Da Lucca Comics & Games a Lucca Changes

Da Lucca Comics & Games a Lucca Changes

Lucca cambia, ma come?

A ottobre, una versione speciale della fiera del fumetto più famosa d’Italia. La community: «Senza Lucca, non è Lucca».

 

Sono passati ventisette anni dalla prima edizione del Lucca Comics & Games, la fiera internazionale dedicata al fumetto, all’animazione, ai videogiochi e ai giochi di ruolo più famosa d’Italia, prima in Europa e seconda al mondo, dopo il Comiket di Tokyo.

L’appuntamento di fine ottobre smuove fino a 500.000 persone ogni anno, tra paganti e non paganti, e costituisce una delle attività turistiche ed economiche più importanti della cittadina toscana, coinvolgendo anche i residenti. Dal 2006, la manifestazione si è espansa all’interno delle mura lucchesi, creando un’esperienza unica che vede la città animata dai padiglioni e dai cosplayer, appassionati che vestono per un giorno i panni dei propri personaggi preferiti.

Per l’edizione 2020, l’organizzazione della fiera si è scontrata con la difficoltà di garantire le misure di sicurezza durante un festival che mobilita risorse economiche e umane massicce. Ciò nonostante, mentre il Romics e Cartoomics, che si svolgono in spazi circoscritti come Fiera di Roma e Fiera di Milano, hanno deciso di annullare l’evento, Lucca Comics & Games ha proposto una formula alternativa: il Lucca Changes.

La fiera si svolgerà dal 29 ottobre al primo novembre, con l’obiettivo, secondo il direttore del festival Emanuele Vietina, di: «offrire quello che Lucca solitamente dava tramite un unico momento, attraverso molteplici piattaforme la cui somma delle parti possa riprodurre l’effetto Lucca».Turismo e attività culturali - Giulia Manzi - Da Lucca Comics Games a Lucca Changes

Il nuovo programma si articola su quattro pilastri: la città come cuore degli eventi; l’esplorazione del mondo digitale; la partnership con RAI e RAI RADIO2 Radio Ufficiale; l’istituzione dei Campfire.

«Non sarà sicuramente questo il giorno in cui, rinunciando al nostro programma, abbandoneremo l’anima inclusiva del nostro festival e della nostra community» afferma Vietina, ma la community stessa sembra pensarla diversamente. La riduzione della dimensione fisica della città a teatri, cinema e auditorium in cui assistere agli incontri dal vivo, assieme al contenimento dei cosplayer all’interno di palazzi storici, ha sollevato il malcontento generale. Tra le argomentazioni più discusse: l’impossibilità di partecipare come cosplayer senza acquistare il biglietto; costo troppo alto per la riduzione delle attività offerte; assenza dell’atmosfera da fiera, incentrata sull’incontro.

Anche gli appuntamenti digitali con pacchetti premium e attività on demand sono stati bocciati dagli appassionati, più propensi a un rinvio della manifestazione, piuttosto che un Lucca deturpato. Accusa, questa, rivolta per lo più ai Campfire!, dei “piccoli Lucca Comics” sparsi sul territorio nazionale all’interno di negozi specializzati, con anteprime e presentazioni di autori. La bufera punta il dito sia sul dispendio economico per il gestore del Campfire!, sia per la normalità delle attività previste, non dissimili da quelle abituali.

Non mancano le voci fuori dal coro di coloro che apprezzano l’iniziativa, all’urlo social di: «È un Lucca Changes, non Lucca Comics & Games», o che prediligono una versione ridotta della fiera piuttosto che la sua assenza. Di certo, modificare drasticamente le caratteristiche salienti della manifestazione non è stata una decisione facile, ma presa nel tentativo di: «dare un segno di continuità» come afferma il Sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini, che aggiunge: «l’Amministrazione Comunale ha preso piena consapevolezza di quanto la città e il festival avrebbero risentito degli effetti della pandemia. In questo caso, però, il rischio è molto diverso perché riguarda la possibilità di esistere o non esistere, di esserci o non esserci».

Non resta che aspettare ottobre, per vedere se il Lucca Changes sarà all’altezza delle aspettative degli organizzatori, o se le perplessità della community si dimostreranno fondate. Di certo, per quest’anno la città di Lucca dovrà fare a meno dei colori e dell’afflusso degli appassionati.

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Giulia Manzi