunta comunale. Al seguito altre iniziative, come la riduzione pari al 50% dell’abbonamento ai trasporti pubblici, mettere in comune il trasporto tra studenti e lavoratori e infine interventi urbani finalizzati alla sicurezza comune.

Un progetto, Bike to work, pensato e attuato in un momento di profonda crisi che va a impattare sull’aspetto economico e ambientale, oggi fondamentali e per la crescita della società. Utilizzare la bicicletta porterà benefici alla salute, al portafoglio e all’ambiente. Una scelta eco sostenibile che unisce l’utile al dilettevole e che incentiva il suo utilizzo anche ai fini economici per i dipendenti che ne fanno uso. In questo periodo, in cui la pandemia ci ha cambiati nelle nostre abitudini quotidiane e domestiche, molti sono i progetti volti a una sensibilità sociale differente, anche nell’esempio dei paesi del Nord Europa. Oggi la mobilità eco sostenibile in alcune città, domani, chissà, maggiore unificazione di queste scelte a tutti i comuni italiani per un’Italia unita, pronta al cambiamento verso iniziative a sostegno dei cittadini.

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Paola Sireci